«Oh, scusami papà! Non volevo, ehm... non sapevo che tu eri…»
Ho abbassato lo sguardo ed ho fatto per girarmi ed uscire, ma lui ha allungato una mano e mi ha fermato.
«Aspetta, non te ne andare! Hai detto che non hai mai visto, toccato o avuto modo di farti una benché minima idea o esperienza sessuale? Io ti ho detto che bisogna andare a scuola oppure fartelo spiegare da chi ha più esperienza, quindi, visto che ora sei qui, svolgi la tua minzione adesso, davanti a me, e poi parliamo.»
Sono rimasta a bocca aperta, senza parole e, stranamente, mi son lasciata spingere da lui verso il water; sempre rimanendo totalmente passiva, lui ha sollevato la mia minigonna, mi ha abbassato le mutandine e mi ha fatto metter seduta sul water, dove ho svuotato la mia vescica, senza riuscire a dir nulla. Appena finito, lui mi ha di nuovo sollevato e, dopo aver fatto un passo, mi ha fatto piegare a 90 gradi sopra il lavandino, tenendomi le cosce aperte, si è inginocchiato dietro di me.
«Amore, resta ferma, che ti faccio provare la tua prima esperienza sessuale!»
Ero a bocca aperta. Avevo il respiro bloccato e dentro di me stentavo a credere che stesse succedendo quello su cui, alcune volte, avevo fantasticato nel mio letto, ad occhi chiusi, masturbandomi; pensavo proprio di trovarmi così piegata, davanti a mio padre. Ho veramente sussultato e son scattata in avanti, quando la sua lingua è andata a colpire il mio clitoride, leccandomi lo spacco da dietro.
«Elena, resta ferma! Lasciati andare, perché non ho intenzione di farti alcun male! Voglio solo farti provare cosa significa la parola: godere!»
Ha ripreso a passare la sua lingua tra le pieghe della mia passera, mentre un forte languore cominciava a diffondersi nel mio corpo, fino ad indebolirmi le gambe e, senza rendermene conto, all'improvviso un'ondata di piacere ha sconvolto il mio corpo, dalla testa ai piedi. È stata una scarica tremenda, mai provata prima con nessuna masturbazione, che mi ha fatto tremare tutta. «Umhmm…. ooooooooooohhh! Sì… Sì, ancora!»
Ho avuto un orgasmo così intenso, forte e devastante, da farmi venir meno le gambe, allora lui mi ha afferrato per sorreggermi, mentre la sua lingua continuava a raccogliere tutto il nettare che stava sgorgando dal mio corpo. Era incredibilmente bravo a leccare e, ad un tratto, credo di aver stretto le cosce, quasi a volerlo fermare o, forse, perché temevo si fermasse! Lui ha continuato a lavorare con la lingua ancora per un po', poi, mentre ero ancora priva di respiro, si è alzato in piedi ed ho visto finalmente il suo membro in tutto il suo splendore. Lungo, enorme, grosso e duro! Mi ha sollevato la t-shirt e, con un gesto veramente rapido, ma anche incredibilmente sicuro, ha aperto il gancio del mio reggiseno e mi sono trovata a tette nude davanti a lui. Per un attimo, ho provato un po' di vergogna, mentre lui mi ha abbassato la gonna ed io l'ho fatta scivolare fino ai piedi, liberandomene; lui mi ha sollevato il mento e i nostri occhi si sono incrociati; lui mi ha appoggiato la mano sulle spalle e mi ha spinto in basso. Mi sono abbassata davanti a lui, ed ho visto, dinanzi al mio viso, quell’enorme scettro. Ho sollevato lo sguardo e lui, con una voce molto calma, mi ha detto che era ora che imparassi a gestire un membro. Ricordo proprio che mi ha detto esattamente "gestire un membro", e questa cosa mi ha colpito, perché, tante volte avevo sentito le mie compagne raccontare che i maschi non ti chiedono di gestire un membro, ma di succhiare un cazzo.
«Elena questo è il fallo di un uomo! Quando te lo mette davanti alla bocca, tu ne diventi la padrona assoluta. Ricordati che una donna che succhia il cazzo ad un uomo, ne ha assolutamente il dominio! È lei che decide, come e quando, l'uomo deve godere e, soprattutto, ha il potere di farlo impazzire a suo piacimento. Fammi vedere che cosa hai imparato, guardando i video porno sul tuo PC!»
Sorpresa da questa affermazione, ho spalancato la bocca e subito ho cercato di accoglierlo dentro, ma lui mi ha subito fermato.
«No, ferma, non si fa così! Vieni con me!»
Siamo andati in camera da letto e lui si è messo disteso; mi ha fatto mettere in ginocchio di fianco a lui.
«Ti ho detto che sei tu a dover gestire un membro, quindi, ascoltami attentamente: devi riempirlo di saliva, leccare dalla cima fino alle palle e, infine, dedicarti anche a quelle. Devi fare questa cosa senza fretta, facendo in modo che la persona, cui stai facendo questo bel giochetto, senta forte il desiderio di infilartelo tutto in gola! Fare i bocchini è un’arte! Tua madre era una vera professionista del pompino! Se mi darai retta, ti farò diventare brava quanto lei! Adesso incomincia a leccarlo ed a coprirlo di saliva.
Non sapevo che dire, ero anche sorpresa dalle sue parole riguardanti mia madre, ma, fin da subito, ho preso a passare la mia lingua sopra quello splendido palo di carne dura e pulsante, ma, nello stesso tempo, morbida e vellutata. Una sensazione bellissima, per cui mi son applicata seguendo i suoi consigli: ho leccato le palle, prendendole in bocca, trovandole molto grosse e piene. Mi ha ordinato anche di scivolare un po' più in basso, di arrivare con la punta della lingua fino al suo buchetto e questa cosa mi ha veramente stupito tantissimo, perché ho notato che lui ha provato subito piacere nel sentirsi stimolare anche il culetto.
«Brava, amore mio, fino a adesso hai fatto veramente un buon lavoro. Ora che lo hai coperto bene di saliva, inizia a farlo scivolare in gola. Sicuramente avvertirai dei conati di vomito, sensazione che provi se ti infili un dito in gola, ma tu trattieni il membro in bocca per un po’, per poi toglierlo e rimetterlo dentro, spingendo sempre un po' di più e vedrai che, ben presto, quella sensazione di vomito scompare.»
Ho iniziato a spingerlo in gola, mi sembrava impossibile che quel grosso membro riuscisse a scivolare giù per la mia gola. Ho avuto dei colpi di tosse ed anche i famosi conati di vomito, che pian piano ho cominciato a reprimere e, incredibilmente, un po' alla volta, dopo vari tentativi, mi son ritrovata con la punta del naso a sbattere contro l'inguine di mio padre, che si è complimentato con me.
«Brava, amore mio! Ero certo che non mi avresti deluso. Ora trattienilo un po' in gola e poi lascialo uscire, per poi riprenderlo e continui a fare dentro/fuori, mentre, con la lingua, vai a leccare le palle, quando lo hai tutto in gola.»
Ho sentito un'ondata di piacere invadere la mia patatina, per l'immensa soddisfazione provata nel sentire le parole di mio padre. Era orgogliosa di riuscire a prendere il suo grosso membro tutto giù per la gola. Mi ha lasciato giocare ancora un po', poi mi ha spinto di lato, si è rigirato e la sua testa sia infilata tra le mie cosce; ho di nuovo avvertito la sua lingua che cercava il mio bottoncino, frugando tra le pieghe della mia lumachina, che schiumava in una maniera pazzesca. Son stata proiettata incontro ad un vero delirio di piacere. Godevo a sentirmi leccare e, nello stesso tempo, impazzivo di piacere nell'infilarmi sempre più a fondo, ed a ritmo più accelerato, quel grosso membro che sembrava diventare sempre più grosso. Però è stato lui a farmi godere per primo. Un orgasmo molto intenso ha scosso tutto il mio corpo, facendomi mugolare a bocca piena.
«Umhhmmmm…vengummmmmmm…»
Ha continuato imperterrito a lavorare con la lingua sul mio bottoncino, mentre il mio corpo era scosso da brividi talmente forti da renderlo incontrollabile. Ho preso a succhiare più forte il suo membro e, dopo un po', lui mi ha dato nuove istruzioni.
«Elena, adesso voglio che tu sia veramente insuperabile! Elena, sto per sborrare, sentirai un'ondata di crema riempire la tua bocca. Tieni il membro stretto tra le labbra più o meno sulla punta e lascia che la tua bocca si riempia del mio seme, poi lo ingoi! Amore, devi berla tutta! La devi mandar giù fino all'ultima goccia! Sono sicuro che ti piacerà!»
