Capitolo 4 - Le interpretazioni di Alba 4 L'arrivo di Lina
I coniugi separati si trovano pronti a scopare come innamorati di primo pelo; il figlio è felice della nuova piattaforma di comunicazione; arriva Lina che ha deciso di passare le feste con il capo ed amante, con sua moglie e col figlio che la intriga più di tutti
1 anno fa
Le interpretazioni di Alba 4
Impiegò un niente a succhiare con foga, a leccare con intensità, a sentire il piacere scorrere sulla lingua fino al ventre e al cuore; osservò da sotto in su, con vista strabica, il mio volto sformato dalle smorfie che la libidine mi suggeriva; capì che stavamo godendo insieme; si rese conto che finalmente stavamo facendo l’amore con tutto il corpo; trattenne in bocca il sesso quasi a volerlo assorbire in sé.
Non cercavo di copulare; mi lasciai accarezzare con la lingua, con le labbra, col palato, con la gola; poi la frenai e la spinsi supina sul letto, le sollevai le gambe e la feci aprire scosciata a ventaglio; avevo davanti a me la vulva che grondava umori da tutti i pori; mi abbassai col corpo, immersi il viso tra le gambe e cominciai a leccare le grandi labbra; le percorsi ripetutamente raccogliendo gli umori; sorridevo con gli occhi e lei si offriva dolcemente.
Godeva e urlava come massacrata, la donna; era in preda ad un orgasmo infinito e dolcissimo; sentire la bocca che succhiava il clitoride le dava la sensazione di fuochi d’artificio che esplodevano negli occhi, nella testa; la lingua che lambiva le grandi e le piccole labbra le provocava nelle orecchie suoni sovrannaturali; ad occhi chiusi, aveva l’impressione di attraversare un coro di angeli e si sentiva esaltare dall’amore; mi tirò su di sé e cercò la bocca da baciare.
“Claudio … ti amo … So che non vorresti neppure sentirlo; ma sappi che quando il tuo sesso entrerà nel mio corpo, ti terrò stretto e non ti lascerò uscire più, perché da quel momento ti voglio tutto e solo mio.”
“Già parliamo di una trattativa possibile; io voglio essere tuo quanto tu vuoi essere mia … “
“Totalmente! Non so dirti da quanto tempo desidero sentirti di nuovo nel mio corpo, profondamente.”
“Sono già vicino a possederti; ti amo tanto e spero che questo sogno pazzo non ci uccida.”
“Non prendermi in giro; ho solo ritrovato la tua mazza formidabile e la amo anche per questo; spero che mi dia la sensazione di essere di nuovo sverginata da te, nonostante tutto quello che ho combinato.”
“Abbiamo davanti tutta la notte; ti scioglierai in piacere ed amore, fino a domani.”
“Devi lasciarmi dormire qualche ora; domani dobbiamo andare a pranzo con Franco.”
“Ci ameremo, faremo l’amore, godremo come scimmie, dormiremo e domani festeggeremo in famiglia; poi sarà quel che Dio vorrà.”
Le salii addosso e la occupai tutta con la mia mole; Alba era felice di sentirsi come sopraffatta e si accucciò smaniosa sotto il mio corpo; sentì la punta dell’asta scivolare fra le cosce e raggiungere la vagina, avvertì che entrava e ingombrava il canale; istintivamente, sollevò le gambe e le avvolse intorno alle reni come le piaceva fare; le presi i piedi e li intrecciai dietro la schiena; lei si spinse in su col ventre e soffocò nella mia bocca un urlo di goduria quando l’asta percorse il canale vaginale ed urtò l’utero.
Non riuscì a rilassarsi completamente, la mia ex moglie; era la prima volta, in tutta la vita, che sentivo l’amore riempirla e farla godere in ogni fibra del corpo; era quasi spaventata dalla stessa gioia che provava a sentire il corpo invaso dal mio.
“Amore, perché non mi cavalchi per avere l’orgasmo?”
“Perché non serve; il cuore pulsa con violenza mentre ti amo e manda sangue ai vasi periferici; i corpi cavi che formano il fallo si riempiono ed io entro sempre più decisamente in te, non lo senti?; poi sono i tuoi muscoli vaginali ad amare il mio sesso, a titillarlo e a succhiargli amore e goduria; lo sperma verrà da solo, insieme al tuo piacere; forse riusciremo addirittura a godere insieme senza bisogno di monta, di cavalcata o di possesso forte!”
“È vero! Sono sempre più vicina all’orgasmo … ecco … ci sono … ti amo! … Ti aaaamoooo!!!!! …. Sto godendo … “
L’urlo fu ferino, inarrestabile; Franco scattò dal suo lettino ed urlò spaventato.
“Mamma, stai bene? Papà, cosa le stai facendo?”
“Dormi amore mio, sto volando tra gli angeli …. “
“Non è un urlo di dolore?”
“No, è amore, figlio mio, è tutto e solo amore!!!!!!”
“Perbacco, non avrei mai pensato di avere testimone alla nostra nuova luna di miele un innamorato così attento e sensibile.”
“Claudio, neanche io avevo mai capito di essere al centro di tanto amore. Come faccio a dirti quanto sono felice?”
“Non lo dici. Adesso ti accoccoli in braccio a me e dormiamo; non dimenticare che domani è un giorno assai diverso.”
Non fu tanto diverso, il giorno della vigilia di Natale; ci ritrovammo in tre, più uniti che mai, a colazione e scherzammo, come una ‘famiglia’ felice ed armonica, su tutto, dai commenti sugli altri ospiti dell’hotel al godimento del paesaggio marino in inverno; Franco fece qualche domanda pettegola sulle nostre estati e sulle visite al mare d’inverno; ricordando un’intensità di rapporti che avevamo quasi dimenticato, dovemmo confessare che avevamo spesso avuto esperienze in quella direzione.
Furono serate di grande sesso ed amore, per due ex coniugi che si ritrovarono ogni volta più appassionati e in sintonia di quanto avessero fino a quel punto valutato; credetti addirittura di ‘leggere’ nei comportamenti di Alba più amore di venti anni prima, all’inizio della nostra storia; più volte fui tentato di riflettere sull’opportunità di mantenere il punto sulla separazione, anche perché Franco continuava a chiamarmi, e a farmi sentire, ‘papà’ contro ogni evidenza.
La festa del compleanno del ragazzo fu un momento di grande entusiasmo, sia nella fase dei preparativi che in quella della cena che avevamo organizzato per festeggiarla, risoltasi in un tripudio di portate squisite consumate in allegria, gioia e ‘familiarità’; la ‘ciliegia sulla torta’ fu la telefonata che Lina fece, assai opportunamente, al momento del dolce; oltre agli auguri di prammatica, annunciò che sarebbe arrivata, in treno, il 30 pomeriggio.
Aveva deciso di rinunciare ad ogni impegno con gli amici e di festeggiare il cenone e il veglione di fine d’anno con me, con Alba e con Franco; a me che le chiedevo come risolvere per l’alloggio e il ritorno, rispose senza indugi che, se non la ospitavo nel mio letto e se non trovava un compagno di bagordi per quella sera, sarebbe stata felice di dormire con Franco, che era il vero obiettivo del suo viaggio; per il ritorno, avrebbe viaggiato con me in macchina, visto che avevamo la stessa destinazione.
Alba, a sorpresa, rivelò un profondo disagio per le affermazioni di Lina; commentò come assai sconvenienti le dichiarazioni che avrebbe cercato un partner per la serata, che mirasse a fare sesso con un ragazzo come suo figlio Franco e, soprattutto, che accennasse al suo ex marito come ad un facile compagno per una notte; in pratica, le dichiarazione della ‘signorina’ urtavano il senso comune del pudore e dell’opportunità.
Ebbi uno scatto d’ira e Franco dovette venire ad abbracciarmi e a chiedermi di calmarmi, prima di aggredire la madre che forse parlava per semplice gelosia; respirai a fondo, poi interpellai Alba con la massima calma che la situazione mi consentiva; le chiesi quando era successo a lei di fare sesso per la prima volta; quando lei fu costretta ad ammettere che era avvenuto, con Luigi, a sedici anni, rise dell’osservazione che lei stessa fu costretta a fare, perché suo figlio festeggiava la maggiore età.
“Amica cara, sei capace di applicare le regole del buon vivere secondo quello che ti detta l’utero, evidentemente; tuo figlio, rispetto a noi, ha strumenti come internet che gli consentono di guardare siti porno con video che tu avresti ritenuto orribili, alla sua età; io a sedici anni mi masturbavo molte volte al giorno; perché dovrei pensare che ‘mio’ figlio, visto che tale lo vuoi considerare, non l’abbia fatto anche lui?
Non hai il senso della libertà e della trasgressione; fai una differenza tra sesso e amore che vedi bene dove ti ha portato; Lina invece è cristallina; le piace fare l’amore e vuole essere libera; non fa le corna per venti anni a un marito, non gli rifila un figlio avuto da un altro; e tu monti in cattedra e fai la predica? Sono andato a letto con la mia segretaria, in piena coscienza che eravamo liberi di farlo; non ho fatto le corna a nessuno e lei è liberissima di fare del suo corpo quello che vuole.
Ho passato quattro giorni di amore vero e intenso con te, ma non sono certo che tu l’abbia fatto con la stessa limpidezza, perché ho scoperto che per venti anni mi hai mentito; sono andato a letto con alcune donne ma non ero più vincolato ai miei doveri di marito; eravamo già separati, per legge; Lina ha avvertito che intende trasgredire; non lo racconterà fra vent’anni a un marito cornificato; tu separi sesso e amore ma non conosci la differenza tra corna e trasgressione leale e armoniosa.”
“Perdonami, Claudio, ho commesso ancora un errore di orgoglio e di tigna; mi turba l’idea che venga una donna con l’intento di fare l’amore con mio figlio o con l’uomo che amo; ho fatto l’amore con te con tutta me stessa e non posso più farmi perdonare niente; ho parlato tardi, perché sono stupida, incerta e orgogliosa, ma vorrei ardentemente farmi accettare da te e recuperare un poco di quello che ho distrutto; non volevo offendere Lina e non sapevo che ci tenessi tanto … “
“Alba, mi fa piacere che siamo qui per tentare di rattoppare qualcosa che non sembra recuperabile; non l’ho fatto solo perché l’ha chiesto Franco al quale voglio bene più che a un figlio; amo te più di quanto vorrei; con Lina ho avuto momenti di amore e di sesso che lei valuta nella sua logica ed io nella mia; starò nel tuo letto finché saremo qui; se lei cercherà di sedurre Franco, la sosterrò, perché a lui farebbe bene; parlo con lui lealmente perché credo che questo un padre gli dovrebbe insegnare, la lealtà.
A te posso solo suggerirla, la lealtà, se hai a che fare con chi ami; le bugie diventano corna, la lealtà può anche far nascere trasgressione, ma in armonia e in amore; non so spiegartelo bene; potremmo parlarne a letto, se vuoi, ma c’è differenza tra fare le cose alle spalle e dire con chiarezza, quando si fa l’amore, che si è già fatta quell’esperienza; Lina non deve rendere conto a nessuno, meno che mai alla madre adultera di un ragazzo che le piace.”
“Per favore, puoi fermare qua i rimproveri? Ho sbagliato, e molto, non solo per gli anni di umiliazioni che ti ho imposto, ma anche per questi tentativi fallimentari di dirti che ti vorrei sempre con me, per me, non in esclusiva ma con la certezza che ancora qualcosa c’è tra noi, di quell’amore che ti ho sempre dedicato e che sono certa di ricevere da te.”
“E’ la festa di nostro figlio; pensiamo a quella; quando arriverà Lina avrai modo di fare le figuracce che vuoi, se non tieni a freno la lingua e non rifletti, prima di parlare a vuoto … “
Passato l’incidente, trascorremmo in armonia i giorni restanti; andai, insieme a Franco, ad accogliere Lina alla stazione; il nostro abbraccio fu affettuoso; l’incontro tra loro due fu addirittura sensuale come quello di amanti che non si vedono da mesi; Franco, più giovane di lei di sei/sette anni, era però fisicamente assai prestante e la dominava con la figura atletica; Lina era elegantissima nella tenuta da viaggio e le forme esplosive ne facevano una bellezza quasi rara; non esitò a mettere in chiaro subito i suoi intenti.
“Claudio, non devo neppure spiegarti che sono qui soprattutto per Franco; sai quanto ti adoro visceralmente e niente mi dà più piacere di una fine d’anno con te; sono più che felice di incontrare vis a vis Alba che finalmente, se mi hai detto il vero, è di nuovo tua moglie anche a letto; ma sono qui soprattutto per avere con tuo figlio la notte più bella della mia vita; voglio essere la sua nave - scuola e guai a quel genitore che si mette di traverso.
Non sono capace di rapporti di lunga durata; ma questo giovanotto, che mi ha incantato per telefono e che mi ha già detto, con un solo abbraccio, che è dotato come e più del padre, sarà mio per tutto il tempo che trascorrerò con voi; ama tua moglie e facci l’amore che senti; non avere stupide riserve; è cambiata, dentro, ed è tutta tua; ma vostro figlio è mio, finché siamo qui, e ve lo restituirò intatto, ma solo dopo che me ne sarò saziata fino in fondo.”
“Lina, nessun dubbio sulle tue scelte e sulle intenzioni; non posso garantirti che Alba sarà contenta delle prospettive; ma so che sei abbastanza in gamba da gestirti le situazioni; consentimi di osservare però che, come al solito, non lasci a lui nessuna speranza di intervenire a dichiarare, per lo meno, se gli va a genio che tu lo domini e lo fagociti come sa perfettamente che sai fare, perché gli ho parlato di te e delle tue abitudini.”
“Papà, non fare peggio di mamma, intervenendo per me come non ci fossi; Lina, mia madre forse sarà punta dalla gelosia di una mamma di fronte ad un’altra donna che vuole impossessarsi del suo ‘bambino’ e farlo crescere; ti aspettavo con più ansia di te; è stato il più bel regalo di compleanno, sapere che avresti passato con me, prima che con noi, questa festività; non ho nessuna intenzione di lasciarti a qualcun altro, fosse anche mio padre; sarò tuo, e spero non solo in questa occasione!”
Tra gli scherzi goliardici per la nuova situazione, arrivammo all’albergo e Lina si diresse difilata alla camera di Franco; alla reception erano avvertiti che il ragazzo avrebbe avuto un’ospite; Alba si era ritirata in camera e non si fece viva per i primi momenti; deposta la valigia, Lina chiese di andare a rinfrescarsi sotto la doccia, dopo il faticoso viaggio in treno; suggerì a mio figlio, mentre si spogliava, di legare insieme le reti dei letti, eventualmente con le cinture degli accappatoi.
Aveva deciso di inaugurare la ‘loro’ stanza appena uscita dal bagno e un esercito non l’avrebbe fermata; Franco mi fece segno di lasciarli soli, perché ormai fremeva dal desiderio; capivo il suo stato d’animo e mi avviai in silenzio alla camera doppia, mentre lui si spogliava per entrare con lei sotto la doccia; mi turbava, sapere che il mio ’ragazzo’ si apprestava a fare sesso con la mia segretaria, che appena qualche settimana prima era stata a letto con me; ma dovevo farmene una ragione.
Chi invece quasi non si rassegnava, era la mia ex moglie, madre del ‘nostro ragazzo’; entrai in camera e la trovai sdraiata a letto che si torceva nell’attesa; mi chiese con lo sguardo cosa succedesse.
“Alba, sai bene che Franco e Lina si preparano a fare l’amore, lui per la prima volta; può darsi che la coscienza che tuo figlio è cresciuto ti dia qualche turbamento, ma capisci che è nell’ordine naturale delle cose, anche se per te il termine ‘naturale’ pare incomprensibile o almeno frainteso, visto che alla sua età ne avevi fatte di tutti i colori; io sono felice di sapere che mio figlio, che peraltro non lo è naturalmente, cresca e perpetui la legge della riproduzione; ma non parliamo più della paternità … “
“No, invece; parliamone, per favore; sei suo padre e lo dimostri anche gettandolo in braccio a una donna che ammiri, anzi non so se posso dire che la ami; le mie colpe diventano più gravi e nette, quando vedo la differenza fra te, il maiale che mi ingravidò e me che non so reggere il ruolo di madre e neppure quello di moglie; capisci che questa tua amata mi fa sentire gretta e inutile? Dal mio punto di vista, lei usurpa i ruoli a cui io ho abdicato; ma so che è giusto che sia così … “
“Alba, non sono innamorato di Lina e lei non è la mia ‘amata’ come ti diverti a dire; purtroppo per me, sei tu l’unica donna che ho amato e che amo; sei gelosa come qualunque madre, forse solo perché non sai amare come tuo figlio fa con lei … “
“Questo non posso consentirtelo! Ho commesso errori grossi come montagne, ma ti amo, ne sono più che certa, da sempre; forse sono gelosa, di mio marito, anche ex se vuoi precisare, e di mio figlio, soprattutto perché quella donna ha saputo e sa dare a tutti e due l’amore che io non sono stata capace di manifestare … “
“La colpa è solo tua, che stai a piangere sul latte versato e tra poco dovrai tapparti le orecchie perché Lina, quando ama con tutto il corpo, lo dice a tutto il mondo; ricordi lo spavento di tuo figlio la prima sera qui? Beh, se non ricordo male, tra poco saremo noi a spaventarci, non sai quanto!”
“No; non sarà così, perché adesso tu getti dietro le spalle i rimproveri, le correzioni, i rimpianti, tutto insomma, e mi fai urlare come hai saputo fare in queste tre notti; ti amo con tutta me stessa e almeno per questi pochi giorni ancora vorrei che mi amassi come fossi tutte le donne che hai amato prima e dopo di me … “
“Vuoi che ti ami come ho sempre amato Alba, in qualunque femmina la cercassi? Bene, amore, sono ancora il ragazzo che ti sverginò quella sera su una spiaggia simile a questa; spero che l’emozione di questo momento non crei confusioni e dubbi; ma forse vorrei proprio che ci facesse ritrovare ragazzi, senza le esperienze che già la mia ragazza aveva fatto senza parlarmene … “
Dalla camera adiacente si levarono i primi gemiti acuti che riconobbi di Lina; sorrisi beffardo; Alba mi piombò addosso e mi fece cadere su letto accanto a lei, baciandomi con una lussuria che quasi non ricordavo più; ma era quella della mia donna innamorata, quando cercava con me il godimento attraverso i vestiti che frenavano la nostra voglia giovanile; mi stesi su di lei e il sesso andò ad appoggiarsi, dolorosamente, sulla vulva coperta dalla gonna.
Mi afferrò per la natiche, da sotto, e spostò più volte il corpo sul suo per ottenere che l’asta strusciasse sul clitoride; esplose in un urlo d’amore che risuonò come di dolore in tutto il corridoio; accompagnai con dolcezza i fremiti del corpo che vibrava per la lussuria; la baciai per soffocare il grido; le sorrisi con profonda dolcezza.
“Stai facendo a gara?”
“No, sto scoppiando d’amore; non è solo un orgasmo, è il mio amore per te; tu vivilo come preferisci; io so che il tuo amore mi ha strappato dal ventre la libidine più alta che potessi immaginare; ti sto amando con ogni fibra del corpo e voglio solo che mi fai sentire il sesso dappertutto; Claudio, non voglio gareggiare con nessuno; non mi interessa quanto sesso si può dare o ricevere; ti amo e ne sono felice; se riesci ad amarmi anche solo un poco, mi mandi in paradiso.”
La spogliai con tutte le difficoltà che la posizione sul letto comportava e mi dedicai ai seni meravigliosi; leccai, succhiai e mordicchiai le aureole intense e i capezzoli duri, le mammelle piene; non mi stancavo di passare le mani su tutto il corpo; ebbe le stesse difficoltà a spogliarmi ma alla fine si gettò sui miei capezzoli e li mordicchiò a lungo, succhiandoli tra le labbra e leccandoli come ciliege su una fetta di torta; mi sentivo sciogliere ed eccitare; il fallo si faceva duro e mi doleva ormai per la costrizione.
Non mi consentì di staccarmi dal bacio profondo e dalla stretta da pitone; restando aggrappata a me, aprì il pantalone e riuscì ad impossessarsi del sesso; lo diresse alla vagina e si penetrò con un colpo deciso dal basso in alto; urlò ancora, quando la punta colpì la cervice e sentì l’orgasmo esplodere all’improvviso; mi strinse il corpo tra le cosce e diventò una cosa con me.
“Sei mio, sei dentro di me e ti sentirò sempre in me, anche quando te ne andrai, perché ti amo senza limite!”
Non sapevo cosa rispondere a quella donna che avevo avuto con me, ignaro delle corna che mi faceva, per venti anni, e che ora, di colpo, trovava la dedizione totale che forse avevo desiderato; ma la tigna mi suggeriva che non bastava una settimana d’amore vero a cancellare le umiliazioni che mi aveva imposto; ciò nonostante, ero coinvolto e l’amavo con la stessa intensità; sentivo il suo corpo in armonia col mio e l’amore corrispondeva al suo desiderio.
Quasi ci fossimo accordati anche sui tempi, ci incontrammo con Franco e Lina uscendo dalla camera, dopo due ore di sesso ad alto potenziale e di amore infinito; avevano urlato come bestie al macello, ambedue le partner; uscimmo assai pesti, io e mio figlio, dalle camere dove avevamo dato e avuto il meglio dell’amore e del sesso; naturalmente, gli scherzi goliardici, le allusioni e le battute a doppio senso non si risparmiarono; le due donne si trovarono unanimi e concordi nell’amore.
Cenammo nel ristorante dell’albergo, con molto piacere, e passeggiammo un po’ di tempo sulla battigia sotto la luna; sapevamo che il pensiero di tutti era alla notte che cominciava; sarebbe stata di sesso forse sfrenato perché la comunione di sentimenti ci portava a voler possedere, contemporaneamente, i rimanenti tre; l’amore tra me e Alba finiva per travolgere anche ‘nostro’ figlio Franco che vibrava per Lina, amata da me forse troppo ed entrata ormai nel mondo di Alba.
continua …
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