FEDERICA – Sì, sì! (Federica gli indica l’ingresso del suo appartamentino. Cornelio passa dal boccascena)
CORNELIO (alzando la voce) – Ma io non capisco! E che modi sono? (i due amanti, che stavano limonando, si staccano repentinamente)
LINDA – Mio marito…
VICTOR (è ancora mascherato, al pubblico) – Mio padre!
CORNELIO – Luce… luce! fatemi vedere cosa state combinando!
LINDA – Ma caro… eravamo d’accordo no, Cornelio?
CORNELIO – Cornuto, vorrai dire! Ma insomma… potevi aspettare un momento, cazzarola! Sono cose delicate! Io… io… adesso voglio vedere chi è… (si piega su se stesso) O madre mia! Il bagno… dov’è? Muoio! (scappa, esce di lato per chiudersi nel gabinetto)
FEDERICA (dalla porta) – Signò, mi spiace, non l’ho potuto trattenere…
LINDA – Va beh, a lui ci penso io… poi gli passa.
VICTOR – E io “trapasso”… quello mi uccide!
LINDA – Ma perchè? Non temere, è un uomo pacifico; fa la parte del geloso… ma non ti preoccupare… ci parlo io… vieni caro, vieni che mi hai messo il fuoco addosso!
VICTOR – Ma sei matta… io devo scomparire!
LINDA – Ma perchè? Non capisco! Lui si calma… è abituato…. mi vuole bene e ha piacere quando io sono contenta… sazia… lui è molto abituato…
FEDERICA – Alle corna…
VICTOR – Ma non capite? Cornelio è mio padre!
LINDA (trasalisce) – Cosa?
FEDERICA – Lo sapevo!
VICTOR – Scappo! (e fugge verso l’esterno)
LINDA – E adesso che gli dico a mio marito?
FEDERICA – E chi lo sa? Ora lo inseguo… potrei tentare di trovare una soluzione…
LINDA – Oh, sì, te ne prego… sono nelle tue mani. (estrae un’altra banconota dalla borsetta e la fa vedere a Federica, avida).
FEDERICA – (raggiante ed eroica) Troverò senz’altro una soluzione: a costo di cambiargli i connotati! (esce, intanto si abbassano le luci della stanzetta e si illumina la sala del Cafe)
Scena 3
VICTOR – Che pasticcio!
FEDERICA – Come facciamo? (Si sente bussare sui vetri dell’ingresso)
VICTOR – C’è qualcuno…
FEDERICA – Vado a vedere!
VICTOR – Mi raccomando, non far entrare nessuno. (Federica, invece, apre immediatamente) Esatto‼! (entra l’amico Amanda/Vincenzo)
FEDERICA – E tu che ci fai qui?
AMANDA/VINCENZO – Dov’è Victor? È successo un casino.
FEDERICA – Un altro?
AMANDA/VINCENZO – E quello chi è?
VICTOR – Sono io, non mi riconosci? (si mostra)
AMANDA/VINCENZO – E che ci fai mascherato? Mica è Carnevale.
VICTOR – Sono “quasi” rovinato!
AMANDA/VINCENZO – Perchè?
VICTOR – Mio padre ha scoperto “quasi” tutto.
AMANDA/VINCENZO – Se è per questo anche Giada ha scoperto tutto!
VICTOR – Adesso sono rovinato completamente!
AMANDA/VINCENZO – Voleva sapere come stavano le cose ed è venuta in camera mia, cioè… nostra.
FEDERICA – E tu, traditore, hai spifferato tutto.
AMANDA/VINCENZO – Peggio… lei ha ancora le chiavi. Quand’è entrata io non c’ero, ma il PC di Victor era acceso… così si è letta tutta le chat di “Pecorella”.
VICTOR – Mamma mia, e adesso?
AMANDA/VINCENZO – Adesso sta venendo qui…
VICTOR – Non la facciamo entrare!
AMANDA/VINCENZO – Sarebbe peggio, dice che farà una chiassata da far tremare il Conservatorio.
VICTOR – Sono perduto: non posso andare sul retro perchè mio padre mi uccide, non posso uscire perché Giada mi uccide…
FEDERICA – Aspettate, ho una mezza idea…
VICTOR – Salvami, te ne prego, giuro che farò l’amore solo con te…
AMANDA/VINCENZO – Salvalo… giuro che te lo cederò volentieri!
FEDERICA (li squadra) – Ma chi lo vuole? Questi son matti.
Ascoltate piuttosto: non c’è tempo da perdere! Tu, mettiti la maschera di Victor e tu, Victor, nasconditi sotto il bancone del Bar, c’è un vecchio cunicolo che porta dietro il letto della mia camera; sapete… per le emergenze!
AMANDA/VINCENZO – E perchè mi devo mascherare?
FEDERICA – Lo so io, tu non ti preoccupare…
AMANDA/VINCENZO – No, no, io invece mi preoccupo assai…
VICTOR – Hai sentito che ha detto? Obbedisci! (si toglie la mascherina e la tende verso Amanda/Vincenzo, si scambiano anche il giubbino)
AMANDA/VINCENZO – E se poi finisce male?
VICTOR – Hai sentito che ha detto? Non ti devi preoccupare!
AMANDA/VINCENZO – Sì ma io continuo a preoccuparmi… è più forte di me.
FEDERICA – E basta… non fare storie! (Bussano ai vetri. Victor scappa a nascondersi dietro il bancone. Federica spinge di malo modo Amanda/Vincenzo verso il retro)
AMANDA/VINCENZO – Aia! Che modi…
FEDERICA – E muoviti…
AMANDA/VINCENZO – Se non dovessi tornare, ricorda a tutti che sarò morto per amore!
FEDERICA – Sì, sì, non ti preoccupare. (si attenuano le luci della sala del Cafe mentre aumentano quelle dell’alcova di Federica. Amanda/Vincenzo, mascherato e con indosso il giubbotto di Victor, viene spinto nella stanza)
LINDA – Oh che tesoro! Come sei coraggioso: sei tornato!
AMANDA/VINCENZO – Io protesto, io…
LINDA – Certo, caro, che ci vuole un bel coraggio… cosa pensi di dirgli quando torna tuo padre?
AMANDA/VINCENZO – Ma quale padre?… io non ho padre, cioè, mio padre sta lontano.
LINDA (sempre sovreccitata) – Ah che bella notizia… allora vieni, mio eroe, riprendiamo da dove avevamo lasciato… (trascina letteralmente Amanda/Vincenzo sul lettino)
AMANDA/VINCENZO – Signora, c’è un equivoco…
LINDA – Ma vieni, vieni… non c’è nessun equivoco: mi ricordo benissimo, tu mi tenevi una mano qui; io ti stavo toccando qui… (Rientra Cornelio con aria trafelata)
CORNELIO – Mado’! E che c’era in quell’intruglio? Non sono mai stato così male! (si ricorda della moglie fedifraga) Ah, proprio voi. Ma non capisco, che modi sono? Linda, non ti vergogni?
LINDA – Ma di cosa poi? (intanto continua a palpare il suo ospite)
CORNELIO – Dico io, eravamo d’accordo: agire con cautela e circospezione.
Per prima cosa capire bene con chi avevamo a che fare. Discrezione, tanta discrezione!
LINDA – Oh mio signore… (continua a sbaciucchiare il giovane mascherato e intanto parlotta con voce roca per l’eccitazione) E chi più discreta di me? Nessuno sa nulla del nostro segreto!
CORNELIO – No. Solo mezzo Conservatorio.
LINDA – Agisco con la massima cautela…
CORNELIO – Come no? Appena arrivata già sei a letto con uno sconosciuto.
LINDA – E mi muovo con tanta circospezione… (agguanta stretto il suo “amante”)
CORNELIO – Sì, lo vedo… Insomma basta, adesso vi faccio vedere io! Adesso vado a prendere il mio revolver e… e… (si contorce, peggio di prima) Mamma mia, il bagno: dov’è quel bellissimo gabinetto! (scappa verso il wc)
AMANDA/VINCENZO – Aiuto… mi vogliono ammazzare!
LINDA – Ma no, che ti passa per la testa, mio delizioso bocconcino.
AMANDA/VINCENZO – Ma… ma… il signore; tuo marito…
LINDA – Cornelio.
AMANDA/VINCENZO – Ah, è Cornelio?
LINDA – Sì, sì… non ti devi preoccupare… Cornelio lo sa.
AMANDA/VINCENZO – Ah, Cornelio lo sa? E cosa sa?
LINDA – Che è cornuto, no?
AMANDA/VINCENZO – E il revolver?
LINDA – Mai avuto un revolver… tranquillo, è tutta scena, vuole solo salvare la faccia.
AMANDA/VINCENZO – Ma io ho paura… e poi…
LINDA – Ma non ci pensare, tu piuttosto, mio “strano” amico, mi spieghi come mai hai un seno così femminile e… conturbante?
AMANDA/VINCENZO – Ebbene, signora mia, (affanna un po’, eccitato dai continui toccamenti della donna), dovete sapere… io non sono un uomo!
LINDA – A no? E questo bel “funghetto”, nascosto nel “boschetto”?
AMANDA/VINCENZO – Non saprei… non lo uso quasi mai… Vi ripeto: non sono un uomo!
LINDA – Strano, perchè dal tuo funghetto si direbbe il contrario!
AMANDA/VINCENZO – Non so come sia successo, sarà la paura!
LINDA – Allora continua così…
AMANDA/VINCENZO – No, signora, io qua ho troppa paura…
LINDA – Meglio no?
AMANDA/VINCENZO – Ma quando mai?
LINDA – Uffa, e dove possiamo andare?
CORNELIO (dal bagno) – Tra poco esco… mi renderete conto… Non finisce qui!
AMANDA/VINCENZO – Lo vedi?
LINDA – Scappiamo allora…
AMANDA/VINCENZO – E dove? Ah, ho un’idea: proviamo a infilarci dietro il letto. La tenda sotto la pendola dovrebbe nascondere un cunicolo… (si abbassano e attraversano la tendina, proprio sotto il grosso orologio. Grande trambusto dal retro, mentre i due attori restano nascosti al Pubblico. L’illuminazione torna a privilegiare il salone, rispetto alla stanzetta, ora vuota. Giada è entrata; come una forsennata si guarda intorno, cercando tracce del suo amato Victor)
GIADA – Adesso basta, dove si nasconde?
FEDERICA (fa spallucce) – E io che ne so?
GIADA – Caccialo fuori o te ne faccio pentire!
FEDERICA – Ma tu sei pazza, che devo cacciare?
GIADA – Ah, sgualdrina… portami nella tua alcova. Credi che non lo sappia? Hai una stanzetta per esercitare il tuo mestiere di… di cortigiana.
FEDERICA – Ha parlato la santarella…
GIADA (si avvicina alla stanza, vi entra) – Ah, lo sapevo! Dove sei traditore? (guarda intorno ma non trova nessuno) Vi siete nascosti nel bagno, eh? (Si affaccia nel gabinetto)
CORNELIO (da dentro) – Ma come si permette? Fuori!
GIADA (fa un salto all’indietro e finge con una pantomima di tremare sulle gambe, si stringe la gola per simulare la mancanza di respiro) – Mi scusi… mi perdoni…
Mamma mia! Ma che è? S’è mangiata uova marce o la moglie con tutte le valigie?
FEDERICA (entra e si guarda intorno sorpresa ma poi si riprende subito) – Hai visto, cretina, che qua non ci sono?
