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I RACCONTI DEL PECCATO · Cap. 8
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Capitolo 8 di 11 11 min di lettura

La nuova domestica del prete.

Una brava domestica che sa "scopare" bene!

pennabianca
1 anno fa · 910 letture · 0

Mi ha messo di nuovo a pecorina sul letto e mi ha appoggiato la punta di quel mostro sullo spacco. L'ha prima fatta scorrere un po' su e giù e poi ha dato una spinta secca, facendo entrare tutta la testa e tre dita di quel cazzone. Mi son sentita aprire, squartare! «Aaahhii! Faccia, piano, Don. Basta cosi. Si fermi, la prego! Mi muovo io verso di lei... Stia fermo, la prego.» Fortunatamente si è fermato, così, per farlo contento, con dei movimenti lentissimi, indietreggiavo verso di lui, fermandomi allorché sentivo dolore. Mentre indietreggiavo con il culo, mi ha afferrato per i fianchi e mi ha dato una spinta così forte che mi son sentita aprire in due. «Aaahhii! Padre, me lo tolga! Mi sfonda! Per favore, si tolga, la prego!» Lui è rimasto immobile, tendendomi ben ferma con quel palo tutto dentro. «Sta zitta, che presto il dolore passerà! Adesso ti sono entrato tutto dentro e fra poco inizierai a godere! Dai, che ti ho sverginato definitivamente e, d'ora in poi, sentirai solo piacere! Le persone che ti farò conoscere sono tutte molto dotate, quindi dopo me, non sentirai più dolore. Adesso rilassati e goditi la chiavata!» Sentivo un dolore terribile di quelli che non avevo mai provato, neanche quando mio marito mi aveva fatto il culo; ma, del resto, il suo cazzo era meno della metà di questo che ora tenevo dentro. Lui ha preso a stantuffarmi prima piano e poi sempre più in fretta, ed in profondità. Io mi son sentita piena, sfondata ed ho iniziato a godere come non mi era mai successo in vita mia. Mi sono sorpresa ad esortarlo. «Padre! Sto venendo! Oddio, sto per godere! Mi fai godere! Accidenti, vengo! Dai, venga insieme a me, Padre! Vengo! Ora!» Mi teneva saldamente per i fianchi e mi ha pompato con colpi devastanti, che mi dilaniavano il ventre. Lo sentivo affondare tutto, fino in fondo, e sbattere sulla cervice, per poi sfilarsi e tornar dentro ancor più forte! Mi ha pompato per una ventina di minuti ed io ho perso il conto di quante volte ho goduto. La mia fica si era abituata alle sue dimensioni e, sebbene fossero colpi terribili quelli che mi dava, non percepivo più alcun dolore, ma solo piacere. Poi, l’ho sentito urlare. «Vengo, puttana! Ti riempio tutta! Sei una troia! Sei la mia troia, puttana!» Ho sentito ondate di piacere riversarsi dentro il mio ventre. Non la finiva più di eiaculare dentro di me, restando immobile, e ben piantato tutto dentro. Sembrava un cavallo! Non la smetteva più! Poi si è sfilato ed ho sentito come se mi avessero strappato un pezzo del mio corpo. Avevo una voragine fra le gambe, lui si è seduto sul letto, mi ha abbracciato e baciato in bocca.

Ero sconvolta e, nello stesso tempo, stremata e contenta. Avevo goduto come non mai. «Sei stata bravissima! Lo hai preso tutto e questo mi fa molto piacere! D'ora in poi, ti troverò dei “lavoretti” come questo che serviranno a farti guadagnare tanti soldi, cosicché, in breve tempo, la tua condizione economica sarà completamente diversa. Però dovrai esser assolutamente discreta, più che riservata, perché si tratta di gente molto importante e ben in vista. Vedrai che troveremo anche un buon lavoro per quel cornuto di tuo marito.» Gli ho sorriso, mi son alzata per andare a lavare e rinfrescare la fica martoriata e, mentre camminavo, era tutto un colarmi lungo le gambe. In macchina, mentre mi accompagnava a casa, mi ha detto di non far parola con nessuno di quanto ero stata messa a conoscenza. Ufficialmente ero la sua domestica. Ero contenta e, nello stesso tempo, incredula per quello che era successo, tutto cosi d'improvviso, e mai avrei pensato che il prete potesse avere un cazzo di quelle dimensioni, né che fossi stata capace di inglobarlo tutto dentro, godendo così tanto. Giunti a casa mio marito, lo ha ringraziato. «Grazie Don per il suo aiuto. Sappia che ha tutta la mia fiducia e mia moglie potrà esser sempre a sua disposizione.» Lui gli ha sorriso e risposto avanzando un doppio senso. «Certo mio caro, farò del mio meglio perché lei abbia molte soddisfazioni nel lavoro, poi vedremo di trovare qualcosa anche per te.» Ho avuto molte soddisfazioni. Mi ha fatto scopare da una decina di suoi conoscenti, che venivano in chiesa e, da lì, passavano nel suo appartamento, dove trovavano me a fare le pulizie ed a scopare con loro. Mi hanno pagato lautamente per il fatto che ero insospettabile: ero la perpetua del prete! Due mesi dopo, mi ha fatto aprire il culo dal vescovo! Grazie a questo, mio marito ha di nuovo un buon lavoro e io continuo a scopare in casa del prete: in fondo sono la sua domestica, no?

Prima di andare avanti…

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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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