Li guardo e rispondo che non ho la minima idea di come si giochi a bigliardo e, quindi, non sarei di molta compagnia. Sandro guarda gli altri, poi si gira verso di me e mi risponde in modo molto allusivo. «Non ti preoccupare, Sharon, dal momento che, sia quattro palle che le relative stecche, già le conosci, quindi si tratterà di farti conoscere solo ed anche le altre.» Mi guardano e io un po’ indecisa arrossisco, poi, sebbene intimidita accetto. Per comodità, ci accomodiamo tutti nella macchina di Sandro, perché gli altri tre son venuti in taxi. Quando mi fanno salire, mi ritrovo seduta davanti e il mio vestito sale un po', cosicché le cosce si scoprono, mostrando il pizzo delle mie autoreggenti. Gli altri tre, che son seduti dietro, atteggiano un mezzo sorriso compiaciuto. Durante il viaggio, il silenzio regna sovrano in quella macchina, in cui ciascuno starà di sicuro riflettendo a come sarà il prosieguo della serata. Io stessa mi domando cosa ci sto a fare con loro, quando dovrei esser a casa con i miei figli. Arrivati a casa di Giulio, trovo che sia un bellissimo appartamento, molto curato e pulito; ci rechiamo in un'ampia sala, riservata al bigliardo. Oltre ad uno molto bello e completo di tutti gli accessori, c'è un piccolo sgabello, dove mi chiedono di mettermi seduta. Nel salire su quella specie di trespolo, la mia gonna si apre ancor di più ed io mostro le mie cosce. Quando Giulio mi si avvicina e mi fa ruotare lentamente, mi ritrovo a gambe aperte, davanti al bigliardo, dove loro stanno giocando: ho la fica in bella mostra. Mi sento strana e, perciò, per non rimanere passiva, chiedo di spiegarmi in cosa consista il gioco. Il primo a farlo è Giulio, che mi porge due bocce rosse e mi invita a metterne una vicina ad una più piccola di colore blu. La cosa riesce molto agevolmente e tutti esultano. «Brava, Sharon!» Prendiamo a giocare con me che, quando sbaglio, mi fanno ritirare, ma è palese che si divertono più che se giocassero una partita vera. Si sono alternati fra di loro, per indicarmi dove tirare e, spesso, ho sentito il mio compagno di turno, appoggiarsi al mio culetto ed ho sentito chiaramente la loro erezione, premere sul solco delle mie natiche. Fra una partita e l’altra Giulio ha aperto una bottiglia di un liquore molto buono ed io ne ho bevuto un po', poi, subito dopo, ho sentito una ondata di calore salire dal mio corpo e mi ha stordito. Mi sento euforica, ma non ubriaca. Sono consapevole che si stanno eccitando, ma spero che non si vada oltre, invece tutto precipita quando Sandro, che è dietro di me e devo tirare, mi afferra i seni e li stinge con forza, mentre mi bacia sul collo dietro la nuca. Cerco di divincolarmi, ma solo adesso mi rendo conto che non ho scampo. «No, vi prego! È tardi, devo tornare a casa.» Loro però incominciano a toccarmi. Mi accarezzano dappertutto ed io sento che non ho più la forza di resistere. Ho la fica bagnata fradicia. Mi baciano e sento delle mani che si insinuano fra le mie gambe e poi dentro di me. «Senti come si sta bagnando, la puttanella!» Mi spogliano e mi rendo conto che adesso non sono più in grado di opporre nessuna resistenza. Provo a dir qualcosa, ma la mia bocca è subito riempita dal cazzo di Giulio. «Noumhhm…no…io…» Lui me lo spinge dentro con decisione. Ne prendo un po’, ma sento che ora mi stanno masturbando e non riesco a non godere. «Apri la bocca, troia, che questa sera ti facciamo impazzire!» Mi sollevano e vengo portata su di un letto, in un’altra stanza, adiacente a questa. Mi trovo davanti i cazzi di Mario e Carlo. Se Giulio lo ha grosso e Sandro lungo, i loro lo sono anche di più! Sento un brivido che mi attraversa tutto il corpo, mentre una bocca adesso mi lecca e mi fa godere a bocca piena. Il mio corpo si tende ed esplodo in un orgasmo che mi travolge e fa gioire chi mi leccava. «Uhhuhuum…venguuummmm!» «Benissimo! Senti come sbrodola la puttanella?» Si abbassa e mi lecca anche il culo. Ho uno scatto repentino che stupisce tutti. Mi guardano cercando di capire. Poi Giulio, mi chiede perché sono scattata in quel modo. Lo guardo, arrossisco e, abbassato lo sguardo, rivelo la verità. «Io… non… cioè... sono vergine… non ho mai preso…sì, insomma ho il culo vergine!» Si guardano tra loro, poi si girano verso di me e in un attimo me li ritrovo addosso, che mi leccano e mi eccitano ancora. Godo e vengo, mentre intanto Giulio è uscito per poi tornare e farmi mettere a pecora. Sento che mi lubrifica il culo con del gel all'acqua. Cerco di protestare, ma lui è inesorabile. «NO! TI PREGO NO! Non l’ho mai fatto, e mi farai malissimo con il tuo cazzone! Ti prego, piuttosto te lo succhio quanto vuoi! Mi faccio scopare tutte le mattine! Dai, ti prego: NO!» Lui mi guarda, poi si gira verso Sandro che gli sorride: «Non funziona così! Ti faccio io una proposta: ti fai sverginare il culo e lo darai a tutti e, in cambio, la mattina niente più pompini con ingoio, solo pompini!»
Lo guardo sconvolta mentre lui mi lubrifica il culo ed altre dita mi masturbano, facendomi eccitare. Sandro si gira verso gli altri e parla con calma, ma con tono molto deciso. «Sharon, rilassati e lasciati godere; vedrai che ne avrai piacere anche tu. Nessuno di noi ti farà violenza, ma ti assicuro che, dopo questo, anche la tua vita in ufficio sarà diversa, pensaci bene e vedrai che i vantaggi saranno notevoli. Quanto a voi, amici miei, vi ricordo che essendo una del nostro ufficio, quando lei uscirà da quella porta nessuna parola o gesto o mancanza di rispetto, dovrà esser rivolto nei suoi confronti.» Mentre lui parla, io succhio un cazzo e Giulio mi ha messo due dita in culo che, devo dire, sono entrate abbastanza bene, ma i loro cazzi sono di gran lunga più spessi in circonferenza e, anche se mi allettano con offerte generose, ho paura che mi venga sfondato il culo. Mi sto eccitando e, ad un tratto, essi fanno una specie di conta ed il vincente è Giulio. Mi ritrovo distesa all’ingiù, con un cuscino sotto la pancia: quella posizione pone il mio culo più in evidenza. Lui fa colare del lubrificante e poi appoggia la cappella al buco. Una lieve pressione, io mi irrigidisco. Lui mi molla due sonore sculacciate ed il dolore mi obbliga a rilassare i muscoli. «Sharon, rilassati! Spingi come se dovessi defecare e non ti irrigidire. Sarò calmo se collabori, altrimenti te lo spacco con violenza. Fai dei lunghi respiri e rilassati, tanto te lo prendo in ogni caso.» Lo assecondo. Faccio respiri lunghi, mentre lui entra un po’ alla volta, lo estrae, lo lubrifica e poi affonda sempre un po’ più dentro. Non sento molto dolore, ma solo un certo fastidio per l’intrusione. Lui è calmo, paziente, lo spinge senza fretta, ma con decisione. Gli altri mi toccano, mi accarezzano i seni e Sandro mi masturba, facendomi sentire del piacere che, in qualche modo mi distrae da quello che succede dietro di me. Poi, quando è per buona parte dentro di me, non si sfila del tutto, ma lo affonda con decisione e sento il suo corpo aderire al mio: ce l’ho tutto in culo. «Brava, Sharon! Te lo senti tutto nel culo? Sei bravissima! Adesso ti facciamo godere!»
