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Erotika
La perfetta Bar-lady · Cap. 2
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Capitolo 2 di 4 12 min di lettura

Atto Primo

Si delinea l'intreccio della commedia. I classici studenti squattrinati che imbrogliano il parente ricco per fare la pacchia...

Giovanna Esse
1 anno fa · 332 letture · 0

AMANDA/VINCENZO – Ma io proprio non capisco… possibile che tu ti faccia tutti questi scrupoli e ti fai venire tutte queste titubanze, proprio adesso?

Mi sono fatta i seni; tirati gli zigomi; gonfiato il labbro… e sapessi che dolore! Per non dire quanto mi è costato…

VICTOR – Vince’…

AMANDA/VINCENZO (altezzoso) – Amanda, prego!

VICTOR – E va bene… Amanda! È inutile che cerchi di affibbiarmi colpe che non ho… Sei tu che ti sei fatto venire tante strane idee… io lo sapevo, è vero, ma non puoi dire che tra noi c’è mai stato qualcosa…

AMANDA/VINCENZO – Ah, sì? E tutte le volte che abbiamo dormito insieme?

VICTOR – Ma che c’entra, siamo amici da tanti anni…

AMANDA/VINCENZO - Se, se… “amici”….E quando mi facevi i massaggi…? E quando hai lasciato che mi scaldassi i piedini sotto le tue coperte?

VICTOR – Vincè… no, ok, Amanda: i massaggi te li facevo a scopo terapeutico… poi non parliamo di piedini… ma fammi il piacere, i “piedini”! Quello porta il 44…certe zampe d’elefante!

AMANDA/VINCENZO (guardandosi intorno) – Zitto, zitto, che mi rendi isterica; mi alzo e me ne vado, giuro!

VICTOR – No, no, non fare “la pazza”, ti prego, già sono abbastanza nervoso, poi ci mancava solo la notizia della lettera di mio padre…

AMANDA/VINCENZO – Ma che te ne importa di tuo padre? Io non capisco: non lo vedi da tanti anni; lui è convinto che stai studiando Medicina a Napoli, mentre tu, invece, te ne stai qui, bello bello, a studiare Composizione e Pianoforte… che vuoi che sappia di te ? Beato lui, sempre in giro per il mondo.

VICTOR – E va be’, ma un bel giorno pure capirà, saprà…

AMANDA/VINCENZO - Sì, sì, bravo! E quel giorno ci pensiamo…”Quid sit futurum cras fuge querere!” Ti ricordi Orazio…No? Te lo traduco: “Ciò che accadrà domani evita di chiedere!”…

Tuo padre cosa pretende? Abbandonare un ragazzino, senza mamma, per tanti anni… (si soffia rumorosamente il naso ma in maniera civettuola o goffamente maschile)

VICTOR – Va bene, hai ragione, ma adesso pensiamo al mio appuntamento!

AMANDA/VINCENZO – Sì, proprio così. Pensiamo alla grande avventura del “verginello”!

Ma, dico, se proprio volevi fare la prima esperienza, non potevo accontentarti io? Non ti ricordi più di quando noi, da ragazzini…

VICTOR – Ancora co’ sta storia dei “ragazzini”? ma per favore… ma se ci saremo appena sfiorati e poi, è successo tanti anni fa.

AMANDA/VINCENZO (guarda nel vuoto, sognante) - … e già t’amavo.

VICTOR – Finiscila che mi rendi ancora più nervoso! Allora siamo d’accordo: alla signora dico di chiamarmi Vincenzo Romoli, va bene?

AMANDA/VINCENZO – Uffà… e io? E se mi cercano?

VICTOR – Ma chi ti cerca?

AMANDA/VINCENZO – Non si sa mai!

E va bene, ok, per questo fine settimana, sarò Victor Smith… ho capito. Ma vestirmi un’altra volta da uomo no… assolutamente no!

VICTOR – Ti prego, è solo per un paio di giorni.

AMANDA/VINCENZO – No, no e poi no… è una questione di principio!

VICTOR – Fallo per me. Giuro che poi ti racconto tutto… anche i particolari più piccanti, intimi e segreti… (sorride ammiccante)

AMANDA/VINCENZO – Grrr… e va bene, maschio prevaricatore, però devi promettere che, quando sarò tutta “femmina”… tu mi capisci? Quando avrò quella cosa per cui, assieme alla pancia, tutti gli uomini faticano, lavorano… Quando la trasformazione sarà completa: Victor, il mio passerotto, passerà una notte di fuoco con me, la sua passerotta!

VICTOR – E va beh… questo poi, al momento opportuno, lo vedremo…

AMANDA/VINCENZO (indispettita) – Come lo vedremo? Io devo essere sicura adesso!

VICTOR – Eppure lo sai: alla mia età ancora non ho conosciuto il sesso… dammi tempo, lo sai quanti problemi mi faccio, no?

Se nuda sarai molto bella cercherò di non pensare che prima eri un uomo! Io amo la bellezza, il nudo femminile come l’hanno visto i grandi pittori, i grandi fotografi: per me è come leggere una poesia, una pagina della grande letteratura… (sognante) sento quasi la stessa eccitazione che provo ascoltando il monologo di Amleto… Per eccitarmi in senso erotico non è sufficiente la vista… quella è un piacere estetico… per un piacere erotico c’è bisogno anche di toccare e di essere toccato… carezzare e essere carezzato… sono un poco particolare… forse un po’ strano anche io… (mentre i due parlottano, Federica fa in modo, tra una spolverata e l’altra, di tendere l’orecchio, curiosa)


Scena 2

Da una quinta entra Giada, si guarda intorno.

AMANDA/VINCENZO (a Victor, vedendo Giada da lontano) – Io poi non capisco, con Giada sempre tra i piedi; con Giada, sempre fissata che voleva stare appresso a me, non potevi approfittare di lei? Adoperarla come… nave scuola? Dopotutto una vera amica non dovrebbero rifiutarsi.

VICTOR – Ma cosa dici? Giada è… cioè era, la tua ragazza!

AMANDA/VINCENZO – Ma fammi il piacere, che razza di ragazza potevo mai avere io? È bene che tu lo sappia: era tutto un film suo, per stare vicino a te approfittando di me! Lei voleva mangiare te, di baci e di coccole!

VICTOR – Ma dai; ma se nemmeno mi calcola!

GIADA (sedendo al loro tavolino) – Lo sapevo che stavi qui! E guarda come ti sei vestito! Sembri una prostituta… ma che male ho fatto io per diventare la tua fidanzata? Anzi, e diciamolo forte: ex-fidanzata.

AMANDA/VINCENZO – Oh, ma che vuoi? Hai sempre fatto tutto tu… lo sapevi che ero strana, insomma, un “pochino” strana…

Non ci pensavi quando restavamo da sole? Quando io, invece di fare il “maschione”, mi provavo la tua biancheria intima, e… Ahia! (riceve un calcio da Giada, da sotto il tavolo)

GIADA – Smettila, cialtrone…

AMANDA/VINCENZO (ridendo) – E poi mi sdraiavo sul lettone e tu, mi facevi il massaggino e mi spalmavi la crem… Ahio’! (secondo calcio)

VICTOR (spazientito) – Giada, ti prego, mi serve intero!

GIADA (falsamente irritata) – Ma che vuoi? Chi gli sta facendo niente all’amoruccio tuo!

VICTOR – Ma è una fissazione? Lo volete capire che io sono normale? Normaleee! Sono etero! Non mi piacciono gli uomini!

GIADA – Chi, tu? (ridacchia) Vuoi dire, nel senso che tu saresti un uomo? E dimostramelo, su, dimostramelo! (si avvicina a Victor accennando il gesto di aprirsi l’abito o la camicetta, o alzarsi un poco la gonna… come se volesse svestirsi).

VICTOR (saltando all’indietro, visibilmente impacciato) – Ma che significa? Tu credi che tutte le cose si possano fare così? Da un momento all’altro… in cinque minuti?

GIADA (ricomponendosi) – Questo no; in cinque minuti no, ma nemmeno in tre anni, però. Tre lunghi anni di completa cecità! Astinenza totale! Mai niente di veramente erotico, per me! Solo quisquiglie, pinzellacchere, direbbe il grandissimo Totò!

VICTOR (curioso) – Cosa vuoi dire? (intanto Amanda/Vincenzo fa un tipico gesto, quello che indica: “Visto? proprio come volevasi dimostrare!”)

Scena 3


Mentre i giovani si scontrano lanciandosi occhiatacce e grugniti, vedremo Federica sparire dietro il banco del Bar, per subito rientrare a capo chino dalla tenda, posta alla base della pendola, nel piccolo ambiente laterale della scenografia. Sullo spezzone di parete divisoria esiste uno spioncino camuffato: da questa postazione la giovane spia, con evidente curiosità, l’alterco che sta avvenendo nel Salone.

GIADA – Niente, non voglio dir niente; e poi: mi capisco da sola.

VICTOR (si volta e le stringe le mani) – Giada, per favore, non perdiamo altro tempo… la cosa è importante: tu ci devi dare una mano!

GIADA – Oh bella, a far cosa?

VICTOR – Niente, semplicemente in questo: da oggi, e fino a dopo domani, noi ci scambieremo di nome...

GIADA – Chi, io e te? Ma… ma, allora, vuoi farti operare pure tu? (disperata)

VICTOR – No, che dici? No. Io e Amanda, cioè, io e Vincenzo…

GIADA – … e pure Giuseppe, e pure Pasquale… ma non vi mettete vergogna? Combinate sempre casini voi due. Pervertiti!

VICTOR – Nooo, non capisci: è per una giusta causa, io devo incontrare una donna… Ahia! (riceve un calcio sotto il tavolo da Amanda/Vincenzo)

GIADA - Cosa?

AMANDA/VINCENZO – Deve incontrare una “vecchia”… una vecchia signora, amica d’infanzia della sua povera mamma…

Prima di andare avanti…

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