Non sono affatto una ragazza ‘semplice’, a quindici o sedici anni; anzi, vivacissima e solare, ma anche tenace e volitiva, pronta a cogliere le occasioni per godersi la vita.
Bernardo entra nella mia esistenza come un ciclone, all’improvviso; e non mi da scampo, col suo amore aggressivo e prepotente, caldo e irresistibile.
Ci perdo la testa, prima, poi le verginità, tutte, perché non riesco a dirgli quei ‘no’ che con tanti ragazzi mi sono apparsi semplici e decisivi.
Quando mi blocca sulla spiaggia, vicino ai pattini arenati e mi bacia, sento rivoltarmisi le budella, il mio corpo freme e si sconvolge, il mio amore sembra esplodere di voglia, di piacere, di sesso; non l’ho mai fatto e non so neppure esattamente cosa sia, ma l’idea che stia per farmi fare l’amore mi brucia le capacità razionali; voglio che mi prenda, che lo faccia subito, qui, adesso; sento la sua verga contro la vulva e comincio a colare come non mi è mai capitato; sento la sua mano scorrere le mie natiche, stringere i glutei e infilarsi nel vallo, alla ricerca del buchino che raggiunge, carezza, solletica con la punta di un dito e poi penetra con forza; dalla vulva continuano a venir giù fiotti di umori incontrollati, forse sto squirtando, ho paura che sto facendomi addosso la pipì ma non voglio fermarmi.
Lo voglio dentro, voglio che mi spacchi tutta, voglio che mi apra fino al cervello e mi faccia sua; ma riesco solo a sussurrare ‘ti amo’ e lo sento irrigidirsi ancora di più, avverto che la sua asta preme sulle grandi labbra; ha spostato lo slip ed ora il suo sesso è lì all’imbocco della vagina, che preme per entrare; lo abbraccio con forza e lo bacio con amore; lui spinge un poco verso l’alto, una fitta bruciante dentro e lui è penetrato in me; una vampa di calore mi inonda e mi brucia i sensi; credo di avere perduto i contatti con la realtà, mentre affondava nella vagina fino all’utero; vedo il cielo ruotarmi addosso e farmi volare nell’infinito; lo amo da morire, è mio e sono finalmente tutta sua.
Ha solo quattro o cinque anni più di me, ma già è maturo come un adulto e capace di gestire la sua vita, quelle di alcune aziende per cui lavora e quelle di alcuni amici che a lui si appoggiano fiduciosi che non darà mai un consiglio sbagliato o un esempio cattivo.
Non sono in grado di negargli niente; quando mi fa piegare in ginocchio e mi offre la verga, dura come un palo, davanti alla bocca, invitandomi a succhiare, non accenno a nessuna reazione; semplicemente apro le labbra e faccio entrare la cappella, la lecco un poco, poi ci gioco con la lingua perché sento che freme e si agita mentre lo faccio; mi penetra fino al limite e copula con la mia bocca fino a spruzzarmi in gola il suo seme; quando, qualche giorno dopo, mi fa girare e piegare a novanta gradi davanti a lui so, da quel che mi hanno detto, che vuole prendersi la mia verginità anale; gliela do, con tutto il cuore, con l’anima, con tutto l’amore di cui sono capace; capisco che sono totalmente e solamente sua.
Mio padre, soprattutto, ma anche mia madre e mio fratello, cercano in tutti i modi di impedirmi di fare scelte forse troppo rapide e decisive; ma sono irrefrenabile e, in capo a pochi mesi, vado a vivere con lui nella ‘casetta dei nani’, come mi diverto a definirla nei nostri giochi amorosi, che si è fatto costruire alla periferia estrema della città, dove l’abitato sparisce di colpo nella campagna incolta, prima delle zone coltivate.
Più volte, in quei pochi anni, pensiamo seriamente di sposarci, per dare un assetto alla nostra vita, specialmente dopo che raggiungo la maggiore età e posso assumere quella decisione liberamente; ma bastano ogni volta pochi elementi di riflessione per renderci conto che non è necessario; o perché al nostro amore non servono documenti pubblici; o perché l’atto stesso diventa un documento di sfiducia verso la tenuta del rapporto; o perché non cambia niente, se l’amore si esaurisce; insomma, preferiamo il ruolo di ‘compagni di vita’ a quello di ‘marito e moglie’.
Bernardo lavora come libero operatore per conto di molte aziende per le quali cura i rapporti con l’esterno, preoccupandosi tanto dell’immagine quanto dei servizi di comunicazione esterna; questo lo rende molto dinamico ed agile nei rapporti con tutti, specialmente con molte agenzie che si occupano di incontri, convegni e simili; in particolare, mi affascinano i rapporti con le agenzie che forniscono escort, figure mitiche per la mia giovane età; spesso chiedo a Bernardo di accompagnarlo quando, per particolari convegni, incontri e riunioni o simili, è prevista la presenza di escort, soprattutto quando ci sono quelle che costano un occhio della testa per l’alta qualità.
Ad affascinarmi è soprattutto la vita privata delle escort, quasi sempre studentesse universitarie, talvolta anche di ottima famiglia, che si prestano, per qualcuno si prostituiscono, a quel lavoro per il gusto di acquistare un vestito firmato o un particolare accessorio; molte cercano di guadagnare per mantenersi agli studi e non mancano quelle che devono anche aiutare la famiglia; tutte, comunque, hanno dietro una storia che mi diverto ad indagare.
L’altra cosa che mi sollecita è la provenienza; tutte o quasi abitano in città; ma l’agenzia ha sede in un altro centro lontano molti chilometri; e le ragazze svolgono il lavoro in alberghi disseminati lungo la piana, spesso anche molto lontani tra di loro; la perfetta organizzazione dell’agenzia fa sì che possano raggiungere le destinazioni agevolmente, con auto dell’agenzia stessa, quando necessario; o con mezzi di trasporto pubblici e spese rimborsate.
Quasi inutile dirlo, mi affascina soprattutto la loro vasta cultura, che consente di parlare diverse lingue perché i convegni sono sempre internazionali, come i visitatori - clienti, di muoversi con eleganza, di conoscere le regole di comportamento; paradossalmente, almeno rispetto alla nostra opinione, non sono particolarmente esperte nell’arte amatoria, anche se i rapporti sessuali pagati fanno parte del ‘pacchetto’ offerto dall’agenzia.
Le prime volte che le incontro, mi incanto e cerco di studiarmele; tra le altre cose, godo di una grande rapidità di apprendimento e, dopo poche occasioni, sono in grado di utilizzare movenze, linguaggi, espressioni, formule al loro stesso modo; insomma, sono potenzialmente un’ottima ‘escort in nuce’ che però il mio Bernardo non ha nessuna intenzione di far emergere, benché gli abbia chiaramente detto che quella esperienza potenzierebbe di molto la mia autostima; per i rapporti sessuali, è il classico caso in cui ‘una lavata, un’asciugata e non pare neppure usata’ come recita il detto popolare.
L’occasione che ci fa ‘ladri’ è l’improvvisa défaillance di una ragazza proprio un fine settimana in cui è ospite un’importante delegazione americana che rappresenta per tutta l’economia del territorio un elemento imprescindibile di riferimento per il rilancio dell’export; dopo decine di tentativi di sostituzione, Agnese, la titolare dell’Agenzia, chiede a Bernardo se me la sarei sentita di fare quel salto; lui risponde molto reticente, io dico semplicemente che, se la sente lei di rischiare e se mi da le giuste dritte, posso affrontare l’impegno con energia e buona volontà; la cosa più difficile è persuadere il mio compagno; ma, in quell’operazione, ho troppe frecce all’arco; mi basta commentare che, in fondo, solo di qualche copula si tratta e che il nostro amore non viene assolutamente sfiorato; deve cedere per forza, anche perché ne va del suo lavoro, innanzitutto.
Mi viene affidata una persona assai avanti negli anni, oltre gli ottanta, che però è anche la più autorevole e determinante del gruppo; sicché, le cautele e le attenzioni di Agnese non si contano; pare che il vecchio abbia indicato proprio me come accompagnatrice e devono accontentarlo; per tutto il venerdì sera, quando vengono a cena, sono io a preoccuparmi di lui e riesco a farlo arrivare in camera ormai ubriaco, perdutamente innamorato dei miei seni e dei miei fianchi coi quali minaccia di fare sfracelli; tra jet lag da viaggio lungo, eccesso di alcool tra aperitivi e cena, peso degli anni e stanchezza, il vecchio John riesce a malapena a sdraiarsi sul letto e a lasciarsi spogliare.
Non ha una brutta dotazione inguinale; anzi, per un anziano è anche ben fornito; allora mi prendo carico io di fargli assaggiare tutto il mio corpo strusciandogli sotto il naso, sul sesso, sulle mani, soprattutto le mie parti più ‘odorose’ che appositamente non lavo anche quando vado in bagno, sicché i miei afrori lo convincono che sta possedendo, e a lungo, la più bella donna d’Italia, con gemiti fanciulleschi che si odono per tutto il corridoio, anche perché forse gli piace comunicare quanta gioia sta prendendo dal mio amore; riesco anche a farmi penetrare, a smorza candela, perché la grossezza del membro mi consente di infilarne in vagina una buona parte; lascio correre sul lenzuolo il suo sperma perché le tracce, l’indomani, gli diano la certezza di avermi posseduto come sta sognando nei fumi dell’alcool.
