Rosario: che si fa, facciamo un giretto per Parigi e poi ci facciamo una cannetta?
Io: ok, però voglio tornare presto ed aspettare che torni mia madre, sai Rosario, voglio tenerla sotto controllo menrte siamo qui!
Rosario: ok va bene; ma perchè, pensi che ci vogliano provare?
Io: non lo so, dopo quello che è successo, voglio stare attento.
Rosario: fai bene.
Uscimmo dall'albergo per fare una passeggiata. Iniziammo a camminare fra le vie strette e piene di localini del Quartiere Latino, tra profumi e voci così contrastanti, fra turisti di ogni nazionalità e locali che andavano dalle pizzerie italiane, ai kebab turchi. Ci avviammo verso le rive della Senna, dove le luci dei palazzi si riflettono nelle acque nere del fiume e i Bateaux Mouches illuminati attraversano con il loro andare lento tutta la città. Mi innamorai dei ponti maestosi che portano da una riva all’altra e propongono una vista pazzesca della città; ci soffermammo a respirare quell’aria fresca e silenziosa. Poi ancora in marcia tra i palazzi illuminati e il rumore dell’acqua, da un lato il maestoso palazzo del Louvre dall’altro Pont des Arts, due ragazzi si baciano nascosti dal buio ed eccoci, girato l’angolo troviamo la Pyramide du Louvre, con le sue lastre di vetro illuminate e la quasi totale assenza di persone nella piazza che rendono questo luogo davvero magico la sera. Poi pian piano tornammo in albergo dove arrivammo verso l'una di notte. Andiamo nella mia camera e ci facemmo una bella fumata: stoniamo di brutto, poi, dopo una mezz'ora ci salutammo. Io uscii a cercare mia madre. Dopo un po' eccola, è con Ciccetto nel bar dell'albergo; avevano preso qualcosa al bar e stavano andando verso le camere. Presero l'ascensore, le porte si chiusero! Salii velocemente al terzo piano dove vi erano le camere dei bancari, mi nascosi. Uscirono dall'ascensore, Ciccetto teneva il braccio al fianco di mia madre che sembrava ubriaca e lei le poggiava la testa sulla spalla. camminavano nel lungo corridoio con la moquette rossa a terra, verso le camere; notai che saltavano la nostra camera! Continuarono a camminare nel corridoio fino alla camera 69, Ciccetto aprì la porta con una scheda, entrarono, la porta si richiuse! Cadde il silenzio in corridoio, tutti erano ormai a dormire!
Adesso che fare pensai! corsi nella mia camera e mi infilai dentro; mi sedetti a pensare: eravamo di nuovo nell'incubo! no, non ci voleva......Aprii la finestra e vidi che la loro camera era tre balconcini dopo la mia: dovevo constatare di persona, non potevo rimanere nel dubbio. Scavalcai il primo muretto, poi il secondo e mi ritrovai nel loro terrazzino; la tenda della finestra era mezza aperta e luce del comodino lasciava vedere abbastanza bene l'interno. Maledizione no, non volevo che accadesse di nuovo: mia madre nuda in ginocchio, Ciccetto in camicia senza pantaloni e senza mutande; mia madre aveva il suo membro in bocca e stava praticandogli un bocchino; lui aveva la faccia godente e soprattutto soddisfatta! Si, c'era riuscito a sedurre mia madre.
Vedevo la testa di mia madre ritmicamente andare avanti e indietro in un movimento costante ed armonico, mentre con la lingua percorreva ogni centimetro della sua asta e con la mano accompagnava tale movimento. La faccia di Ciccetto mostrava chiaramente che le sensazioni che provava erano stupende. La mano dell'uomo accompagnava la testa di mia madre a prendere quel cazzo sempre più dentro, fino alle tonsille! Mia madre continuò ancora per un po' quel movimento lento con la testa, facendo ben aderire le labbra al cazzo di Ciccetto. Con la lingua lo pennellava e mentre veniva su lo succhiava. Arrivata in cima alla cappella la baciava con le labbra e la leccava con la lingua. E poi ricominciava. Ormai si vedeva chiaramente che mia madre era una vera esperta nel fare pompini. I capelli le cadevano giù oscurandole la visuale e rendendole difficoltosa l’operazione. Ciccetto presto se ne avvide e li raccolse con le mani, mentre mia madre continuava a spompinarlo. Dopo un po' Ciccetto estrasse il suo cazzo dalla bocca di mia madre e la fece mettere sul letto alla pecorina, quindi messosi dietro di lei e poggiata la sua trivella sul suo ostio vaginale, con una lievissima forza, la penetrò; inizio quindi a montarla con ritmo e decisione, da vero maschio, muovendo ritmicamente il bacino dietro di lei; ad ogni colpo di reni, il suo fallo la penetrava a fondo dentro la vagina fino all'utero e la forza trasmessa da ogni colpo di reni si trasmetteva al suo corpo che sobbalzava in avanti, secondo un ritmo armonico e costante; ad ogni colpo di reni di Ciccetto mia madre sobbalzava in avanti, le sue grosse mammelle sobbalzavano anch'esse in avanti ed anche le collane che portavo al collo e gli orecchini di perle e diamanti sobbalzavano, in un gioco ritmico e costante! Con le mani Ciccetto le accarezzava tutto il corpo, soffermandosi a palparle le tette. Anche se dalla finestra non si sentiva nulla, vedevo dall'espressione del viso di mia madre e dai suoi movimenti, che stava godendo come una cagna in calore. Ad un tratto Ciccetto estrasse il suo cannolo dalla vagina di mia madre e la fece distendere sul letto, quindi le alzò le gambe allargandogliele per bene e mettendo in vista oltre che la gran fica pelosa superrotta, anche il buco del culo. Quindi mise la mano di mia madre sulla vulva e lei iniziò a sgrillettarsi freneticamente; subito dopo sputo sul suo buco del culo e le poggiò il grosso glande contro. Dopo un minimo sforzo vidi il suo telescopio entrare completamente dentro l'ano di mia madre inculandola; iniziò a muoversi ritmicamente. Mia madre completamente fuori di se continuò a sgrillettarsi finchè raggiunse l'orgasmo; Ciccetto, dopo qualche minuto raggiunse anche lui l'orgasmo, estrasse il pene dal buco del culo e, allargatale la fica le sborrò sulla vulva; subito dopo iniziò a spalmarle lo sperma dentro la vulva ed allargato l'ostio vaginale, che in mia madre, anche a seguito dei parti, è abbastanza ampio, gli infilò con le dita parte dello sperma in vagina. Quindi si distese su di lei iniziandola a baciare alla francese. Mi allontanai disgustato, ma contemporaneamente eccitato! Avevo appreso un'altra cosa su mia madre e cioè che praticava rapporti contro natura. Si, si faceva anche inculare e a giudicare con quanta facilità, Ciccetto, che comunque aveva un cazzo abbastanza grosso, l'aveva sodomizzata, doveva essere abbastanza dilatata! Sicuramente era stato il Direttore a romperle il culo! Tornai in camera nostra con un mucchio di domande per la testa e tante paure. Pensai e ripensai e poi decisi. Si, l'avrei affrontata, volevo che lei sapesse che io sapevo, volevo sapere tutto di lei........
Verso le tre di notte si apri la porta ed entrò lei; era visibilmente sconvolta.
Mia madre: ancora sveglio sei?
Io: si mamma, ti aspettavo; come mai così tardi?
Mia madre: si, abbiamo fatto tardi in discoteca. Io vado a farmi una doccia.
Entro nel bagno chiuse la porta senza chiave; dopo pochi istanti sentii il rumore dell'acqua.
Usci poco dopo con una tovaglia bianca avvolta nel corpo, ormai senza trucco, ma ancora con gioielli.
Mi feci forza, non fu facile, ma dovevo farlo.
Io: mamma che succede?
Mia madre: ma niente tesoro, abbiamo perso un casino di tempo prima di partire, poi là ci siamo scatenati e non ci siamo accorti del tempo che passava; alla fine un altro casino di tempo per tornare.
