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Erotika
La streamer · Cap. 3
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Capitolo 3 di 3 10 min di lettura

Il culo di Monica

Monica scopre come non farsi più tradire da Salvador.

William Kasanova
1 anno fa · 384 letture · 0

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Monica

Qualcosa di piacevole proviene dal mio inguine. È una sensazione appena percettibile, gradevole, che mi fa sorridere. Il vibratore sta ancora funzionando a bassa intensità, forse si sta scaricando. Un paio di mani mi toccano le tette, me le premono e me le muovono. Veronica si sta divertendo con il mio corpo.

L’orgasmo… quell’orgasmo è stato fin troppo intenso. Devo essermi assopita. E non ho voglia di fare nulla se non l’amore con la mia amica. Ci vorrebbe anche Salvador, che ci scopa a turno…

Sorrido e apro gli occhi. Quella troia di PrincessBitch è ancora legata alla sedia, svenuta, il mento appoggiato ai seni… Sbatto le palpebre per mettere meglio a fuoco: i seni le sono calati di un paio di taglie? E perché è bionda invece di…

«Veronica!»

È legata lei alla sedia da gamer, priva di conoscenza. È completamente nuda, se non per i pantaloni e le mutandine abbassati sulle scarpe ancora ai piedi. Il pavimento davanti a lei è cosparso di aloni, così come il monitor del computer.

Mi volto di scatto. La troia è sopra di me. Mi sta cavalcando! Ansima, sta per venire, le sue grosse tette pendono su di me.

Allungo le mani per gettarla a terra ma non si muovono da dietro la mia schiena, i polsi sono legati.

La troia mi sorride. Si abbassa, mi prende la testa con le mani, me la sposta di lato e inizia a baciarmi il collo. Le sue tette premono contro le mie. Inizia a muovere il bacino avanti e indietro come se mi stesse fottendo: un oggetto rotondo, che vibra, si muove lungo la mia figa, fino a raggiungere il clitoride.

Il fiato mi si mozza, resto a bocca aperta mentre una stilettata di doloroso piacere mi trapassa la mente.

«Godi, cagna,» mi sussurra in un orecchio PrincessBitch, «fai felici i nostri spettatori».

Deglutisco quando il vibratore torna sul buco dell’utero. «Co… cosa?»

La troia mi bacia sulla bocca, mi mordicchia il labbro inferiore. Deglutisco di nuovo, mi sto eccitando… mi sta eccitando. Puttana, no…

PrincessBitch mi prende la faccia tra le mani. «Sto trasmettendo,» e indica con un cenno del capo la videocamera accanto al letto con il led rosso acceso. «Ci sono più di diecimila morti di figa che si stanno facendo una sega guardandoci mentre ti scopo».

Mi si mozza di nuovo il fiato, e non è per colpa del vibratore. «Ma… noi…»

La troia si alza e riprende a palparmi le tette. «Mi avete fatto perdere due ore di streaming con il vostro scherzo, ma la tua amica me li ha fatti riguadagnare tutti».

Veronica non si è ancora ripresa, deve aver passato delle ore a godere sotto lo sguardo del pubblico.

PrincessBitch mi fa l’occhiolino. «Il livello dieci non è quello più potente dei vibratori. La tua amica ha scoperto che arriva fino a dodici». Muove di nuovo la pallina contro il mio clitoride. «Chissà se spruzzi anche tu come lei: sembrava una fontana, con la bocca e gli occhi spalancati. Un vero spettacolo, vedere la tua amica godere».

Il mio fiato si mozza all’ondata di piacere che esplode dal mio inguine, i miei occhi si sbarrano. È come un fastidio nella schiena, mi devo contorcere per scacciarlo, è sempre più intenso. Non davanti a tutti… non per causa sua…

La troia mi lancia un bacio e mi fa l’occhiolino. «Lasciati andare… Non vuoi far godere qualche migliaio di segaioli contemporaneamente? È una sensazione fantastica».

Stringo i denti, la libidine sta diventando insopportabile. «Vaff…» Un lampo di piacere mi stordisce. Ci vuole un attimo prima che riesca a pensare di nuovo. «Vaffanculo!»

«”Vaffanculo”?» Lei solleva il capo e ride. «Ironico!»

Sorride, abbandona le mie tette e si stringe le sue. Trae un respiro rumoroso, inizia ad ansimare. Si muove meglio sul mio inguine e viene scossa da brividi. Inarca la schiena e lancia un grido. «Cazzo, sì, Monica! Fammi godere, cagna!»

Ha un orgasmo sopra di me, si contorce e viene. Si solleva sulle ginocchia, le tette che le palpitano per il cuore impazzito. Gattona fino a portare il suo inguine davanti a me, la sua figa violacea per l’eccitazione.

Questa troia non si aspetterà che gliela lecchi? Può andarsene a…

Si appoggia con una mano mettendosi a tre zampe, due dita dell’altra si infilano dentro di lei e si mette a menarsela con violenza.

«Cosa cazzo…»

PrincessBitch fa fatica a parlare, troppo sconvolta dagli strascichi dell’orgasmo appena vissuto, e che sembra far durare il più a lungo possibile. «Non vuoi… godere… per il… mio p… pubblico?»

Toglie la mano dalla figa e un getto di liquido caldo mi colpisce in volto con la pressione di una canna dell’acqua. Volto il capo ma sono fradicia. Trattengo a stento un conato di vomito.

La troia emette quello che sembra un ululato di piacere e soddisfazione. Ansima come se avesse appena fatto di corsa una dozzina di rampe di scale. Il suo culo si appoggia sulle mie tette.

«Il pubblico è soddisfatto ugualmente, adesso».

Apro gli occhi, gocce di squirto mi colano dalle ciglia delle palpebre. Merda, ne ho in bocca… «Che schifo…»

PrincessBitch mi assesta un buffetto sulla guancia. «Sei la morosa del tipo che mi sono scopata questa sera, giusto?»

Mi entra nel naso quando respiro. Mi viene da piangere… «Sì…»

«E ti bevi la sua sborra quando lo spompini, no? Non mi dire che ha un gusto migliore del mio spuzzo di gioia, perché non lo è affatto».

Troia… «Lasciaci andare… prometto che non lo faccio più».

Lei scende da me e sculetta fino ad un armadio con appeso lo stendardo del Milan. Lo apre, si inchina, con il taglio del culo che si apre come un sorriso beffardo, e fruga, spostando qualcosa all’interno. «Oh, non credo affatto: la prossima volta che il tuo cazzone ambulante va a rimorchiare una ragazza e se la scopa e tu lo scopri, andrai a fare di nuovo una stronzata come questa». Una coperta marrone a quadretti gialli scivola sul pavimento; la troia non ci fa nemmeno caso. «Il problema è che lui non è soddisfatto del vostro rapporto».

Cosa? Come si permette questa zoccola? «Non è vero, lui è felicissimo di stare con me, lo soddisfo sempre!»

Prima di andare avanti…

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