Lui invece sembrava davvero interessato a proseguire il discorso.
«E perché mai dovremmo lasciar perdere? Siamo entrambi maturi e vaccinati. Ok, io più vecchio di te lo son di sicuro, ma, dopotutto, hai 25 anni e sicuramente una certa esperienza te la sei già fatta, quindi continua.»
Ho fatto un profondo respiro e poi ho deciso che volevo rischiare. Sentivo i miei umori colare fra le gambe e non ho capito più nulla.
«Forse dopo quello che ti dico non sarà più come prima, ma non posso più tacere. Sono innamorata di tuo figlio, ma, fin quando non ti ho conosciuto, non ero così convinta di voler stare con lui. Poi, dopo che ti ho conosciuto, mi son accorta che ero affascinata da te. Sei un bell'uomo e volevo in ogni caso viverti vicino. Per cosa? Non lo so! Cioè lo so, ma è meglio che non te lo dico! Tutt'ora subisco il tuo fascino. In più, adesso che ti trovo in bagno, bello, pulito, profumato, a torso nudo, con l'asciugamano in vita, sotto cui si cela qualcosa di estremamente notevole, mi sento colare fra le cosce in modo pazzesco!»
Lui sorride lusingato dal complimento e si schermisce.
«Ma dai! Non ci credo! Ero convinto che mio figlio avesse preso tutti i miei pregi e, forse, anche qualche difetto!»
Ora lo scruto in modo diverso e mi son resa conto che ha deciso di star al gioco. Fin dove ci spingeremo, non ne ho idea, ma anche lui vuol giocare.
«Non mi fraintendere, Michele è ben messo e mi fa godere, ma io non credo di aver mai visto quello che mi sembra esser nascosto sotto l’asciugamani.»
Lui cambia espressione. Mi sembra più serio e questo m'impensierisce.
«Non ti sembra? Quindi non sei certa di quello che stai vedendo?»
Ribatto decisa.
«Certo che non son sicura, è nascosto sotto il telo? Forse vedendolo allo scoperto, potrei esser certa!»
Lui ha sorriso ed io mi sono avvicinata a lui, fissandolo negli occhi con una certa malizia. Ci siamo fissati un attimo e, in quel preciso momento, ho capito che mi voleva, come io volevo lui. L’ho baciato posando una mano sull'asciugamani e subito ho avvertito qualcosa di estremamente duro e grosso. Mi son staccata e l’ho fissato, aspettando una sua reazione, che è subito arrivata. È stato lui a baciarmi di nuovo e ho sentito quel membro crescere ancora.
«Ma... non smette mai di crescere? Già mi sembra enorme!»
«Penso sia già al suo massimo splendore. Ti avverto: se lo vuoi, poi te lo prendi tutto, così com'è. È grosso e non tutte lo vogliono, nemmeno tua suocera, a volte, lo prende tutto, quindi pensaci bene, sei ancora in tempo per fermarti ed uscire dal bagno. Non è successo nulla e non ne parleremo più!»
L’ho fissato, mentre sentivo colare un fiume fra le mie cosce. Rifiutare una simile meraviglia? Assolutamente no! Lo avrei preso anche se avrei corso il rischio di farmi sventrare. Lo volevo e basta! Mi son avvicinata e mi son inginocchiata davanti a lui. Ho posato le mani sulla sagoma dell'asciugamani. Mi sembrava di ferro, durissimo e tanto, ma tanto, grande. Curiosa ho sciolto il nodo ed il telo è caduto ai suoi piedi: allora ho potuto ammirare il cazzo più grande e più bello che abbia mai visto in tutto il suo splendore. Incantata da tanta esuberanza, ho portato la mano sull'asta.
«È bellissimo! Come si fa a non desiderare una simile meraviglia dentro il proprio ventre?»
Lui è rimasto in silenzio e mi osservava, mentre io mi son avvicinata ancor di più ed ho preso a strusciare le labbra lungo la canna. Oltre ad esser duro e lungo, era pure grosso. Aveva le vene in rilievo, come scolpite, e la cappella, rosa, era lucida e molto invitante. Ho appoggiato le labbra su di essa, senza alcuna reticenza né preoccupazione ad apparire troppo sfrontata. Ero assalita dalla voglia di assaggiarlo. Lui ha annuito e sorriso. Ho aperto la bocca e l’ho fatto scivolar dentro, riuscendo a succhiare solo la cappella e poco più dell'asta: di più non ne entrava. Al contatto con quella carne dura e pulsante, ho avuto un'ondata di piacere che mi ha inzuppato il perizoma. Ho cominciato a praticargli la più bella fellatio della mia vita. Lui mi assecondava con i movimenti del bacino, abbandonandosi al piacere che gli donava la mia bocca. Dopo essersi gustato la mia bocca, mi ha sollevato e, senza dir nulla, mi ha condotto in camera da letto. In un attimo ero nuda, lui si è disteso supino e mi ha invitato a cavalcarlo. Gli son salita sopra, non vedevo l'ora di averlo dentro di me. Ero talmente bagnata che sarebbe entrato subito, ma era troppo grosso e, per prudenza, lo feci scivolare dentro di me, pian piano. Nessun cazzo mi aveva mai dilatato a quel modo, ma volevo godermelo tutto.
«Sì, mi sfonda, ma è bellissimo!»
Mi riempiva tutta. Mi è sembrato di esser sverginata di nuovo. Lui mi ha lasciato abituare alla sua notevole dimensione e, quando ha capito che ero ben piantata su di lui, ha sollevato le mani e si è impossessato dei miei seni, ne ha stretto i capezzoli fra le dita, facendomi gemere ancor di più. Ha inarcato le gambe e mi dava dei colpi dal basso che mi facevano sobbalzare e, nel ricadere, quel mostro mi arrivava fin dentro l’utero.
«Sì, mi uccidi ma è bellissimo! Piero, vengo! Dai, non ti fermare! Ora vengo!»
Lui mi ha spostato di lato. Ha preso a sfondarmi, continuando a torturare i miei seni. La sua voce tradiva il piacere che provava.
«Fantastica! Sei la prima donna che lo prende tutto, senza urlare di dolore! Mi fa impazzire scoparti così forte! Dai, godi, che mi piace sentirti vibrare di piacere.»
Mi son girata e l’ho baciato. Ha risposto infilando la sua lingua dentro la mia bocca, in un bacio davvero carico di passione. Ho avuto un ennesimo orgasmo, finché anche lui è giunto all’apice. Mi ha dato ancora qualche affondo duro e deciso e poi è esploso dentro di me.
«Paola, Paola sto sborrando! Ti vengo dentro!»
Al sentirlo contrarre i muscoli e poi riversare dentro il mio ventre una marea bollente di sperma, mi ha fatto godere ancora una volta. Siamo rimasti abbracciati e poi mi sono sfilata da lui. Ho sentito colare un'ingente quantità di liquido e lui mi ha guardato in faccia serio.
«Posso fidarmi di te? Mi prometti che questo resterà il nostro segreto? Ma, soprattutto, non vorrei che Michele abbia a lamentarsi di te. Se poi ti è piaciuto, lo rifaremo, ma sempre rispettando quanto ti ho appena detto.»
L’ho guardato seria e convinta di quello che stavo per dirgli.
«Devo esser sincera? Allora devi sapere che non avrei mai messo in discussione l’armonia della famiglia per scopare con te. Ora che è successo e che mi hai fatto impazzire, a maggior ragione farò di tutto affinché le cose scorrano nella massima tranquillità. Sono sempre a tua disposizione, ogni volta che avrai voglia di me, ma non farò nulla per render tuo figlio infelice, tranne che scoparmi suo padre.»
È cominciata così la nostra storia. Con Lisetta ho scoperto più in là che lei ci aveva provato con Piero, prima di mettersi con Luigi e questa cosa a lui non era piaciuta per niente. Col tempo, lei ha rinunciato a scoparsi Piero, che, invece, mi monta regolarmente e sfonda divinamente in ogni mio orifizio.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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