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Erotika
La sposa complice · Cap. 5 — Il primo carsex.
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Il primo carsex.

pennabianca
2 anni fa · 2.368 parole · 11 min
466 letture

«Che troia! Che puttana fantastica! Che fica bollente!»

Mentre mi stava pompando, mi sono ritrovata, davanti alla faccia, un bel manganello nero da succhiare. L’ho preso in bocca e questa era la prima volta che succhiavo un cazzo nero. Il suo sapore era un po’ più aspro, decisamente non molto pulito, ma subito lui ha preso a tenermi la testa bloccata per scoparmi la bocca con un movimento pelvico di avanti/indietro. Mi sentivo infilzata sia nella fica che nella bocca e, come risultato, ho avuto un orgasmo devastante. Le gambe mi hanno ceduto e sono stata costretta a farmi sostenere da quello che mi stava scopando. Lui, dopo avermi fatto godere ancora una volta, si è sfilato e, fattami abbassare all’altezza del suo pene, mi ha schizzato la sua sborra su collo e tette. Solo il tempo di succhiarlo ancora un po’, e subito il ragazzo di colore mi ha sollevato e, fattami sdraiare di nuovo, sul cofano dell’auto, mentre gli altri due mi reggevano le cosce in alto, si è posizionato con quel bastone nero fra le labbra della mia fica e, con un affondo deciso è entrato tutto dentro, fino in fondo. Come reazione a quell’improvvisa penetrazione, ho spalancato la bocca perché ho sentito quella verga scavare e dilatare la mia fica in un colpo solo. Ha poi preso a pomparmi con un ritmo sostenuto e questo è servito a farmi godere immediatamente. Sono venuta due volte, urlando a squarciagola il mio piacere, e lui, soddisfatto del risultato, si è sfilato, mi ha fatto girare ed appoggiare di nuovo all’auto. Pensavo che mi avrebbe scopato presa da dietro, invece ho sentito la sua cappella premere contro il mio buchetto e, in un attimo, prima che me ne rendessi conto, lui me ne aveva spinto più della metà, dentro il culo. Anche qui ho sentito i muscoli tendersi ed il buco dilatarsi con lui che, tenendomi ferma per i fianchi, continuava a spingermi quel bastone tutto nel culo. Antonio ha osservato la scena e, guardando Paolo, si è complimentato della facilità con cui mi stavo facendo sfondare il culo dal ragazzo di colore. Quest’ultimo ha preso a pomparmi sempre più in fretta e, ad un tratto, lo ha sfilato di colpo e, dopo avermi afferrato per i capelli, mi ha sborrato in faccia.

«Tieni maiala! Prendi anche tutta la mia sborra! Cagna!»

Ne aveva tanta, sembrava non finire mai. Quando l’ultimo schizzo ha coperto il mio viso, lui ha preso i miei capelli e con essi si è pulito il cazzo. Avvertivo di essere completamente impiastricciata di sborra e, quando gli altri due hanno voluto scoparmi ho guardato Paolo, supplicando di non farlo. Lui, allora, mi ha fatto accovacciare e ha detto agli altri due che potevano solo sborrarmi in faccia e sulle tette. Fortunatamente non ci hanno messo molto e, poco dopo, altri schizzi andavano ad aggiungersi a quelli che già coprivano il mio corpo. Sfinita, ricoperta di sborra, mi sono trascinata sul sedile della vettura e, mentre Paolo si sedeva alla guida, Antonio è venuto dietro con me e, sempre con dei fazzolettini, mi ha aiutato a ripulire almeno il volto. Quando ho riavuto un aspetto quasi normale, lui per niente sazio, anzi, ancor più eccitato, mi ha offerto da succhiare il suo cazzo.

«Succhiami il cazzo! Voglio sentire la tua bocca da troia che me lo succhia ancora.»

Sembra strano, ma, nonostante fossi davvero stremata, non ho saputo resistere alla tentazione di prendere in bocca ancora una volta il suo uccello. Ho preso a succhiarlo prima pian pianino, poi sempre più velocemente, fin quando lui ha appoggiato la mano sulla testa e mi ha costretto a rimanere con più della metà del cazzo piantato in gola. Un attimo dopo ha eruttato ancora la sua sborra.

«Vengo! Sborro! Bevi tutto troia! Bevilo, fino all’ultima goccia!»

Eccitata all’inverosimile, ho leccato e pulito tutto, poi, giunti nel parcheggio della Città Mercato, lui è sceso e ci ha salutato, mentre io ero ancora in preda ad una strana eccitazione: allora ho tirato Paolo vicino a me e, con il volto e la bocca ancora lordati dal seme dei maschi che mi avevano schizzato addosso, l’ho baciato con forza. Sarà stata l’eccitazione, il bacio o gli avvenimenti accaduti, ma ho sentito il suo cazzo duro come il ferro e, senza nessuna esitazione, l’ho estratto, ho aperto le cosce e chiesto a mio marito di scoparmi ancora, come una troia.

«Ti prego scopami! Voglio sentire il tuo cazzo dentro di me! Sono una zoccola, una puttana, una maiala che adesso vuole il cazzo del suo uomo tutto dentro, fino in fondo. Scopami e riempimi anche tu di sborra.»

Non ha avuto bisogno d’esser incitato, perché ha preso a pomparmi come un forsennato, urlando che ero la sua puttana.

«Ti fotto! Sei una troia! Una grandissima PUTTANA! Ti adoro! Ti adoro e ti amo, perché solo con te provo emozioni sconvolgenti.»

Era troppo eccitato e quando si è reso conto che anch’io stavo godendo, ha tentato di uscire da me, ma io ho serrato le gambe e l’ho tenuto stretto dentro di me, inebriandomi del calore del suo seme direttamente nel mio ventre. Siamo rimasti un lungo istante immobili e poi l’ho abbracciato e baciato e lui, soddisfatto dalle tante emozioni provate, mi ha portato a casa. Dopo una abbondante e profonda doccia, siamo crollati sul letto. Questa è la vita che amo condurre con mio marito che, ogni volta, riesce a regalarmi emozioni fortissime ed esperienze indimenticabili.

Fine del capitolo 5
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Scritto da
pennabianca
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