«Bevi che sborro!»
Lei lecca, succhia e ingoia tutto. Lo lascia veramente pulito. Lui si distende alla mia destra ed osserva i due che sbattono la femmina. Mi sfioro le labbra gonfie della vulva, il clitoride è gonfio, basterebbe poco per raggiungere l’orgasmo, ma decido di godermi tutto lo spettacolo. Ora è la volta di Lucio, le sfonda il culo con colpi fortissimi e, ad ogni affondo, il corpo della ragazza è spinto in alto; il tizio lo esorta a farcire il culo della ragazza.
«Dai, schizzale dentro anche tu, poi glielo darai in bocca, perché deve pulire tutto!»
Lucio affonda dentro di lei, sempre più velocemente, poi viene. Scarica le sue palle dentro di lei, poi se ne esce e presenta la verga davanti alla sua bocca per la pulizia, che avviene nell'immediato, senza che una sola goccia vada persa.
«Adesso completiamo l’opera!»
Detto questo, l’uomo mette la ragazza di lato e prende a pomparla con colpi devastanti.
«Godi, troia, godi! Ti schizzo nel ventre il mio sperma caldo: t’ingravido!»
Noi tre ci guardiamo stupiti, ma la cosa che ci sorprende di più è lo sguardo estasiato del ragazzo, che ora si sega furiosamente. L’uomo la chiava sempre più velocemente, lei lancia uno sguardo colmo di felicità verso il giovane, che allunga una mano ed afferra quella della ragazza. Lui gode dentro di lei, che non si trattiene dall'invitarlo a spingerglielo più a fondo, nel ventre.
«Sborro, vacca, ti ingravido!»
Urla lui.
«Sì, dai, vienimi dentro; spingimelo quanto più a fondo possibile: vengo!»
Nel medesimo istante, il giovane schizza appena tre goccioline di liquido dalla punta del suo misero cazzetto. Soddisfatti, torniamo al nostro ombrellone, per raccogliere le nostre cose e tornare a casa. L’uomo si avvicina e si presenta.
«Mi chiamo Gaston, sono un imprenditore in elettronica italofrancese, lei è Carole, mia figlia e lui è André, suo marito. Si amano tantissimo, ma lui non ha spermatozoi per fecondarla, quindi hanno deciso che debba esser io ad ingravidarla, se desidero un nipote, che poi non sarebbe tale, ma un figlio. In più sono anche due pazzi: amano tantissimo lui ad esser sottomesso e lei ad esser umiliata, in quanto ha tendenze sadomasochiste. Voi siete stati bravissimi. Tu sei stata fantastica! Ti sei inserita nel gioco alla perfezione, hai dominato lui in maniera stupenda; è molto che pratichi questo gioco?»
lo guardo e rido.
«Veramente è stata la prima volta!»
Lui rimane stupito.
«Fantastico, hai magistralmente interpretato il ruolo di femmina dominante. Sei una pietra preziosa, ma ancora grezza, che ha solo bisogno di esser trasformata in diamante. Ho uno yacht ancorato nel porto, mi piacerebbe rivedervi; questo è il mio cellulare satellitare, resterò in zona fino a domenica.»
Guardo i miei uomini e declino l’invito.
«Domani arriverà una coppia di persone a cui teniamo molto, quindi, come vedi, saremo già in cinque: troppi, non trovi?»
Lui mi osserva, ammirato.
«Nessun problema. Sei una persona fantastica e, di certo lo è anche chi ti circonda, quindi, tre, cinque o quanti siate non sono un problema. Vi aspetto.»
Raccogliamo le nostre cose e torniamo a casa. Passando per il paese, vediamo che, sul lato opposto a dove siamo noi, dove la spiaggia è molto più grande, per quella sera è stata organizzata una festa, con falò sulla spiaggia, musica e pesce fritto. Per partecipare, basta fare un’offerta volontaria; decidiamo che la cosa ci sta bene; torniamo a casa, facciamo una doccia veloce, indosso il mio vestito a rete che, praticamente, non copre granché, ma me ne frego e andiamo alla festa a piedi, passando per la spiaggia. Quando arriviamo, la festa è già iniziata; mangiamo del pesce, poi ci spostiamo dove c’è la musica. Tamburi e chitarre, intonano ritmi esotici, sudamericani: riesco a coinvolgere Carlo. Al ritmo della samba, ci scateniamo a ballare. Sento chiaramente che si sta eccitando; aderisce al mio fondo schiena, mi eccito, sono ancor piena di voglia dopo il fantastico pomeriggio: ho voglia di godere. L’arrivo di un numerosissimo gruppo costringe a spostarci più verso la penombra; ci ritroviamo vicino alle barche della scuola di vela. La musica arriva, ma la notte, che è rischiarata dal falò, diventa più buia. Balliamo, guardo dov’è Lucio, lo vedo, che mi segue con lo sguardo; è appoggiato ad una barca, nelle vicinanze. Carlo comincia a farsi più audace, nonostante la presenza di molta gente; ora le sue mani accarezzano il mio corpo, mandandomi su di giri; ho voglia, sento chiaramente un bel palo premere contro il mio sedere, mi bagno. Decido di far sesso con lui, lo prendo per mano, passo davanti a Lucio, lui mi sorride: ha capito tutto, torniamo verso casa nostra. Giunti in prossimità, Lucio riceve una telefonata da Cinzia; mi manda un bacio e ci lascia soli; ci denudiamo e, immersi nel mare, prendiamo a coccolarci dolcemente. Baci, carezze, hanno il potere di scatenare tutta il mio desiderio. Afferro il palo di mio marito e lo porto alla bocca, lo succhio; lui mi masturba con due dita, ma è scomodo, mi giro, lo trascino a riva. Adagiati sul bagnasciuga, lui si distende su di me, mi penetra; lo sento fino in fondo, mi trasmette una scarica elettrica fortissima, esplodo nel piacere che ho represso fin dal pomeriggio; mi sconvolge, urlo, un orgasmo mi fa scaricare la forte eccitazione accumulata per tutto il giorno. Lui mi scopa lentamente, conosco questo suo modo di fare. È tremendo, mi lima con una calma devastante, senza fretta, mi provoca un orgasmo dietro l’altro, senza fine. Solo quando ho perso il conto di quante volte ho goduto, lui incolla la sua bocca alla mia e mi riempie la vagina con un lungo gemito.
«…mhmm...sborro! Ti amo.»
Lo sento mio; ho goduto tantissimo in questi giorni, ma nulla può sostituire il suo modo di farmi provare il piacere. Con tutti godo nel farmi scopare, ma con lui è amore fatto con il cuore, con la mente che comanda il mio corpo, solo con lui sono sua e, nonostante tutto il sesso, le situazioni eccitanti, ho sempre bisogno di un momento nostro, dove io mi sento totalmente amata. Rientrati in casa, Lucio è già a letto; Carlo fa una rapidissima doccia, poi tocca a me. Mentre scorre l’acqua, ripenso alle parole di Gaston.
‘sei una femmina dominante’, io? Quando mai?’
In questi tre giorni, ho lasciato il mio corpo alle voglie dei miei maschi, ho soddisfatto passivamente ogni loro desiderio; perciò, cosa sarebbe cambiato questo pomeriggio? Perché ho punito quel ragazzo con tanta cattiveria? Perché ho umiliato la femmina? Già, la femmina, ecco cos’ha scatenato il mio istinto crudele; la presenza di un’altra femmina, cui ho voluto ribadire che i maschi erano miei! Sono stato IO a permetterle di godere dei miei uomini. Certamente è stata la presenza di un’altra femmina. Esco dalla doccia, ancora bagnata vado a letto, m’infilo fra i miei uomini, che dormono già, appoggio il capo sul cuscino, penso:
‘un’altra femmina?
Domani arriva Cinzia, una femmina! Un'altra femmina…’
Mi abbandono al sonno.
Com'è finora?
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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