I giorni seguenti indossò delle mutandine molto caste e scuola evitò il collega di ginnastica, non che si sentisse in colpa, ma voleva lasciarlo macerare. Non passò neanche davanti alla palestra per uscire e dopo tre giorni ricevette un messaggio, era lui le chiedeva se fosse arrabbiata. Non rispose subito lasciò passare tutto il finesettimana e poi rispose arrogante, no non sono arrabbiata ma non credere che mi scoperai, sono sposata quello che è successo scordatelo.
Ovviamente lui non se lo scordò e neanche lei, e una sera che il marito si addormentò ubriaco sul divano, riesumò un fallo di gomma e si toccò a lungo con quello.
Pensò che fosse il professorino di ginnastica, inesperto, che non sapeva come usarlo e lei, pazientemente, gli spiegava tutto.
Il professore iniziò a scriverle spesso spiegandogli che anche lui era fidanzato, aveva avuto solo una fidanzata che anche se era molto bella non era molto eccitante. Lei si sentiva al contempo lusingata e turbata, decise di provocarlo in ogno modo a scuola, ma senza volerlo incontrare, se gli veniva duro erano fatti suoi che si segasse o lo facesse fare alla fidanzata. Lui ovviamente lo faceva e lei era contenta di sapere che pensava a lei mentre lo faceva, alla sua bocca carnosa, alle sue tette piccole ma sode, al suo culo generoso e bellissimo.
Era solo un gioco in fondo, un ragazzo timido ed inesperto, e una moglie in cerca di attenzioni. Si divertiva a sentire i racconti di lui, di come la fidanzata non gli avesse mai preso il membro in bocca, e anche le poche volte che glielo prendeva in mano appena lui veniva lei correva in bagno a lavarsi le mani. Faceva fatica a immaginare come ci fossero donne così nel 2020, che si perdevano il meglio dei piacere. Le sembrava a volte di capire suo marito, quelle sue erezioni continue e testarde, quella sua voglia di spingersi sempre più in là. Lei per stuzzicare il collega gli raccontava a volte come il marito la prendeva con forza, dominandola con la sua cappella imponente, mai sazia. Sapeva di turbarlo e questo le dava un piacere sottile. Lo spinse a pretendere un pompino dalla fidanzata, il giorno dopo lui le raccontò che era stato così deludente che non era neanche venuto. Adesso era lei che dava le carte in due tavoli, con suo marito, che credeva di comandare, ma in realtà era lei a decidere come e quando sarebbe stata scopata, e su quel collega, che la desiderava, ma lei lo lasciava a bocca asciutta.
Questo gioco continuò per diversi mesi, fino a quando non sucesse qualcosa, ci fu la gita scolastica, due giorni in Veneto con una notte in hotel. In pullman il professore di ginnastica non aveva avuto il coraggio di sedersi di fianco a lei, eppure le aveva lasciato il posto libero apposta, ed aveva indossato delle autoreggenti senza mutandine. Si era seduto la fila dietro almeno la poteva vedere.
Accanto a lei si sedette invece il professore di religione, noisissimo e quindi lei fece presto finta di addormentarsi. Decise per fare un dispetto al prof di ginnastica di provocare quello di religione, allargò leggemente le gambe. Il professore di religione continuava a sbirciare ed ad ascigarsi il sudore sulla fronte mentre il prof di ginnastica rodeva seduto il seggiolino dietro.
Quella notte il prof di ginnastica bussò alla porta della sua camera, se lo aspettava e si era messa molto sexy. Era ancora eccitata da una telefonata del marito che le aveva chiesto delle fotografie per farsi una sega, anche lei si era toccato un poco.
Decise che avrebbe continuato a punire il professore di ginnastica e così fece. lo fece sdraiare sul letto e si mise seduta sopra, le sue mutandine sulla bocca di lui. Gli ordino di leccarle, e quello docimente lo fece per più di mezz'ora, erano così fradice che lei dovette sfilarle si rimise su di lui e lui riprese a leccarle la figa lentamente, lei gli proibì di fare altro se no lo avrebbe buttato fuori dalla camera, ovviamente lui obbedì.
Nel mentre lei gli slacciò i pantaloni e le tirò fuori il membro molto duro, la cappella era paonazza, la avvolse con le sue mutandine umide e iniziò a massaggiarla delicatamente, quando sentiva che stava per venire interrompeva il massaggio. Nel mentre sentiva la lingua di lui sempre più a fondo nel suo sesso, e anche se suo marito la leccava con molta più esperienza e abilità per l'eccitazione gli squirtò in bocca. Allora si alzò e andò a farsi una doccia dicendo al prof di andare nella sua stanza e di farsi una sega con le sue mutandine, la mattina dopo le avrebbe volute impregnate del suo sperma. Lui docile se ne andò.
Lei sotto la doccia sentiva il suo sesso che ancora pulsava, avrebbe voluto avere il membro duro del marito a disposizione, prese dalla valigia un fallo di gomma che le aveva regalato il marito e prima di addormentarsi pensò a lui che la prendeva selvaggiamente schiaffeggiandole le natiche e dandole della troia...
Si ricordò dell'ultima volta che era stata in hotel con suo marito, quando lui lavorava ancora, di come l'aveva fatta ubriacare con lo champagne e poi l'aveva posseduta tutta la notte filmandola con il cellulare, era un porco, ma le piaceva sentirlo così eccitato per colpa sua. Ebbe un altro orgasmo molto violento poi sfinita si addormentò. Al risveglio le arrivò una fotografia del membro duro del marito, chissà quanti film porno si stava vedendo a casa, e sotto la porta le sue mutandine. Erano umide, le annusò, non era profumata come qualla del marito ma comunque le fece piacere sentire che il professore era stato di parola.
Quella sera a tavola il marito era silenzioso, da quando non lavorava parlava poco, le chiese di raccontare cosa aveva fatto in gita. Lei dopo aver raccontato di qualche monumento visto disse:
"c'è un professore giovane di educazione fisica che mi ha fatto delle proposte..." Lo disse così senza pensarci, poi se ne pentì, forse il marito le avrebbe fatto una scenata di gelosia, era stanca non ne aveva voglia.
"Chissà cosa hai fatto per provocarlo, lo so che ti piace rizzare i cazzi racconta cosa hai fatto troietta..." Disse solo questo niente altro, e si rimisea finire la minestra.
Quando furono sul divano a vedere la televisione lui tirò fuori il suo membro, era molto duro, le seghe e i film porno non erano bastati, e le disse sprezzante:
"Ha il cazzo così grosso il tuo professorino?"
Lei iniziò a leccargli la punta, aveva un gusto forte, ma le piaceva il suo sapore. "Ti piacerebbe avere due cazzi vero porca? Il mio e quello del professore? Lo so che ti piacerebbe uno in bocca e uno in figa..."
Lei chiuse gli occhi e in effetti immaginò la scena così, il professore davanti con il suo bel fisico giovane ed atletico, e il suo membro turgido e timido tutto da leccare, e il marito dietro che la prendeva, la riempiva, la sfondava. Era molto eccitata all'idea, ebbe il primo orgasmo mentre il marito la toccava con la sua esperienza, sapeva come farlo e lei era molto eccitata. Poi la prese e fu molto bello, capì che erano bastati due giorni ed una notte per sentire la sua mancanza. La prese davanti e dietro, e lei godette ancora senza smettere di pensare a quei due membri eretti per lei.
