GIADA – Scusa… io non sapevo che avevi un cliente… mi spiace.
FEDERICA – Va bene, va bene, ma adesso vai fuori che hai combinato già abbastanza guai. (Giada esce mortificata, mentre il professore si è finalmente ripreso; esce dal bagno in mutande e trova Federica)
CORNELIO – Io sto per impazzire! Signora, mi lasci dire, lei avrà pure un bellissimo bagno, ma per il resto… questa non è una camera, è una stazione ferroviaria. E per fortuna che il Cafe doveva restare chiuso.
FEDERICA – Avete ragione professore, scusate tanto… è che si è verificata una serie di sfortunati eventi…
CORNELIO – Prima c’era mia moglie abbracciata a un uomo mascherato… poi, sempre mia moglie, abbracciata a uno… che sembrava un tipo equivoco…
FEDERICA – E, signor mio, ma pure vostra moglie però… sempre abbracciata a qualcuno…
CORNELIO (siede sul letto) – Che vi devo dire? Mia moglie è sempre allupata… però è una brava ragazza. Ha solo questo difetto: non le basta mai!
I primi anni ho cercato di accontentarla… ma, sapete, io sono più grande di lei…dovrei usare più pillole blù… ma gli eccessi fanno sempre male… (Federica si siede accanto a lui, sul letto, facendo attenzione a mettere ben in mostra le sue forme.)
FEDERICA – Capisco, poverino…
CORNELIO – Così… prima ho sofferto ma poi mi sono rassegnato! Lei aveva bisogno di molti uomini , è come fosse una droga… e io…
FEDERICA (confortandolo) – E voi?
CORNELIO – E io mica la potevo uccidere…? Dopo tutto ama me. Così ho fatto buon viso a cattivo gioco. Anzi, per non farla dispiacere, mi sono anche finto mezzo impotente e così, alla fine, lei riuscì a farmi partecipe di queste sue avventure…
FEDERICA – Addirittura?
CORNELIO – Sì… come vedete mi sto confessando: voi siete tanto dolce, tanto comprensiva…
FEDERICA (mentre Cornelio si appoggia al suo seno, lei lascia fare, accarezzandolo come un bambino) – Poverino, poverino…
CORNELIO – Non vi nascondo che, pian piano, quella depravazione cominciò a piacermi… il peccato è contagioso! Per questo decisi di venire in Italia… qui nessuno ci conosce, e poi, spero di rivedere mio figlio.
FEDERICA – Di questo potete stare sicuro…
CORNELIO – Tu dici, mia cara?
FEDERICA – Ne sono certa!
CORNELIO (armeggiando con gli abiti di Federica) – Come mi capisci…
FEDERICA – Sì, sì, vi capisco molto bene.
CORNELIO – Vedi, adesso avrei bisogno di tanta comprensione…
FEDERICA – Sì, sì: lo so io di cosa avete bisogno! (Si abbassano le luci della stanza con i due sul letto evidentemente impegnati a pomiciare. Aumenta l’illuminazione nel Cafe. Giada si va a sedere sulla panca, con espressione triste e rassegnata)
GIADA – Che stupida sono… mi sto rovinando la vita, e per cosa? Per uno che nemmeno si accorge di me; né dei sacrifici, delle follie, che ho fatto per lui. (Lentamente, uscendo all’indietro e gattonando, dal bancone viene fuori Victor, probabilmente scacciato dall’angusto nascondiglio. Si rimette in piedi e si accorge di Giada; è sul punto di parlare ma poi si ferma, ad ascoltare) E imbastire un falso fidanzamento col suo amichetto gay, pur di stargli sempre vicino; e sopportare le amiche, che sapevano… e mi prendevano in giro. Affannarsi a tenere lontano tutti quelli che mi avrebbero voluta… e che poi, una volta respinti, si vendicavano, dipingendomi come una depravata a cui piacciono le perversioni più assurde… io? Proprio io che, a causa di quest’amore scellerato, sono ancora vergine!
E adesso ci mancava pure questa! Ho fatto una figuraccia… con chi poi? Con la sgualdrina del villaggio. (si prende la testa tra le mani disperata, intanto Victor si avvicina lentamente, è commosso) E intanto… non so nemmeno che fine ha fatto, stanotte, quello scellerato… chissà con chi se la sta spassando. L’ho perduto, lo sento… e tutto a causa della mia sconfinata timidezza e del mio stupido orgoglio.
Non sarebbe stato tutto più semplice? Invece di aspettare… aspettare… Bastava trovare il coraggio, dirglielo in faccia… io… io…
VICTOR – Io… sono innamorato di te! (Federica trasale) Volevi dire questo, vero?
GIADA (si finge infuriata) . Tu… tu… hai sentito tutto, vero?
VICTOR – Sì…
GIADA – Va bene, sì! E tutto vero! “Ero” innamorata… di te, sì… e poi tutto il resto… “ero” pure vergine! Contento?
VICTOR – Perchè non lo sei più?
GIADA – E va be’, sì: lo sono ancora, ma per poco. Appena esco di qui, accetto la corte del primo che incontro. Fosse pure scemo, bruttissimo e avesse cento anni!
VICTOR – E qui ti sbagli (le siede accanto e l’abbraccia) Tu adesso da qui non ti muovi…
GIADA – Oh bella, e perché?
VICTOR – Perché anch’io ti amo; perché anch’io sono sempre stato timido…
GIADA – Veramente?
VICTOR – Sì! E… anch’io sono ancora… vergine.
GIADA – Ah sì? (si abbarbica a lui e lo abbraccia forte) Ancora per poco!
Scena 4
Buio. Possibilmente, un breve intervallo musicale.
Molto lentamente la luce ritorna. È la luce del mattino. Fuori lontano, un gallo canta.
Sul divanetto, dove adesso giacciono addormentati, si risvegliano pian piano: Giada e Victor.
VICTOR (sbadigliando e stiracchiandosi) - Mamma mia, sono pieno di dolori… però sono felice!
GIADA – Davvero, amore mio? (si vezzeggiano mentre dal fondo, da dietro al bancone, escono lentamente Linda e Amanda/Vincenzo, sono in deshabillé e mimano come chi ha tutte le ossa rotte)
AMANDA/VINCENZO – Non parliamo di dolori… io ho dormito in una scatola di sardine…
LINDA – Perché… non ti è piaciuto, caro? (civettuola)
AMANDA/VINCENZO – No, questo no, anzi…
LINDA – Anzi?
AMANDA/VINCENZO – Anzi… ho scoperto che sono proprio contento di non aver terminato tutte le operazioni che mi ero prefissato.
VICTOR – Veramente?
AMANDA/VINCENZO – Veramente. Credo che non cambierò più niente… adesso sono convinto che ogni cosa sta bene dove sta!
LINDA (ride) – Sì, sì, confermo: ogni pezzo sta bene dove sta… e funziona perfettamente!
GIADA – Meglio così, meglio per tutti! (e lancia uno sguardo di fuoco al suo innamorato)
VICTOR – Hai ragione, hai ragione… (entrano, dal lato dell’appartamentino, Federica e Cornelio mano nella mano, per poi staccarsi lentamente)
CORNELIO – (sbadigliando) Ah, che bella nottata ho passato. La “vostra” stanza è davvero accogliente, signorina Federica.
FEDERICA – Grazie, mi fa piacere per voi…
CORNELIO – E poi, c’è un bagno così bello.
LINDA – Ma come, voi… voi due avete dormito insieme?
CORNELIO – E sì, cara, dopo quello che ho passato ieri sera… Federica è stata così graziosa da offrirmi il suo letto!
LINDA – Hai capito?!
FEDERICA – Grazie, mi fa piacere per voi… e adesso, scusate, ma io devo riprendere il mio lavoro: qualcuno deve fare colazione? Vi ricordo che questo è pur sempre un Bar!
Tutti: - Io; io; Brava! Ottima idea!
CORNELIO – Ma… aspetta (si accosta a Victor), ma tu, tu, sei…
VICTOR – Sì, papà, sono io, Victor! (si abbracciano)
CORNELIO – Ma cosa ci fai qui? Non dovresti essere a Napoli!
VICTOR – No, papà, mi dispiace, non sono a Napoli.
CORNELIO – O madre mia… ma… insomma mi puoi spiegare cosa succede?
AMANDA/VINCENZO – Succede, caro signore, che Victor, vostro figlio, non studia Medicina a Napoli ma Composizione qui al Conservatorio, e con ottimi voti!
CORNELIO – Ma come? E io… e voi, poi: avete detto di chiamarvi Victor Smith?
VICTOR – È vero, papà, ma lo ha fatto per coprirmi… non sapevo come l’avresti presa.
CORNELIO – E come la devo prendere? E voi… voi allora chi siete?
AMANDA/VINCENZO – Io… io mi chiamo Amanda!
LINDA (contemporaneamente) – Lui si chiama Vincenzo!
CORNELIO – Insomma… mi dite questo… questo strano tipo chi è?
LINDA – Va bene, adesso non stiamo a sottilizzare… Amanda, Vincenzo, che differenza fa? Questo è una persona… il nostro nuovo amico… non ricordi, caro Cornelio?
CORNELIO – Ma, ma, non è possibile… questo è… è…
LINDA – È proprio lui! L’amico caro di cui ti ho tanto parlato, va bene? (non vista lo colpisce con un calcio negli stinchi)
CORNELIO – E va bene, va bene. Avete ragione voi. Che devo dire… e voi allora, come vi chiamate?
GIADA (sorridente) – No, professore, io mi chiamo veramente Giada!
VICTOR – Ed è la mia fidanzata…
LINDA – Oh che bello! Viva l’amore…
CORNELIO – E va bene: viva l’amore. (siedono tutti. Federica serve le colazioni.
FEDERICA – Bene, bene ora che la famiglie è riunita… buon appetito!
LINDA – Grazie, grazie, Federica…
FEDERICA – Grazie a voi, signori… Allora: 4 cornetti, 5 cappuccini, fanno 10 euro, e poi c’è la mancia: 50 euro! (stende gaudente la mano verso Cornelio)
CORNELIO – Ecco, io, veramente… (Federica gli muove la mano sotto il naso) Sì, sì, certo eccoti 60 euro! E non se ne parla più…
FEDERICA – Grazieeee… (si allontana)
LINDA – No, caro, parliamone… 50 euro di mancia?
CORNELIO – Beh, amore mio… che ti devo dire? Lei aveva veramente un bel… bagno!
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