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Erotika
La sposa complice · Cap. 6
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Capitolo 6 di 7 13 min di lettura

La prima gang.

pennabianca
2 anni fa · 438 letture · 0

Mi chiamo Lucrezia, ho 36 anni e da sei sono sposata con Paolo, che ha due anni più di me. Lui è un bell’uomo, alto, biondo, occhi chiari di un azzurro stupendo, un bel fisico asciutto e muscoloso, le mani sono grandi e forti e, fra le gambe, ha una splendida dotazione, ben oltre la media, che lui usa in maniera davvero stupenda. Io sono mora dai capelli lunghi, occhi scuri, bocca ampia e carnosa, un seno di una quarta misura, il ventre piatto, un bel culo e cosce lunghe e affusolate. Ci siamo conosciuti circa otto anni fa, ad una festa di una amica comune. Io venivo da un periodo molto difficile, perché da un mese mi ero lasciata con il mio fidanzato, per la sua incontrollabile gelosia. Era un ragazzo abbastanza carino, molto ricco e questo gli permetteva di pretendere il totale controllo su di me. Era di una gelosia asfissiante, così, alla fine, l’ho mollato. Ha fatto un sacco di tragedie, mi ha minacciata se non tornavo con lui, ma io, esasperata dalla sua gelosia, ho deciso che era ora di abbandonarlo. Un mese dopo, mi trovo a questa festa di amica che conoscevo da tempo e vi era anche Paolo che, naturalmente, era l’oggetto dell’attrazione di buona parte delle ragazze presenti. Io avevo una voglia di cazzo da far paura. Avevo indossato una mini talmente corta che, al solo sollevare le braccia, metteva in mostra fica e culo. Tacchi alti ed una camicetta bianca, sotto cui era visibile un reggiseno a balconcino che gonfiava ulteriormente la mia quarta misura. Ci siamo dati uno sguardo e, in quel momento, ho deciso che quella sera doveva essere lui a soddisfare il mio prurito vaginale. Ho parlato con lui per tutta la sera, stuzzicando il suo interesse continuamente e, quando mi sono resa conto di aver suscitato il suo desiderio, senza dir nulla, ce ne siamo andati. Giunti nel parcheggio, lui mi ha chiesto solo se doveva portarmi a casa mia o a casa sua. Gli ho risposto che per me era indifferente e, dopo pochi minuti di strada, entravamo nel portone di una palazzina e, saliti in ascensore, siamo entrati in casa sua. Per tutto il tragitto nessuno di noi due ha parlato, ma, appena chiusa il portone dietro di noi, ci siamo avventati l’una contro l’altro, in maniera famelica. Esatto, avevo forte il desiderio di divorare quel maschio, come una mantide religiosa. Quando mi sono inginocchiata davanti a lui e mi sono ritrovata fra le mani e davanti alla bocca quella splendida dotazione, grossa e dura, ho avvertito subito un brivido di piacere percorrermi la schiena e mi sono bagnata all’istante. Scopare con lui, quella sera, è stato qualcosa di veramente stupendo. Mi ha scopato per così tanto tempo, che nemmeno mi sembrava vero. Ha goduto ripetutamente in entrambi i miei buchi. Sembrava non esser mai pago di sentire le mie grida di piacere e, soprattutto, continuava a scoparmi in continuazione, passando dal culo alla fica, alla bocca e poi di nuovo nella fica e poi nel culo. Era una girandola di orgasmi che non finiva mai. Alla fine, sfiniti, ci siamo addormentati, senza neanche rendercene conto. All’alba mi sono svegliata fra le sue braccia e ho visto quel membro che mi aveva fatto così tanto godere; allora l’ho preso ancora in bocca ed ho ricominciato a succhiarlo, facendolo diventare subito bello duro. Lui si è svegliato, ha sorriso e si è complimentato con me.

«Che adorabile e insaziabile puttana che ho nel mio letto, questa mattina! Nonostante tu abbia preso cazzo per tutta la notte, questa mattina ne vuoi ancora! È davvero fantastico!»

Le sue parole mi hanno gonfiato d’orgoglio e, senza dir nulla, son salita su di lui e mi sono infilata dentro quel palo di carne viva, che subito mi ha fatto godere. Mi ha scopato di nuovo, facendomi godere ancora moltissimo e, al momento dell’orgasmo, l’ho pregato di venire nella mia bocca.

«Sborrami in bocca! Voglio bere il tuo seme. Mi hai farcito ogni buco questa notte, ma non nella bocca, quindi disseta la mia voglia di piacere.»

A causa della notte così intensa di orgasmi, pensavo che la sua sborrata fosse stata abbastanza contenuto, invece, nel momento dell’orgasmo, mi ha gonfiato letteralmente le guance da quanta me ne ha riversato in bocca. È stata la colazione più bella che abbia mai avuto in vita mia. Quando mi ha riaccompagnato a casa, mi ha chiesto un contatto telefonico e, due giorni dopo, mi ha invitato a cena. Durante la cena, abbiamo parlato delle nostre esperienze passate ed entrambi ci siamo trovati a raccontare le stesse esperienze e verificare che avevamo vissuto gli stessi identici problemi. Anche lui era stato costretto a mollare per problemi di gelosia della sua lei e così, da qualche tempo, pensava solo al sesso e basta, ma anche questo gli aveva creato dei problemi, perché le donne con cui scopava, diventavano possessive e gelose. Quando gli ho detto che io avevo avuto lo stesso identico suo problema, subito ci siamo resi conto che entrambi cercavamo la stessa cosa: la libertà di scegliere la persona con cui stare, senza l’ossessione della gelosia. Dopo cena siamo tornati di nuovo a scopare. Anche in questa occasione ho goduto moltissimo fra le sue braccia. Appagato il nostro desiderio di piacere, siamo rimasti a lungo a letto distesi ed abbracciati, e lui, fin da subito, mi ha detto che ero la femmina che stava cercando, perché con me si era sentito bene e, in questi due giorni, aveva pensato a lungo a me. Anch’io mi ero sorpresa a pensare a lui e così è nata la nostra storia. Dopo due anni di fidanzamento, durante i quali abbiamo passato momenti indimenticabili, ci siamo sposati. Il matrimonio ha solo rafforzato di più la nostra intesa. Con lui ho vissuto esperienze assolutamente uniche. Piace ad entrambi frequentare spiagge nudiste, dove abbiamo avuto esperienze molto appaganti, perché gli piace esibirmi ed io mi bagno in maniera incredibile quando lui mi propone di far la troia con altri. Adoro vedere i cazzi che si gonfiano quando mostro il culo o la fica. Queste cose sono per me come una droga, che mi obbliga a desiderare sempre più spesso di vivere queste emozioni così forti e travolgenti. Lui è il grande organizzatore di questi giochi perversi, ma in queste occasioni è anche un incallito voyeur. Mi osserva con desiderio, mentre interagisco con chi mi guarda, con chi si masturba per me, con chi mi sborra addosso, facendomi impazzire dal piacere. Ama immortalare quei momenti con foto/video, che poi, insieme, rivediamo e, oltre ad eccitarci di più, permettono di migliorare sempre più le mie performances. Da ultimo, ad entrambi è venuta una fantasia che, fino ad ora, non avevamo mai messo in pratica. In tutte le occasioni in cui lui mi ha esibito, nessuno dei maschi mi ha mai scopato, mentre ora desidera che io mi cimenti in una gang, dove sono alle prese con almeno tre uomini. Quando mi ha proposto questa esperienza, ho avvertito, dentro di me, sensazioni contrastanti. Ero affascinata dall’idea di essere l’oggetto del desiderio di tre maschi, ma, nello stesso tempo, ho avuto paura di non riuscire ad esser spigliata con loro.

«Devi stare tranquilla, perché saranno persone estremamente selezionate, tranquille, che non ti faranno alcun male, se non farti godere tutti assieme. Se sarà necessario, ti coprirò gli occhi, così, bendata, potrai solo godere delle sensazioni che riceverai, senza alcun timore.»

Seppur con ancora qualche dubbio, gli ho chiesto di organizzare la gang-bang. Dopo circa una ventina di giorni, mi dice che il sabato successivo saremmo usciti per andare a trovare Luca, un singolo cui ha mostrato la mia foto e non vede l’ora di sbattermi come una troia. Al solo sentir quelle parole, già mi provocava le farfalle allo stomaco. Il sabato mattina, mi sono preparata con cura: sono andata dall’estetista, parrucchiera e, insieme a lui, ho acquistato un abito adatto alla serata.

Era un vestito molto semplice, con cinque bottoni davanti che, naturalmente, solo tre venivano lasciati chiusi, sotto un paio di sandali dal tacco alto e basta. Il trucco leggermente più marcato, soprattutto le labbra sono state ricoperte di rosso fuoco per rendere più evidente la mia bocca da succhiacazzi. Quando siamo giunti a casa di Luca, erano già presenti anche gli altri due soggetti di questo gioco a tre. Tutti erano più grandi di noi, come minimo quarantenni, ma fisicamente molto palestrati. Vedere tutti quei muscoli tesi, sotto delle magliette attillate, mi ha, in qualche modo, fatto tremare. Paolo, nel mostrarmi questi tre maschi, si è girato verso di me e, con aria sorniona, mi ha parlato con un tono pacato ma deciso.

Prima di andare avanti…

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