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Erotika
Una strana partita · Cap. 1
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Capitolo 1 di 4 21 min di lettura

La vicenda Prima parte

Lui le propone un rapporto a tre; lei si offende, gli fa le corna e si fa rompere il culo. Scatta la rabbia e comincia la sua ninfmania; per anni lo riempe di corna. Lui conoscce una escort e decide di sabilire con lei una relazione aperta al suo cuckoldismo. Comincia lo strano rapporto a tre.

geniodirazza
1 anno fa · 651 letture · 0

Mi fece entrare, ci sedemmo alla tavola della cucina, prese una bottiglia di whisky e due bicchieri e sorseggiammo lentamente mentre io le spiegavo il motivo della mia insoddisfazione, il discorso fatto da mia moglie, le sue scelte assurde ed unilaterali e le esasperazioni a cui lei era arrivata per portare avanti la sua presunzione di libertà; le dissi assai chiaramente che sarei anche stato disposto ad andare a vivere con lei se in cambio mi avesse consentito di rivivere i suoi rapporti sessuali, quelli che praticava a pagamento, per farmi eccitare ed arrivare alla fine a godere con lei; in più, le chiedevo se intanto voleva trasferire qualche suo incontro nel mio appartamento, facendosi passare per mia moglie, assicurandole che la casa restava vuota per gran parte del giorno e della notte.

Mi fece presente che non aveva nessuna intenzione di prendersi un maschio in casa, anche se fosse stato disposto a convivere con i suoi costumi licenziosi; al massimo, mi consentiva, in certe ore ‘di punta’ della sua attività, di starmene nascosto bene da qualche parte e di osservarla mentre ‘lavorava’ per poi fare l’amore con lei quanto mi piacesse; per la proposta di ‘operare’ nel mio appartamento, aveva molte esitazioni e si rendeva conto che miravo a mettere alla berlina mia moglie per stanarla e costringerla al divorzio; ma aveva ancora qualche perplessità per una carognata di quella levatura.

Le dissi che mi stava bene, che la cosa si sarebbe potuta realizzare a qualsiasi ora del giorno o della notte e che sarei stato sempre pronto ad un suo avviso; mi chiese di entrare in uno sgabuzzino e di spiare da lì, perché proprio a quell’ora aveva un appuntamento con un cliente particolare; lo spettacolo mi avrebbe senz’altro intrigato; le chiesi se non riteneva possibile cominciare con quell’appuntamento il trasferimento nel mio appartamento del suo ‘lavoro’; considerammo che, in fondo, si poteva provare; scendemmo da me, scelse le postazioni, mi fece sistemare in un angolo con vista sulla camera e mandò un messaggio al cliente, indicandogli la nuova destinazione, col cognome segnato sulla porta.

Nelle due ore successive, assistei ad una copula veramente fantastica; si presentò un uomo di circa sessant’anni, assai ben messo ed elegante, che si rivelò dotato di un’attrezzatura inguinale di tutto rispetto; non appena furono in camera, Consuelo si sedette sul bordo del letto, sbottonò il pantalone, lo tirò giù insieme alle mutande e si lanciò golosa su un fallo di oltre venti centimetri che accarezzò con la destra, raccogliendo contemporaneamente con la sinistra due testicoli grossi come prugne e decisamente tesi dalla pienezza di voglia.

Immediatamente dopo, l’asta fu aspirata nella bocca di lei, dove scomparve per buona parte, fino a che le labbra sfiorarono la peluria del pube; cominciò l’attività di suzione e di movimento della testa che mandarono l’uomo in visibilio, fino a fargli rovesciare gli occhi; avevo il sesso gonfio da farmi male e fui tentato di masturbarmi immediatamente; ma la promessa di Consuelo, di copulare anche con me, dopo la ‘prestazione lavorativa’, mi impose uno stop immediato e desistetti per godermi l’eccitazione dello spettacolo.

Il cliente spinse la donna per le spalle, strappandole quasi il membro dalla bocca, e la fece stendere supina, con i piedi ancora appoggiati a terra; così scosciata davanti a lui, si abbassò sul pube e cominciò a succhiare la vulva con intensità e passione; vedevo che lei fremeva dalla libidine e di tanto in tanto si tendeva per effetto della goduria; lui le spinse in vagina la lingua e vedevo che succhiava, mordeva e leccava con grande impeto; l’orgasmo di lei, che fu segnalato da un urlo disumano, provocò in lui un’eccitazione straordinaria, segnalata dalle vibrazioni del sesso che pendeva dal suo inguine duro come un obelisco.

Poi lui la fece spostare al centro del letto, si sistemò fra le sue cosce, sollevò i piedi di lei fino alle sue spalle e la penetrò con metodo, lentamente, goduriosamente; la montò per alcuni minuti, con grande sensualità e gusto, poi la fece girare, la fece sistemare carponi e tornò ad infilarla in vagina; la pompò per una decina di minuti, poi sfilò il membro grondante di umori vaginali e lo appoggiò all’ano; un solo colpo secco e fu dentro, fino ai testicoli.

Per le successive due ore, assistetti a tutto il repertorio possibile delle copule, delle penetrazioni più varie, delle manipolazioni e delle leccate più diverse, insomma ad una autentica rassegna delle possibilità di copula; lui ebbe due orgasmi quasi infiniti; Consuelo dichiarò due orgasmi fortissimi, ma ebbi la sensazione che solo uno fosse veramente affidabile, mentre il secondo era più ‘costruito’ ad uso e consumo del cliente.

Allo scadere delle due ore, lei divenne quasi categorica e gli impose l’ultimo orgasmo, si fece consegnare i cinquecento euro pattuiti e lo spedì via; quando uscii dal mio angolo, non potei fare a meno di complimentarmi per il meraviglioso spettacolo che mi aveva offerto e che speravo di tornare ad ammirare; mi chiese se volevo una parte dei soldi per l’uso della camera o se preferivo il pagamento ‘in natura’ che mi aveva promesso; chiesi di fare l’amore, precisandole che non aveva bisogno di fingere se non si sentiva partecipe.

“Quando non lavoro, ma lo faccio per il mio piacere, io godo molto nel fare sesso; se godrò con te, lo saprai; se non mi soddisferai, te ne accorgerai da solo.”

Quando cominciò con me con lo stesso meccanismo che le avevo visto applicare, si meravigliò non poco della mia dotazione, soprattutto perché l’aveva prevista assolutamente insufficiente, considerata la scelta fatta da mia moglie; mi toccò spiegarle quel che avevo appena saputo, che in lei era stata la molla etica a scattare e a farmi respingere pregiudizialmente; a quel punto, si dichiarò felice di avermi aiutato anche in quello, perché certamente in pochissimo tempo si sarebbe sparsa la voce che mia moglie si prostituiva in casa; con la sua attività sessuale, era quasi certo che qualche amante se lo portasse a casa e che, quindi, si esponesse al rischio di un’accusa verosimile di prostituzione.

La feci tacere ficcandole in bocca il membro teso all’esasperazione e cominciai una seduta di copula che andò avanti per più di un’ora e che dovemmo interrompere perché si avvicinava il momento del pranzo; decidemmo comunque che avremmo insistito su quella ‘situazione’ e ne avremmo approfittato per altri succosi incontri di sesso; le chiesi se riteneva possibile un rapporto a tre; mi disse che alcuni ‘clienti speciali’ le richiedevano spesso rapporti di quel genere; le feci presente che la presenza di mia moglie non avrebbe dovuto imbarazzarla perché, come avevo sperimentato, mi era facile spedirla nella camera degli ospiti e imporle di restarvi mentre io mi muovevo a mio agio; mi salutò e andò via con molta soddisfazione.

Mentre mi aggiravo negli ambienti della casa incerto sul da fare, vidi sul tavolo di cucina il portatile di Nicoletta e, in un momento di lucida follia, decisi di puntualizzare la mia trappola; conoscendo le password che io stesso le avevo suggerito, entrai in un sito di incontri hard e le creai un profilo con un commento esplicito ed ambiguo, in cui indicavo la disponibilità a rapporti mercenari nella mia casa, fornendo indirizzo e telefono, cosa assolutamente inusuale per quei siti e possibile solo per un programma di quella bassa levatura; chiusi il tutto, cancellai la cronologia, arrestai il sistema e chiusi l’apparecchio.

Consuelo si fece viva dopo qualche tempo e mi chiese se fosse possibile organizzare un incontro a tre, come avevo richiesto; le risposi che non c’erano problemi; per scrupolo, chiamai mia moglie e le chiesi il suo programma per la sera; mi disse che non era certa di rientrare neanche a dormire e la mandai al diavolo, mentre dentro di me mi fregavo le mani.

Cenai con la nuova amica nella mia cucina, portando il cibo precotto da una rosticceria che lo faceva; e cercai di limonare in attesa del cliente, previsto per le ventidue; ma lei mi tenne fermo ricordandomi che in un simile incontro la resistenza era fondamentale e che non era il caso di arrivare all’impatto già troppo carico; non potevo darle torto e preferii andare a rinfrescarmi il viso per calmare qualche bollore eccessivo; alle dieci, puntualissimo, il cliente bussò alla mia porta e lei andò ad aprire.

Era un quarantenne di bassa statura, bruno di colorito e di pelo, forse di radice meridionale, elegante e fine nei modi nonostante la figura tozza che faceva pensare ad una persona più rozza; e si comportò con molto garbo, sia con lei che con me che gli fui presentato come il secondo partner per la seduta di sesso che aveva richiesto.

Ci demmo da fare, cercando di non intralciarci né ostacolarci, a spogliare lentamente la donna dei suoi vestiti fino ad averla nuda, supina sul letto, a gambe leggermente divaricate e decisamente bella, oltre che armoniosa e piena nelle forme aggraziate; quando tirò fuori il suo arnese, il tizio mi fece quasi impressione, con la sua dotazione più che notevole, abbastanza oltre i venti centimetri, ma notai che Consuelo lo osservò leccandosi le labbra, evidente segno di un grande gradimento per un fallo a cui probabilmente era già avvezza, da come erano familiari tra di loro.

Prima di andare avanti…

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