Avrei voglia di lanciarmi su di loro e di prendermi almeno le briciole di quell’amore vero; ma devo stare ferma, zitta e buona; mi limito a piangere senza sosta, a sentire le lacrime che mi scendono fin sul seno, tanto sono abbondanti; quando lui l’ha spogliata e la fa adagiare sul letto mi sento fremere di rabbia contro me stessa e contro la mia stupidità; ora lui la accarezzerà tutta, dalla testa ai piedi, e la coccolerà, la leccherà dolcemente come una caramella, la mordicchierà e le farà sentire brividi di passione; non ancora ha toccato né la vulva, né i capezzoli, né l’ano che lui adora e lei è già perduta nell’amore per lui; a quel punto, Onofrio le avrebbe già forzato in gola la sua mazza e forse starebbe già scaricandole dentro una fiumana di sperma.
Enzo, invece, la fa girare bocconi sul letto e comincia a percorrere la schiena accarezzando, leccando, baciando ogni singola vertebra, quasi disegnando la colonna in tutto il suo andamento; è perfetta, Ofelia, e la sua struttura sarebbe da lezione di anatomia; è meraviglioso sentirla fremere e gemere dolcemente mentre lui la accarezza, la bacia, la lecca; l’ho già vista nuda e seminuda, in bikini, conosco il suo corpo straordinario, ma in questo contesto è ancora più divina; spero per lei che le slabbrature che il marito sicuramente le ha provocato non scatenino la rabbia di Enzo.
Ma lui è troppo forte per perdersi in piccolezze, le ha già allargato le natiche e sta solleticando il buchetto; io mi sto bagnando al suo posto e sento vibrarmi ano e vulva, come se mi stessero possedendo; Franco e Claudio sono fermi sulla porta, incantati a guardare quella lezione di grande amore che forse gli ispira invidia, o forse desiderio di emulazione; sono eccitati e lo vedo dalle patte gonfie all’estremo; è Franco a parlare.
“Se sapessi fare l’amore come lo fa papà, avrei tutte le ragazze del paese ai miei piedi.”
“E credi che lui non le abbia avute? Prova a informarti quante sono passate dal suo letto e quante ancora oggi farebbero carte false per farsi amare; non l’hai vista Ofelia?”
“E lui, con queste disponibilità, ha scelto te, ti ha sposato e ti è rimasto persino fedele per più di venti anni?”
“Si; credi che non mi sia vergognata abbastanza?”
“Mamma, scusa ma sei stata una grande imbecille; io spero solo che, alla fine di questa vicenda, tu e papà rimaniate ancora insieme; ci tengo ad avere una famiglia serena; ma spero anche, per i figli di Ofelia, nostri amici, che lei non decida di lasciare quel cavernicolo di marito perché ha scoperto una faccia dell’amore che non avrebbe neppure osato immaginare.”
Claudio lo interrompe.
“Non stare a preoccuparti, è gente con la testa sulle spalle e coi piedi per terra; guarda che arrivano a fare!”
Infatti, la mia amica ha imposto a mio marito una sosta, si è girata dalla mia parte e mi ha teso una mano, quasi per invitarmi ad unirmi a loro; Claudio mi spinge con forza sul letto; Enzo non fa una piega e accoglie la mia bocca sulla sua, mentre gli piango sulle labbra, in un bacio infinito, il più caldo ‘ti amo’ che mi possa nascere dal cuore; allunga una mano verso Ofelia, le prende la testa e porta la bocca sul suo capezzolo; lei capisce, comincia a leccarlo e si infila una mano fra le cosce; impiega poco a gemere mentre ha un orgasmo; anche Enzo gode intensamente ma si controlla per non eiaculare; adesso, per tenere testa a due Erinni assetate di sesso e di amore, deve risparmiarsi.
La mattinata non basterebbe se dovessimo fare tutto quello che il cuore ci detta, che l’occasione suggerisce e che i nostri corpi desiderano ardentemente; ma il tempo incalza; Ofelia ha erroneamente ritenuto che bastasse qualche ora per esaurire l’amore di Enzo; non sa che lui sarebbe capace di dare dolcezza e godimento per giornate intere; lei ha già ‘cannato’ ore di lezione, con la scusa di venire a chiarire con me la storia del trasferimento; adesso deve almeno rientrare per dare le consegne; si rende quindi necessario che mio marito acceleri i tempi, se vuole dare ad Ofelia una soddisfacente testimonianza del suo modo di amare.
Ma nessuno dei due ha voglia di concludere in fretta e, a buon vedere, anche io preferirei che rimandassero e, nel caso, facessero l’amore, possibilmente ancora con me partecipe, in un’occasione più propizia; è lei a dichiarare che quello che le premeva di sapere lo ha imparato; chiede ad Enzo se è disposto a ripetere la prova in un’occasione più favorevole; mio marito mi guarda quasi a chiedermi il permesso; poi dice che va bene, a patto che saremo di nuovo in tre, per cementare due affetti contemporanei; Franco e Claudio fanno salti di gioia.
Prima di uscire dalla nostra casa, Ofelia mi consegna la lettera del Preside che mi comunica il trasferimento d’ufficio, con effetto immediato, in conseguenza dei gravi episodi che hanno minato la credibilità di un’insegnante della scuola; Enzo firma per ricevuta, prende il telefono e fa una chiamata; a chi gli risponde, ricorda gli impegni assunti e si rasserena quasi subito; era il segretario dei sindacati uniti che gli ha assicurato che il ricorso è stato già presentato e che, per continuità didattica, è stata rinviata l’esecutività all’inizio dell’anno prossimo; è il massimo che possono ottenere; mio marito ringrazia, mi solleva il mento per rianimarmi e mi assicura che il danno sarà ridotto al minimo.
“Enzo, mi sono comportata da stupida in una occasione, ma non sono una stupida; come fai a dire con sicurezza che il danno sarà minimo? Cosa vuol dire che ‘i duri scendono in campo’?”
“Parla col mio quasi avvocato!”
Mi volgo verso Franco che sorride sornione.
“Mamma amatissima, da questa terribile vicenda una sola cosa risulta nella massima evidenza; tu non conosci la statura vera del tuo uomo; non di tuo marito, ma dell’uomo potente che ti ha messo su un altare di cui non ti sei mai accorta; io e Claudio lo abbiamo visto fisicamente, quando abbiamo registrato quale amore ha saputo darti in oltre venti anni; tieni ben presente che io e Claudio qualcosa ne sappiamo di amore, ma oggi abbiamo imparato più che in anni di rapporti con le donne.
L’incontro con Ofelia ha dimostrato che hai disprezzato un amore puro, immenso, fisico e spirituale insieme, degno di essere invidiato da qualunque essere umano, uomo o donna; e gli hai preferito la violenza bestiale di un individuo qualsiasi; quello che non sai valutare è che una sua telefonata ha sconvolto disposizioni ministeriali altrimenti intoccabili; tu dovevi essere trasferita da domani stesso, ma i suoi legami hanno fatto cambiare un decreto del Ministero.
Io sto preparando, per mio padre ma soprattutto per te, una battaglia durissima, volgare, forse al limite del ricatto mafioso, ma lo stiamo facendo, io e lui, per te e per noi; papà vincerà questa battaglia che lo costringerà a metodi che gli ripugnano, ma lo farà per te e per noi.”
Non è esattamente chiaro il discorso, ma ritengo che prima o poi mi spiegheranno; non mi risulta affatto strano che, per il suo ruolo tra gli industriali, mio marito possa avere un buon rapporto con i sindacati; ma il tono della telefonata del segretario generale e la sua disponibilità a modificare un decreto ministeriale dice che forse è qualcosa più di un rapporto padrone - sindacati.
Il cenno ai comportamenti mafiosi fa pensare a qualcosa di più alto e, connesso ai ‘duri che scendono in campo’, è l’indicazione di una lotta, anzi, l’ha chiamata guerra, Enzo, come quella di Troia, che devono ingaggiare non capisco con chi; mi appoggio al braccio di mio marito, divento assai piccola e in qualche modo gli chiedo protezione; squilla il telefonino mio; è Ofelia che mi chiede come sono organizzata per il pranzo; quasi svegliandomi da un sogno chiedo ai tre cosa desiderano fare; Enzo prende il telefono e mette il vivavoce.
