Poi cominciai a pensare a chi poteva essere il nuovo maschio per mamma e il primo nome che mi venne in mente fu quello che lei avrebbe certamente gradito più degli altri: Fabio, suo figlio!
Se fossi riuscita a sedurlo e convincerlo avremmo completato degnamente tutti gli accoppiamenti incestuosi della famiglia!
Ero certa mamma sarebbe andata in brodo di giuggiole: per una donna come lei scoparsi sia il padre che il figlio doveva essere il massimo!
Non volevo perdere tempo, primo perché non ero certa della riuscita del mio piano, secondo perché il mio culetto aveva sempre più voglia di essere violato!
Approfittai di un pomeriggio che, per vari motivi, eravamo soli in casa io e lui.
Stava in salotto, seduto sul divano a studiare.
Mi misi seduta accanto a lui e mi accoccolai sul suo torace.
Mio fratello rimase sorpreso.
“Ehi! A cosa devo tanta dimostrazione di affetto? Dai, dimmi subito cosa ti serve!” mi disse sorridendo.
“Innanzi tutto devo rimproverarti che non mi fai mai le coccole: sei il mio unico fratello e non mi dispiacerebbe ti dedicassi un pò più a me! Qualche carezza e qualche bacetto mi farebbero piacere!” gli risposi, mentre gli poggiavo sbadatamente una mano sopra il ginocchio.
“Beh! Di questo hai ragione! Cercherò di farmi perdonare!”
“Bravo, fratellone... così mi piaci! Guarda che ci conto!” gli sussurrai. Poi aggiunsi.
“Lo sai che sono molto orgogliosa di te? Devo farti i miei complimenti!”
Mi guardò con uno sguardo interrogativo.
“Non ti capisco!”
“Qualche uccellino, anzi, per la precisione, qualche passerottina, mi ha confidato che hai delle virtù nascoste! Sai, quelle virtù tanto desiderate da noi femminucce e alle quali non sappiamo resistere!”
Mentre parlavo avevo iniziato ad accarezzargli lentamente la coscia! Sembrava fosse un gesto meccanico, involontario, invece era una carezza premeditata per farlo eccitare!
“Gina, seguito a non capire: sii più esplicita! A cosa ti riferisci!?”
Ormai ero in ballo... non potevo tirarmi indietro e per di più la situazione era molto intrigante.
“Beh! Se proprio vuoi sarò più esplicita: tanto siamo maggiorenni e vaccinati e di certo non ci scandalizziamo!”
Avvicinai il mio viso al suo, lo fissai negli occhi e con un sorrisetto cominciai a parlare.
“Le passerottine, anzi, è più indicato chiamarle passere infuocate, mi hanno confidato che tra le gambe hai un attrezzo capace di soddisfare qualunque indecente esigenza di noi povere femminucce fortemente attratte da maschi ben messi e particolarmente porcellini!
Spero non ti scandalizzerai se sarò ancora più esplicita! Mi dicono che hai un cazzo da urlo, che lo sai usare in modo meraviglioso, che lo lasci dentro alla micia finché non l’hai mandata in paradiso due o tre volte e che quando apri il rubinetto bisogna allertare la protezione civile per prevenire possibili inondazioni!
Capirai, che per una sorellina come me che ha perennemente la passera in tiro, sapere di avere un fratello con queste credenziali sia tutto un programma!”
Fabio mi sorrise e mi mise un braccio intorno alle spalle stringendomi a lui.
“Però! Le tue amiche non sanno tenere la bocca chiusa: non sono a conoscenza della legge sulla privacy? Non sta bene mettere in piazza cose così intime! Comunque, perché mi dici tutto questo?” mi chiese, sempre con il sorriso sulle labbra.
Avvicinai il viso al suo e prima potesse rendersene conto gli morsi dolcemente un labbro: spalancò gli occhi dalla sorpresa, stava per dire qualcosa, ma lo precedetti!
“Senti, porco, ti sembra giusto che a tutte lo fai assaggiare meno che a me? Non credi che le sorelline dovrebbero avere la precedenza nel gustarsi l’uccello dei propri fratelli? Da che mondo è mondo la prima passerina che vedono i maschietti e il primo pisellino che conoscono le femminucce è giocando al dottore tra fratello e sorella!
E allora dai, giochiamo al dottore: tiralo fuori, fammi vedere se le mie amiche hanno detto la verità! Dai, che poi ti faccio ammirare la mia fichetta: ti giuro che è veramente un bello spettacolo… almeno secondo i commenti di chi me l’ha vista!” e pensai a mamma, papà e nonno!
Fabio aveva perso il sorriso: una forte eccitazione traspariva dal suo sguardo.
“Gina, ma che ti sei impazzita? Ma ti rendi conto cosa mi stai chiedendo? Questo è un film che ho già visto molte volte: credi che se lo tirassi fuori per fartelo guardare e tu allargassi le gambe per farmela ammirare finirebbe tutto lì? Pensi ci limiteremmo ad una semplice reciproca osservazione delle nostre intimità?”
Risposi subito.
“Bravo fratellone, hai capito perfettamente: non ci penso neanche lontanamente a dare solo un’occhiata al tuo cazzo! Tu tiralo fuori che poi ti faccio un servizietto che le mie amiche se lo sognano!”
Gettai uno sguardo alla sua patta: bella gonfia… bene!
Fabio tentò un’ultima disperata difesa.
“Gina, ti prego, fà la brava: non sono mica di legno! Se seguiti non so come andrà a finire!”
“Senti, porco, innanzi tutto io non sono affatto brava, anzi sono una gran porca, secondo neanche io sono di legno e la fica mi sta tirando da matti, è un laghetto, terzo so bene come andrà a finire: prima te lo sbocchino un po’, poi me lo infilo nella fica e ti faccio fare una di quelle scopate che le mie amiche se le sognano!
Dulcis in fundo, neanche aspetto che tu mi chieda se mi puoi venire dentro, poiché te lo dico subito: voglio che mi sborri nella fica, adoro sentire il calore dello sperma che mi invade la vagina!”
Fabio mi strinse forte, i nostri sguardi si incrociarono.
All’improvviso mi sorrise.
“E’ naturale che a 18 anni la fica abbia bisogno di continue e particolari attenzioni! Ma non sei fidanzata? Il tuo uomo non te ne dà abbastanza?”
”Non sono più fidanzata! Sono una 18enne single completamente disponibile a chi sappia soddisfarmi come desidero!”
“Hai voglia del mio cazzo, vero sorellina? mi sussurrò, mentre mi dava un bacetto sulla guancia!
Era quello che volevo: gli misi una mano sopra la patta e gli strinsi l’uccello!
“Bravo, fratellone, vedo che hai capito: è proprio questo quello che voglio! Voglio che me lo infili nella fica… che mi chiavi come deve essere chiavata una donna! Dai, che ci divertiamo un pochino!” e gli diedi un’altra stretta all’uccello!
“Però! Non sapevo di avere una sorellina così porca! E’ veramente una piacevole sorpresa! Dai, fammi vedere cosa sai fare!”
Mi misi in ginocchio davanti a lui e cominciai a slacciargli i pantaloni: prima la cinta, poi la zip!
Afferrai con entrambe le mani i pantaloni e gli slip ... mentre lo guardavo sorridente!
“Uhmm! Adesso vediamo le virtù del mio fratellone!” e così dicendo gli tirai giù tutto, per liberargli l’uccello!
Quando il cazzo schizzò fuori rimasi piacevolmente sorpresa e mi lasciai scappare una espressione di meraviglia!
“Mamma mia, che cazzo! Proprio uguale al loro!” esclamai pensando ai due cazzoni di papà e nonno!
Fabio mi guardò sorpreso per la mia esclamazione!
“Che significa “uguale al loro”, con chi ce l’hai?”
Mi salvai in calcio d’angolo, come si dice!
“Intendevo un cazzo uguale a quelli che vedo nei film porno! Sai, ogni tanto mi faccio un giretto nei vari siti a luci rosse per gustarmi qualche bel porno: c’è sempre tanto da imparare! È proprio ammirando le performance delle zoccole che ho imparato la tecnica di come dare piacere con la bocca!
Dicono io sia una ottima bocchinara, anche se certamente c’è di meglio!” e pensai a mamma!
Intanto lo avevo impugnato con entrambe le mani, una sopra l’altra e avevo cominciato a segarlo.
Per rendere la sega più eccitante presi a sputare sul cazzo e spalmarci sopra con entrambe le mani tutta la saliva: era proprio piacevole segare l’uccello tutto completamente viscido!
La fica smaniava, avevo una voglia fottuta di farmi chiavare da mio fratello!
“Senti, avrò tanto tempo per farti meravigliosi bocchini con l’ingoio, ma ora scopami, me lo voglio sentire nella fica questo bel cazzone!”
Mi sfilai la gonna e le mutandine e, prima l’una e poi le altre, le buttai per terra, imitando alla perfezione il gesto da puttana che avevo visto tante volte nei video porno!
Mi sdraiai e allargai le cosce come una troia: Fabio non aspettava altro!
