«Non ci son problemi: possiamo fissare un incontro quando vorremo. Per ora mi piacerebbe sapere se mia moglie suscita davvero il tuo interesse.» Lui sorride un po' tra il divertito e l’ironico, poi finisce di slacciare gli ultimi bottoni del suo abito talare e, spostate le mutande, mette in mostra una mazza molto lunga e notevolmente grossa. «Questo rende l'idea di quanto tua moglie susciti il mio desiderio? Sono 23 cm di lunghezza, per oltre 14 di circonferenza. Pensi che la tua puttanella sia in grado di accoglierlo tutto dentro di sé?» Gli scatto una foto e lui sorride quando gli dico che la mostrerò a mia moglie. «Aggiungi che la foto non rende giustizia! Quando lo vedrà dal vivo, allora sì che potrà rendersi conto di cosa l'aspetta!» Me ne vado e restiamo d'accordo per vederci sabato sera verso le 20:00, a casa mia. Puntualissimo si presenta all’ora stabilita, esattamente tre giorni dopo la mia visita in chiesa; quell'attesa mi era servita a far eccitare mia moglie che, alla vista della foto, aveva mostrato qualche tentennamento. Ora Anna stava finendo di prepararsi nel bagno del piano di sopra, mentre io e il don parlavamo, seduti sul divano in sala. All’improvviso è comparsa Anna e lui le ha dato uno sguardo carico di desiderio. Subito ci siamo seduti a tavola, consumando un’ottima cena e bevendo del buon vino. Il vino era stata una mia idea per aiutare a sciogliere un po’ la tensione, in virtù del fatto che lei era ancora un po’ in apprensione, al solo pensare di dover prendere in corpo quella notevole verga. Finita la cena, annaffiata dal buon vinello, don Pietro era alquanto rosso in viso per tutto il vino bevuto, quando, senza troppi indugi, ha esordito: «Un’ottima cena ragazzi miei, però, manca qualcosa…» Io ho sorriso e guardato Anna. «Certo, don, manca il piatto forte: il dolce con la ciliegina!» Lei mi ha rivolto uno sguardo da perfetta eccitata. «Sei pronto, amor mio? Perché io muoio dalla voglia di vivere questa avventura, anche se qualche dubbio circa le sue… dimensioni, ancora non mi ha abbandonato. Sono misure cui non sono abituata.» Ho sorriso e le ho risposto che entrambi eravamo impazienti di vederla all'opera. «Bene, allora...don Pietro questa sera io sarò la sua serva. Potrà dirmi o farmi fare tutto quello che vorrà, perché da adesso sono sua. Lei è il mio padrone e signore: sarò la sua perpetua, schiava o quello che vorrà!» Il don si è alzato dal tavolo, evidentemente infoiato. Anche Anna si è alzata e si è messa di fronte a lui. Un gigante ed una bambina.
L’altezza del prete e la sua notevole mole rispetto a lei, era impressionante. Subito le ha impartito un ordine. «Fammi vedere la lingua, bambina mia: tirala fuori.» Anna ha obbedito ed il prete ha preso a succhiargliela lentamente. Stavano limonando alla grande. Io ero già super eccitato. Mi son avvicinato. «Don Pietro, mi permetta di offrirle le tettone di mia moglie.» Mi son messo dietro di lei e le ho chiesto di tenere le braccia alzate, così, con un movimento deciso, ho fatto scivolare il suo vestito fino all’ombelico. Poi le son girato intorno, fino a mettermi a fianco del prete. Era uno spettacolo! Il don era estasiato. «Che tette meravigliose, enormi, piene, con dei bei capezzoli da perfetta vacca!» L’ho invitato a gustarle. «Non perda tempo don, sono sue adesso!» Il don ha cominciato a palparle, leccarle e succhiarle. Era sconvolto, non capiva più nulla! Dopo aver lasciato che lui si divertisse con quelle due bocce di carne, mi son inserito tra loro ed li ho invitati entrambi ad aspettare un attimo. Ho fatto metter mia moglie sul divano, sdraiata sulla schiena, facendole tenere una gamba giù dalla seduta ed una alzata in alto, appoggiata sulla spalliera, in modo da aver la fica, ben stretta e depilata, completamente aperta e a disposizione del don. L’ho invitato a gustarsi quella delizia, così ben offerta. «Padrone mio, la prego, benedica questa mia fica peccaminosa con la sua lingua, per poi spruzzarla con l’Acqua Santa, a mezzo del suo sperma, fino a riempirla. Solo la sua divina bontà, potrà mondare questa peccatrice dalle sue colpe.» Ero eccitatissimo. Mi son subito messo a masturbarmi, mentre lui si è precipitato a bere il nettare che colava dalla fica di Anna, ormai fradicia di umori. «Troia immonda e peccaminosa, adesso ti laverò i peccati con la mia lingua!» Ha infilato la sua lingua spessa, dentro la fessura di mia moglie, iniziando una leccata meravigliosa, spingendola a fondo dentro la sua vagina. L’ha fatta godere così tanto, che lei, ad un tratto, gli ha urlato di allontanarsi perché stava per squirtare. «Vengo... o Signore Santo... squirto... squirto... si tolga, padrone..., si tolga! Vengo!»
Lui, estasiato, le ha ordinato di lavare il suo viso. «Squirtami in faccia, lurida cagna! È il tuo padrone che te lo ordina!» Subito dopo ha infilato due dita della sua grossa mano nella fica ed ha preso a masturbarla all’impazzata! Lei è venuta squirtando in un modo fuori dal comune. È stato un orgasmo tremendo che l’ha costretta ad alzare la schiena, come per sedersi e spinger fuori le dita del don, mentre il suo succo caldo schizzava ovunque. Lui è rimasto affascinato da un simile orgasmo. Poi si è posizionato fra le sue gambe, pronto a montarla. «Cagna, ora che sei venuta, mostrando quanto sai esser puttana, ti infilo dentro il mio cazzone, così da farti squirtare ancora: adesso ti sfondo! Cornuto, guarda come te la apro in due!» Lei, stravolta dalle sensazioni che si avvicendavano nel suo corpo, avrebbe sperato in un attimo di tregua, che, né io né il don, le abbiamo concesso. «No, la prego, padrone, mi dia qualche attimo di tregua. Sono ancora sconvolta da un orgasmo così intenso.» Io, travolto dal mio lato porco e perverso, mi son precipitato sul divano e le ho aperto le gambe, per offrire a lui la sua fica fradicia. «Troia, apri subito queste cosce e fatti scopare; la sua verga possente ti deve sfondare tutta!» Lui mi ha sorriso compiaciuto. «Sì... bravo figliolo! Tieni le gambe di questa puttana ben aperte, così che io possa scoparla e sfondarla tutta!» Lui ha appoggiato la cappella sullo spacco della fica ed ha spinto con decisione. Poco per volta ho visto sparire dentro mia moglie quel palo di carne, possente ed imponente. Una volta arrivato fin in fondo, lei ha inarcato la schiena, lui se ne è sfilato per un tratto e poi, con una spinta più forte, è affondato ancora dentro di lei. Ad ogni spinta, ne entrava sempre un po’ di più, facendole dilatare la vagina, finché lo ha accolto tutto in corpo. Ero sconvolto e, in preda ad un vero e proprio delirio erotico, l’ho incitato a chiavarla per bene ed a lungo. «Sì, don, scopi mia moglie! La chiavi come merita! La sfondi tutta! Le apra la fica in modo da ridurla ad una caverna! La prego... la supplico... le venga dentro.... voglio che la inondi! Sarebbe bello che me la ingravidasse!» Anche Anna era sconvolta dal piacere e lo esortava. «Oh, padrone, sì... mi riempia tutta! Voglio sentire la sua sbroda arrivarmi fino allo stomaco!» Intanto, lui la pompava e godeva.
