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Erotika
Una saga familiare · Cap. 3
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Capitolo 3 di 3 17 min di lettura

Una saga familiare 3

Ornela falisce, l'amante va in glera; è costretta a chiedere un lavro ll'ex marito; i figli si alineano alle scekte del padre e i breve sono autorevoli successori delle sue iniziative; il più grande va in Brasile e rova la donna del suo cuore; torna in Itlia e assesta l siturazione tra suo padre con la sosa e il figlio brasiliani, sua madre con un vecchio amico che accetta di condividerne la maturità; si relaizza con la sposa brasiliana.

geniodirazza
1 anno fa · 371 letture · 0

In qualche modo, si convinse e organizzò per arrivare a casa di sua madre un sabato mattina, quando non lavorava e, da quel che sapeva, se ne stava in casa a sfaccendare, sapeva già cosa lo facesse esitare, conscio di quel che era Ornella prima del viaggio in Brasile; la madre gli apparve rasserenata e quasi giudiziosa; accolse Pilar come una vera figlia e, in breve, seppe di essere guardata davvero come madre da una nuora che la sua l’aveva persa in tenera età.

Giancarlo passò di sorpresa in sorpresa, quando Ornella lo sollecitò a mostrarle sul tablet i video girati con suo padre e si emozionò visibilmente di fronte alla felicità del suo ex marito con la nuova bellissima compagna e con quell’amore di bimbo che era Ramon; quando Ornella si rese conto della difficoltà di suo figlio a rendersi conto delle novità, gli disse fuori dai denti che era stufa di vederlo strabiliare ad ogni piccola rivelazione.

“Tu e tuo padre siete stati ineccepibili, di fronte ai capricci di una ragazzina; ma non siete riusciti ad andare oltre la banalità di una stupidità capricciosa; ho sbagliato a credere nelle favole, ma adesso sono cresciuta, grazie proprio a voi; prima che spalanchi ancora la bocca, tra poco tornerà Ulderico che è andato a comprare dei dolci; non è più il vecchio compagno di lavoro di tuo padre o il mio capoufficio; è il mio compagno, l’uomo che mi ha fatto crescere, in un solo anno, quanto tuo padre non ha fatto in venti.

Conosce bene la mia storia ma mi ama a prescindere ed io amo lui altrettanto; sono incinta di lui e tra poco avrete un altro fratellino da amare, se vi riesce di accettarlo da una stupida ninfomane, come mi giudicate; stiamo anche pensando di sposarci, forse tra qualche mese; pensa che Ulde spera addirittura che tuo padre o tu vogliate fargli da testimone; se ce la fai ad accettare la nuova identità di tua madre, sai che ti ho amato e ti amo al di sopra di ogni cosa.

Se non ancora ti è sbollita la rabbia perché ho trasgredito i vostri principi e sono stata ‘diversa’, auguri a te e alla tua donna; Pilar, scusami, non sto rimproverando niente a nessuno; ma andava fatta chiarezza e il tuo amato ancora non riesce a rendersi conto che tu non sei una sua protesi ma una persona in grado di gestirsi, specie se vi muovete in armonia, parlando, soprattutto, con chiarezza e cercando di guidarvi reciprocamente.”

“Ornella, tre cose; la prima è che stavolta dovranno gareggiare, uno zio e un nipote, a chi nasce per primo; aspettiamo un figlio anche noi e spero che possano crescere insieme, i nostri bambini; la seconda è che anche noi ci sposeremo fra qualche tempo, ma io voglio farlo in Brasile e non potremo sposaci insieme; infine, tu conosci Edoardo per quello che è stato; io lo conosco per quello che è diventato; stai certa che, oggi, il tuo ex marito è in grado di accettare di essere testimone alle tue nuove nozze.

Gianky, in una cosa tua madre ha perfettamente ragione; è giusto ed opportuno che tu voglia essere tuo padre; ma solo nel lavoro dove è geniale in maniera inarrivabile; nella vita privata ha commesso qualche grave errore e ha lasciato imputridire un male che alla radice si sarebbe risolto; non conosco Ulderico ma ho l’impressione che sia maturato assai prima e meglio di tuo padre e di te. Ornella ti ama più di quanto sia lecito a una madre; e tu la ricambi, per questo sei geloso di lei, dei suoi uomini e dei suoi errori.

Riavvolgi il nastro e guarda con più serenità gli eventi; ogni donna ha diritto alla felicità; è nella costituzione americana come principio fondamentale di democrazia; se si chiama Ulderico, è suo dritto averlo; tu puoi e devi solo attestare che è tua madre e che le vuoi tanto bene da volerla vedere felice; se non ti convinci di questo, faccio ancora in tempo a vivermi la mia vita prima che tu o qualche altro talebano mi costringiate a reagire con la forza o con le stupidate; ti è chiaro?”

Mentre Giancarlo andava ad abbracciare sua madre e, insieme, Pilar, entrò Ulderico che con lo sguardo chiese lumi alla sua donna; lei lo assicurò con un sorriso, rafforzato dall’affetto esplicitamente dichiarato da suo figlio e dalla compagna; lui riferì ad Ornella che aveva parlato coi proprietari di certi locali; la madre spiegò a suo figlio che stava accarezzando un sogno, forse un nuovo capriccio, aprire un negozio di abbigliamento femminile con grandi firme; Ulderico abbracciava il suo progetto; Pilar riassunse.

“Posso chiamarti mamma? La mia l’ho persa da ragazzina e non ho avuto la gioia di una mamma; tu lo sei dell’uomo che amo al sopra di tutto e mi piacerebbe sentirti madre ... “

Ornella si limitò ad attirala a se in un caldo abbraccio.

“Mamma, statemi a sentire, tu e il tuo compagno; sono responsabile per l’Europa di una delle maggiori firme dello stilismo italiano; se vuoi farti passare il capriccio, come direbbero tuo figlio e il tuo ex marito, di muoverti nella moda sono il referente più utile che potresti trovare; prendi i locali che stai ammirando e apri una boutique di lusso; penseremo poi a farla diventare una miniera d’oro.”

Giancarlo si sentì quasi obbligato a intervenire.

“Mamma, guarda che ci sono anch’io, qui; e sono con voi, concorde e unanime; Ulde, fammi sapere quali sono i termini dell’acquisto che vuoi fare; non parlare di affitto, pensa in grande; posso permettermi di regalarvi, per le nozze, locali sufficienti ad una boutique all’altezza di tua moglie e della mia; ci sposiamo anche noi, sai?; più ancora, possiamo presentarlo come investimento di un'azienda e affidare la gestione a mamma; tu amministrerai, perché è la tua specificità.

Mamma, non ti lascerò mai più sbagliare da sola; anche se dovessi decidere di fare la puttana, lo farai con me e me ne assumerò le conseguenze, con te; Pilar, sei convinta che ti amo con maturità o mi consideri ancora il ragazzino da svezzare? Vi amo con tutto me stesso e non voglio sbagliare come ha fatto mio padre; prima del lavoro, venite voi. E’ chiaro, mamma?”

Non ebbe tempo di rispondere; Pilar si era connessa ad Edoardo in skype e stava salutando lui, Marisol e Ramon; girò il tablet su Ornella e presentò le due donne che si trovarono interessanti e belle; Ramon ruppe gli schemi e giocò con tutti; alla fine, Ulderico chiese ad Edoardo se avrebbe accettato di fare da testimone di nozze alla sua ex moglie; Marisol urlò che avrebbe fatto il diavolo a quattro per esserci; Pilar avvertì che sarebbero tornate a Rio insieme per sposare Giancarlo; avrebbero diviso l’anno tra Brasile e Italia; si salutarono in affettuosa familiarità; il commento finale fu di Ornella e Pilar.

“Pilar, credi che la tempesta sia finalmente passata?”

“Si, mamma; e se continua, l’affrontiamo insieme, stavolta!”

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