Mi chiamo Lucrezia, ho 36 anni e da sei sono sposata con Paolo che ha due anni più di me. Come narrato nel precedente racconto, dopo l’esperienza con tre maschi, il desiderio di realizzare altre fantasie è diventato per me ogni giorno più forte. Fortunatamente Paolo, non solo si mostrava disponibile a realizzare i miei desideri, ma ogni volta creava situazioni davvero travolgenti. Qualche tempo fa, mentre eravamo a pranzo, mi ha detto:
«Questo pomeriggio verrà a trovarci Michele. Tu non lo conosci, ma gli ho fatto vedere delle foto ed alcuni video di te, mentre ti fai sbattere da Luca e compagni, così ha espresso il desiderio di poter montare una vacca come te.»
Adoro il tono delle sue parole: quando parla di queste situazioni erotiche ed usa espressioni forti, tipo sbattere o mi definisce “vacca da montare”, mi provocano le classiche farfalle allo stomaco. In quel momento mi sento veramente troia, vacca, puttana, e questo mi eccita ancor di più. Inoltre ha precisato che, per desiderio di Michele avrei dovuto vestirmi in una determinata maniera: semplice, senza indossare niente di sexy, ma delle semplici mutandine bianche ed un reggiseno appena sufficiente a contenere le mie mammelle. Oltre a questo, dei pantaloni con sotto dei collant. Ero particolarmente incuriosita da queste richieste, ma Paolo non mi ha dato alcuna spiegazione. Quando Michele ha suonato alla porta, Paolo inaspettatamente mi ha bendato. Questa cosa serve a darmi serenità, mi rende felice, perché mi fa sentir libera e, esser bendata, mi fa illanguidire perché vengo offerta ad un maschio di cui ancora non ho visto il viso, mentre potrò saggiare la sua reazione alla vista del mio corpo. È una sensazione incredibile, un senso di sottomissione, che però mi eccita in maniera fortissima. Per un lungo istante, nel salone, era percepibile solo il battito del mio cuore e, infine, la voce di Paolo che mi presentava a Michele.
«Ecco, lei è mia moglie ed è pronta a soddisfare ogni tuo desiderio.»
C’è stato un lungo istante di silenzio, poi la voce dello sconosciuto ha commentato ciò che vedeva.
«Avevi ragione: è molto bella e farò in modo di farla godere tantissimo.»
Delle mani sconosciute si sono appoggiate, da dietro, sulle mie spalle e con una leggera pressione mi ha fatto girare su me stessa. Era ovvio che mi stava esaminando e questo mi eccitava ancor di più, perché volevo capire come mai quest’uomo non aveva voluto che fossi vestita sexy e provocante, bensì una donna qualsiasi, come tante.
«Brava, sei esattamente come ti volevo! Un’annoiata casalinga che desidera solo scopare come una troia, per soddisfare la voglia repressa a causa di un marito stanco e distratto, che non riesce a soddisfarla.»
È stata una rivelazione davvero sconvolgente! Dunque era questo il gioco che lui voleva condurre con me. Dovevo sembrare la casalinga annoiata, desiderosa di cazzo e, se questo era la sua fantasia, ero disposta a soddisfare ogni suo desiderio. Per un lungo istante, lui deve ancora aver esaminato il mio corpo e poi, lentamente, ha preso a spogliarmi con una calma esasperante. Dopo avermi tolto la camicetta, ha slacciato il reggiseno e ne ha spostato le coppe, prendendo le mie tette tonde nel palmo della mano. Le ha massaggiate delicatamente, strizzandone i capezzoli e subito mi ha fatto gemere, perché sono molto sensibile a quel tocco. Ha soppesato bene i miei seni, impastandoli fra le mani forti, poi si è rivolto a Paolo e si è complimentato per quello che sentiva fra le mani.
«Che pelle stupenda! Sembra velluto puro! Il seno poi è meraviglioso, sodo con dei capezzoli veramente ipersensibili.»
Sicuramente si sarà piegato in avanti, perché immediatamente delle labbra calde si sono impossessate dei miei capezzoli, facendomi avvertire brividi di piacere. Dopo aver sentito che provavo piacere per il contatto delle sue labbra sul mio seno, si è abbassato e, con calma, mi ha sfilato i pantaloni, lasciandomi ancora con le mutandine. Mi ha fatto divaricare le cosce e le sue mani hanno preso a scorrere lungo le gambe, giungendo fino in zona fica, senza mai però toccarla. Era esasperante questo gioco, perché volevo esser accarezzata e masturbata, mentre lui indugiava ancora facendo lievitare la mia eccitazione. Ad un tratto, ha appoggiato entrambe le mani sui fianchi e, sempre in maniera pacata, ha cominciato a far scivolare le calze. Sentivo il fruscio dei collant che scivolavano lungo le mie cosce, mentre lui, sempre con estrema lentezza, mi ha fatto togliere prima un piede e poi l’altro. Ero molto eccitata e lui questo lo ha notato, facendone riferimento con Paolo.
«Il profumo di cagna in calore che emana, è stupendo! Sta bagnando le mutandine dei suoi umori e questo mi eccita da impazzire.»
Ha accarezzato ancora le mie cosce, ma, questa volta, non si è fermato e le sue dita hanno preso a scorrere sul tessuto delle mutandine, sempre più fradice dei miei umori. Le sue mani forti mi accarezzavano sia davanti, la fica, che dietro, il culo, ed io sbrodolavo sempre di più. Poi la sua bocca calda, si è appoggiata al tessuto delle mutandine, proprio nel punto dove la mia fica le aveva inzuppate e subito ha preso a leccare e succhiare il mio nettare dal tessuto stesso delle mutandine. Ero all’apice del piacere. Volevo quella lingua dentro di me, ma lui continuava a passarla sul tessuto sottile delle mutandine e questo mi portava ad un livello di eccitazione esponenziale. Con una mano, intanto, continuava a far scorrere un dito lungo il solco delle natiche e, quando giungeva all’altezza del mio fiorellino, spingeva il tessuto delle mutandine con il dito dentro il buco, che cercavo di dilatare il più possibile per ricevere piacere anche da quel posto. Poi, ad un tratto, quando ero prossima all’orgasmo, si è fermato di colpo e questo mi ha sconvolto.
«No! No, ti prego, non ti fermare! Continua, ti prego! Ti voglio! Voglio godere! Continua. Continua, ti voglio!»
Non ho ottenuto nessuna risposta, anzi sentivo dei movimenti, ma non riuscivo a capire che cosa stesse succedendo. Evidentemente entrambi si erano denudati, perché, d’improvviso, ho sentito i loro corpi aderire al mio. Si sono stretti a me, uno davanti, l’altro dietro, e li sentivo diventar duri mentre mi baciavano sulla bocca, sul collo, sul seno. Sentivo il mio respiro accelerato ed ero sempre più eccitata, quando Paolo mi ha guidato, molto dolcemente, verso il divano dove mi ha fatto sedere. Poi si è spostato davanti a me, mi ha aperto le cosce, mentre, a mia volta, sentivo l’odore di maschio accanto a me, certamente dovuto al fatto che Michele mi aveva posizionato il cazzo a poca distanza dalla mia faccia. Ho sentito una mano appoggiarsi sul capo ed una grossa cappella premere fra le mie labbra, che subito si sono dischiuse. Le dimensioni di quel membro dovevano essere notevoli, perché appena infilata la punta ne è entrato solo un poco di più. Mentre mi teneva una mano sulla nuca, con l’altra ha afferrato un capezzolo e, strizzandolo con abilità, mi procurava ulteriore piacere. Ho preso a leccare e succhiare quel palo enorme; con le mani ho cercato di stringerlo, ma le mie dita, nonostante siano abbastanza lunghe, non son riuscite a congiungersi, per quanta era grosso il volume di quel membro. Era una meraviglia quel glande ed ho iniziato a succhiarlo, mentre mi industriavo a come riuscire a far entrare nella mia bocca il resto di quel pene. Paolo non è rimasto inerte e la sua lingua è andata a lambire la mia fica già abbondantemente bagnata. Michele si è complimentato per la mia bravura nel leccargli il cazzo.
«Che meraviglia! Una bocca davvero stupenda! La lingua è simile ad un serpente me lo avvolge completamente. Meraviglioso!»
Paolo intanto si era scatenato e la sua bocca mi stava mandando in estasi pura. Ho serrato le cosce per paura che si spostasse, lui mi ha lasciato fare e poi, quando le ho riaperte, ha continuato a farmi impazzire. Ho avuto un orgasmo squassante. Mi hanno lasciato il tempo di riprendermi ed io ne ho approfittato per togliermi la benda. Ora volevo vedere e così, finalmente, ho potuto ammirare la splendida dotazione di Michele. Poi lui si è seduto sul divano, tenendo il cazzo duro ed io mi ci sono seduta sopra, infilandomelo tutto fino in fondo. È entrato senza il minimo sforzo, data l’abbondante lubrificazione della mia vagina. Mi sono girata a guardare Paolo che stava scattando delle foto per immortalare il mio viso, reso estatico dal piacere.
