Non so più se sono maggiormente eccitato dal tenere il batacchio immerso nel suo corpo, mano, bocca, vagina, ano, indifferentemente; se mi eccita di più carezzarla su tutto il corpo a mano a mano che mi racconta di essere stata accarezzata da un altro, in quel modo o in quel punto; o sentire il racconto delle sue sensazioni, delle sue emozioni; anche controllandomi attentamente, non riesco ad impedirmi di eiaculare abbondantemente almeno due volte nelle due ore.
Verso l’imbrunire, decidiamo di fermarci, mi rivesto ed esco dall’appartamento; trovo Nicoletta seduta contro lo stipite, semiaddormentata e decisamente discinta; la sveglio con qualche buffetto e mi avvio a casa mia; mi segue in silenzio; giunti in cucina, mi chiede se deve preparare qualcosa per noi; da quando mi si negò decisamente, tre anni fa, è la prima volta che accenna ad una simile possibilità; le rispondo che non ho voglia di mangiare in cucina e che vado in pizzeria; mi chiede se può venire; le dico di no; prendo le sue chiavi e mi avvio ad uscire.
“Perché porti via anche le mie chiavi?”
“Perché non devi azzardarti ad uscire; se ti trovo fuori, non ti consento più di entrare e, dopo tre giorni, ti denuncio per abbandono del tetto coniugale.”
Esco, vado in pizzeria, mangio e bevo di gusto, mi fermo anche a guardare la partita alla TV; rientro in casa alle 23 circa, Nicoletta non è uscita; solo, si è sistemata nel letto in camera e dorme; la sveglio con rabbia e le dico che deve stare in camera degli ospiti, perché quella camera è dei miei amori.
“Perché non vuoi che sia come desidero essere?”
“Perché quando te l’ho concesso ti ho scoperto troia e forse prostituta!!!! E adesso, va’ fuori CAPITOOOOOOOO!!!!”
Forse spaventata dall’aria minacciosa, se ne va ma proprio sull’uscio mi fa.
“Io da questo momento sono fedelissima a te e non faccio più sesso; quando te ne convincerai, mi riprenderai con te.”
“Io voglio che te ne vai e che divorziamo; per il resto, ho già una che amo e che sa soddisfarmi come io chiedo.”
La sento piangere a singhiozzi forti e strazianti per tutta la serata; mi addormento con nelle orecchie il suono del suo pianto.
Quando mi sveglio, in cucina c’è l’aroma del caffè e la colazione è apparecchiata in bell’ordine sulla tavola; Nicoletta mi invita a sedermi; mi defilo senza problemi lasciandola molto delusa.
“Negli ultimi tre anni mi sono abituato a fare colazione al bar.”
Mentre sono impegnato nelle verifiche in un cantiere il telefono squilla e vedo che è Consuelo; mi chiede che diamine stia facendo visto che Nicoletta è dovuta ricorrere a lei perché non ha le chiavi di casa; la prego di non starla a sentire e di cacciarla via; mi dice che è una donna cambiata, che hanno parlato e che, se so pazientare, posso trovare una moglie che veramente mi ama; mi chiede di anticipare il rientro e di salire da lei per parlare; salgo direttamente da loro.
“Quali sono le novità che devo tenere presente?”
“Innanzitutto, che io ti amo ed ho sbagliato per stupido fraintendimento d’amore.”
“Che significa?”
“Che io quella sera avevo capito che tu volevi farmi fare la schiava del tuo sesso.”
“Solo perché ti avevo detto che avevo ammirato come tu ti eri strusciata sull’animatore mentre ballavi? Sei stata tu a concupirlo, a portarlo a cena la sera dopo e a copulare in piedi, nel bagno, mentre io nemmeno vi vedevo; non è per caso che invece ti fosse proprio piaciuto?”
“Si, mi era piaciuto e mi sono inventato poi la tua frase per nasconderlo.”
“Questo vale per tutti quelli coi quali hai copulato quell’estate, e per quelli che sono venuti dopo?”
“Sono precipitata in basso senza accorgermene; e, più cadevo in basso, più cercavo alibi, più incolpavo te del mio fallimento. Mi dispiace; ho distrutto tutto in una settimana e poi ho demolito il resto, col tempo.”
“Bene. Un piccolo sprazzo del passato è più chiaro. Già sarebbero da registrare molti impedimenti a qualunque riappacificazione. Ma, ignorando il passato; da cosa parte la ‘rinascita’, se ci deve essere? Cosa pensi di fare per modificare il percorso di vita?”
“Te l’ho detto; ricostruisco la mia identità di moglie fedele e affidabile, riconquisto il tuo amore, tu cancelli questi anni e ricominciamo dall’estate in Calabria.”
“Vedi; quella volta era un’ipotesi teoretica alla quale potevi anche rinunciare; oggi non è più così. Oggi c’è Consuelo; io l’amo, lei prova qualcosa per me; lei fa sesso con me con l’esperienza che ha maturato, io ci faccio l’amore con le caratteristiche che volevo proporre a te e che tu hai rigettato. Credi di essere in grado di prendere il ruolo di Consuelo e di darmi quell’amore che io voglio?”
“No, se insisti ancora sulla trasgressione, io non sono disponibile; te l’ho detto; torno alla Calabria.”
“Calabria!?!? Prima o dopo le corna con tutti gli animatori del villaggio?”
“Prima.”
“Allora, non c’è niente in Calabria, prima, perché la testa la perdesti immediatamente e furono subito corna, non trasgressione mia; cambia anche la prospettiva di quegli eventi. Se non te la senti di trasgredire, è meglio lasciare stare i tentativi di pacificazione; e comunque mi spiegherai un giorno, spero, perché, nella tua definizione, copulare a tre è trasgressione e farsi rompere il sedere non lo è; e adesso non hai più neppure la falsa giustificazione della rabbia, perché abbiamo definito che era l’amore a muoverti, non la rabbia; e l’ano te l’ha rotto il tuo amato animatore la sera del bagno.”
“Quindi, non vedi vie d’uscita?”
“Voi due avete parlato di nuove realtà; fatemi vedere quale novità c’è; mi pare che l’unico dato nuovo è che sono più convintamente cornuto e che non ne c’è stata nessuna responsabilità mia ma solo una immensa, inguaribile, ingiustificabile perversione tua e della tua insaziabile ninfomania.”
“Enzo, ti assicuro che non sapevo niente di innamoramenti e di verginità anali sacrificate; Nicoletta mi aveva detto solo che era disposta a comportarsi come me e raccontarti le sue copule con gli amanti in questi anni.”
“Consuelo, ti rendi conto che non lo ha fatto e che non intende farlo? Lo capisci che ha la pretesa di presentarsi vergine e fedele dopo che mi ha massacrato di corna e di umiliazioni? Che ci sta prendendo per i fondelli tutti e due facendo dichiarazioni e promesse che subito dopo calpesta? Proviamo a cambiare registro; vuoi dormire con me stanotte? Ti pago qualunque cifra, se accetti di fare l’escort con me.”
“Dovrei dirti quella parolaccia che comincia con str; ma sono una signora e te la risparmio. Voglio fare l’amore con te; poi, dopo, voglio anche dormire nel tuo letto; stavolta non torno a casa mia. Se mi assicuri che il tuo amore resterà inalterato sempre, anche quando non avrò più il fisico per essere una escort; se mi dici che posso fare affidamento sul tuo amore almeno quanto potrebbe farlo adesso tua moglie, se non fosse cieca e stolta, io vengo a vivere con te non appena ti concedono il divorzio; e non ti farò mai pagare il prezzo di un femminismo imbecille che nasconde una volgarità impudente, vergognosa, esasperata.”
“Io dove vado, adesso?”
“Conosci uno solo dei tuoi amanti che sia disposto a prenderti con se e assicurarti un tetto, una serenità, una vita decente?”
“Nessuno è libero come te, nessuno è ricco come te, nessuno è generoso come te, lo sai bene. Nessuno sa dare amore come lo dai tu; ed io l’ho cercato tanto, questo tuo amore; ma non ce n’è, in giro. Tienimi a casa tua, come un cane randagio adottato per pietà, almeno fino alla sentenza del giudice.”
“Andiamo a cena, per ora; poi andremo a casa nostra e ci organizzeremo per la notte.”
La solita trattoria mi aspetta per offrirmi una cena che pare quasi regale con due donne al mio fianco di rara bellezza; gli sguardi assassini che vengono lanciati da tutte le parti raccontano facilmente l’invidia che scateno intorno a me e mi viene quasi da piangere pensando quanto poco queste stupende veneri siano veramente legate a me, una perché vincolata da un matrimonio che si sta sciogliendo fin troppo lentamente; l’altra perché svolge una professione che la blocca molto; mi consolo pensando che, in fondo, il piacere che mi dà una di loro compensa largamente la difficoltà di gestire l’altra.
