“Cazzo che troia che sei! Adesso ti farcisco, ti inondo la fica per la contentezza del cornuto che ti sta aspettando al bancone.”
«Ho sentito un’ondata di calore riempire la mia vagina e poi lui si è sfilato da me e, dopo avermi fatto inginocchiare, mi ha infilato in bocca la sua bella verga ancora turgida.»
“Lecca e pulisci tutto, perché voglio che il cornuto assapori anche dalla tua bocca il piacere della mia sborra.”
«Il resto lo sai e vedo che questo gioco ti ha particolarmente eccitato, perché ora hai di nuovo il cazzo duro.»
Paolo non ha aggiunto altro, mi ha trascinato su di sé ed io mi sono impalata di nuovo sul membro di mio marito, che mi ha chiavato così meravigliosamente, facendomi ancora godere, dopo questa esperienza assolutamente inaspettata. Il mattino successivo, siamo andati in giro per una piccola gita organizzata a bordo di una barca con tante altre persone e, in ogni occasione, lui mi ha fatto tenere sempre le cosce ben larghe, in modo da far intravedere le labbra della mia fica. Un signore, di mezza età, seduto davanti a me, ha fissato continuamente le mie cosce facendomi inumidire in maniera incredibile. Quando siamo tornati e ci siamo recati presso Punta Kryzia, quel signore ci è venuto dietro e, quando mi sono messa nuda, anche lui si è spogliato ed ha mostrato un bel fisico munito di una superba dotazione. Non è in lunghezza, ma in circonferenza, era superiore a quella di Paolo e, per tutto il resto della giornata, è rimasto ad ammirarmi, continuando a toccarsi quel grosso cazzo che, lentamente, si era gonfiato per me. Dietro suggerimento di mio marito, ho continuato a tenere le cosce aperte e, spesso e volentieri mi sono accarezzata la fica, guardandolo dritto negli occhi. Vedevo il desiderio nel suo sguardo e questo mi faceva bagnare moltissimo. Quando siamo venuti via, anche lui ci ha seguiti discretamente e, quando siamo entrati nel palazzo dove è ubicato il nostro miniappartamento, ho notato che lui, dopo qualche minuto, se n’è andato. Ero così eccitata, che mi volevo scopare Paolo appena chiusi dentro, ma lui, guardando fuori mi ha proposto un altro gioco.
«Ti sfido a cambiarti i vestiti con le tende della finestra aperte.»
La finestra era prospiciente un’ala di un grande albergo con molti piani e così, tante stanze potevano aver piena visione della nostra. Eccitata, l’ho fatto anche perché la stanza era illuminata solo da una piccola luce, quindi era piuttosto debole quando ho iniziato a spogliarmi. Ma, non appena mi sono tolta il copricostume, Paolo ha premuto l’interruttore per accendere tutto il resto delle luci. Sorprendentemente, ha acceso anche me! Ho sentito la mia fica gonfiarsi e inumidirsi, mentre continuavo a spogliarmi, ben consapevole che, da tutte quelle finestre di fronte, potevano vedere il mio corpo nudo. Non c’era dubbio che qualcuno stesse guardando, quindi mi sono spogliata con calma, restando in piena vista, facendo scorrere le dita tra le gambe e sul mio seno. Paolo era sbalordito. Questo lato di me lo eccitava tantissimo e lo stesso succedeva a me. Quando finalmente mi sono vestita, mi sono infilata un vestito sexy senza niente sotto. Il vestito era di lino bianco, abbastanza trasparente e aveva una cerniera per tutta la lunghezza, dalla scollatura alta all’orlo. L’ho lasciato aperto fino a circa la metà del petto, mostrando solo una piccola scollatura. Ero molto eccitata da questo gioco e lui ha preteso che la cerniera lampo fosse abbastanza aperta quel tanto che si potessero vedere entrambi i miei seni. Intanto i capezzoli si erano gonfiati e tendevano il sottile tessuto, che, così aperto, più mi chinavo in avanti, più diveniva visibile tutto il mio seno. Appena usciti, ho subito notato che, ad attenderci, seduto dall’altro lato della piazza, c’era lo stesso signore che ci aveva seguiti per tutto il giorno e quando l’ho fatto notare a Paolo, lui se ne è compiaciuto. Quello era seduto al bar e anche noi ci siamo seduti ad un tavolo accanto a lui; mi sono girata in modo che lui potesse avere una abbondante visione dei miei seni. Mi sono anche chinata in avanti a quello scopo, e lui ha sorriso compiaciuto. Mi piaceva sentirmi osservata da quell’uomo, che mi intrigava moltissimo e che, per tutto il giorno, aveva fatto in modo da mostrarmi il suo sesso gonfio, facendo crescere, dentro di me, una voglia pazzesca di sentirlo affondare nel mio ventre. Paolo mi ha sorpreso quando, improvvisamente, è andato in bagno, lasciandomi sola al tavolo. Il tizio, visto che ero sola, si è avvicinato e molto educatamente si è presentato:
«Mi chiamo Mario e se non sono inopportuno, le vorrei offrire un drink.»
Gli ho sorriso e, dopo le presentazioni, l’ho invitato a sedersi al nostro tavolo, cosa che lui ha fatto con piacere e, mentre facevamo due chiacchiere, non ho resistito a sporgermi in avanti per ottimizzare la sua visuale. Lui ha sorriso e, con un cenno del capo, ha apprezzato ciò che vedeva.
«Mi intriga molto questo gioco, soprattutto perché sono rimasto molto affascinato da lei, dal suo modo di esibirsi e, sicuramente, dal piacere che ne trae suo marito nel mostrarla, così audacemente in pubblico. Ho avuto molte esperienze e, nonostante l’abbia vista nella spiaggia nudista, ammetto che questo gioco esibizionistico è molto più eccitante, rispetto a vederla nuda in spiaggia.»
I suoi occhi indugiavano sul mio petto nudo e potevo quasi sentire il battito del mio cuore per la forte emozione che questo gioco mi procurava. Mi stavo bagnando terribilmente al vedere lo sguardo di quest’uomo che mi divora i seni con gli occhi: era qualcosa di infinitamente inebriante. Poi Paolo è tornato al nostro tavolo e subito si è unito a noi a parlare come vecchi amici; si è creata immediatamente una bella atmosfera fra di noi. Mario ha proposto a Paolo di continuare il gioco della mia esibizione, avendone lui una particolare esperienza. Figuratevi se mio marito non accettava subito e, così, abbiamo iniziato a girare per la città, passeggiando per le vie del centro notevolmente affollato e, in ogni occasione, Mario mi esortava ad aprire le cosce o mostrare le tette, così da attirare l’attenzione di molti maschi che, nell’ammirarmi, mostravano di desiderarmi e alcuni, addirittura, afferravano i loro pacchi duri, facendo intendere quello che avrebbero voluto farmi. Ero così eccitata che mi sentivo quasi stordita da questo gioco e, ad un tratto, ho sentito forte il desiderio di godere. Ci siamo ritrovati nella parte alta della città, dove vi era una specie di muretto con un piccolo parco sottostante e da lì lo sguardo spaziava sull’intera baia. Eravamo un po’ in penombra, nascosti da alcuni arbusti a ridosso di un grosso pino piegato dal vento e, improvvisamente, mi sono inginocchiata davanti a Mario e gli ho estratto quel grosso membro che sapevo trovarsi all’interno dei suoi pantaloni. Ho preso a succhiarlo con forza, facendolo subito gemere di piacere. Paolo scattava foto con il cellulare, mentre Mario gemeva sotto i colpi della mia lingua.
«Stupenda! Questa femmina mi sta succhiando il cazzo in maniera stupenda!»
Ero troppo eccitata, per accontentarmi solo di un pompino, così mi sono alzata e, appoggiata al muretto di spalle, gli ho offerto il mio corpo.
«Scopami! Mettimelo dentro, perché ho voglia di chiavare!»
Non si è fatto pregare e, dopo avermi afferrato per i fianchi, con un colpo deciso, me lo ha spinto tutto dentro, fino in fondo. Ha preso a pomparmi con forza, mentre sentivo la mia fica aperta e dilatata per far spazio a quel grosso membro che mi stava chiavando in maniera stupenda. Ho avuto un orgasmo veloce e poi un altro ancora, e, quando stavo per urlare il mio ennesimo piacere, Paolo mi ha infilato il suo cazzo in bocca. Ho preso a succhiarlo come se non ci fosse un domani e, ben presto, lui mi ha riversato in bocca tutto il suo piacere. Mario intanto mi devastava la fica a colpi di cazzo, pompandomi sempre più forte, fin quando, al mio terzo orgasmo, me lo ha spinto tutto dentro e mi ha inondato la fica, con tutto il suo piacere. È rimasto immobile piantato dentro di me, mentre mi riversava nella vagina con una quantità enorme di sborra.
«Prendi troia! È tutto il giorno che desidero inondare il suo ventre con il mio seme e adesso ti inondo anche l’anima!»
Mi ha riversato dentro un vero fiume di sborra che ha preso subito a colare dalla mia fica slabbrata quando lui si è sfilato, e, girandosi mi ha offerto quel randello ancora duro, da leccare. L’ho pulito per bene di ogni singola goccia di sperma, mentre Paolo mi guardava con occhi stracarichi di piacere. Alcune voci di persone che si stavano avvicinando, ci hanno costretto a ricomporci velocemente e così ci siamo salutati. Noi due siamo tornati in camera e, per l’ennesima volta, Paolo mi ha scopato con furore. Era la prima volta che giocavamo all’esibizionismo e per me è stata un’esperienza davvero esaltante: una delle tante che mio marito mi regala per farmi sentire una troia eccezionale.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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