«Apprezziamo molto che tu faccia da modella per noi, Giulia. Sapessi quanto è difficile trovare la persona giusta, con il look giusto e questo è un compito difficile per qualsiasi modella. Sei davvero molto bella. Penso che abbiamo trovato anche il maschio perfetto per il servizio. È davvero un bravo ragazzo, come prima cosa ed è davvero un fusto, con un bel viso. Son sicuro che voi due andrete d’accordo. Sembra molto professionale anche se, come te, non è un modello professionista. Ci sta aspettando in villa con la mia socia.»
Dopo una mezzora di viaggio, siamo entrati in un cancello che si è richiuso dietro di noi e, percorso un lungo viale in salita, siamo giunti davanti ad una villa in stile moderno. Scesi, siamo entrati ed ho visto una donna e un maschio, girato di spalle, che parlavano al centro di un magnifico salone. La stanza era piena di attrezzatura fotografica: luci, cavalletti, ombrelli e cavi dappertutto e due persone intente a sistemare ogni cosa. Loro parlavano e, quando si son girati, son rimasta basita. Nadia si sposta e mi presenta il modello che altri non è che Luca, mio fratello.
«Tu devi esser Giulia.»
Mentre parla, noi due ci guardiamo restando a bocca aperta. Il primo a rompere il silenzio è Paolo.
«Questo è Luca: ma…voi due vi conoscete?!»
«Oh cavolo!»
Ho esclamato mentre Luca ha sorriso e risposto a Paolo.
«Sì, immagino che tu possa dire che ci conosciamo. Paolo, Nadia, vorrei presentarvi mia sorella Giulia.»
C’è stato un silenzio infinito nella stanza, mentre tutti gli occupanti pensavano all’incredibile scherzo del destino. Luca è venuto verso di me, che ancora ero sbalordita ed a bocca aperta.
«Ciao, Giulia Non avrei mai pensato di vederti qui. Stai bene? Sembri un po’ pallida. Sono un po’ sorpreso che tu abbia accettato di fare questo lavoro.»
Mentre io lo guardavo ancora stupita, la voce di Nadia risuonò dietro di noi.
«Merda! Ho noleggiato tutta questa roba per fare le foto oggi. Stavamo per provare a realizzare tutto in un giorno. Questo imprevisto ci costerà un sacco!»
Luca ha appoggiato la mano sulla spalla di Nadia.
«Lascia che ti dia un suggerimento: non è che io e Giulia non ci siamo mai visti nudi. Voglio dire, siamo cresciuti insieme in una casa con un solo bagno. E hai detto che non ci son rapporti reali nelle riprese, giusto? Cosa ne pensi, Giulia? Pensi di poter fare delle foto, anche se con me?»
Nadia si è girata verso di me e mi ha guardato in attesa della mia risposta. Ho guardato Luca e ho ripensato agli anni trascorsi insieme. I nostri genitori erano sempre molto impegnati nel lavoro a far carriera e noi eravamo cresciuti aiutandoci a vicenda. Ho ripensato a come Luca mi avesse “protetta” dai ragazzi, soprattutto durante il liceo. Era stato bravo, così bravo che in realtà ero vergine quando mi ero fidanzata con quel poco di buono che, dopo avermi sverginata e goduta un po’, mi aveva lasciata per una puttanella da quattro soldi. Dopo quella storia finita male, Luca era scomparso già da diversi mesi e, da allora, avevo ricevuto da lui solo poche telefonate. In questo momento ero felice di vederlo. Gli ho sorriso e, finalmente, sono riuscita a riprendermi dallo stupore.
«Cosa diavolo stai facendo? Perché hai accettato di posare per foto come queste? Pensavo che stessi facendo un sacco di soldi con quel lavoro da tecnico?»
Luca ha ricambiato il sorriso e mi ha risposto.
«In realtà, li sto facendo. La mia era solo curiosità. Ho pensato che sarebbe stato interessante far qualcosa del genere. Ho anche pensato che avrei potuto incontrare una ragazza e vederla nuda senza tutto le paranoie del corteggiamento.»
Paolo ha preso in mano la situazione.
«Ok, ragazzi, mi fa piacere che vi siate ritrovati, ma non abbiamo risolto questo problema. Abbiamo noleggiato tutta questa attrezzatura, quindi, ovviamente, vorremmo procedere. Giulia non hai risposto alla domanda di Nadia. Ti va di procedere oltre?»
Ho guardato sia lui che lei, e poi Luca.
«Immagino che non potrei esser più al sicuro. E come ha detto lui; ci siamo visti nudi più di una volta. Credo che possiamo fare un tentativo.»
La tensione nella stanza è svanita di colpo. Piuttosto che lasciarci riflettere ulteriormente, Paolo e Nadia iniziato ad informarci sull’ordine in cui sarebbero state scattate le fotografie, per quanto tempo avrebbero dovuto esser mantenute alcune pose e altre informazioni che rendevano la sessione impersonale. Alla fine, però, è arrivato il momento in cui abbiamo dovuto metterci nudi per iniziare. Paolo si è avvicinato ad entrambi e ci ha invitati a spogliarci.
«Non abbiamo uno spogliatoio vero e proprio, ma dato che le pose son tutte nude, non sembrava importante. Inoltre dobbiamo attendere che i vostri corpi si liberino dai segni impressi da indumenti, tipo spalline del reggiseno, elastico della biancheria intima, insomma quel genere di cose. In genere i due protagonisti che si conoscono al momento, hanno bisogno di socializzare, ma voi trovate un modo per perder un po’ di tempo, mentre io e Nadia prepariamo l’attrezzatura.»
Ho guardato mio fratello e mi son messa a ridere.
«Ricordi l’ultima volta che ci siamo visti nudi?»
Lui mi ha guardato e si è messo ridere a sua volta.
«Fu la sera che dovevi uscire con quel borioso di Michele. Mi stava così antipatico che ho fatto di tutto per farti arrivar tardi.»
Lo guardo e ricordo perfettamente che, alla fine, esasperata dal fatto che lui teneva occupato il bagno, continuando a far la doccia, per farmi andare in ritardo, alla fine ero entrata passando direttamente dalla finestra che, dalla terrazza, immette nel bagno. Sono rimasta stupita, quando, appena scavalcata la finestra, ho notato che mio fratello si stava masturbando allegramente. Non si aspettava la mia irruzione da quel lato e così, quando si è girato, ho potuto notare la sua consistente dotazione. Ne avevo già visti di cazzi, ma, il suo era veramente qualcosa di spettacolare! Lungo, grosso, perfettamente cilindrico e teso, con in cima una punta a forma di albicocca.
«Mi ricordo che ti eri così incazzato, perché ti avevo interrotto! Te lo stavi menando alla grande!»
Luca mi guarda ridere e anche se adesso è davanti a me, vedo quel mostro a riposo, ricordo che, in quel momento, ero rimasta veramente stupita, ma, soprattutto, affascinata.
«Ricordo di aver pensato ad un cavallo, quando ho visto il tuo…È stato molto interessante. Era la prima volta che vedevo qualcosa di così abbondante!»
Luca ride ancora, mentre noto che un po’ si sta eccitando.
«Però mi sembra di ricordare che neanche tu ti sei fatta tanti scrupoli a togliere l’accappatoio ed infilarti nuda dentro la doccia. Ricordo d’esser rimasto sorpreso nell’appurare che ti… eri rasata… laggiù.»
Restiamo entrambi in silenzio a rammentare quei momenti. Ricordo che per tutta la serata, insieme a quel ragazzo, non ha fatto altro che pensare a ciò che avevo visto nel bagno: il membro di mio fratello. I nostri pensieri vengono distratti dalla voce di Nadia, che ci invita a prepararci. Iniziamo così una serie di fotografie, incentrate su due cose in particolare: mentre io son nuda, lui indossa della biancheria intima maschile e la mia presenza è tesa al solo accentuare la sua possente erezione, posta in evidenza dalla biancheria indossata. Poi avviene il contrario. Quando la indosso io, lui è nudo e il suo membro è sempre in prossimità del mio corpo. A volte tocca il tessuto dell’intimo che indosso e questo, alla fine, mi costringe ad andare più volte in bagno per rinfrescarmi, perché tutto questo continuo strusciarsi di corpi, del suo membro eretto appoggiato su di me, mi procura una forte eccitazione. Anche lui non è da meno: il suo cazzo è rimasto in tiro in continuazione. Lavoriamo alacremente per circa quattro ore. Durante la pausa pranzo, restiamo nudi, con indosso solo due semplici kimono. Consumiamo un pasto veloce (dei sandwiches) e poi si riprende il lavoro. Paolo è entusiasta della nostra performance.
«Ragazzi, siete fantastici! Avete una disinvoltura davanti alla fotocamera, che colpisce per la sua naturalezza. Sembra quasi che abbiate fatto questo lavoro da sempre. Magnifici!»
Riprendiamo il lavoro e le scene diventano sempre più bollenti. Alcune volte mi sono trovata con la faccia quasi a contatto con la punta del suo membro ed ho sentito la mia lumachina schiumare. Alla fine, dopo circa altre quattro ore di lavoro, Nadia dice che è soddisfatta.
«Ok, ragazzi, basta così! Siete veramente stati fantastici! Il materiale che abbiamo realizzato è già qualcosa di veramente fantastico. Paolo, durante la pausa pranzo, ha inviato qualche scatto al nostro committente, che si è già complimentato con voi! Sono veramente contenta ed entusiasta.»
Un applauso da parte del personale che ha contribuito alla realizzazione del servizio, riempie il silenzio del luogo. Poi, mentre mi rivesto, Nadia, si avvicina e mi guarda dritto negli occhi.
«Giulia, sei stata meravigliosa! Credimi, ho avuto molte modelle, ma tu sei stata la migliore in assoluto, la più importante che abbia mai avuto davanti. Sono autorizzata a dirti che il committente ha deciso che tutta la biancheria intima e le scarpe che hai indossato per il servizio sono tue, te le sei meritate, come premio per il tuo comportamento così naturale, davanti alla fotocamera.»
