Mi chiamo Angelo, ho 31 anni, sono di media statura, moro, occhi scuri, fisico ben scolpito da anni di nuoto e, fra le gambe, una buona dotazione, che tanto piace ad Anna, la ragazza di 30 anni con cui sono sposato da sei anni. Lei è una bella donna, non troppo alta, bionda, occhi chiari, una quinta di seno stupenda, bocca carnosa perfetta per i bocchini che le vengono divinamente, ed ha anche un bel culetto, che ho provveduto a sfondare per bene. Ci siamo conosciuti all’università, dove frequentavamo la facoltà di architettura. Ci siamo piaciuti subito. Lei era già aperta davanti e succhiava il cazzo molto bene, frutto di belle esperienze con diversi cazzi presi e succhiati in passato, ma, dal momento che ci siam messi assieme, è scattato un tacito accordo che ci ha portato ad esser fedeli l’un l’altro. Dopo tre anni di fidanzamento, ci siamo sposati. L’intesa sessuale è stata fin da subito bellissima. Gran troia a letto, non mi ha negato nulla; io la scopo sempre con molto piacere e lei gode così tanto che, quando viene, squirta. Da circa sei mesi mi è presa una fantasia, che vorrei realizzare e lei, per vero, si è detta subito disponibile: vederla scopare con un maschio maturo. Facile a dirsi, ma difficilmente a realizzarsi, perché abitiamo in un paesino dove ci si conosce un po’ tutti e lei poi, non era d'accordo a farlo con elementi del nostro luogo di lavoro, né tantomeno con uno sconosciuto occasionale. No, niente di tutto questo. Ci voleva la persona giusta, ma dove trovarla? Poi la fortuna ci viene in aiuto. Una domenica mattina veniamo invitati al matrimonio di mio cugino, a cui devo far da testimone, mentre mia moglie Anna fa da testimone alla sposa. È durante la cerimonia che vedo il parroco, Don Pietro, guardare, con occhi alquanto interessati, i seni di mia moglie e, a quel punto, mi scatta l'ispirazione: il prete! Ma certo! Lui non andrà in giro a raccontare che si scopa una donna! Ne parlo con Anna, che, in un primo momento mi guarda come se fossi pazzo. «Il prete? Ma sei fuori?» Durante il rinfresco ne parliamo con calma e le spiego che ho sentito molte chiacchiere su Don Pietro e, sicuramente, potrebbe esser la nostra soluzione, discreta, riservata e soprattutto, da quello che si dice in giro, anche ben messo fra le gambe. Decido di studiare una strategia per riuscire a capire se la cosa può andare in porto. Raccolgo velocemente quante più informazioni possibili su di lui. Scopro che ha 55 anni e da 20 circa è parroco nella nostra parrocchia.
Ci sono molte chiacchiere in giro su di lui, ma nessuna certezza, così decido di verificare se lui è il toro giusto per mia moglie! Un pomeriggio mi presento in chiesa e vedo che sta confessando una signora. Il confessionale ha solo un inginocchiatoio ai lati e, fra il prete ed il fedele, solo una tendina che lui tiene aperta. Aspetto e, quando lei se ne va, mi inginocchio e chiedo di confessarmi. «Padre, non mi confesso da molti anni.» «Ora sei qui Angelo e mi ricordo di averti confessato prima del tuo matrimonio. Parlami dei tuoi peccati. Cosa ti affligge, figliolo?» Lo guardo ed azzardo. «Non penso di esser né un buon cristiano, ma nemmeno un gran peccatore. Fra tutti, però, c’è un peccato in particolare che, nel corso del tempo è diventato molto ricorrente nella mia vita: la lussuria!» Lui si gira, mi guarda e mi parla con voce sommessa. «I piaceri della carne sono tra i più difficili da saper gestire, specie per voi giovani e, specie, ai nostri giorni. Non credere che sia facile, anche per uno come me; nel corso della mia vita, sono stato tentato molte volte. Sei fedele a tua moglie?» Sento una vena di curiosità nel tono della sua voce e lo accontento. «Ho avuto moltissime esperienze prima di impegnarmi con lei, però, da quando siamo sposati non l’ho mai tradita, non ne ho mai avuto bisogno e lo stesso lei non ha mai cornificato me. Ma il problema è un altro: è che, insieme, siamo due porci! Ho da poco scoperto che anche a lei farebbe impazzire metter in pratica qualche mia perversione, che lei accetta di buon grado, ed è il vero motivo per cui io mi trovo qui, oggi.» Si gira di scatto e mi fissa. Sembrava sorpreso. «Angelo, cosa vuol dire?» «Mi eccito da morire all’idea di vederla scopata davanti a me da un maschio maturo e molto dotato. Le confesso che lei, don Pietro, è una di quelle persone che ha tutti i requisiti giusti per realizzare questo mio desiderio.» Ero agitatissimo, ma allo stesso tempo eccitato da morire. Non sapevo come l’avrebbe presa il don, ma se quello che si diceva in giro era vero, allora sarei riuscito a combinare un incontro, senza troppi intoppi. Ovvio lui ha recitato la sua parte. «Angelo, sono senza parole! Come puoi pensare a me? Io sono un uomo di chiesa!»
Lo guardò e noto che è molto interessato, anche se finge di non esserlo. «È proprio questo il motivo per cui la scelta ricade su di lei! Con lei sicuramente avremo la massima discrezione, perché è molto importante, anche per noi, che questa storia non si venga a sapere. Forse mostrandole la foto di mia moglie, le farò rinfrescare la memoria e cambierebbe idea.» Ho estratto dalla tasca lo smartphone e gli ho mostrato una foto di Anna. Lui per un attimo è rimasto sorpreso. «Angelo, cosa stai facendo? Sei pazzo? Potrebbe vederti qualcuno!» L’ho tranquillizzato. «Ho controllato, padre, la chiesa è vuota. Non c’è nessuno. Guardi questa foto.» La foto in costume da bagno di Anna era mozzafiato! La quinta di seno in bella mostra, i capelli biondi lunghi, gli occhi azzurri ed un culo da favola. Lui le ha dato una occhiata sbalordita e subito ho notato la tonaca che si è gonfiata davanti. Un attimo dopo Don Pietro cambiò subito atteggiamento. «Vieni subito nel mio ufficio, che ci dobbiamo organizzare il prima possibile!» Lasciata la chiesa, ci siamo ritrovati nel suo ufficio, in sacrestia, e lì mi ha fatto un sacco di domande; nello stesso tempo ho scoperto, con sommo piacere, che tutte le storie su don Pietro erano vere. Il don era da molti anni un puttaniere, donnaiolo incallito. «Fammi vedere ancora la foto di tua moglie!» Mi rendo conto che ormai quella foto ha catturato tutto il suo interesse e così decido di giocare pesante. Sfoglio nella galleria del cellulare e cerco alcune foto un po' più audaci di Anna. Una in cui lei è distesa sul letto, nuda, con il suo splendido culetto in bella mostra. Un'altra, lei inginocchiata, presa dall'alto, dove, in primo piano, c'è la sua splendida quinta di seno. Ma la terza è quella più oscena. Anna è seduta, con i talloni appoggiati sul divano, e mostra la fica aperta e bagnata. Gli brillano gli occhi, li vedo carichi di lussuria, mentre osserva quelle immagini così intensamente erotiche. Poi chiede: «È brava a fare i bocchini? Le piace ingoiare lo sperma? Il culo è già aperto? Le piace fare delle “spagnole“ con i seni?» Fissa in maniera ipnotica le immagini sul cellulare, poi mi guarda e mi chiede quando saremmo disponibili ad un incontro. Io, però, sono anche un po' bastardo e così lo stuzzico cercando di provocarlo.
