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Erotika
I suoceri, le nuore e i generi. · Cap. 11
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Capitolo 11 di 1413 min di lettura

Mio suocero incula mia moglie!

gli ho detto che non avevo problemi a vederlo scopare con sua figlia.

pennabianca
1 anno fa · 2.4k letture · 0

Lei, in un silenzio quasi surreale, mi ha guardato dritto negli occhi, scioccata, ma non ha proferito una sola parola. A quel punto ho deciso che dovevo osare il tutto per tutto: oramai il dado era tratto. «Se pensi ancora di non aver nulla da nascondermi, allora voglio che lasci questa casa, adesso! In alternativa, parla! Scegli tu ciò che vuoi fare; io sono qui e aspetto la tua decisione! Ti amo, ma voglio sentire, dalla tua bocca, quello che devi dirmi. Parla o vattene!» I suoi occhi si son riempiti subito di lacrime. Era assolutamente frastornata e sotto shock. Non ho potuto far a meno di abbracciarla e, a quel punto, ha preso a singhiozzare in modo incontrollabile: piangeva come una bambina. Poi, a testa bassa, mi ha parlato. «Come lo hai scoperto?» «Ti ho visto con lui nella lavanderia.» Ha ripreso a singhiozzare. Io l’ho abbracciata e tranquillizzata. «Va tutto bene, tesoro, purché mi racconti tutto; ti prometto che sarò indulgente. Fra noi non cambierà nulla, ma voglio la verità!» Lei ha fatto un profondo respiro e poi ha replicato: «Carlo, mi dispiace e non sai quanto; mi vergogno così tanto di me stessa.» «Eliana, non c'è bisogno di vergognarsi. Raccontami tutto e basta.» Lei mi ha fissato con occhi molto tristi. «Vuoi il divorzio? Sarebbe un tuo diritto, lo sai vero? Io non mi opporrò.» L’ho abbracciata e baciata. «Assolutamente no! Voglio vivere la mia vita con te! Ma voglio sapere la verità! Per favore, parla, dimmi tutto!» Ha fatto un profondo respiro, poi si è decisa a raccontarmi ogni cosa. «Ti dirò tutto e non mi importerà se poi mi odierai, o cosa vorrai fare dopo. Tutto è iniziato quando avevo 22 anni ed ho perso mia madre. Avevo una cotta per mio padre, fin da quando ero bambina, e sapevo che mamma gli sarebbe mancata molto, soprattutto dal punto di vista sessuale. Sentivo le loro furiose scopate dalla mia cameretta e prendevo a masturbarmi. Qualche volta, di nascosto, li ho anche spiati e ho visto con quanto piacere lei si faceva inculare. Lui è ben dotato, forse tu lo batti in lunghezza, ma lui ti supera in spessore. Un giorno, mio padre era molto depresso e, dopo cena, lo vidi piangere, in silenzio. Son andata da lui e l'ho abbracciato. Ci siamo abbracciati ed abbiamo pianto insieme. Gli ho chiesto se c'era un modo per poterlo aiutare. Ha detto che la mamma gli mancava in molti modi e lì ho capito quale di quei modi gli mancava in particolare. Quella notte sono andata nella sua stanza e gli ho chiesto poter dormire nello suo stesso letto, per alleviare la sua tristezza. «Amore mio, vai in camera tua! Se resti qui, renderai le cose ancor più dure!» Son tornata nella mia stanza, ma, dopo averci pensato qualche istante, son tornata da lui, ho tolto la camicia da notte e, nuda, sono entrata sotto le coperte e l'ho abbracciato. «Adesso chiudi gli occhi e pensa che qui c’è la mamma. Io non sono brava come lei, ma se me lo insegni, cercherò di farti felice, come lo faceva lei.» Lui è rimasto immobile, poi, dopo qualche esitazione, ha iniziato a baciarmi in ogni parte del corpo. È stato dolcissimo e mi ha fatto godere con la bocca, leccandomi fra le cosce; poi mi ha insegnato a prenderglielo in bocca. A quell'epoca avevo avuto solo delle piccole storie con dei coetanei, solo qualche bacetto e, al massimo, una toccatina di cazzo da sopra i pantaloni, adesso, invece, avevo un vero cazzo duro e grosso con cui aver a che fare. Sono impazzita di piacere fra le sue braccia. Poi mi son dedicata a lui. L’ho fatto sdraiare sul letto e poi gli ho preso la verga, dura e pulsante, prima in mano, ma non riuscivo a tenerlo con una sola, cosi l’ho impugnato con entrambe e poi mi son messa a succhiarlo e leccarlo, seguendo i suoi insegnamenti, fin quando mi è venuto in bocca. «Sì, dai, succhialo! Mi fai impazzire! Amore succhia, che sborro! Amore, sborro!» Mi ha riversato in gola un fiume di crema, che a me è sembrata la cosa più buona del mondo. Questa è diventata un'abitudine ed abbiamo vissuto come marito e moglie, finché non sei entrato nella mia vita. Volutamente non ha mai cercato di sverginarmi, anche se lo avrei volevo, ma lui ha accettato di farmi il culo e di farsi succhiare il cazzo. Ancora oggi, non mi ha mai chiavato in fica, me lo mette solo nel culo e mi fa godere tantissimo. Non mi fraintendere, con te godo molto e bene, ma come mi incula lui è diverso. Con lui mi sento posseduta per davvero e in maniera totale. Forse perché sono sua figlia? Non saprei dirtelo, ma la cosa mi manda ai matti. Ti amo e, adesso che sai tutto, se lo ritieni opportuno, me ne vado.» La guardo stupito. «Ma davvero non ti ha mai scopato la fica?» Mi risponde decisa. «Mai! Te lo giuro, mai! Gliel'ho chiesto molte volte, dopo che mi son sposata, ma lui insiste che essa appartiene a mio marito!»

La guardo, la bacio e la tengo stretta a me, come un tesoro da non perdere. «Eliana, grazie per avermi raccontato tutto. Apprezzo davvero la tua onestà e non voglio che tu vada da nessuna parte. Io ribadisco che voglio star con te. Capisco che il tuo è stato un comportamento dettato dall'amore che gli porti e voglio farti proposta: dal momento che ti ha sempre rispettato, vorrei che, ora come ora, ti facessi chiavare anche davanti.» Lei mi abbraccia e mi bacia con passione. «Grazie, amore, anch’io ti amo, ma non credo di riuscire a fargli cambiar idea. Ammetto che lo vorrei, ma non saprei come fare a convincerlo.» Sorrido e poi le manifesto la mia idea. «Ti amo anch'io tesoro; la prossima volta che incontri tuo padre, voglio che ti scopi la fica e, per raggiungere questo scopo, ho un piano. Lo invitiamo a cena da noi e poi ti lanci fra le sue braccia; con me presente, dovrà scoparti sapendo di avere il mio interessato consenso.» Così abbiamo fatto e, il sabato dopo, appena finito di cenare, lei gli si è buttata fra le sue braccia e lui, dopo un momento di sgomento, mi ha guardato; io gli ho detto che non avevo problemi a vederlo scopare con sua figlia. Lui è rimasto un attimo interdetto e indeciso sul da farsi; ma Eliana si è inginocchiata, gli ha preso il cazzo in bocca e, a quel punto, mi ha chiesto di avvicinarmi ed aiutarla in quell'operazione. Così abbiamo preso a scoparcela assieme, anche in doppia, con lei che ha urlato alle stelle il fortissimo piacere da cui era presa. Da allora suo padre è diventato un ospite fisso nel nostro letto e, adesso, mia moglie è gravida, ma nessuno di noi potrebbe affermare con certezza chi possa averla ingravidata. Comunque non c'importa. L’unica cosa che importa è che lei, dopo aver modificato il suo modo di vivere il sesso, ha cominciato ad esternare fantasie e vari desideri: adesso sì che mi piace viver con lei

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pennabianca

Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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