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Erotika
La perfetta Bar-lady · Cap. 2
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Capitolo 2 di 4 12 min di lettura

Atto Primo

Si delinea l'intreccio della commedia. I classici studenti squattrinati che imbrogliano il parente ricco per fare la pacchia...

Giovanna Esse
1 anno fa · 332 letture · 0

VICTOR (con un sorriso forzato) – Sì, sì, proprio così: una vecchia amica di famiglia!

GIADA (sospettosa) – E perchè deve cambiarsi nome?

VICTOR (scambiandosi occhiate con Amanda/Vincenzo) – Già, perché devo cambiare nome? Ecco… perché…

AMANDA/VINCENZO – Sicuro: perché… perché vuole capire se è veramente chi dice di essere, oppure si tratta di una trappola…

GIADA – Una trappola? Che trappola?

AMANDA/VINCENZO (prendendo tempo per inventarsi una scusa) – Ecco… e se la donna fosse un’impostora? Lo sai che il nostro Victor è di famiglia benestante. Oppure… e se si trattasse di una spia del padre? Una che vuole controllare Victor, che dovrebbe starsene a Napoli, a studiare Medicina, lo sai no?

VICTOR – Sì, proprio così: tutto come dice lui!

GIADA – Uhm… e quando la signora scopre che, il giovane Victor, adesso ha messo su due belle poppe? E che ha una depilazione da fare invidia a una ballerina di prima fila? E che usa il profumo Mitsouko di Guerlain come …

VICTOR – Impossibile! (indica gaudioso Amanda) Perché il mio impareggiabile amico si sacrificherà per me e, per questo weekend, tornerà a fare l’uomo!

GIADA – (perplessa) L’uomo?

VICTOR – L’uomo, certamente!

AMANDA/VINCENZO (molto titubante) – Ok… l’uomo, o quasi. (I tre giovani si guardano tra loro, studiandosi. Sembrano tutti poco convinti di quel castello di menzogne. Intanto, Federica sgattaiola fuori attraverso il “passaggio segreto” e ritorna in sala, dal bancone. Poi si avvicinerà al tavolino, reggendo un vassoio: sopra di esso un solo bicchiere, da Long drink; la ragazza si ferma e, non vista, vi versa una dose abbondante di una sostanza misteriosa, contenuta in un flaconcino)

FEDERICA (sfrontata, rivolgendosi a Victor, quasi cantilenando) – Ecco qua: per il signorino, un bell’Aperitivo “speciale”!

VICTOR (sorpreso) – Veramente, io non avevo ordinato niente…

AMANDA/VINCENZO – Beh, se è per questo, non ti preoccupare: lo paghi tu e lo bevo io!

GIADA – Che gentleman!

FEDERICA – E no, carini, state calmini… questo è per il caro Victor. L’ho pur detto che è speciale, no? (a Victor) Infatti, sono solo 100 euro… e ci mettiamo una bella pietra sopra.

VICTOR – Ma tu sei pazza…

FEDERICA – No che non lo sono. (ride sfrontata) Questo ti farà bene… con soli 100 euro, eviti che io ti rinfreschi la memoria: il paparino lontano; la nave scuola; la signora misteriosa… ti ricordi?

Solo 100 euro, e non devi neppure berlo: evitando questo elisir, mio caro, tu eviti un sacco di guai… ed io evito di rinfrescarti la memoria. Un vero affare, non ti pare?

AMANDA/VINCENZO – Che schifosa, guarda te…

GIADA – E cos’è questa storia? Quale signora? Quale nave?

VICTOR – Non ascoltare questa serpe… (poi, a Federica) Come osi, spiona, non ti vergogni di fare queste cose?

FEDERICA – Io? Tu dovresti vergognarti… alla tua età… ancora, ancora “vergine innocente”; e lasciamo perdere.

E comunque: se avevi deciso di combinare qualcosa, dovevi scegliere me, non una vecchia sporcacciona che nemmeno conosci!

E io, che ci sto a fare qua? Sono la vestale dell’Amore… faccio la felicità di tutti coloro che mi amano…

VICTOR – Ma come ti permetti?

FEDERICA – Mi permetto eccome… (civettando) non sai che questo tipo di “attività” fa parte delle mie tradizionali prestazioni? (posa il vassoio su un tavolo adiacente, poi si protende verso Victor, mimando il gesto di aprirsi la veste, oppure di alzare un poco la gonna, come per offrirsi a lui proprio come aveva già fatto Giada) Che c’è? Non ti piaccio?

VICTOR – Ma insomma, che avete oggi? È diventato un vizio?

GIADA (scatta in piedi e punta le unghie verso Federica, come una gatta pronta a graffiare) – Brutta prostituta schifosa… adesso ti… ti…

FEDERICA (ride sfrontata, ma scappa dal lato) – Non ti scaldare troppo, gattina… tanto il tuo Victor pagherà… o se pagherà… poi non ti permettere di chiamarmi prostituta perché io lo faccio per altruismo e, spesso, senza ricompensa… e poi, devo pure mangiare, no? (esce verso l’esterno)

GIADA (su tutte le furie) – Non scappare svergognata, ti faccio vedere io… (rivolta ai giovani) Con voi due i conti li facciamo dopo… (esce, per inseguire Federica)

VICTOR – Che casino hai combinato!

AMANDA/VINCENZO – Io? Ma che faccia di bronzo!

VICTOR (alzandosi) – Presto, fermiamole.

AMANDA/VINCENZO – Uff… aspetta almeno fammi bere l’aperitiv… (Victor lo trascina per un braccio) Con quello che ti costa!

VICTOR – Ma muoviti, non fare lo scemo. (escono)


Scena 4

Entrano: Cornelio, uomo anziano ma ancora piacente e Linda, bella milf-cougar truccata e appariscente. Trascinano un paio di trolley; sono stanchi del viaggio e irritati per l’accoglienza confusionale.

CORNELIO (gridando verso l’esterno, brandisce un ombrello) – Maleducati… e voi sareste degli studenti? Vergognatevi!

LINDA (spossata, siede al primo tavolo che trova) – Ma lascia perdere caro; tu hai ancora tutta questa forza? Mai più salirò su una corriera in questo paese arretrato. Devi fare presto a noleggiare un’auto… mi raccomando che sia comoda e spaziosa…

CORNELIO – Ma tu hai visto che scostumati? (poi, abbassando il tono) Spero proprio che il tuo “amico” non appartenga a questo genere di dissoluti…

Mi spiace solo di non avere avuto neppure il tempo di guardarli in faccia, quei diavoli. Per poco non mi scaraventavano per terra.

LINDA – Calmati adesso, caro, non ci pensare più, pensa piuttosto alla nostra avventura… Wow, non sto nella pelle, sono eccitata già prima di incontrarlo.

CORNELIO – Beata te che sei ancora giovane e focosa… Ma non c’è un cameriere? Ho una sete tremenda.

LINDA – Dai, dai che anche tu sei un grande maialino, quando sei in vena.

CORNELIO – E’ vero, è vero… è perché tu sei così eccitante, così assetata di piacere, tesoro mio. Purtroppo non posso accontentarti ogni volta come vorrei… ah, se avessi vent’anni di meno… (vede il bicchiere, ancora pieno, invitante e ghiacciato) Eppure, questo drink mi sembra intatto… sai che ti dico? (beve)

LINDA – Ma sei matto? Che ne sai cos’è?

CORNELIO (sorride e sorseggia con guasto tutta la bevanda) - Cos’è, o cosa non è… ti garantisco che è squisito. Ci voleva proprio!

LINDA – Qui non si vede nessuno, andiamocene a cercare il tuo alloggio; ricorda che più tardi ci sarà il nostro primo incontro… proprio qui. Che emozione.

CORNELIO – Mi raccomando: cautela, circospezione; io, in questo Conservatorio, ci devo insegnare. Ci vuole discrezione…

Facciamo così, dividiamoci: tu vai a cercare l’alloggio…

LINDA – E le valige? Non pretenderai…

CORNELIO – Ma no, certo, appena avrai trovato l’appartamento, manda un inserviente a prendere i bagagli. Glielo dici: Cafè Music, tanto è l’unico salone del Conservatorio. Non può sbagliare…

LINDA – Bravo, ottima idea… tanto qui chi vuoi che li tocchi?

CORNELIO – Io intanto cerco di dipanare il mistero di mio figlio. Ho mandato una lettera a Victor, per avvisarlo che finalmente tornavo in Italia… ma ancora non ho ricevuto risposta. Nell’Ateneo ci sarà pure un benedetto centralino?

LINDA – Tu e la tua mania di non usare un cellulare… è una fobia da vecchi!

CORNELIO – Hai ragione, gioia mia, ne compreremo uno al più presto: voglio l’ultimo modello! (Federica rientra da fuori: è scarmigliata e affannata per la corsa; si reca subito verso una parete, dove c’è uno specchio, per sistemarsi. Bada poco ai due nuovi clienti)

CORNELIO (segue con lo sguardo la ragazza) – Buongiorno, signorina, lei è del posto?

FEDERICA (continua a sistemarsi i capelli) – Eh… !

CORNELIO – Pensa che possiamo lasciare i bagagli qui, per qualche minuto?

FEDERICA – Eh…

CORNELIO – Bene, allora noi andiamo?

FEDERICA – Eh… !

CORNELIO – Ma questa sa dire solo “Eh”?

FEDERICA (spazientita) – Sì, sì. sì… lasciateli lì. Statevi bene.

CORNELIO – E statevi bene… ma io volevo solo… (ma ormai parla da solo, Federica si è già allontanata, uscendo dal lato)

LINDA – E andiamo, su, che si fa tardi.

CORNELIO - Ma io, io volevo solo…

LINDA – E si, abbiamo capito. Sii un poco più elastico… andiamo!

CORNELIO – E va bene, andiamo, ma sai che ti dico? Questo, più che un Conservatorio mi sembra una gabbia di matti!

Escono.

Fine atto …(oppure, se il regista lo preferisse, dissolvenza incrociata di luce con momenti di buio totale e prosecuzione.)

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Scritto da
Giovanna Esse

Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]

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