Dormo saporitamente, quella notte, e mi sveglio alle prime luci dell’alba, perché non ho chiuso le finestre e non sopporto la luce, quando dormo; è un bene, perché ho il tempo per fare in bagno le mie funzioni corporali e tutti i lavacri di cui ho bisogno; quando il mio ‘vecchietto’ accenna a svegliarsi, lo aggredisco con una fellatio; per Bernardo è un risveglio angelico che mi chiede ogni volta che può; immagino che il vecchio John ne sarà felice; ma non posso prevedere che vada in brodo di giuggiole come in realtà fa; e, appena sveglio e ristorato da un’abbondante colazione, annuncia al mondo di essere stato nel paradiso terrestre; Agnese mi guarda con un’aria interrogativa; sfiorandola, riesco a sussurrarle.
“Solo una copula stentata ieri sera e una fellatio stamane; ma lui crede molto di più!”
Mi rifila uno scappellotto sul sedere per comunicarmi la gioia; la giornata trascorre nell’inerzia più totale perché i delegati sono in visita a strutture industriali e la nostra assistenza non serve fino all’ora di cena, quando metto in atto la stessa manfrina della sera precedente e lo porto in camera che quasi dorme; anche la domenica scivola via, perché una visita agli scavi lo debilita abbastanza, ma è arcifelice dell’esperienza culturale e, soprattutto, di quella amatoria; al momento di salutarmi con tanto di lacrime agli occhi per la grande gioia che gli ho fatto provare, mi accorgo che la busta contiene diecimila dollari, assai più di quanto mi aspetti e di quanto concordato con l’Agenzia.
Ne parlo con Agnese che non sembra meravigliata; il vecchietto che mi è stato affidato è uno dei più ricchi imprenditori americani, uno al quale i milioni escono dalle orecchie, abituato forse a pagare fior di bigliettoni per prostitute di scarsa qualità e che si è esaltato quando si è visto proporre una ragazzina quasi verginale, per di più attenta, disponibile e che, a suo avviso, gli ha anche dato amore; mi suggerisce di tenermi cari quei soldi, ma di non illudermi che sia sempre così; la fortuna del principiante viene una sola volta; comunque, mi dice, a nessuna delle ragazze è andata male e quasi tutte hanno guadagnato sui tremila dollari.
“Senti, Agnese, checché ne dica Bernardo, se ti capitano di questi colpi, ricordati che hai a disposizione una ragazzina apparentemente semivergine che ti fa fare un figurone. Io ci sono, se ti serve.”
Capita ancora che Agnese mi chieda di partecipare a un fine settimana di convegno, tre o quattro volte nei due anni successivi che trascorro con Bernardo; ed ogni volta la paga è straordinariamente ricca; poi la sorte sembra cambiare direzione fino a quel maledetto giorno che la polizia arriva a casa a comunicarmi che Bernardo è stato travolto da un carico sbilenco in un cantiere e che non ce l’ha fatta.
Anche se non ci siamo sposati, mi trovo nella condizione della vedova a soli vent’anni; anzi, peggio, della vedova non ho nessun diritto perché non mi spetta niente delle liquidazioni dal servizio e dalle assicurazioni, devo lasciare la ‘casa dei nani’ che viene presa dai familiari; e rischio di finire sotto i ponti se, al funerale, Agnese non mi avvicinasse, offrendosi di ospitarmi per il tempo necessario a riprendermi e mi proponesse di fare da professionista l’attività in cui mi ero cimentata, con successo, da dilettante; le dico di sì su ogni fronte le chiedo un po’ di tempo per riprendermi; mi è vicina come una madre.
Sfruttando tutte le possibilità che quel lavoro mi offre, in pochi mesi riesco ad affittare l’appartamento in centro dove vivrò a lungo, a garantirmi una vita serena per un po’ di tempo ed a risparmiare anche qualcosa per eventuali incertezze future; quattro o cinque giorni a settimana, lavoro per Agnese o per altre Agenzie simili; un paio di clienti ‘speciali’ me li riservo per incontrarli a casa mia, con la massima discrezione; il trand della mia vita si assesta su un binario buono e prosegue con quel ritmo per alcuni anni, durante i quali rimango quasi una sconosciuta nel mio stesso condominio dove si parla di me come di una ‘signora’ di cui si sa assai poco.
Quando, aprendo la porta al suono del campanello, mi trovo di fronte l’inquilino dell’appartamento sotto al mio, mi viene quasi un colpo; non mi sono preoccupata di vestirmi, perché ho un appuntamento di lì a poco; e la mia vestaglia non copre niente, anzi lascia ammirare tutto, come dimostra l’imprenditore del quinto piano che sbava sul mio seno in bella vista; lo faccio accomodare e cominciamo a parlare di una storia complessa e difficile dalla quale preferirei restare fuori, se non sapessi che quel signore è uno dei più grossi industriali della zona, uno per il quale Agnese e gli altri organizzano quasi ogni mese incontri internazionali di altissima qualità.
La vicenda di cui mi parla non tocca però l’attività di escort o quella industriale ma la sfera privata sua e quella di sua moglie, una tipa tutta da capire, stando a quello che mi dice; in sostanza, alla fine ci accordiamo che possiamo anche collaborare in molte direzioni; quella strettamente sessuale, perché ha bisogno di fare l’amore in un certo modo, stuzzicandosi con la presenza fisica di altri maschi, o con il racconto di altre mie copule; quella più generalmente emozionale, perché vuole che lo renda partecipe del mio lavoro in veste di segreto guardone, salvo copulare subito dopo, ma lui insiste nel dire ‘fare l’amore’; sul piano dei suoi casini personali, spostando la mia attività ‘domestica’ nel suo appartamento, per incastrare in un’accusa di prostituzione la sua infedele mogliettina.
Forse mi risulta immediatamente simpatico; forse non voglio respingere un personaggio di cui so che ha molto potere nel territorio; forse prendo immediatamente in odio sua moglie che, dietro un atteggiamento talebano, nasconde una spudorata trivialità che la porta a riempirlo di corna sbandierandole a tutta la città; forse mi diverte molto l’intricata complessità di quelle vicende; sta di fatto che accetto la collaborazione e, addirittura, cambio l’appuntamento col mio cliente e lo sposto all’appartamento inferiore, con lui che fa da spettatore segreto.
Esaurisco nella nuova location le due ore fissate col mio cliente, con lunghissime copule e diversi orgasmi a cui corrispondo ufficialmente con due dei miei, di cui uno è decisamente artefatto; dopo la mia attività standard, mi dedico a lui che sceglie di fare l’amore in cambio dell’ospitalità; trovo fra le sue cosce un randello di rara grossezza, con mia enorme sorpresa, perché l’atteggiamento della moglie mi aveva suggerito una scarsità quasi patologica.
Enzo, così si chiama, non solo è ben dotato, ma è anche eccitatissimo per avermi visto copulare con gusto e si eccita fino all’impossibile, a mano a mano che, come abbiamo concordato, gli parlo delle mie copule professionali, descrivendogli organi, attività, sensazioni ed emozioni; l’orgasmo che gli esplode è così potente da scatenare anche il mio, che non è frequente, specie dopo una sessione lunga con orgasmo compreso, esattamente come è avvenuto poco prima.
Quando lo saluto, si fa promettere che lo avrei invitato ad un rapporto a tre, a casa sua; non ho difficoltà a promettere perché so che periodicamente viene a trovarmi una persona che ama quel genere di incontri e che non avrà nessuna difficoltà a farlo in un ambiente nuovo, purché la sua identità rimanga protetta; qualche mese dopo, riesco a mantenere l’impegno; ma a quel punto siamo già entrati in una particolare intimità per cui posseggo anche le chiavi della sua casa e mi muovo liberamente tra i due appartamenti; solo la moglie, e mi appare fin troppo strano, non mi capita di incrociarla, benché talvolta usi la loro casa quasi per l’intera giornata.
Ogni volta che ‘lavoro’ in casa sua, avverto preventivamente Enzo che, quando a sera rientra dall’ufficio, mi viene a chiamare in casa mia, se non sono già nella cucina di casa sua; ci trasferiamo in camera e fornichiamo per tutta le serata; gli ho suggerito di montare un’attrezzatura da ripresa per avere le immagini dirette delle mie performances sessuali; ma mi oppone che ascoltare dalla mia voce è il massimo del godimento che vuole realizzare, perché significa partecipare più intensamente alle mie emozioni; infatti, i suoi grandi orgasmi e le sue eiaculazioni più belle li registro quando gli racconto nei particolari le copule della giornata; rivivere quei momenti è per lui ancora più che essere con me mentre lo faccio, e il mio racconto, talvolta perfino emozionato, per lui vale infinitamente di più; intuisco che si sta innamorando di me; e forse anche io di lui.
