Cazzo… mi ha appena squirtato in faccia… La testa mi gira, ho un mancamento: non trattengo l’eiaculazione. Stringo le mani, le catene delle manette tintinnano. Un litro di sborra si pompa nella mia uretra, la attraversa con una forza che ho sperimentato poche volte in passato. La bocca mi si apre, solo il peso di Vittoria sul mio petto impedisce alla mia schiena di arcuarsi, il buco del culo mi si serra. «Sì, Linda! Sì, ti…» Stringo i denti, in un attimo di lucidità nell’uragano dell’orgasmo riesco a fermarmi prima di dire troppo.
È piacere liquido allo stato puro, mi sento mancare. Tutto l’universo si limita alla sborra che schizza fuori di me e il calore della figa di Linda. Il resto è inesistente.
Chiudo gli occhi e sprofondo nel cuscino con un sospiro. I polmoni si svuotano, il fiato che sibila nel naso si porta via anche l’ultimo grammo di forza nei miei muscoli, lasciando dietro di sé solo una pace divina.
Uno schiaffo mi colpisce sul volto. Apro gli occhi. La faccia di Vittoria è una maschera di rabbia. Ha la mano alzata per colpirmi di dorso.
«Non siamo qui a farti godere, figlio di puttana.»
La fulmino con lo sguardo. «Stai iniziando a essere un po’ noiosa, Vittoria. A questo punto, sono quasi tentato di smettere di guardarti il culo.»
La donna solleva più in alto la mano, ha uno spasmo per colpirmi ma si ferma dopo un paio di centimetri. Mi fissa con rabbia. «Linda, facciamo il cambio.» Scende dal mio petto.
La ragazza compare dietro di lei. Ha un sorriso e gli occhi socchiusi. Una gran quantità di liquidi cola lungo il mio cazzo dalle sue grandi labbra.
Si scuote, gli angoli delle labbra calano di un pollice, il tono della sua voce è piatto. «Sì, eccomi.» Solleva il culo, il mio uccello scivola fuori da lei e cade sul mio addome, gettando i fluidi sessuali di entrambi sulla pancia.
Vittoria prende dal copriletto il suo vibratore e lo solleva davanti a me. «Adesso questo te lo metto nel culo, bastardo!»
L’ano mi si chiude. «Non pensarci nemmeno!»
Linda glielo prende dalle dita e le sorride. «Lo uso io. Sono l’unica che non ha ancora goduto.»
Lo sguardo della donna lascia intendere che non è molto d’accordo, ma non dice nulla. Si sposta sul mio inguine e afferra il cazzo barzotto. «Stai già perdendo il tuo vigore, mezza sega?»
La bionda accende il vibratore, ronza tra le sue dita. «Ci penso io a farglielo tornare duro, Vittoria, non preoccuparti.» Mette il sex toy sul mio addome, trema tra i miei addominali. Linda ci si posiziona sopra con la figa. «Ah!»
Lei mi sorride, gli occhi le brillano. Un altro gemito le sfugge dalle labbra.
Le mando un bacio. “Sei un amore” formo con le labbra.
Si abbassa su di me, i suoi seni riempiono la mia visuale fino a scendere sulla mia faccia, il mio volto che s’insinua tra le sue tette. Cazzo, sì… Le manette bloccano le mie mani dall’afferrare quelle meraviglie.
Mi stringe la testa con le braccia contro il suo petto, il suo cuore batte in una tetta contro una mia guancia. Il profumo della sua pelle sostituisce quello della mia sborra e mi inebria. Linda geme ancora, il vibratore trema sulla mia pancia che si sta bagnando di liquidi sessuali.
Una mano mi scappella il cazzo ormai viscido. La voce di Vittoria è attenuata dalle tette sulle mie orecchie. «Quello ti sembra molestarlo?»
Le bacio il petto. Linda muove il suo busto, le sue tette si scuotono sulla mia faccia. È la migliore tortura al mondo.
«Ce l’ha di nuovo in tiro, o no?» La voce della dea rimbomba nelle mie orecchie.
Vittoria non risponde. La sua figa inghiotte di nuovo il mio uccello, le sue pareti vaginali intrise di umori non oppongono la minima resistenza. Inizia a sobbalzare sul mio inguine, la rete fa da eco ai gemiti di Linda.
Le braccia mi pesano come se fossero fatte di metallo, le gambe di mattoni. Essere scopato da una donna e una ragazza è più faticoso di quanto immaginassi… a meno che non sia il sedativo che Vittoria mi ha messo nel tè. La tipa è figa ma ha qualche problema…
Deglutisco. Forse non è stata una grande idea venire qui.
La troia continua a cavalcarmi, spinge il bacino verso il basso fino a farmi entrare tutto il cazzo nella sua figa. I colpi sono veloci, violenti. Per fortuna è bagnata o sarebbe davvero doloroso.
Linda mi stringe la testa, mugugna qualcosa. Il cuore le batte nella tetta al punto da scuoterla. Inspira fino a riempirsi i polmoni, trattiene il fiato, espira come se stesse piangendo o tremasse. Il mio ventre è bagnato dei suoi succhi, le gocce scivolano lungo i fianchi e colano sul copriletto. Le sue gambe tremano, sbattono contro il mio busto.
Le bacio una boccia, calda e profumata di sesso. Volto la testa da una parte, allungo la lingua e le lecco un capezzolo un paio di volte. Lei si muove un po’ e me lo mette tra le labbra. Succhio a occhi chiusi. L’eccitazione cresce.
Linda ansima, emette un gemito e trema come se un brivido infinito l’attraversi. «Ah… Wi— William…»
La ragazza viene sopra di me, ha un orgasmo ma non posso contemplare il suo viso angelico mentre gode… Le manette tintinnano e mordono i miei polsi a ricordarmi che non posso muovermi e abbracciarla. Cazzo…
Lei si accascia su di me, il suo dolce, caldo peso grava sul mio corpo bagnato dal suo piacere sessuale.
«Sei stata fantastica, Linda,» sussurro.
Mi bacia sulla fronte. «Voglio ancora il tuo cazzo…»
Chiudo gli occhi e non mi trattengo più. La sborra scivola fuori dal meato nella figa di Vittoria, il piacere è quello di una sega che mi faccio quando sono stressato, roba che mi ricordo di essermi sparato solo perché vedo il fazzolettino lercio accartocciato sul letto.
La donna si ferma con la sua cavalcata. «Pezzo di merda! Per lei ti trattieni e con me ti lasci andare così?» Vittoria si alza dal mio cazzo, l’aria lo circonda e mi rinfresca la cappella. L’odore acido dello sperma sta diventando asfissiante.
«Ehi, Linda! Prendi il mio posto.»
Le grosse tette si sollevano dal mio viso sudato. Linda lancia un’occhiata dietro di sé, una mano di Vittoria è sulla sua spalla. «Ok.» Raggiunge gattonando il mio inguine, afferra il mio cazzo e lo solleva con una mano. Mi scappella, il glande inizia a farmi male e l’uretra a bruciarmi.
Però, un’ultima scopata con Linda voglio concedermela lo stesso, potrebbe essere l’ultima tra noi due.
Poi, spero che la sceneggiata abbia termine. Va bene che volevo scoparvi, ma così è un po’ troppo…
