Federica: “Dai, inizia tu.”“No, inizia tu, racconta tu. Lo sai che quando parlo faccio casino” disse Filippo.
“La volta che abbiamo fatto sesso nel modo più strano è stata lo scorso anno” iniziò Federica.“Filippo ed io c’eravamo messi insieme, boh, non saprei ancora dire se stavamo insieme o meno, sapete quando c’è quella situazione per cui se stai insieme ti batte il cuore, se state lontani soffrite, avete voglia di fare sesso ma avete paura di fare il primo passo? Ecco, questa era la nostra situazione.”“Io lavoravo in un’azienda IRI a quei tempi, vabbè, ci lavoro ancora ma ora si chiama in un altro modo” disse impelagandosi nei suoi ragionamenti.“Filippo era stato inviato dalla sua azienda a fare un certo lavoro di analisi per un programma ed io dovevo assisterlo e spiegargli un po’ come funzionava la procedura che doveva essere automatizzata” si riprese con sicurezza, parlando evidentemente di cose che ben conosceva.“Un giorno mi chiama il mio capo che mi chiede se posso andare da lui subito. Io ero un po’ preoccupata e quando entro nella sua stanza c’era Filippo, immaginatelo in giacca e cravatta, si alza in piedi e mi stringe la mano «Molto piacere sono Filippo, il suo capo mi ha detto che lei è la numero uno nel suo campo, spero che avrà la pazienza di sopportare e perdonare le mie pignolerie e le mie incomprensioni»”“Cioè, capite, mi ha dato del lei! Mi ha detto che ero vecchia!” quasi urlò.In effetti, avevo da poco scoperto che Federica era di ben tre anni più grande di Filippo.“Era bello da morire (e dicendo ciò gli si strinse al braccio), con i capelli così curati, il vestito taglio inglese, le Church, la stilo Montblanc con cui prendeva gli appunti.”“Ed io quel giorno ero pure vestita malissimo! Mi ricordo perfettamente che avevo un maglioncino di cachemire grigio a V portato a pelle, un paio di jeans e le Clark grigie! Mi sarei voluta sotterrare!”“Mi credete che sono andata dal capo, mi sono messa a protestare che lui avrebbe dovuto avvisarmi il giorno prima e che comunque quel giorno me ne sarei andata via prima perché avevo da fare delle commissioni urgenti?”“Ecco, il mio capo mi ha guardato con gli occhi sgranati come per dire «ma che le ha preso a questa pazza?». Sono andata di là nella mia stanza, ho preso le mie cose e ho detto a Filippo: «Mi scusi dottore, ma devo scappare. Spero ci vedremo domattina verso le dieci, non prima, mi raccomando!» gli dissi porgendogli la mano, girai i tacchi e me ne andai. Poverino, l’ho lasciato di merda!” disse guardando il suo fidanzato“In effetti” continuò Filippo “mi hai lasciato come un coglione. Non sapevo cosa fosse successo, credevo ti fossi incazzata per qualche motivo interno tant’è che chiamai il mio capo per chiedergli cosa dovevo fare e come mi sarei dovuto comportare. Poi andai dal tuo capo a dirgli che se aveva qualche documento da farmi leggere sarei rimasto, altrimenti sarei andato via anche io”.“Per fortuna che tu avevi un’ottima reputazione in ufficio, perché altrimenti t’avrebbero licenziata sui due piedi!” disse Filippo rivolto a Federica.“Il mio capo mi adorava, anzi, mi adora ancora, anche se sa che stiamo insieme!” replicò Federica.“Comunque, la prima cosa che ho fatto appena uscita dall’ufficio è stato andare dal parrucchiere.”“Entrai nel parrucchiere solito come una furia, quasi urlando tant’è che Claudia, la ragazza, si spaventò e fece cadere un bicchiere che aveva in mano!”.“Spiegai loro cosa era successo, ero eccitata come una matta, gesticolavo, saltavo in piedi, poi mi sedevo, veramente una pazza. Mi fecero sedere e mi iniziarono subito. «Voglio che domani sia la più fica di tutto l’ufficio!» dissi. «Mi dovete fare il miracolo! Oggi è venuto un ragazzo bellissimo, con degli occhi meravigliosi, un bel fisico, sai, non quelli palestrati, alto ma non troppo muscoloso, capelli ordinati, mascella dura, mani curate, senza un filo di pancia, un bel culo, aveva delle scarpe inglesi bellissime lucide come specchi, un vestito di sartoria inglese, sai, quelli che hanno la giacca con la doppia tasca, credo sia anche ben messo lì sotto, peserà settantacinque chili e sarà alto almeno uno e ottanta! ED È SINGLE!!!»”“E la parrucchiera mi rispose «Scusa Fede, ma da quanto lo conosci? Da un mese?»”.“«Ma no, da un’ora circa! Ed è BELLISSIMO!»”“«Ohi, gli hai fatto la radiografia! E come fai a sapere che è single, scusa?» mi disse Claudia «semplice, ho visto che mi ha guardato prima le tette e poi il culo. Se fosse stato fidanzato non lo avrebbe fatto!»”Ci fu una risata generale, al che chiesi a Filippo “Ma è tutto vero? Cioè, le misure le vediamo, sul bello non mi pronuncio. Ma eri davvero single? Davvero le hai guardato tette e culo e ti sei fatto beccare?”“Mi credete?” rispose Filippo “È una strega. Sono stato attentissimo a non guardare mai sotto il viso e quando è uscita ho solo girato un istante uno lo sguardo per guardarle il culo, anche perché stavo con il suo capo e non era carino! Il brutto è che era tutto vero!”.Federica gli dette un pugno sul fianco “Non è vero che sono una strega, è che voi maschi siete così prevedibili!”“Vabbè Fede, dacci un taglio, continua o la racconto io!” disse Filippo.“Ok, sono andata dal parrucchiere, dall’estetista e poi sono andata anche alla Rinascente a comprare un completino intimo e un vestitino nuovo per l’indomani!”“Completino intimo? E che ci dovevi fare, scusa?” chiese Dede.“E che ne sai? Metti che il giorno dopo mi chiedeva di andare a cena fuori e poi a casa sua?” disse Federica.“E tu ci saresti andata?” le chiese Dede.“L’ha fatto!” intervenì Filippo.“Ma allora è stato un colpo di fulmine!” dissero in coro Francesca e Patrizia.“Si, direi di sì” confermò Filippo mentre abbracciava Federica.“Ma allora, questa esperienza strana? Non è certo che lo avete fatto al primo incontro: a me è successo spesso, vero amo?” disse Dede rivolgendosi ad Adriano.“No, no. Dopo che siamo stati assieme a casa sua, però dovrei raccontarvi un po’ di cose perché se non si capisce la situazione.”“Allora, noi siamo stati assieme a pranzo e lui ha voluto portarmi fuori in un ristorante dove vanno solo i capi, di solito” raccontò Federica. “Prima, mi aveva portato dei cioccolatini, un sacchettino di gianduiotti Caffarel che mi piacevano da morire”.“Scusa Filippo, ma come facevi a saperlo? I gianduiotti sono un po’ speciali, i Caffarel poi!” chiese Adriano.“Semplice: quando entrai nella sua stanza, il giorno prima, aveva un portacenere pieno di cartine di gianduiotti. Ho pensato che le piacessero, e quanto ai Caffarel, qui attorno avevano solo quelli o i Perugina, e non c’è confronto!” rispose.“Vabbè, comunque, andammo a pranzo e ci raccontammo un po’. Devo dire che è stato un vero signore, quando mi sono alzata per andare al bagno si è alzato e mi ha dato la mano, poi quando sono tornata si è alzato di nuovo e mi ha fatto accomodare avvicinando la sedia mentre mi sedevo, mi ha fatto passare prima entrando ed uscendo, mi ha aperto la porta, insomma, tutti quei gesti da gentleman di altri tempi. Poi la sera siamo riusciti per andare a cena, stessa cosa. Non ha mai parlato di se e mi ha trattata come se fossi l’unica donna sulla terra!” raccontò Federica.“Beh, e che c’è da lamentarsi?” disse Patrizia.“Nulla. L’uomo perfetto. Tant’è che la sera dopo cena lo invitai a salire a casa mia e … vabbè, fu molto delicato ed attento, fin troppo” rispose.“Come fin troppo?” chiesero assieme Dede e Francesca.“Si, non dico smancerie, ma che cavolo, c’hai quel bel pisellone? Usalo, datti da fare, fammi urlare! E invece no, bacetto, leccatina, «Godi? Ti piace? Preferisci qui o li? Faccio piano? Posso entrare? Permesso?»” disse Federica rifacendo il verso a Filippo il quale però non era molto contento.“Si, però quando sono andato giù, eri tu a dire «Basta, basta, sono venuta!» e volevi che smettessi, e poi , quando ho ricominciato, non ti bastava mai!” rispose un po’ seccato.“Comunque, quello che successe fu un’altra cosa.” Continuò Federica.“No, ora racconto io” si intromise Filippo.“Decidemmo di andare al mare. A quei tempi mi piaceva girare per le spiagge laziali che non conoscevo e decisi di andare alla spiaggia delle Sabbie Nere, vicino Santa Severa. C’era da fare un bel pezzetto a piedi per raggiungere questa spiaggia praticamente isolata passando accanto all’aeroporto militare di Furbara da una parte e vicino alla stazione radio della Marina. C’era da percorrere circa un kilometro lungo una interpoderale dopo aver parcheggiato la macchina lungo l’Aurelia e scavalcato una rete e poi fare altri due-trecento metri lungo la spiaggia.”“Il posto era particolare perché c’era una sabbia nera finissima, sofficissima, che ti faceva abbronzare in una maniera pazzesca però diventava bollente e dovevi alzarti ed entrare in acqua a bagnarti spesso.”“Avvisai Federica che proprio perché c’erano così poche persone, era possibile imbattersi in naturisti che prendevano il sole nudi e camminavano senza costume lungo la spiaggia. I locali li chiamavano i passeggiatori perché facevano su e giù alla ricerca di qualcuno da vedere.”“Si, tant’è che gli chiesi che aveva intenzione di fare, che io il costume non me lo sarei tolto!” disse Federica.“Si, ma non ti ci portai per quello. Mi avevi detto che volevi andare a farti un po’ di lampade perché avevi il matrimonio della tua amica e volevi andarci bella abbronzata, e io ti dissi che era meglio abbronzarsi con il sole che con le lampade, e tu mi rispondesti che al mare vengono i segni del costume e con le lampade no perché prendi il sole nuda! … E daje, no!” disse Filippo ribattendo punto per punto e tacitando la propria ragazza.“Comunque, arrivammo a questa spiaggia, stendemmo i teli a terra abbastanza vicino al mare e iniziammo a prendere il sole. Non c’era anima viva se non un ombrellone che sarà stato lontano cinquecento metri almeno al punto di non riuscire a capire se c’era qualcuno o no. E Federica si tolse il reggiseno rimanendo in topless.”“Poi mi chiese se mi andava di metterle la crema sulle spalle, e allora io mi misi inginocchiato dietro di lei e le spalmai la crema sulle spalle e sulla schiena. Poi le dissi di alzarsi che gliela avrei messa anche sulle cosce, sulle gambe e sulle chiappe.””Mi ricordo che portavi un costume nero a tanga molto piccolo, molto sgambato e con i laccetti, tipo quello che avevi ieri, ma più piccolo e molto, molto sottile”“Si, è vero. E tu avevi quel ridicolo Portcros che portate tu e Paolo – scusa Francesca, Paolo ci sta bene perché lo riempie …di tutto però è troppo osè – e ad un certo punto hai slacciato la chiusura metallica dicendo che ti stava scottando”“È vero!” interruppi io “quella chiusura al sole si infuoca. Guarda qui!” e mostrai una cicatrice a forma di tondo un po’ più chiara del resto della pelle. “Questa mi è venuta proprio lo scorso anno in una situazione analoga, stavamo alla spiaggia della Feniglia”.“Vabbè, insomma, le passo la crema e lei si mette a pancia in giù. Allora le chiedo se vuole che le metta la crema tra le cosce e se vuole scostare un po’ il costume ma lei mi dice di no. Io mi metto a mia volta a pancia in giù ma decido di togliermi il costume e di stare a prendere il sole nudo. Le chiedo allora di mettermi lei la crema sulla schiena, sul sedere e sulle cosce. Federica si alza e mi passa per bene la crema sulle spalle e sulla schiena, poi salta le chiappe e si dedica alle gambe e alle cosce. Poi decide di salire e mettermela sui glutei e per farlo mi accarezza anche in mezzo alle gambe” raccontò Filippo.“Era quello che volevi, no? E poi ti eri messo il pisello in mezzo alle gambe ed io volevo capire come avresti fatto se ti si fosse rizzato!” interruppe Federica.Se non fossero stati appiccicati uno all’altro, sarebbe stata una bella partita di ping-pong.Filippo: “Vabbè. Poi dopo un po’ ti sei tolta anche tu il pezzo di sotto”Federica: “Ti credo, faceva un caldo da morire e mi si stava cuocendo il sedere e la patata.”Filippo: “Si, e poi siamo andati a fare il bagno e ci siamo baciati e toccati, ricordi?”Federica: “Si, e tu volevi entrarmi dentro già in acqua e mi hai infilato due dita dentro”“Ma non eri delusa della sua troppa delicatezza?” le fece notare FrancescaFederica: “Ma questo era all’inizio! Poi è diventato molto intraprendente, almeno fino ad un po’ di tempo fa!”Filippo si storse un po’ all’affermazione, si allontanò da Federica dicendo “Ho sete!” e si alzò entrando in cucina.“Filippo, dai, torna, devi finire il racconto!” gli dicemmo.C’era qualcosa che non andava, altrimenti non si sarebbe comportato così.Dede si alzò e lo andò a prendere con la scusa di andare a prendere qualcosa da bere per tutti.Alla fine, Filippo riuscì e si rimise a sedere accanto a Federica.“Dai, continua! non ci lasciare senza il finale!” disse Francesca.“Vabbè. Tornammo a riva e ci mettemmo a prendere il sole a pancia in su, tanto non c’era nessuno” riprese il suo racconto.“Comunque eri sempre eccitato, avevi il pisello bello dritto, e non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso” interloquì Federica.“Amore, mica sono di legno! Se ti vedo nuda, a cosce aperte, per forza che mi si rizza!” ribattè Filippo.“Come ora?” disse Federica aprendo le cosce e mostrando la sua fighetta tutta liscia senza nemmeno un pelo né sul pube né in mezzo alle gambe. La provocazione di Federica ebbe successo, perché anche Filippo mostrò un certo turgore dalle sue parti basse. Dico “anche Filippo” perché la fichetta di Federica era comunque uno spettacolo da ammirare e, sinceramente, osservarla così da vicino mi aveva eccitato e con me, anche gli altri maschietti.“Si, come ora!” rispose imbarazzato Filippo. “Ti ricordì, mi sono alzato e sono venuto in mezzo alle tue gambe e ti ho leccato ed accarezzato fino a che non sei venuta. Poi mi ha fatto mettere in ginocchio, tu a pancia in sotto me lo ha succhiato e segato poi, quando stavo quasi per venire, hai voluto che entrassi dentro di te. Mi hai buttato a terra e sei salita su di me, ed hai fatto tutto da sola. Ricordi?”Federica: “Come posso dimenticare? Mi avevi fatto venire due volte in un quarto d’ora, avevo le gambe che tremavano e la fica bollente, ma ti volevo ancora. Però poi mi hai messo a pecora e sei entrato da dietro”.Filippo: “E nessuno di noi si è accorto, visto che stavamo di spalle, che c’erano gli spettatori. Quando siamo venuti assieme, ricordi, ci hanno battuto le mani due, un signore di 60/70 anni e sua moglie, anche loro nudi”.Federica: “Ed io ho urlato e sono scappata in acqua, mentre tu cercavi qualcosa per coprirti”Filippo: “E quei signori si misero seduti e attesero che ci calmassimo. Poi ci chiesero scusa se ci avevano spaventato, e ci dissero che eravamo una coppia molto carina e che IO ero molto dolce a preoccuparmi così della mia partner e che TU avresti dovuto pensare un po’ più a me.”“E comunque dissero che secondo loro ci saremmo sposati presto” aggiunse con un tono malinconico Federica.Ora capivo il motivo della discussione: Federica voleva sposarsi, Filippo nicchiava ed avevano discusso.Ma non era quello il momento di affrontare quel problema. Avrei incontrato Filippo da solo più tardi e gli avrei parlato.“Ora tocca a Dede e Adriano!” disse Francesca.
