Illuminazione sulla cameretta di Federica.
Seduto, punta, punta, sul divano Victor, dall’altro lato, in piedi, Linda. Si è spogliata ed é in sottoveste, si muove sinuosa per cercare di stimolare il giovane.
Scena 1
VICTOR – Come siete bella…
LINDA – Non essere timido su… e poi, se mi dai del voi, mi fai sentire… troppo adulta. Hai forse dimenticato quando ci davamo del tu? Quando mi dicevi che sentivi il fuoco nelle vene, a parlare con me? Allora mi davi del tu… ti prendevi delle confidenze…
VICTOR – Perdonatemi… voglio dire: perdonami! Io chiedo scusa se ho mancato di rispetto…
LINDA – Ma no, ma no, mio caro, volevo solo accentuare la nostra bellissima intimità… (si accosta) Anzi, ricordo le tue avances e come mi facevano… arrossire.
Adesso sono qui, come vedi. Potresti persino approfittare di me… come potrei difendermi? (nello spostarsi ancora a favore del giovane, la donna avrà cura di mettere in risalto il decolté e le gambe, coperte da calze e reggicalze di tipo sexy.
VICTOR (assai imbarazzato) – Ma non si era detto che avrei conosciuto anche vostro… cioè, tuo marito? Non vorrei che si offendesse…
LINDA – Ma non pensarci, caro, non pensare a mio marito, a lui fa piacere ciò che fa piacere a me. Potremmo cominciare a conoscerci… con un… con un piccolo “aperitivo” magari. Sono qui, tutta tua…
VICTOR – Un aperitivo? certo… corro subito a prenderlo… (approfitta dello smarrimento di Linda e scappa fuori, nella sala del Cafe, passando dalla “porta invisibile” sul boccascena)
FEDERICA (fa capolino nel separé, entrando dallo stesso lato del salone, da dov’è scappato Victor) – Allora, mia cara, come vanno le cose?
LINDA – Potrebbero andare meglio! È un bel giovine… ma è pure così timido, direi persino… persino…
FEDERICA – Un po’ imbranato?
LINDA – E sì, forse hai ragione.
FEDERICA – Forse gli dovete dare un po’ di tempo, io lo conosco; e poi… se posso, se mi è concesso…
LINDA – Dimmi, dimmi tutto, amica mia…
FEDERICA – Pare che “lui” sia ancora… vergine!
LINDA – Addirittura?
FEDERICA – Anzi, io avrei pensato, sempre se posso, di evitare di ritirarvi in qualche albergo della zona, magari si lascia prendere di più dall’emozione…
LINDA – Mannaggia! Hai ragione… ma come si può fare?
FEDERICA – Senz’offesa signora, se volete approfittare… questa mia stanzetta è molto pulita, ci sono tutte le comodità e poi, c’è pure un bel bagno… venite, guardate. (la prende per mano e la porta sul bordo della scena, fingono di osservare la stanza da bagno).
LINDA – Che bello… certo qui sarebbe l’ideale… segretezza massima!
FEDERICA – Per me, ve la cederei volentieri… però, capitemi, anche per la vostra privacy, converrebbe chiudere il Cafe.
LINDA – E puoi farlo? (siedono sul lettino; confidenziali)
FEDERICA – Vi parlo schietta…
LINDA – Sì, sì, dimmi…
FEDERICA – Il padrone del locale non ci sarà fino a domani, è partito. Ora: il fine settimana, ve l’ho detto, non si fa granché ma almeno quel minimo, lo deve pur trovare nella cassa…
LINDA – Giusto, giustissimo. Non ti preoccupare! Quanto pensi di dover mettere, in cassa?
FEDERICA – Che dire? Tra sabato sera e domenica mattina… poi le colazioni… e poi, avete visto, c’è pure un bel bagno…
LINDA – Ho visto, ho visto. Ma quanto?
FEDERICA – Poi… una mancetta per me? Non posso usare la stanza… per… per…
LINDA – Per “ballare”! Ho capito, ho capito bene… quanto?
FEDERICA – Facciamo… diciamo… 300 euro?
LINDA – Eh! Non ho tanto con me… (apre la borsetta) Tieni, ti do 200 dollari e l’accordo è concluso!
FEDERICA – Ma, ma, credetemi…
LINDA – Dai su… tra “ballerine” ci dobbiamo aiutare, no?
FEDERICA – E va bene, ma ci perdo…
LINDA – Su, su, vammi a recuperare il mio timidone, che provo a farmi un… antipastino. Se aspetto quella lumaca di mio marito, se ne passa un altro anno…
FEDERICA (prende da un cassetto una mascherina) – Ora vado. Che ne dite, gli faccio mettere questa? Magari vince la vergogna.
LINDA – Brava, brava… e poi, il mistero mi eccita! (Federica, dal separé rientra nel Cafè, dove la scena si illuminerà)
FEDERICA – Ehi, signorino, la smetti di comportarti come un coniglio? Vai di là che la tua bella non aspetta altro.
VICTOR – Non so… adesso che lei è qui… sono terrorizzato.
Siamo dei perfetti estranei, in realtà! Mi vergogno… e poi… e poi, ho già l’ansia da prestazione. Mi dico: e se non mi funziona il… il… insomma, hai capito. Che figura ci faccio?
FEDERICA – Colpa tua! Lo sapevi che io, per qualche amico speciale… in confidenza… posso anche fare qualche “piacerino”, persino gratis. Venivi dalla Fede e ti toglievi ogni preoccupazione. Tutto si impara con le brave professoresse… hanno le… esperienze occorrenti per l’insegnamento erotico…
VICTOR – Forse hai ragione… che devo fare?
FEDERICA – Ma vai, vai di là, che la signora pure è del mestiere…
VICTOR – Cosa vuoi dire, non capisco?
FEDERICA – Niente, niente… mi capisco da sola. A proposito, vieni, mettiti questa maschera, ti servirà!
VICTOR – E perché?
FEDERICA – E perché… e perché! Mettila, e basta. Ti aiuterà a sentirti meno imbarazzato; se arrossisci lei non se ne accorge…
VICTOR – Tu dici?
FEDERICA – Dico, dico. E poi…
VICTOR – E poi?
FEDERICA – Lascia perdere, finisce che ti imbarazzi ancora di più…
VICTOR – No, no: voglio sapere!
FEDERICA – Ti conviene. Pensa se arriva il marito all’improvviso? E se per caso è veramente tuo padre? Immagina che casino.
VICTOR – Hai ragione, hai ragione!
FEDERICA – E pure se ti scoprisse la tua spasimante…
VICTOR – Chi mo’?
FEDERICA – Ma sei davvero tonto? Come chi? Ma Giada, no? Se entra e ti trova con una donna quella ti uccide… come minimo.
VICTOR – Hai ragione, hai ragione…
FEDERICA – E vai, vai, adesso… che se no il “gelato” si scioglie…
VICTOR (confuso per l’emozione) – Veramente la signora voleva un aperitivo…
FEDERICA – E vai, vai, che appena arrivi di là se lo prende da sola, l’aperitivo.
VICTOR – Io non so più cosa pensare…
FEDERICA – E allora evita, evita di pensare e prova a: sco-pa-re!
VICTOR – Uffa! Mi confondi di nuovo… non mi pare il momento di fare le pulizie… e poi, perché dovrei scopare io?
FEDERICA – Scopare nel senso di fare sesso…trombare…capito? Mamma mia benedetta! Vai, vai, vattene in camera mia…
VICTOR – Ah… comincio da li? (Federica prende un bicchiere da un tavolino e fa il gesto di lanciarglielo dietro. Victor fugge verso il retro)
VICTOR – Hai ragione, hai ragione. Vado… (raggiunge la cameretta, Linda lo prende per mano e lo porta sul divano, iniziando a sedurlo. Tutto avviene nella penombra… poi spengono le luci…)
Scena 2
Nel Cafe entra Cornelio.
CORNELIO – Perdonatemi, signorina…
FEDERICA – Ah… professore, proprio lei. Dica, dica.
CORNELIO – Sapete, prima non potevo… c’era quella studentessa…
FEDERICA – Sì, sì… meglio perderla, quella pettegola.
CORNELIO – Bene, allora, molto bene.
Volevo chiedervi se avete visto mia moglie… ricordate? è una bella signora… un pochino, pochino più giovane di me.
Dovete sapere: noi avevamo un appuntamento proprio qui; un appuntamento di lavoro, naturalmente. (si guarda intorno) Ma, mi sbaglio o state chiudendo? Come è possibile?
FEDERICA – Oh, mio caro professore, non ve ne curate. Certo che ho capito chi è vostra moglie! Anzi, siamo diventate molto intime… infatti: so già tutto!
Il giovane che dovete incontrare “per lavoro naturalmente” è già arrivato! Vostra moglie gli sta dando “l’aperitivo”! (gli strizza l’occhietto) La camera d’albergo non serve più… darebbe troppo nell’occhio; le ho ceduto il mio appartamentino, sul retro. Intendiamoci, è piccino ma ci sono tutti i comfort… è pulito; è discreto; e poi c‘è un bel bagno grande…
CORNELIO (ascolta e si stupisce sempre di più) – Ma che è? Il telegiornale?
FEDERICA – Ma professore, non vi arrabbiate, potete stare più che tranquillo: io sarò muta… come una tomba!
CORNELIO – A me pare più una tromba…
FEDERICA – Che dite? Fidatevi di me… tra l’altro sto pure chiudendo il locale, solo per voi, per la vostra privacy.
CORNELIO – Sicuro? E lo puoi fare?
FEDERICA – Certo non potrei… ma per voi, per la vostra signora, lo faccio! Naturalmente, dovrò pur giustificare con il padrone che torna domani…
CORNELIO – Ho capito! Quanto vuoi?
FEDERICA – Beh, sapete… qualcosa deve pur trovare in cassa. Poi c’è la mia casetta; c’è un bel bagno sapete? Diciamo… 300?
CORNELIO – Dai, dai… eccoti 200 euro e non ne parliamo più!
FEDERICA – Ci perdo…
CORNELIO – Lascia fare, lascia fare… (si contorce un po’ e si tocca la pancia) Uhm, ma adesso dimmi, mia moglie è già di là?
FEDERICA – Sì, sì!
CORNELIO – E c’è pure il giovane?
FEDERICA – Sì, sì!
CORNELIO – E dove stanno?
FEDERICA – Sul letto!
CORNELIO – Ma tu guarda che put…
FEDERICA – Eh, che dite mai? Vostra moglie me l’ha detto che è stata ballerina…
CORNELIO – Altro che ballerina, adesso mi sente… e che diavolo (si contorce) … un po’ di decoro! (si agita) … un minimo di rispetto. (implorante) Hai detto che c’è un bel bagno?
