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Erotika
La streamer · Cap. 2
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Capitolo 2 di 3 18 min di lettura

La figa di Teresa

Monica scopre chi è l'amante di Salvador.

William Kasanova
1 anno fa · 396 letture · 1

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Monica

Giro la chiave della macchina ad una cinquantina di metri dalla casa dove la Mini della troia si è fermata.

Siamo fuori dalla città, in campagna, o almeno così sembra, visto che non ci sono luci lungo la strada e quella minima delle stelle sembra non illuminare altro che prati per chilometri.

Esco dall’auto, chiudendo la portiera senza fare rumore.

«Chi è il pazzo che abita in un luogo simile?» Le mie parole spezzano il silenzio opprimente che si è formato dopo che ho spento il motore. Il bubolare di un gufo mi dà ragione.

La casa della troia è una villetta ad un piano bianca e arancione. Alcuni segnapasso indicano un paio di percorsi nel giardino, circondato da un recinto basso e più estetico che funzionale.

Mi avvicino. Non ci sono cani a fare la guardia. Meglio.

Prendo il telefono dalla tasca e richiamo un numero. Risponde dopo un paio di secondi.

«Veronica, vieni subito qui?»

«Monica, cosa…»

«Ti mando il posto su Whatsapp, vieni subito».

 

Un paio di luci compaiono lungo la strada in mezzo ai prati, s’ingrandiscono. È la Clio gialla di Veronica. Le faccio segno con un braccio e lei si ferma dietro la mia auto.

Veronica scende.

Metto un dito davanti alla mia bocca. «Fai silenzio…»

Veronica si sposta una ciocca di capelli biondi dal viso illuminato dalla luce di cortesia dell’abitacolo. Appoggia la portiera alla macchina e la luce si spegne. Mi si avvicina. Indossa un top nero che le lascia scoperta la pancia piatta e profuma di shampoo: probabilmente stava tornando dalla palestra quando l’ho chiamata.

Per quanto possa essere solo una silhouette, il suo corpo curato arraperebbe un uomo anche in questo momento. Sbatto gli occhi, cercando di scacciare il ricordo di quando ci eravamo baciate alle superiori e le nostre dita avevano stretto i seni e massaggiato i cavalli dei pantaloni l’una dell’altra… Inspiro ed espiro, l’aria fresca della notte mi corrobora, il prurito cala di qualche punto.

«Cosa succede?» bisbiglia Veronica.

Indico la casa. «Questa sera ho beccato una troia scoparsi Salvador».

Veronica mi mette una mano sulla schiena. «Mi spiace, Monica. Cosa vuoi fare?»

«Andare dentro e darle una lezione. Nessuno si scopa il mio ragazzo e la passa liscia».

La mia amica non risponde, non mi chiede che tipo di “lezione” abbia intenzione di farle. È un bene, perché non saprei nemmeno io cosa rispondere. Improvviserò.

Le faccio segno di seguirmi, mi abbasso e raggiungo la casa.

Teresa

L’acqua calda scende lungo il mio corpo, stende i miei muscoli. Il vapore e il profumo di gelsomino del doccia schiuma riempiono il box, le casse acustiche del computer suonano musica ad alto volume. Mi passo le mani sul ventre, scendo sul mio inguine e con due dita discosto le grandi e le piccole labbra della mia figa. Infilo medio e indice nell’utero e faccio uscire la sborra che quel toro da monta mi ha pisciato dentro.

Chiudo gli occhi e sorrido, mentre il rilassamento dei muscoli che la doccia mi ha indotto scompare e riaffiora l’eccitazione per quel cazzone che mi ha fottuta… Ha lo stile di un cane randagio, romanticismo nemmeno a parlarne, ma… Fanculo, lo devo richiamare per davvero.

Lo scopo per bene, gli do il culo, che a quanto pare quella sfigata della sua ragazza non vuole darglielo, e me lo uso agli stream: quei pervertiti si sfasceranno l’uccello per le seghe, pagheranno fior fiore di denaro per vedermi scopare da un maschione simile e le troie che mi fanno concorrenza si ritroveranno a mangiarsi le dita con i loro dildo…

Chiudo l’acqua ed esco dalla doccia. Le gocce cadono sul tappeto. Prendo l’asciugamano dall’armadietto e me lo avvolgo attorno al corpo: un abbraccio morbido e caldo…

Non so nemmeno se vestirmi o restare nuda per lo spettacolo che inizierò tra una manciata di minuti… Sollevo le spalle. Chissenefrega, tanto quei segaioli mi pagano per vedermi godere, mica per scoprire cosa ho comprato oggi con i loro soldi. Sborrano letteralmente euro sulle mie tette, quei pervertiti.

Prendo il phon e mi asciugo i capelli, il suono della musica appena udibile. Muovo la testa al ritmo, conosco la canzone, anche se non so il titolo o la cantante.

Ok, sono pronta ad andare in onda… Rimetto il phon nel cassetto e prendo una spazzola. Mi metto davanti allo specchio, ancora appannato: lasciare aperta la porta che dà sul giardino non è bastato per far uscire l’umidità della doccia…

Mi tolgo di dosso l’asciugamano e lo passo sul vetro con una passata. Nel riflesso, compaiono due persone dietro di—

«Prendila, Veronica!»

Un braccio si stringe sotto le mie tette, una mano sulle mie labbra blocca il mio grido. Scalcio, ma vengo sollevata da terra e non riesco a colpire nulla dietro di me. Il mio cuore sta impazzendo, non voglio svenire.

Chi mi ha preso mi gira: mi trovo davanti una ragazza dai capelli neri e lo sguardo assassino. Scruta il mio corpo nudo si sofferma sul mio seno, poi fissa il mio volto.

Si passa la lingua sulle labbra, «Quindi è fatta così la troia che si sbatte il mio Salvador…»

Cazzo… è la fidanzata di quello stronzo…

Monica

Contemplo il corpo della troia… non è affatto male. Ha gli occhi chiari e dei lunghi capelli castani fino alla schiena: Salvador ha buon gusto nel tradirmi. Allungo le mani e le strizzo le grosse tette. Lei si dimena nella ferrea presa di Veronica (fare palestra, evidentemente, serve a qualcosa: dovrei farci un pensierino anch’io…), mugugnando qualcosa di incomprensibile sotto la mano che le tappa la bocca.

Veronica tiene il volto indietro, per non rischiare una testata. «Ok, e adesso che facciamo?»

La furia che mi era cresciuta mentre attraversavamo il giardino e trovavamo la porta aperta crolla: cosa facciamo? In effetti, speravo quasi di non trovare un modo di entrare e di andarcene dopo aver rotto qualche rosa o nano da giardino come vendetta…

Adesso la tipa è qui, davanti a me, nuda… Allungo di nuovo le mani e le palpo un’altra volta le tette… Lei si è scopata Salvador, e quasi quasi…

Watermelon Sugar di Harry Styles finisce e inizia Drivers license di Olivia Rodrigo urlato da qualche cassa acustica in una stanza accanto, probabilmente la camera da letto. Indico l’origine della musica con un cenno del capo. «So io cosa fare, Veronica, seguimi».

Veronica solleva la troia e la porta attraverso il corridoio. Quella si dimena ancora di più.

Attraverso la porta e resto basita: le pareti della camera da letto sono attraversate da strisce di led, un pannello luminoso simile ai neon dei bar dei vecchi film americani mostra il logo di Twitch e il nome “PrincessBitch” con una coroncina sopra la “B”. Sui mobili bianchi ci sono ovunque peluche di Super Mario e dei suoi amici, e c’è una Principessa Peach sul cui volto è attaccata una foto della troia – ho capito adesso la battuta con il nickname… imbarazzante… - e decine di statuine di personaggi di qualche altro videogioco. Il copriletto mostra un coso rosa rotondo vestito da guerriero verde, un treppiede accanto sorregge una videocamera puntata sul letto, una webcam ed un microfono professionale sono accoppiati ad un computer con doppio schermo curvo. Accanto c’è un’altra dannata console come quella del mio ragazzo.

«Ma che cazzo è…»

Veronica entra dietro di me. «Mi sa che è una streamer. Dove…» la troia si dibatte, Veronica discosta il volto per schivare una testata. «Dove la metto?»

Alcune bandane sono appese al muro, accanto alla targa al neon. Ne strappo una manciata e indico alla mia amica la sedia da gamer davanti al computer. «Falla sedere sul trono».

«Ok, dammi una mano».

PrincessBitch si dimena come un gatto e mi becco una gomitata su una tetta nel metterla seduta.

Lei si mette ad urlare. «Lasciatemi, bastarde! Cosa cazzo volete far—»

La bandana in bocca la fa tacere. Con le altre le lego ai braccioli le braccia tenute ferme da Veronica. Le toglie un ginocchio dallo stomaco quando blocco anche i piedi.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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