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Erotika
Una bella famiglia · Cap. 2
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Capitolo 2 di 4 18 min di lettura

Una bella famiglia 2 Gianluigi e Roberta

I due figli, carichi allo spasimo di voglia, imitano i genitori e scoprono non solo di essere compatibili ma di desiderare anche il genitore del partner; nasce quasi naturale la scopata di Gianluigi con Livia e di Roberta con Alfredo; l'anomala famiglia vive momenti di entusiasmo.

geniodirazza
1 anno fa · 527 letture · 0

Quando avvertì che l’orgasmo stava per esplodere, lui la avvertì, si ritrasse di colpo e appoggiò il cazzo sul ventre, versando un fiume di sborra dentro l’ombelico; lei non ebbe bisogno di ricorrere alle mani perché la cavalcata e la sborrata di lui sopra il suo ventre le procurarono un orgasmo che salutò con un urlo ferino; si ritrovarono a prendere coscienza, dopo qualche minuto, ambedue languidi di piacere, prima sdraiati l‘uno sull’altra e poi distesi a fianco, tenendosi per mano.

La notte passò in un susseguirsi di approcci a tutte le possibili varianti del sesso; le sborrò tra le cosce, da davanti, e tra le natiche, coprendola mentre stava bocconi sotto di lui; si masturbarono a vicenda e più volte; lei gli succhiò il cazzo e lui le leccò la figa; diedero vita a numerosi sessantanove in cui si alternavano a darsi il massimo del piacere; in una occasione, lui le propose di masturbarlo con le tette, in una classica spagnola; vista la dimensione del cazzo, lei lo faceva arrivare fino alla bocca.

Riuscirono a prendere sonno e scoprirono con gioia anche la sintonia di dormire abbracciati; si svegliarono che portavano i segni netti della lunga notte d’amore; passarono sotto la doccia, uno per volta, per non stimolare altri momenti di sesso, lei ritirò dalla lavatrice i cambi che aveva messo a lavare, fecero colazione e finalmente sentirono la telefonata di Livia, evidentemente reduce da una notte d’amore non indegna di quella vissuta da Roberta; avvertì che pranzavano alla trattoria.

Il primo week end da innamorati passò per i due ragazzi in un turbinio di amore e di sesso mai nemmeno pensato; gli fece eco la lunga vacanza di altrettanto amore e sesso che i genitori vissero, stimolati anche dalla nuova situazione che si determinava con la chiarezza fatta con i figli; saputo che avevano aperto una storia importante, posero con chiarezza l’ipotesi di trovare una sistemazione nella città universitaria che li vedesse sempre insieme.

Gianluigi ricordò ad Alfredo che avevano scartato l’ipotesi di acquistare, tempo prima, un monolocale in un zona residenziale, per l’eccesso che rappresentava per una sola persona; suo padre colse che era il momento di ripensare l’ipotesi e preparò, anche se era sabato, i presupposti perché i due potessero stare insieme anche mentre studiavano; la spesa era notevole, ma lui poteva permettersela e per due figli, anche se lei era acquisita, sentì che fosse giusto e opportuno; Livia poteva solo assentire.

Quando i ragazzi ripresero il treno per la città universitaria, la situazione si era meravigliosamente evoluta e si presentava un periodo di gioia per tutti, per loro che rimanevano liberi di amarsi alla luce del sole e con la speranza di una storia eterna; per i figli che si aprivano ad una convivenza foriera di un grande amore; passarono lunghi mesi scanditi dalla routine dei due ragazzi, per cinque giorni da una parte e due dall’altra, ma anche per i due genitori innamorati come ragazzini.

Una nuvolaglia nera sembrò offuscare l’azzurro del loro cielo un venerdì quando all’ultimo momento Roberta avvisò Livia che sarebbero arrivati due ore prima del solito; impegnati ambedue nel lavoro, Alfredo dovette fare ricorso al ruolo per consentire all’amata di uscire in anticipo per essere alla stazione all’arrivo del treno; alquanto preoccupata, lei andò e li vide scendere dal treno neri in viso, scorbutici tra di loro, che neanche si guardavano.

Gianluigi si fece lasciare a casa di suo padre e Roberta le chiese di stare con lei nella vecchia abitazione; solo dopo una lunghissima e paziente indagine, riuscì a strappare alla figlia la confessione che avevano litigato perché Gianluigi aveva commentato con una stupida battuta il fatto di avere superato assai brillantemente un esame mentre Roberta, per qualche momento di impaccio, aveva preso un voto alto, ma non il massimo, in un altro esame affrontato lo stesso giorno.

Naturalmente, l’accusa più blanda fu di insensibilità e di incapacità di comprendere; Livia a stento si trattenne dal sorridere di fronte all’evidente esagerata reazione della figlia, che aveva impiantato un enorme litigio con il suo amato, colpevole addirittura di ‘disumanità’ davanti alle difficoltà della sua ragazza; contemporaneamente, Alfredo dava la stura ad una dura reprimenda, trattenendo a stento il riso, nei confronti di Gianluigi che non si era comportato da cavaliere.

Decisero di raggiungere le donne nell’altra casa e ci andarono in autobus; Gianluigi era davvero mortificato e, alla fine, fu quello che ne soffriva veramente di più; trovarono madre e figlia sdraiate sul lettone lievemente discinte; Gianluigi tenne il muso e Roberta si fiondò fra le braccia di Alfredo, tirandoselo addosso sul letto; ne approfittò, quasi, per stringergli contro il petto il seno abbondante e contro il cazzo la figa calda; lui cercò di distanziarla, ma lei lo tenne avvinghiato a se.

Quasi a compensazione, Livia abbracciò Gianluigi con affetto finanche esagerato, stringendo anche lui in una morsa che era più sessuale che materna; la tensione, quella erotica però, salì lentamente; mentre la ragazza accarezzava sensualmente l’uomo e gli chiedeva apertamente abbracci sempre più spinti, Livia avviò con il ragazzo un petting esplicito che gli fece rizzare il cazzo contro la figa; in un lampo, si trovò a baciarlo sulla bocca mulinando la lingua.

“Vedi, Alfredo, Livia si fa pomiciare anziché rimproverarlo; tu perché non mi baci?”

Guardò verso Livia e si rese conto che davvero ormai i due limonavano apertamente; si stese con tutto il corpo sulla ragazza e le fece sentire viva la sua virilità; in un attimo si stavano rotolando sul letto in un abbraccio amoroso che niente aveva di filiale ma esprimeva chiaramente il desiderio che forse per mesi avevano coltivato senza farne parola; lui si trovò a passarle le mani sulle cosce fino a raggiungere il perizoma che non copriva ma esaltava la figa giovane e pulsante.

L’altra coppia, che era rimasta in piedi, continuò a limonare con le mani di lui che correvano sul seno di lei, strizzando i capezzoli, che sembravano bucare il vestito; e quelle di lei che avevano afferrato, una, la natica dura come il marmo e, l’altra, infilandosi tra i corpi, il cazzo che era diventato un palo assai duro; Livia commentò con gioia.

“Però, il ragazzo fa una bella concorrenza al padre!”

“Forse è perché da tempo ormai che volevo gustarmi la meravigliosa compagna di Alfredo!”

Si stavano spogliando con frenesia e rapidamente furono nudi; lei lo spinse verso il letto, a fianco a Roberta, che lo guardò languida e gli tese una mano; pace era fatta, ma ormai la situazione era di sesso dominante; superando ogni impaccio, anche Roberta e Alfredo si denudarono e dopo poco padre e figlio stavano brucando la figa rispettivamente di Roberta e di Livia, intrecciando una doppia coppia incrociata che realizzava una sessualità completa.

Anche se sottilmente e dichiaratamente in competizione tra loro, riuscirono a non rendere l’incontro una gara a chi scopasse meglio, ma piuttosto la ricerca di un piacere sognato, immaginato, intuito ma mai sperimentato; Gianluigi si dedicò al corpo di Livia con ardore giovanile e con maturità; Alfredo mise in atto tutta la sua esperienza, specialmente quella fatta con Livia, tanto simile a sua figlia, per mandare la ragazza nel cielo più alto del piacere.

Per un poco, non si sentirono nella camera altro che i gemiti delle due donne, coccolate e titillate con amore dai partner, e i suoni gutturali dei due maschi che godevano infinitamente del piacere delle due donne; Roberta guardava sua madre in estasi per le leccate profonde del suo Gianluigi nella figa da cui era nata; se ne eccitava enormemente e reagiva con flussi di umori nella bocca di Alfredo che le stava succhiando l’anima dal clitoride duro in continuo orgasmo.

Gianluigi si perdeva tra la figa meravigliosa della donna di suo padre e il suo seno prorompente e magnetico coi capezzoli duri e pronti a darle orgasmi; allungò una mano e carezzò il viso della sua ragazza che gli rispose accarezzando quella stessa mano, quasi a creare un corto circuito tra le due scopate parallele; anche Livia prese una mano di Alfredo e gliela strinse; stava scopandosi insieme padre e figlio ed era felicissima per sé e per gli altri tre che promanavano amore da ogni gesto.

Prima di andare avanti…

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