Dopo la gita il professore divenne sempre più insistente, si capiva che voleva continuare il gioco iniziato in gita. Lei si divertiva a stuzzicarlo e lasciarlo a bocca asciutta, a volte lo prendeva pure in giro per quei rigonfiamenti nei pantaloni ogni volta che la vedeva passare. Ogni tanto gli dava le sue mutandine ma oltre a quello non faceva.
L'anno scolastico volgeva al termine e le venne voglia di ricompensare in qualche modo quella sua tenacia, e decise di farlo nel modo più semplice. Una mattina prima di uscire dalla scuola passò davanti alla palestra, spiò dentro. I professore stava facendo degli esercizi era da solo, si fermava dopo le lezioni per allenarsi. Lo spiò per un po' era sudato, i muscoli tesi, provò un certo turbamento. Entrò e si mise appoggiata alla barra delle parallele, si alzò la gonna, sotto aveva collat e mutandine bianche semplici, come una brava scolaretta. Lui rimase con i pesi in mano, non se lo aspettava.
Lei vide la porta dello spogliatoio e ci si infilò, finalmente entrò anche lui, lei spense la luce, c'era una penombra densa un poco di luce entrava da una finestra strette. Non gli lasciò il tempo di capire quello che succedeva, appena fu dentro gli slacciò i pantaloni e prese il suo membro i mano. Lo massaggiò per qualche minuto, poi lo prese in bocca, prima la punta, leccandola minuziosamente, poi la lingua passò sull'asta, e poi sulle palle, e infine lo prese tutto in bocca succhiandolo avidamente. Le mutandine si bagnavano e sentiva quel membro pulsare nella sua bocca, quando capì che stava per venire lo prese in mano segandolo con decisione. Un fiotto di sperma finì sui collant il resto sul pavimento. Nella sua bocca poteva venire solo suo marito.
Durante l'estate non vide più il professore, andarono un paio di settimane al mare con il marito, che nel mentre aveva preso il vizio di riprenderla sempre e farle delle foto. Erano scatti volgari, ma ogni tanto ce ne erano di buoni, quando le piacevano se li faceva girare e li mandava al professore, che intanto in vacanza con la sua fidanzata sognava il suo pompino tutto le notti. Era così, gli uomini che avevano avuto a che fare con lei continuavano a pensarla e la cosa la eccitava. Poi il marito in vacanza era, se possibile, ancora più esigente che in città. La sera spesso vedevano dei film erotici e porno, e la cosa iniziava ad intrigare anche lei, soprattutto quando c'erano scene con due uomini ed una donna. Lei pensava ai membro del marito e a quello del professore e li immaginava come nelle scene dei film che la riempivano tutta. Un'altra fantasia le venne in spiaggia. Nell'ombrellone accanto al loro c'era una signora piuttosto appariscente, una milf, sui quarantacinque anni, e due figlie. Ogni giorno scendeva in spiaggia con un costume diverso, aveva le tette rifatte, grosse e volgari e probabilmente anche le labbra rifatte, non era bella, anzi, ma aveva un sedere quasi perfetto.
Ogni giorno lo metteva sempre più in mostra con dei costumi che stavano diventando dei perizomi, e passavo molto tempo a spalmarsi la crema solare indugiando sul culo. Il marito non c'era quasi mai, veniva solo il finesettimana, e suo marito aveva notato la guardava, o meglio le guardava il culo. Non era gelosa, anzi, le piaceva che il marito fosse attratto da una donna così volgare e insulsa. Avrebbe voluto essere tradita per una donna così, ma avrebbe voluto essere lei a decidere come e quando.
Prima di allora non aveva mai pensato che potesse eccitarla l'idea di suo marito con un'altra, ma forse per trovare il coraggio di farsi scopare dal professore doveva avere un alibi. Una sera stavano guardando un porno che aveva scelto lui e lei disse:
"guarda questo culo, non ti sembra quello della vicina di ombrellone, anche la tette rifatte e la faccia da vacca, forse è lei."
Lo aveva detto apposta, mentre lo segava lentamente, le piaceva tenerlo sull'attenti per ore, "ho visto come la guardi e ti viene duro porco, la vorresti scopare nella cabina vero? Poi è di Bologna è capace di fare i pompini meglio di me..."
Aveva pronunciato qulle ultime parole prima di prendere la punta del membro in bocca, era molto duro, la cosa lo eccitava.
"Meglio di te è impossibile, ho sposato la miglior pompinara d'Italia," aveva detto lui mentre il membro diventava di pietra nella sua bocca e vibrava, come lo succhiava lei nessuna. Il giorno dopo in spiaggia si fece spalmare bene la crema, aveva messo anche lei un costume a tanga brasiliano, che metteva in mostra le rotondità delle sue natiche perfette, fatte per far venire pensieri sconci. Aveva notato che il marito era diventato barzotto e aveva di soppiatto infilato una mano dentro il suo costume, era duro più che barzotto. Lo voleva provocare tutto il giorno per arrivare a quello che aveva sognato quella notte.
Dopo pranzo chiese al marito di prenderle un gelato, e lui docile obbedì, ma lo lecco in modo così osceno che vide la cappella di lui fare capolino dal costume da bagno. Poi quando fu il momento della doccia sempre nel lido, gli chiese di portarle il bagnosciuma e si fece trovare nuda. Il bagnino li spiava mentre lui la insaponava per bene. Fu allora che entrò nella doccia anche la milf bolognese, che vista lei nuda disse:
"scusate torno dopo", ma lei protamente rispose,
"ma no se non si scandalizza stia pure."
La signora si tolse il pezzo di sopra del costume, le sue tette rifatte erano belle da vedere sotto la doccia. Lei, con una audacia che non aveva mai avuto disse, "che bel seno se vuole le presto mio marito per insaponarla, è molto bravo e molto docile quando vuole..."
Lei sorrise e rispose: "in effetti un po' di bagnosciuma mi sevirebbe." La moglie non le passò la confezione ma ne mise sul palmo della mani del marito, che a questo punto, un poco imbarazzato, iniziò a insaponare la schiena della bolognese.
"Adesso insaponala davanti". Disse la moglie e lui eseguì, le sue mani su quelle tette troppo tonde e troppo false, ma era tutto molto eccitante. Sua moglie che lo guradava mentre insaponava quelle tette enormi, con la cappella che gli faceva capolino dai costume, la bolognese gliela prese in mano fu solo per un attimo, poi si avvicinò sua moglie e glielo prese in mano, lo segò un poco e poi disse, "bene andiamo caro, ci vediamo domani mattina in spiaggia." E lo disse con una naturalezza che lasciò tutti e due interdetti.
Quella sera sul divano si aspettava i soliti assalti alla baionetta del marito, ma lui sembrava intimidito, e fu lei a prenderglielo in mano.
"ti sei divertito oggi in doccia con la bolognese vero porco? Basta che fai quello che ti dico io e sarà divertente per tutti, e adesso fammi godere con questa cappella dura."
Salì sopra di lui e godette di tutta quell'eccitazione accumilato durante il giorno. Il membro i lui era così duro che sembrava trapanarle il sesso, ma lei era così bagnata da sentirlo scivolare dentro e fuori senza nessun attrito, lo cavalcò sempre più velocemente fino a godere, poi lo prese in mano voleva sentire il marito che gli schizzava in faccia e capire quanto si era eccitato. La coprì totalmente, il gioco lo eccitava, era proprio un porco domani avrebbe giocato ancora, ma alle sue regole.
