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Erotika
Mia sorella Valentina · Cap. 2
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Capitolo 2 di 6 12 min di lettura

Calore estivo

La caduta nell'incesto sarà veloce e irresistibile per i due fratelli che lo sognavano da tanto...

Giovanna Esse
1 anno fa · 1.3k letture · 1

"Ehm sì anche, ma non mi riferivo solo a loro...", fece con aria sempre più civettuola, suscitandomi un po' di curiosità.

"E a chi?", la interrogai.

"A nostro padre! Sai, ci ho fatto caso da un po' che mi guarda il didietro ogni volta che gli capita a tiro. Un paio di volte mi sono voltata di scatto e l'ho beccato a squadrarmelo! E poi arrossisce e guarda subito da un'altra parte."

Mia sorella mi confida questo con una recitata indifferenza poi ride facendomi capire che la cosa non la disturba anzi pare proprio farle piacere, mentre a me invece sale istintivamente un senso di fastidio e gelosia. Non me l'aspettavo proprio una cosa del genere. Nostro padre che guarda il culo di sua figlia! E chissà che pensieri da porco ci fa sopra!!!

Questa rivelazione aumenta ancora di più la mia già marcata eccitazione. Non mi accontento più di stare dietro a mia sorella, la giro a pancia in su e mi metto sopra di lei. Valentina riprende a fare un po' di storie con i suoi: no non possiamo... Sei pazzo e stai fermo! Io però ho tanta voglia di lei e infilo le mani sotto la sua maglietta leggera e inizio a palparle senza ritegno le belle e morbide tette che sono già di una 5^ misura. Le sento i capezzoli che si sono induriti e mi metto a pizzicarglieli, lei continua a dirmi di stare fermo e a fare no con la testa però sospira e geme vogliosa mentre la palpo sempre più sfacciatamente e oscenamente.

Lo so che ti piace sorellina... Dimmi di andare via ed io uscirò da quella porta e non ti guarderò mai più. Le sussurrai mentre continuavo a palparla. Lei non rispose e continuò a sospirare ad occhi chiusi, allora io che mi ero deciso a suscitarle una qualche reazione mi alzai da sopra di lei e feci per avviarmi verso la porta della sua stanza, deciso ad andarmene. Valentina mi fermò. No, aspetta! Disse sporgendosi dal letto. Mi prese la mano e mi tirò di nuovo verso di sé.

In quella posizione semisdraiata in pratica la sua faccia si venne a trovare la mia mazza che le svettava davanti. Si trovò proprio davanti la bocca la mia minchia, una vigorosa mazza di più di venti centimetri, e dopo un istante di silenzio e immobilità di entrambi (un istante che a me parve durare un infinità) Valentina toccò il mio cazzo, ci strinse le dita attorno e iniziò lentamente a fare su e giù.

Io sospirai e rimasi come in apnea, lei mi fissava l'uccello che puntava dritto sulle sue labbra e poi mormorò a se stessa: sì, lo voglio anch'io, e si infilò in bocca la cappella prendendo a succhiarla e a lavorarla con gusto.

Rimasi impietrito. Paralizzato dall'emozione e dall'incredulità. La reazione di mia sorella, per quanto l'avessi sempre sognata e desiderata, stava superando ogni mia più ardita aspettativa e fantasia.


Valentina si era seduta sul letto ed era tutta intenta a farmi un pompino. A fare un pompino a suo fratello!

Non credevo che stesse succedendo davvero, eppure ero lì, in piedi davanti a lei, con il cazzo infilato nella sua bocca a sentirmelo succhiare, leccare e stuzzicare dai suoi fantastici tocchi con la lingua!

Valentina mi fece un pompino davvero meraviglioso. Un po' mi succhiava il cazzo e un po' se lo sfilava di bocca e si dedicava a leccare e baciare l'asta e a scendere, sempre leccando, fino ai coglioni che mi baciava e succhiava mettendoseli oscenamente in bocca mentre, con la mano mi masturbava frenetica.

A prova del fatto che la sua eccitazione stesse crescendo sensibilmente, una volta smesso di imboccare i miei coglioni disse: fratellone, io te lo succhio e ti tiro un pompino da favola però anche tu datti da fare con la mia fica dai!!!

Mi prese la mano e se la portò tra le cosce, infilandola nelle mutandine. La sua passera era vergognosamente allagata di umori e le mutandine bagnatissime, le labbra erano dure e sporgenti e non appena le toccai sussultò scossa da un fremito e mugolò di piacere. Io mi misi a massaggiargliele mentre con l'indice presi a sfruculiarle il clitoride che sporgeva duro e carnoso. Era fantastico! Le infilai la punta delle dita nello spacco e sentii la sua fica calda e pregna di succhi, e intanto lei si dimenava lenta inarcando la schiena, ansimando e mugolando di piacere.

Ebbene, mia sorella continuò a succhiarmelo e a leccarmelo dalla cappella alla base e viceversa fino a farmi giungere all'orgasmo, ma prima che io venissi si è levata la maglietta restando con il solo reggiseno che manteneva due tette da favola, enormi, bianche, rigogliose e morbidissime. Incredibile. Ci avevo sempre perso la testa solo ad immaginarle, sbirciandole attraverso le scollature più o meno generose delle maglie, e in quel momento invece me le trovai davanti in tutta la loro immensità a sporgere maestose davanti al mio cazzo!

Valentina mi disse di aspettare un attimo (alla vista delle sue tette nude io capii che non sarei riuscito a trattenere a lungo l'orgasmo) e si sfilò il reggiseno stringendomi poi il cazzo tra le mammelle e iniziando a masturbarmi con le tette. Io ero al culmine della felicità e liberai una sborrata mai così intensa e copiosa, che le inondò il mento e il collo e scorse sulle grandi tette fino a colarle gocciolando dai capezzoli e macchiandole i pantaloncini che intanto, a furia di strusciate, le erano scivolati a metà cosce.

Incredibile, avevo svuotato un mare di sborra sulle tettone di mia sorella! Ero incredulo, soddisfatto e felicissimo. Valentina però non era soddisfatta e voleva venire pure lei, così tornò a sdraiarsi sul letto e mi disse con un tono eccitato e a metà tra la supplica e l'ordine: Ti ho soddisfatto fratellone. Adesso però devi farmi venire tu... Leccami la fica, dai! Leccamela!!!

Io, ben contento, mi inginocchiai sistemandomi tra le sue gambe che uscivano dal letto, gliele allargai e iniziai a leccarle la fica.

La fica di mia sorella era una freschissima e profumata fica di quindicenne. Le labbra erano sporgenti, turgide e carnose ed erano irrorate dai succhi che le avevo fatto uscire quando la masturbavo, e che emanavano un odore che mi inebriò. Così, ingolosito da quella appetitosa meraviglia, ci ho affondato la faccia, infilato la lingua nello spacco tra le labbra e iniziato a leccargliela come un ossesso.

Che favolosa sensazione quella di poter slinguare la fica di Valentina e sguazzare fra i suoi tessuti pregni degli umori che mia sorella rilasciava godendo. Slappai a lungo con lunghe leccate, affondando la lingua il più possibile nell'interno bagnatissimo. Mia sorella per tutto il tempo ansimò dal piacere, lanciando mugoli e sussurrando in modo incalzante dei "sì sì sì ancora oh si ancora..." Poi, nell'invitarmi a non smettere di mulinarle nella fica, mi strinse la testa fra le mani, spingendosela contro il pube per farmi affondare il più possibile la lingua dentro di lei, e mentre lei inarcava la schiena io sentivo gli spasmi di piacere che le preannunciavano l'imminente orgasmo. E infatti mia sorella strinse forte la mia testa serrandola tra le sue cosce, piantò i polpacci sulle mie spalle e liberò diversi spruzzi di umori che, dalla sua fica, mi inondarono la bocca e colarono lungo il muso.

Avevano un sapore dolciastro gli umori di mia sorella. Dolciastro e favoloso che assaporai a lungo in bocca prima di ingoiarli.

Ero al settimo cielo dalla felicità perché finalmente, dopo che lo desideravo da tanto tempo, io e Valentina ci eravamo lasciati andare. E quel succo del suo orgasmo che avevo in faccia, così come la mia sborra che le aveva impiastricciato le tette, erano il segno bagnato e concreto che testimoniava la nascita della nostra INCESTUOSA RELAZIONE.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Scritto da
Giovanna Esse

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