In due dentro mia moglie
Capitolo 2 - E' stata di un altro
«Ciao, scusa l'intrusione,» dissi con un sorriso nervoso. «Mia moglie ti ha notato, e… stiamo cercando un'avventura discreta. Saresti interessato a unirti a noi in hotel? Solo se sei d'accordo, e con regole chiare: privacy assoluta.» Lui, sorpreso ma intrigato, annuì: «Wow, non mi è mai capitato. Va bene, se è consensuale. Dove e quando?» Annotò il nostro hotel sul telefono.
Tornai da Elena: «Appuntamento alle 15:00 in camera. Gli ho detto di farsi una doccia e spegnere il cellulare. Ora andiamo a pranzo, poi ci prepariamo.»
L'Attesa Elettrica e l'Arrivo di Michele
Il pranzo fu surreale: mangiavamo in un bistrot affollato, ma l'aria tra noi era elettrica. Tremavamo entrambi, un misto di paura e anticipazione. «Non posso credere che tu l'abbia fatto davvero,» mormorò lei, giocherellando con la forchetta. «E se cambio idea?» «Basta dirlo, amore. Ma vedo che sei curiosa,» risposi, stringendole la mano sotto il tavolo. Lei evitava il mio sguardo, ma non protestava.
Tornati in hotel – una suite moderna con vista sulla città, letto king size e luci soffuse – ci facemmo una doccia insieme. Le mani tremavano mentre ci insaponavamo. «Mi fai sentire viva,» sussurrò lei sotto l'acqua calda, baciandomi con urgenza.
Alle tre in punto, un bussare discreto alla porta. Aprii: eccolo lì, pulito e profumato, con un sorriso nervoso. Si chiamava Michele, venticinque anni, studente di architettura, single e avventuroso. «Ciao, grazie per l'invito,» disse, stringendomi la mano. «Sono un po' nervoso, ma eccitato.»
Presi il suo cellulare spento – volevo riprendere io, per il nostro ricordo privato – e facemmo due chiacchiere per rompere il ghiaccio: «Raccontaci di te, Michele,» chiese Elena, la voce tremante. «Studio qui a Milano, amo lo sport e le avventure inaspettate,» rispose lui, sorridendo.
Il Fuoco della Passione a Tre
Poi l'atmosfera si scaldò. Ci spogliammo lentamente, l'aria densa di tensione erotica. Io baciai Elena profondamente, le labbra morbide e familiari: «Ti amo, ricordalo,» le sussurrai. Mentre Michele le accarezzava le cosce con delicatezza: «Sei bellissima,» le disse, facendola arrossire.
Lei sospirò, tremando, ma chiuse gli occhi e spinse la testa di lui verso il suo sesso. «Oh… sì,» gemette piano. Quanto lo aveva desiderato in segreto? I suoi gemiti si mescolavano ai miei baci, il corpo che si inarcava verso la lingua esperta di Michele. Io le stuzzicavo i seni – tondi e sensibili – prendendoli tra le mani, e lei rispondeva con movimenti convulsi, come se volesse fondersi con noi entrambi. «Continua, amore… mi piace,» ansimò lei, guardandomi negli occhi.
Michele era turgido, ben dotato – più di me, lo ammetto – e Elena lo notò, afferrandolo con esitazione mentre mi guardava, cercando approvazione. «Va bene, amore mio,» le sussurrai, tranquillizzandola. «Goditelo.»
Se lo prese in bocca – un gesto che mi trafisse come una lama, facendomi arrossire di gelosia mista a eccitazione. «Cazzo… è grosso,» mormorò lei tra un respiro e l'altro. Il cuore mi scoppiava, rabbia ed eccitazione si contendevano il controllo, ma l'eccitazione prevalse. Michele gemeva: «Sei fantastica,» ma presto volle di più: la fece sdraiare e la penetrò con decisione.
Elena emise un gemito profondo, di pura goduria: «Oh Dio… sì, più forte!» mentre io lottavo con i miei demoni interiori. «Cazzo, il preservativo!» pensai all'improvviso, balzando dal letto per prenderne uno dal comodino. Glielo passai e lui, ansimante, lo indossò. «Scusa, ero preso dal momento,» disse Michele.
Si sdraiò, ed Elena montò sopra di lui, cavalcandolo con un ritmo crescente: «Vieni qui, amore,» mi chiamò lei, ansimando. Io mi posizionai dietro, osservando da vicino: il suo sesso che accoglieva quel membro estraneo, la vista ipnotica. E lì, l'oggetto delle mie fantasie più recondite: il suo ano, invitante e proibito. Elena non mi aveva mai permesso di esplorarlo, ma ora…
Mentre lei saltava su di lui, iniziai a massaggiarle le natiche, baciandole, leccandole. «Cosa fai?» chiese lei, voltandosi con un gemito. Arrivai al suo buchino, titillandolo con la lingua. Lei si fermò un istante: «Oh… non fermarti,» implorò, spingendomi la testa con una mano: voleva di più. Il sapore era inebriante, proibito.
Elena gridava, ansimava, il corpo scosso da ondate di estasi: «Sto venendo… sì!» Venne in un orgasmo travolgente, convulso, mentre Michele la riempiva – il preservativo gonfio del suo seme. «Anch'io… wow,» gemette lui.
Si alzò, si rivestì e se ne andò con un cenno discreto: «Grazie, è stato incredibile,» disse sulla porta, lasciandoci soli.
Dopo l'Estasi: Il Ritorno a Noi Due
Elena era sul letto, a pancia sotto, con lacrime che le rigavano il viso ma un sorriso sereno sulle labbra. L'aria odorava di sesso, di sudore, di noi. «Amore… è stato… intenso,» sussurrò, nascondendo il viso nel cuscino.
Non parlammo subito. Mi avvicinai, baciandole il collo. Lei inarcò la schiena, offrendosi. «Prendimi ora,» disse, con voce rotta dall'emozione. Posizionai due cuscini sotto di lei e si mise in ginocchio, aprendo il suo mondo a me. La sua intimità era bagnata, dilatata dall'esperienza, ma lei strinse le cosce per avvolgermi meglio: «Senti come ti voglio solo te,» mormorò.
La penetrai da dietro, godendo della vista del suo corpo ancora fremente. Pochi affondi intensi, e venni dentro di lei, reclamando quel territorio che, per ora, conosceva solo il mio seme. «Ti amo più di prima,» le dissi, crollando accanto a lei.
Tornati a casa, il nostro legame si rafforzò: più complicità, più passione. Condividevamo sguardi complici, tocchi elettrici. «Rifaremo?» mi chiese lei una sera, accoccolata sul divano. «Solo se lo vogliamo entrambi,» risposi. Quella è stata la nostra unica esperienza finora, ma chissà cosa riserva il futuro. Abbiamo scoperto che l'amore può espandersi, includere l'ignoto, senza spezzarsi. E in quel brivido condiviso, ci sentiamo più vivi che mai.
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