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Erotika
I RACCONTI DEL PECCATO · Cap. 5
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Capitolo 5 di 11 12 min di lettura

Scopare con un prete.

Una estate calda...una ragazza annoiata e un prete porco! Connubio perfetto!

pennabianca
1 anno fa · 1.7k letture · 0

Nessuno, fino a quel momento, mi aveva mai leccato e lui lo ha fatto in modo divino. Mi ha succhiato il bottoncino e poi mi ha condotto ad un orgasmo sconvolgente. «Sì, dai! Bellissimo! Mai provato un simile piacere! Dai, continua, CONTINUA! VENGO! Vengo!» Ho serrato le gambe quasi a volerlo imprigionare tra esse, senza sapere cosa fare: fermarlo o farlo continuare a farmi impazzire. Lui ha raccolto e ingoiato tutto il mio succo, che sgorgava copioso, poi si è sollevato, ha portato i miei talloni ad appoggiarli al suo petto, e poi mi ha infilato la sua grossa verga tutta fino in fondo. L’ho sentito entrare come un razzo, deciso, spedito e sicuro; mi è arrivato fino in fondo e, quando l'ha raggiunto, mi ha provocato un'ondata di piacere simile ad una scarica elettrica, che mi ha fuso il cervello in maniera tale da donarmi un orgasmo istantaneo. Non avevo mai provato una cosa simile! «Ma… io … vengo! Accidenti che forza! Mi hai già fatto godere! Pazzesco! Dai, scopami forte, che vengo ancora!» Ha preso a pomparmi con colpi durissimi, che mi facevano sobbalzare verso l’alto. Ha allungato le mani ed ha libero i miei seni; li ha imprigionati fra le sue mani e poi me li ha impastati, torturando i capezzoli, che stringeva fra le sue dita, procurandomi un misto di dolore/piacere. Intanto continuava a sfondarmi la fica, affondando il suo cazzone sempre più in profondità. Ho goduto tantissimo, senza capire dove finiva un orgasmo e iniziava uno nuovo. Dopo l’ennesimo orgasmo, si è sfilato, mi ha fatto scendere ed appoggiare di nuovo al tavolo, piegata su di esso, in avanti. Ha di nuovo affondato il cazzo dentro di me, scopandomi da dietro. Mi teneva per i fianchi, ma, ad ogni affondo, mi sollevava da terra, da quanto lo spingeva dentro con forza. Mi sentivo sfondare e mi sentivo sfinita da quanto avevo goduto; allora l’ho pregato di venire. «Vieni, ti prego! Sono sfinita! Mi hai distrutto! Sei un toro fantastico! Vieni, godi anche tu!» Lui ha continuato a pomparmi, fin quando ho avuto un ennesimo orgasmo, poi si è sfilato e mi ha fatto inginocchiare davanti a lui. Appena gliel'ho preso in bocca, è venuto subito ed io ho ingoiato tutto. «Brava, troietta, bevi! Ingoiala tutta! Sei una brava puttanella, che sa davvero godere e far godere al massimo.»

L’ho bevuto tutto e poi l’ho pulito e leccato alla perfezione, poi me ne sono andata un po’ malferma sulle gambe. Per tre giorni non sono tornata all’oratorio e, solo il quarto giorno, di pomeriggio sul tardi, sono entrata in chiesa, seguendo mia nonna che doveva preparare per la domenica. Abbiamo pulito e messo tutto in ordine e, quando stavamo per andar via, lui è comparso e, dopo aver scambiato qualche parola con la nonna, mi ha chiesto se avevo qualche minuto di tempo per una questione importante. La nonna mi ha detto che potevo restare e così l’ho seguito in sagrestia. Appena chiusa la porta dietro di sé, lui mi ha abbracciato e baciato con un ardore pazzesco. «Dove sei stata? Ti ho desiderato tanto in questi tre giorni; stavo impazzendo! Ti voglio, adesso! Spogliati!» Ho sfilato il jeans e mi son tolta la maglietta, restando solo in intimo. Lui mi ha di nuovo leccato e poi mi ha fatto succhiare il cazzo sempre più duro e grosso. Me lo ha piantato tutto dentro con un affondo tale da far spostare il tavolo su cui ero adagiata. Ho ripreso a godere sempre più forte, mentre lui mi pompava come un pazzo scatenato. Ho iniziato a godere ancora con un orgasmo dopo l’altro, senza soluzione di continuità, e poi, ancora una volta, si è svuotato nella mia bocca. Ancora davvero sfinita, son tornata a casa e mia nonna, dopo cena, mi ha preso in disparte e mi ha detto una cosa che mi ha lasciato stupita. «Amore mio, sembri un po’ stremata. Sei forse troppo giovane per un toro come lui? Forse dovrei dirgli di esser meno irruente? Inoltre mi raccomando di non farti ingravidare, altrimenti tua madre mi ammazza!» Io l’ho guardata basita, aveva intuito tutto; intanto non sapevo cosa dire. Lei mi ha sorriso affabilmente. «Devi sapere che, nella sacrestia, dietro il grosso armadio dove sono custoditi i paramenti del prete per la messa, c’è un foro che, se non ne sai l'esistenza, non lo vedi, ma da lì si vede e sente tutto. È per questo che so che è un bel toro, però tu sei una giovane puledra, ancora troppo tenera per lui, quindi, cerca di darti una regolata, perché mostri di aver un’aria distrutta.» L’ho abbracciata e le ho detto che assumevo già la pillola, senza considerare che a lui piaceva schizzarmi in gola. Lei ha scosso il capo e ha detto, con una evidente malinconia, una cosa che mi ha stupito ancor di più. «Chissà che sapore ha la sua?! Quella del parroco di prima, era molto dolce!»

La domenica, dopo la messa, con una scusa, io e mia nonna siamo andate in sacrestia e lui, quando mi ha visto con lei, è rimasto un po’ deluso. Appena se ne sono andati tutti, io ho chiuso la porta e mi son avvicinata a lui; l’ho baciato e lui è apparso frastornato. Senza dargli il tempo di reagire, mi son inginocchiata, con lui che non sapeva che fare. Allora mia nonna si è avvicinata e gli ha sorriso. «Don Dario, la ragazzina ha fame, ma è troppo giovane per reggere un toro come te, quindi, lascia che l’aiuti un po’ anch’io, cosi sarà meglio per tutti.» Lui, dopo un attimo di stupore, ha sorriso e poi si è lasciato leccare anche da lei che, inginocchiata, gli ha preso il cazzo in bocca. Io, intanto, mi ero già seduta sul tavolo e, mentre lui si faceva pompare da mia nonna, mi ha leccato la fica fino a farmi godere. «Che troie che siete tutt'e due! Accidenti! Ero sicuro che il vecchio parroco avesse le sue puttanelle, ma non credevo che una di loro fossi tu! Dai, leccami bene anche il culo, che poi scopo anche te.» Appena ho avuto un orgasmo, lui mi ha fatto scendere dal tavolo. Il mio posto è stato preso da mia nonna, che vi si è sistemata a gambe aperte. Lui mi ha fatto piegare verso la sua fica e, mentre io la leccavo, lui mi sfondava con colpi fantastici. Ho goduto e fatto godere mia nonna, dopo di che lui l’ha anche scopata e, alla fine, ci ha riempito la bocca ad entrambe. Per tutta l’estate mi son fatta sbattere da lui, assieme alla nonna, che non ha mai smesso di ringraziarmi. Don Dario mi ha anche aperto il culo e, dopo un primo momento di dolore, ci ho goduto alla grande. Ora al paese non ci torno più, perché mia nonna, dopo la morte del nonno, ha venduto tutto ed è venuta a vivere con noi, in città, ma, a volte, quando siamo sole, ci divertiamo a darci qualche piacere, ripensando a quanto cazzo ci ha dato quel porco di don Dario.

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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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