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Erotika
La streamer · Cap. 1
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Capitolo 1 di 3 14 min di lettura

Il cazzo di Salvador

Monica scopre il tradimento di Salvador.

William Kasanova
1 anno fa · 633 letture · 1

Mi sollevo e lo faccio scivolare fuori da me. Il suo cazzo sembra non finire più. La sua cappella è bagnata dalla mia eccitazione, luccica sotto la luce del lampadario.

Lui se lo afferra: è talmente grosso che a stento resta in erezione, cedendo sotto il proprio peso. «Cosa vuoi fare?» La sua voce lascia intendere che la novità lo stuzzica.

Gattono all’indietro e mi porto con la testa all’altezza del suo inguine. A pensarci, non ci starebbe male nemmeno un 69, ma la prima volta voglio stenderlo con il sesso, voglio che cada ai miei piedi. Deve lasciare la troia che se lo scopa e venire con me.

È un mezzo fallito, devo ammetterlo, non ha altre qualità che un corpo fantastico ed un cazzo da sogno, ma lo voglio che mi scopi durante le dirette, e la sua ragazza ufficiale può andarsene a fare in culo.

Afferro il suo cazzo e lo scappello completamente. Un pesante afrore di eccitazione maschile mi travolge, mi colpisce come un pugno, e invece di sanguinare mi fa bagnare ancora più in mezzo alle gambe. Sollevo lo sguardo verso di lui, che sorride.

«Non vedo l’ora di succhiartelo, maschione…»

«Chupa, vadia…» Salvador mette una mano sulla mia testa e spinge il mio viso verso il suo cazzo. «Faça-me gozar em sua boca».

Stacco una mano dal cazzo e la porto alla mia figa gocciolante. Stringo le cosce e mi ditalino: sentirlo parlare in spagnolo mi eccita troppo. Protendo la lingua e lecco la cappella, dal basso verso l’alto, passando sul taglio. Ha il sapore della mia figa ed un altro più intenso, forte. Cazzo, quando vorrei scoparlo a sangue…

Monica

Mi stringo le cosce, maledicendomi. Perché mi sto eccitando? Perché vorrei infilarmi una mano nelle mutande e massacrarmi la fregna guardando quella troia scoparsi il mio ragazzo? Lui che la mette sotto, la scopa, le sborra dentro…

Il cuore mi si stringe a sentirlo parlare in portoghese a quella… Gli occhi mi bruciano e la gola mi si chiude…

«Cazzo…» sibilo, e mi avvio all’ingresso senza il minimo rumore. Ne fanno già abbastanza loro due.

Metto la mano sulla maniglia e tiro su con il naso. Lancio un’occhiata alla porta della camera illuminata: goditelo a fondo, troia, perché ti aspetto di sotto e te la faccio pagare…

Teresa

La mia mano scivola sulla pelle dell’asta del cazzo. La mia figa ha spurgato come mai mi era successo prima, ho il cuore che batte contro le costole come se volesse saltarmi via dal petto. Questo stronzo ha un corpo meraviglioso, gli addominali sembrano finti e la pelle scura lo rende ancora più arrapante.

La mano che ha messo sulla mia testa mi accarezza i capelli, e spero che non mi spinga la testa perché non sono sicura di riuscire a mettermi in bocca tutta la sua nerchia. Mi ricorda uno strapon che ho comprato anni fa per usarlo in occasione di una collaborazione con un’altra streamer e con a cui volevo sfondarle il culo, ma mi ha sempre intimorito usarlo su di me…

Salvador ansima. «Teresa… Non fermare la tua lingua, minha doce putinha…»

L’afrore di sesso mi riempie la mente, la cappella odora di virilità fino a stordirmi. La mano che sta massacrando la mia fica si muove con maggiore impeto della mia lingua sul cazzo di Salvador. Chiudo gli occhi, un senso di calore risale lungo il mio corpo. Ansimo: sto per venire…

La mano di Salvador si abbassa per davvero e mi trovo buona parte della cappella in bocca, mi ritrovo da aprire più che posso la mandibola per non rigargliela con i denti.

«Sim, vadia, beba minha porra!» Salvador trema, sembra avere un attacco epilettico; il suo cazzo pare diventare più caldo e uno spruzzo caldo e colloso mi finisce in fondo alla bocca, poi un altro e un altro ancora. Deglutisco la sborra del brasiliano: non fosse per tutta la saliva che mi si è formata in bocca mi resterebbe in gola tanto è densa.

Metto una mano sulle labbra e tossisco, passo il dorso per pulirle.

Salvador ha gli occhi chiusi e sembra dormire come un bambino di un metro e novanta la mattina di Natale, abbandonato sul letto sfatto.  Io, invece, ero a tanto così dall’orgasmo… Non importa, se la cosa mi ha permesso di farlo mio.

Mi sdraio accanto a lui e lo abbraccio. Incredibile come un ragazzo tanto dotato possa essere un amante così pessimo. Troppe donne se lo sono scopato senza dirgli nulla a riguardo.

La sua ragazza si accontenta di qualcosa di simile? Povera fallita…

Stringo le braccia attorno al suo petto: le dita si toccano appena per le punte. In effetti, nessuna gli direbbe nulla, ad uno con una muscolatura simile. Si incazzerà mai? Quelle braccia potrebbero strappare le piante dal terreno… Capisco il motivo per cui nessuna si è mai lamentata…  QQ

Avvicino il volto al suo e le labbra sfiorano le sue.

Lui apre gli occhi di scatto e mi fissa. Sgrana gli occhi e si ritrae nemmeno fossi un animale sbavante. «Cosa stai facendo?»

«Vo-volevo baciarti».

Raggiunge il bordo del letto, una smorfia in volto. «Cosa? Che schifo! Hai succhiato il mio cazzo».

Davvero? Questo stronzo mi sborra in bocca senza nemmeno chiedermi il permesso e poi mi tratta come un’appestata. Stringo la mano che mi prude, non voglio fare la fine delle piante sradicate.

Lui sembra non rendersene nemmeno conto. La smorfia diventa il sorriso da figlio di puttana che ha tirato fuori al bar. «Dai, adesso dammi il culo». Afferra il suo cazzo e se lo mena: la sborra sull’asta, a quanto pare, non gli fa schifo quanto dovrebbe farlo a me. «La mia ragazza non me lo dà mai, ha paura che gli faccio male».

Non posso darle torto: ritrovarsi quel braccio nel culo dev’essere simile ad un fisting anale. Se fino a cinque minuti fa potevo farci un pensierino, dopo la sua scenata non ho intenzione di provarlo nemmeno io. Scendo dal letto. «Guarda, mi piacerebbe ma adesso devo andare». Prendo le mutandine dal pavimento e le indosso. «Domani ho un impegno presto e…»

Salvador si gira su un fianco, il cazzo gli si appoggia per la punta sul lenzuolo. Sotto la cappella scoperta in parte si allarga una macchia di umidità. Mette la testa sulla mano per tenersi sollevato e sorride ancora. «Dammi il tuo numero, così ti chiamo».

Scordatelo. Infilo la maglietta e gli faccio l’occhiolino. «Non preoccuparti, torno spesso nel bar qui sotto».

Lui sorride. Non so se è scemo o se ne ha scopate così tante che una in più o una in meno gli importa poco. Probabilmente, non si ricorda nemmeno il nome di tutte quelle che si è portato a letto nell’ultimo mese. Il mio, comunque, può anche scordarselo.

Non si alza nemmeno dal letto quando gli lancio un bacio e me ne vado.

Che coglioni, mi sono giocata uno dei bar che fa il migliore spritz di tutta Bologna…

Monica

Sollevo lo sguardo dallo schermo dello smartphone. Dalle scale scende una ragazza bionda con indosso una giacchetta di pelle. Non è lei: i capelli sono troppo corti e del colore sbagliato.

Il naso fa rumore quando inspiro al pensiero di loro due a scopare… Quanto tempo passerà a godersi il cazzo di Salvador quella troia? Chissà se il mio amore prova qualcosa di differente nella sua figa rispetto a ciò che vive quando si scopa la mia… Magari qualcosa di più intenso o…

Deglutisco, la saliva sembra passare per un imbuto. Le darà il culo? No, ti prego… Continua a chiedermelo e non ho mai avuto il coraggio… Non lasciarmi per un’altra perché si fa inculare!

 Il video di moda sullo schermo ha perso ogni attrattiva, cosa può importarmene delle Steve Madden se Salvador mi la—

Il suono di tacchi risuona lungo la rampa delle scale. Provengono dal piano di sopra, dove abita il mio amore! Una ragazza alta e mora scende i gradini, borbottando qualcosa sottovoce: sembrano imprecazioni. Guarda nella borsetta, ravanandone il contenuto. Ne estrae una scatola, fa cadere una mentina sul palmo di una mano e se la porta alla bocca.

È lei, ha l’odore della sborra del mio amore addosso, non posso sbagliarmi.

Mi avvicino alla scala e mi affaccio alla tromba: la ragazza raggiunge il piano terra e si dirige all’uscita.

Scendo gli scalini due alla volta e adesso è all’esterno. Controlla ai due lati della strada e attraversa.

Esco anch’io.

La testa della ragazza è sopra il tettuccio delle auto del parcheggio, si muove verso la posizione dove ho lasciato la mia. Stai a vedere che è la proprietaria della 500 rossa accanto alla mia… avrei dovuto darle una sportellata quando sono scesa.

Lascio passare un’auto e attraverso anch’io la strada. Mi metto accanto ad un suv e sbircio. Sì, si avvicina alla mia Ka, ma passa oltre e sale sulla Mini gialla appena oltre.

Resto immobile, mi chiedo cosa fare. Le luci della Mini si accendono e fa retromarcia.

Stringo le chiavi dell’auto in tasca: non posso fare nulla, ora, se non seguirla.

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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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