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Erotika
Escort e gigolò! · Cap. 3
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Capitolo 3 di 4 18 min di lettura

Un buon  inizio

Quel porco offre prestazioni sessuali a tanta gente potente e ricca e, di sicuro, ne ricaverai, oltre una bella sommetta, anche qualche conoscenza importante, che potrebbe esserti utile in futuro

pennabianca
1 anno fa · 453 letture · 0

Sento la mia lumachina schiumare. Sono così eccitata che quasi tremo di paura a continuare questo gioco, che mi sta veramente facendo impazzire di piacere. Eseguo quello che mi ha chiesto mio padre e, con la coda dell'occhio, vedo i due uomini che guardano verso di noi; giro la testa verso mio padre, che fa un mezzo sorriso compiaciuto. Finito di cenare, andiamo alla cassa a pagare il conto e i due uomini ci seguono pur mantenendosi ad una certa distanza. Appena giunti nel parcheggio, onde raggiungere la nostra auto, fermata di proposito un po' in disparte, camminiamo piano, molto lentamente, in modo che i due possano seguirci e, quando arriviamo davanti alla nostra auto, mio padre apre lo sportello lato passeggero e, una volta fattami entrare, mi vieta di chiudere lo sportello e di restare seduta a cosce aperte.

«Questo è un gioco che, con tua madre, abbiamo fatto un'infinità di volte. Quando arriva l'estate, i clienti diminuivano un po' e allora lei si divertiva a provocare qualcuno, come ho fatto fare a te stasera e, in genere, capitava sempre qualcuno molto generoso, che voleva passare il resto della serata a divertirsi con noi. Lascia che quei due si avvicinino.»

I due uomini lentamente si avvicinano e giunti ad un paio di metri dallo sportello, si fermano; mio padre mette una mano in mezzo alle mie cosce e mi masturba delicatamente, sfiorando solo il mio clitoride, senza inserire nessun dito dentro. Comincio a gemere di piacere, vedo che i due sono attizzati e, quando si avvicinano ancora un po', mio padre chiude lo sportello dal mio lato e lo apre dal suo; poi distende parzialmente il suo sedile, apre i suoi pantaloni e mette in evidenza il suo splendido membro, perfettamente teso e duro. I due, ancor più incuriositi, girano dall'altro lato e si trovano davanti uno spettacolo particolare: mio padre disteso con il cazzo di fuori ed io che lo sto già lavorando con la bocca. Tutto avviene in silenzio; l'unico rumore che si sente è il risucchio che produce la mia bocca, mentre faccio scorrere la testa su e giù, sopra il membro di mio padre; me lo infilo in gola, sempre più in profondità e questo, d'un tratto, suscita lo stupore di uno dei due, quello che ha l'anello con il rubino, che si complimenta con mio padre.

«Signore, lei è l'uomo più fortunato del mondo! Questa meravigliosa puttanella le sta sicuramente regalando il più bel pompino della sua vita! Mi creda, darei una fortuna, per esser al suo posto!»

Mio padre mi ferma per un attimo e mi guarda.

«Vuoi guadagnare i tuoi primi soldi facendo il tuo primo pompino?»

Mi tremano le gambe, mentre faccio cenno di sì con il capo. Mio padre si gira verso di loro, invitandoli ad avvicinarsi.

«Signore, sto addestrando questa giovane puttanella, per cui non sono certo che il pompino che potrebbe farle sia di suo gradimento ma, nel caso soddisfi il suo desiderio, vorrei che lei fosse molto generoso con questa mia troietta.»

 L'uomo annuisce, apre il portafogli e tira fuori un pezzo da 100.

«Pensa che sia sufficiente per un pompino? Sappi che a me piacciono molto quelle inesperte, perché sono quelle che ti fanno godere in maniera straordinaria e quindi... vediamo se questa puttanella mi farà divertire!»

Mio padre mi sorride, poi mi fa di nuovo sedere sul mio sedile e scende dall'auto, si mette dall'altro lato, apre di nuovo lo sportello e fa avvicinare l'uomo che, nel frattempo, aveva aperto i pantaloni; resto davvero sorpresa nel vedere che ha un membro di certo più corto di quello di mio padre, ma, come spessore, è lo stesso, se non di più! Anche l'altro uomo che era con lui si avvicina e si tiene il cazzo in mano, lo sega lentamente e vedo che anche lui è ben messo, anche se di minor dimensione. Sollevo le mani e cerco di impugnare quel membro, ma le dita non riescono a chiudersi; in ogni caso, comincio a dare dei colpi di lingua sulla cappella, che trovo pulita e profumata. Apro bene i pantaloni, facendoli scivolare fino alle caviglie; accarezzo le grosse palle pendenti sotto quel grosso membro, che sto ora ricoprendo di saliva, riscuotendo subito il plauso da parte dell'uomo.

«Umhmm… brava, così! Come inizio, davvero ottimo! Continua che mi piace!»

 Con calma riesco a riempirlo bene di saliva e, mentre lo faccio, comincio a farlo scivolare un po' in gola, ma sento che forza un po'. L'uomo rimane immobile e si gusta la mia pompa; quando inizia a spingerlo giù per la gola, mi trovo un po' in difficoltà, allora vedo che mio padre appoggia una mano sul mio capo e mi impone di accoglierlo tutto in gola.

«Ti ha pagato per il pompino, quindi devi ingoiarlo tutto! Lascia che ti scopi la gola, che scivoli completamente nella tua bocca.»

Fatico un poco, ma, alla fine, riesco ad infilarlo tutto in gola e, quando la punta del mio naso sbatte contro il corpo dell'uomo, lui è molto soddisfatto.

 «Brava, così! Sei davvero una grande pompinara! Lascia che ti scopi un po' la gola, per alla fine riempirtela di crema! mhmm… che meraviglia… continua, che voglio sborrare!»

Ora è lui che appoggia una mano sul mio capo e mi tiene la testa ferma; muove il suo corpo avanti e indietro e mi spinge in maniera decisa tutto quel membro giù per la gola. Sentirmi usata a quel modo, mi fa godere all'istante; il mio corpo trema, mentre provo un orgasmo senza toccarmi.  Lui non se ne accorge, perché è vicino al suo godimento e, infatti, mentre sto ancora tremando di piacere, la mia bocca viene immediatamente riempita da una generosa quantità di sperma dal sapore molto dolce. La ingoio rapidamente, perché l'uomo continua ad eruttare in continuazione e mi riempie la bocca al punto che, da un lato, scivola giù lungo il mento. Ingoio tutto, poi lo lecco e lo pulisco; con un dito, raccolgo quel poco che mi è scivolato fuori dalla bocca e questo suscita ulteriore ammirazione da parte dell'uomo.

«Meravigliosa! Amico mio, la tua puttanella è veramente stupenda! Una fighetta così vorrei averla tutta la notte nel letto! Quanto vuoi per poterla scopare? Dai, spara una cifra, che te la pago!»

Mentre parla sta raccogliendo i pantaloni e ripone l'uccello; guarda mio padre in attesa di una risposta.

«Non è ancora in vendita. Ti potrà sorprendere il fatto che questa puttanella è ancora vergine.»

I due si scambiano uno sguardo e l'altro, che fino ad ora era rimasto in silenzio, guarda mio padre e gli rivolge una domanda ben precisa.

«Ne sei sicuro? Io sarei disposto a pagar bene per avere il privilegio di sverginarla!»

Mio padre sorride e ripete che sono assolutamente vergine.

«Ne sono assolutamente certo; e, quanto al fatto che sei disposto a pagare, credo che dovrai metterti in fila.»

L'uomo non lo lascia finire.

«Aspetta un momento: c'è un tizio che mi ha detto che una puttanella sta mettendo all'asta la sua verginità e…»

Mio padre sorride ed annuisce; i due si danno subito un'occhiata.

«Cazzo, amico, ma se è questa è fantastica; quanto vuoi? Quell'uomo ha detto che la ragazza ha entrambi i buchi intatti, quindi noi siamo disposti a prenderli entrambi.»

Mio padre sorride, mentre mi passa la banconota da cento che gli ha dato il tizio.

«C'è un'asta in corso; partecipate anche voi e buona fortuna. In fondo siete stati già fortunati, conoscete già ciò che sarà messo all'incanto, quindi…»

Il secondo tizio si avvicina, prende una banconota da 100 e la dà a mio padre.

«Allora lascia che anch'io provi il piacere di scopare almeno la sua bocca!»

Mio padre si gira ed io mi metto in ginocchio davanti a lui; gli prendo il cazzo in bocca, che è molto più piccolo dell'altro, e lo succhio, lo lavoro velocemente e anche lui, ben presto, mi inonda la bocca con una bella bordata di crema, un po' più saporita, che ingoio e pulisco fino all'ultima goccia.

«Che pompinara meravigliosa! Cazzo, se questa è davvero vergine, voglio proprio gustarmela. Puoi star tranquillo che parteciperemo anche noi all'asta. Quanto a te, puttanella, preparati perché ti scoperemo per tutta la notte!»

Ci salutano e se ne vanno; guardo mio padre, mentre ancora mi tremano le gambe.

«Accidenti, papà, è stato... mamma mia, sono venuta senza toccarmi! Papà, tutta questa storia mi fa impazzire!» Lui sorride, mentre mi porge anche l'altra banconota, per poi tornare a casa, commentando ciò che era accaduto. «Complimenti, figlia mia! Vedo che hai capito esattamente come funziona il gioco e ne sono davvero contento. Sei stata bravissima! Tua madre sarebbe infinitamente orgogliosa di te!»

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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