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Erotika
Escort e gigolò! · Cap. 2
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Capitolo 2 di 4 18 min di lettura

Una risorsa preziosa

Mario, è vero! Cazzo, questa è vergine sul serio! Accidenti! Conosco delle persone che impazziranno per questo!

pennabianca
1 anno fa · 485 letture · 0

«Amore mio, dovresti solo lasciarti andare. La deflorazione in sé e per sé è questione di un attimo, un lieve dolore, a volte, seguito da una piccola perdita di sangue, ma, subito dopo, inizia il piacere. Come ti ho detto ci sono persone che per quell'attimo, per violare la prima volta una figa, sono disposte a pagare cifre incredibili. Sarebbe davvero un ottimo inizio per la tua carriera. Inizieresti la tua carriera da escort, in una maniera davvero speciale!»

Guardo mio padre e, dentro di me, percepisco che voglio fare questa cosa.

«Papà, lo voglio fare! Non so come e quando questa cosa potrà avvenire, ma... dai, papà, facciamola! Però devi promettermi che tu mi sarai vicino. Non voglio farla da sola. So già che mi vergognerò moltissimo a farmi vedere da qualcuno che, magari poi, incontrerò di nuovo, casualmente; ogni volta che mi guarderà, penserà che sono una "puttana". Però lo voglio fare. Voglio vendere la mia verginità, per poi diventare escort, come te e mio fratello!»

 Mi abbraccia forte e mi bacia in bocca. Poi mi sorride e mi dice, che posso star tranquilla.

«Amore mio, stai tranquilla, che io sarò sempre al tuo fianco. Provvedo io a organizzare tutta la cosa e, in più, aggiungo che ti farò indossare una mascherina, che coprirà il tuo volto, così nessuno saprà chi sei.»

 Lo bacio con vera passione. La sua lingua si infila nella mia bocca e fa in modo da insegnarmi a farla roteare con la mia; il bacio che ne segue è qualcosa di molto eccitante. Sposto la mano verso il basso, e sento ancora il suo membro duro e grosso; così scivolo ancor giù con la faccia e prendo di nuovo a succhiarlo, come avevo fatto poco prima. Mi eccito in una maniera pazzesca, lui si sdraia e poi mi trascina sopra di sé; fa mettere la mia patatina con lo spacco proprio schiacciato contro quel grosso fallo che mi piacerebbe tanto poter accogliere dentro.

«Amore, muoviti avanti e indietro, sopra di esso e comincia a provare la bellissima sensazione che può donare un membro che schiaccia il tuo clitoride!»

 Muovo il mio corpo come mi dice lui. Ho subito due orgasmi devastanti, che mi fanno impazzire. Mentre sto andando incontro al secondo orgasmo, per un attimo son tentata di prendere quel membro e farlo scivolare tutto dentro la mia fighetta, ma lui se ne rende conto e mi mette di lato, poi si tuffa con la sua faccia tra le mie cosce; prende a leccare il miele che sgorga dal mio ventre, mentre io mi trovo, per l'ennesima volta, il suo cazzo davanti alla bocca; ricomincio a succhiarlo come se non ci fosse un domani. Me lo spingo tutto in gola, cercando di farlo entrare il più possibile e, stavolta, lo faccio con fierezza, perché mi rendo conto che la mia faccia sbatte contro il suo corpo, mentre la mia gola viene riempita da quella massa di cazzo, che voglio assolutamente far sborrare. Devo impegnarmi parecchio, ma, alla fine, riesco ad avere una bella razione di crema, che va ad aggiungersi a quella bevuta poco prima. Sono felice, lo bacio in bocca e lui mi tiene stretta; poi mi dice che dobbiamo andare a fare shopping, perché dobbiamo comprare delle cose che saranno necessarie per iniziare il mio lavoro da "puttana". Usciamo insieme, percorriamo un lungo tratto di strada che ci porta in un centro commerciale lontano, in un'altra città più grande della nostra e lì mi lascia saccheggiare due o tre negozi. Mi compra delle minigonne strepitose, lingerie di tutti i tipi, colori e forme e, soprattutto, molto sottili, dei veri e propri veli. Scarpe e stivali di ogni tipo, ma tutti rigorosamente con tacco altissimo, calze autoreggenti o reggicalze, e tante altre cose bellissime. Poi, mentre torniamo, fa una lunga deviazione e ci fermiamo in un Sexy Shop, dove non sono mai stata e, quando entro la curiosità la fa da padrona. Il proprietario, un maschio non troppo alto, dal viso simpatico e con un’aria da vero porco, quando vede mio padre lo saluta cordialmente e poi mi guarda, cercando di capire chi potessi essere.

«Mario! Qual buon vento ti porta qui da me? E questa meravigliosa creatura? Aspetta un attimo… cavolo, ma questa è…»

Mio padre sorride, annuendo.

«Si, Carlo, lei è Elena, mia figlia! Dopo sua madre, adesso è lei che vuole iniziare a far quello che faceva sua madre.»

Carlo sorride e insieme mi portano nel reparto abbigliamento; lui mi mostra alcuni completini veramente assurdi. Me ne fa provare tre. Uno è da studentessa, con una piccola parrucca con treccine, che mi fa apparire come una bimbetta appena uscita da scuola. Un altro è un completo da infermiera, bellissimo, bianco con tutti gli accessori bianchi e delle scarpe con tacco 15, allucinanti. Il terzo è un completino da cameriera, di colore nero, con tanti pizzi e merletti e, anche in questo caso, sono abbinate delle scarpe con il tacco 15.

«Mario, a questa meravigliosa puttanella, gli stanno bene tutti e tre!»

Sentirmi definire "puttanella", mi fa bagnare all'istante. È chiaro che sono una puttanella! E resto stupita anche dal fatto che lui ci fa una particolare offerta.

«Guarda, giusto perché sei tu, potrei fare un'eccezione sul prezzo. Ti do tutti e tre i completi al 50% di sconto, ma, in cambio, voglio scopare questa troietta!»

Mio padre lo guarda e scuote la testa.

«Carlo, sta calmo! Son venuto qui a cercare qualcosa di sexy, perché questa puttanella, come la chiami tu, è ancora vergine e vuole metter all'asta la propria verginità!»

Vedo lo stupore dipinto sulla faccia di Carlo, che rimane un attimo a pensare e poi fa una controfferta.

«Allora, questo cambia tutto. Ti faccio un'offerta ancora più favorevole! Sai che nel retro ha un teatro di posa, dove si possono far le foto e, se volessi pubblicizzare il fatto che è messa all'asta la verginità di questa zoccoletta, potremmo trovare il modo di fare un bel book fotografico ed io stesso provvederò a farle tutta la pubblicità del caso. In cambio, mi fai fare un pompino e mi fai scattare tutte le foto che servono.»

 Guarda mio padre, che sta riflettendo sulla proposta, poi si gira e mi chiede cosa ne penso.

«Che ne dici di provare se sei diventata brava a far pompini? Inoltre lui potrebbe di fatto far aumentare il numero delle persone che potrebbero partecipare all'asta, riffa o lotteria avente come premio la tua verginità!»

Sorrido, ma sono un po' nervosa, perché non ho fatto altro che due pompini a lui quella stessa mattina, quindi dovrebbe già esser un bel banco di prova.

«Sai bene che voglio realizzare questa idea, quindi, qualunque cosa tu decidi, per me va bene!»

Carlo sorride contento, poi corre a chiudere il negozio, mettendo il cartello “TORNO SUBITO,” e subito ci trasferiamo in un altro locale; in questa stanza ci sono tante cose che permettono di realizzare un book fotografico con sfondi particolari, scenari diversi, mobili e tante altre cose. Per prima cosa mi dice di spogliarmi nuda e, a quel punto, mio padre pretende che io indossi una mascherina, cosa di cui Carlo mi fornisce subito. È molto bella e fine, copre benissimo il mio viso, lasciando però liberi gli occhi e la bocca. Mi fa indossare tutti e tre i completi che abbiamo scelto e mi scatta diverse fotografie, poi, porta anche altre cose scelte da lui, come minigonne in pelle, oppure stivali lunghissimi, che mi arrivano fin sopra il ginocchio, infine un completo in latex nero, che mi fa sembrare veramente un'altra persona! Sono eccitata fradicia e, dopo quasi un'ora che stiamo facendo questo gioco, lui si dice soddisfatto del materiale raccolto e poi, mentre sono ancora nuda, si avvicina, mi fa sdraiare sopra un divano e, in ginocchio tra le mie cosce, si mette a leccare la mia patatina, ridotta ad un lago. È molto bravo, mi fa godere velocemente.

«ooohh…umhmmm…sì… vengo!»

Mi lecca come un porco e si rende conto che sono davvero vergine e questo lo fa eccitare ancor più.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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