Scendendo in spiaggia disse a marito, "oggi spalmerai la crema alla bolognese, quando te lo dirò io e indugerai sul suo culo pensando al mio ovviamente, se farai il bravo stasera ti darò il mio di culo, ma solo se farai il bravo."
Come tutte le mattine, appena le figlie se ne andavano la bolognese iniziava a spalmarsi la crema, mettendosi in una posizione da far vedere bene il culo al loro ombrellone. Ma contrariamente alle altre mattine non dovette fare tutta da sola. "Dai una mano alla signora a spalmarsi la crema sulla schiena caro e poi vieni a spalmarla a me. " Disse al marito che docile obbedì. Iniziò dal collo e dalle spalle, lei maliziosamente slacciò la parte alta del costume, le grosse tette sobbalzarono libere, poi scese lungo la sciena, risalì e ridiscese fino al costume, che era così esiguo da coprire ben poco. "Lo sa che lei è proprio fortunata?" Disse con il suo accento emiliano "ad avere un maritino così bravo e servizievole..." Lei spiava le mani del marito e gli fece un cenno come a dire adesso il culo, e lui prese la crema la spruzzò copiosa sulle chiappe tonde della bolognese, che ebbe un brivido forse perché era fredda, forse perchè stava pensando ad altri tipi di crema. Ineffetti vista così sembrava sperma appena munta, e il marito iniziò a massaggiarle le natiche con cura, vide che il suo costume si rigonfiava. Mentre lo faceva il costume si spostava facendo intravvedere le labbra del sesso, gonfie e anche l'orifizio più stretto. Lei sentiva un doppio piacere, quello di suo marito che si eccitava per un'altra, fi guardarlo mentre lo faceva e di sapere che era lei a decidere tutto, aveva il costume caldo e sentiva il clitoride che le pulsava. "Adesso basta ne hai messa abbastanza di crema alla signora, caro metti un poco di crema anche a me se no mi scotto..."
Lui obbedì e la bolognese quasi sussultò, era convinta che le mancava poco per venire, aveva visto che sospirava ogni volta che le dita abili del marito le passavano vicino al sesso.
Il marito iniziò a spalmarle la crema come aveva fatto per la bolognese, partendo dal collo e scendendo, verso le natiche. Quando le raggiunse lei infilò la mano nel costume del marito, lo sentì duro, lo strinse forse, era felice quella sera si sarebbe fatta aprire completamente, ma adesso era ancora tempo di giocare.
"Hai il cazzo duro per quella troia", le disse sprezzante, "allora fatti fare una sega da lei porco."
Lui ci rimase male, aveva fatto solo quello che lei gli aveva chiesto, ma era quello lo scopo farlo sentire in colpa e al contempo tenerlo eccitato. Sapeva che il marito era come una pentola a pressione, se era eccitato non reggeva più di tanto, prima o poi sarebbe esploso. Stava diventanto al contempo generosa e sadica, sapeva che il suo piacere veniva prima di tutto, ma sapeva anche che o teneva il marito a bada o lui avrebbe ricominciato a dominarla con il suo membro sempre duro. Appena furono a casa quella sera si fece la doccia e poi girò a lungo nuda per la stanza, il marito la guardava voglioso, ed ad un certo punto, quanto lei si era chinata per prendere qualcosa, se lo sentì dietro, Era troppo eccitato, era impossibile fermalo, sentì solo il suo cazzo duro prima che gli schiaffeggiava le natiche, poi lui la mise in ginocchio e lo sentì in faccia, poi in bocca, lo succhiò docilmente, e poi lui la legò ad un divano e le tappò la bocca con un paio delle sue mutandine usate. La scopò a lungo e con una forza che non aveva mai sentito, e ogni tanto le toglieva le mutandine dalla bocca e ci metteva il membro che sembrava imbizzarrito. Lei godeva ma in silenzio non voleva dargli la soddisfazione di capire quanto le piaceva essere presa così, in modo brutale, ma il suo sesso era così caldo e bagnato che parlava da solo.
Per punirla ancora ad un certo punto prese la crema da sole e la spalmò sul suo culo e poi sentì la sua cappella di fuoco farsi largo nel suo culo, provò dolore per l'irruenza ma anche un piacere profondo, lui con il suo cazzo la stava sottomettendo totalmente, e lei era felice, come non lo era mai stata.
Si sentiva impalata, deflorata, umiliata, ma si sentiva donna come non le era mai capitato prima, si sentiva completamente sua, fino all'ultimo millimetro del suo ano, era sua e basta, facesse di lei quello che voleva, fu la prima volta che godette con il culo, in modo profondo, come non pensava fosse possibile.
La mattina dopo le facevano ancora male i polsi, il sesso e anche il culo, ma si setiva rilassata, soltanto aveva voglia di vendicarsi. Decise per prima cosa che avrebbe usato la bolognese per farlo, in fondo era colpa anche sua se suo marito si era eccitato così, e poi a settembre con il professore avrebbe fatto il resto.
Mentre il marito faceva un bagno parlò alla bolognese:
"ho visto ieri come le piaceva come mio marito le spalmava al crema, si faccia trovare nella mia cabina fra una mezz'ora, e le allungò le chiavi, solo con un paio di mutandine che glielo mando."
Lei rimase un poco perplessa ma cinque minuti prima della mezz'ora salì sculettando verso le cabine. Appena il marito tornò gli chiese di andare in cabina a prendere l'olio solare. Lui andò tranquillamente, appena aperta la porta ebbe l'impressione di aver sbagliato cabina, c'era la bolognese, o meglio il suo culo in penombra con un perizoma sottilissimo.
"Scusi ho sbagliato cabina..." Gli uscì con la voce strozzata per l'eccitazione.
"No non hai sbagliato è sua moglie che mi ha mandato qui."
Lui entrò e chiuse la porta dietro di sè. Sembrava un film porno e forse lo era, perché non sapeva che la moglie stava riprendendo tutto. Si abbassò il costume e lo tirò fuori, era duro. Lei non disse nulla lo prese in bocca, e come lo succhiava, sembrava Moana Pozzi. La moglie guardava e pensava "che vacca e mio marito che porco, ma in fondo era quello che volevo". Il marito aveva il membro molto duro e lo infilava a fondo nella sua bocca, le labbra gofie di lei gli sfioravano le palle, le grosse tette sobbalzavano. Poi lui iniziò a toccarle le mutandine, lei sembrava volerglielo mangiare. Prima gli leccava la punta poi l'asta poi lo prendeva tutti in bocca e lo succhiava forte poi ricominciava dalle palle alla'asta alla punta. Intanto lui le accarezzava il clitoride. la moglie nella cabina della bolognese accanto riprendeva la scena e sentiva il sesso gonfiarsi, non pensava che si sarebbe eccitata tanto a vedere il marito con un'altra. Lui le infilò due dita dentro e lei iniziò ad ansimare, ma lui la zittiva infilandogli la cappella a fondo in gola. Smise di riprendere e si abbassò il costume e iniziò a toccarsi il clitoride. Quel pompino sembrava interminabile e decise di entrare in scena lei.
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Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.
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