AMANDA/VINCENZO – Perché? È la verità!
FEDERICA – Infatti, chissà chi se l’è bevuto… (ride) poverino. (diventa melliflua) Ma veniamo a voi, i miei migliori clienti. (finge di accarezzare le loro teste)
VICTOR – È inutile… i 100 euro te li puoi scordare…
FEDERICA – Oh caro, e chi ci pensa più? Ora ne voglio 200… per parlare!
AMANDA/VINCENZO – Oh bella… prima volevi dei soldi per tacere… adesso vuoi essere pagata il doppio, per “parlare”? ma che razza di ricatto é?
VICTOR – Esatto! Io non ti do proprio niente, tu ti stai zitta… e tutti vissero felici e contenti. Ciao.
FEDERICA (si finge sulle sue e fa come per allontanarsi) – Va bene, va bene… sto zitta… vado… (calcando la mano) così, la mia “nuova” amica non incontrerà mai il “signorino” Victor… dato che, adesso, il loro incontro dipende solo da me. (i due amici ascoltano con maggiore attenzione)
Naturalmente starò zitta pure quando il padre del “signorino” Victor verrà a chiedere consiglio a me… tanto, io che ne so? Niente so!
E quando mi chiederà conferma? Quando vorrà sapere se questo bel giovanotto, unpoco stranetto, è veramente il suo adorato figliolo… pure devo tacere? Anche allora?
E no… su una cosa così non si potrebbe mentire: ma io taccio! E che ne so? Niente so! (Victor cerca di agguantarla ma Federica si sposta un poco, ridendo)
VICTOR – Vieni qua, serpe velenosa…
FEDERICA – E perché mai? Io non so niente e niente voglio sapere… (fa per allontanarsi, Victor la prende per un braccio e la trattiene) Eh, che modi… Ma come? Un signorino come lei, Victor… o no? Come ti chiami oggi bel “pastorello”? Victor o Vincenzino?
VICTOR – Vincenzo, Vincenzo! Non fare la scema… Vabbè, insomma, si può sapere dove vuoi arrivare?
FEDERICA – Adesso cominciamo a ragionare: voglio 200 euro e ti sto facendo lo sconto … anzi, ti salvo la vita per una cifra piccola, piccola. E non ci metto nemmeno il costo della “mancata” prestazione!
VICTOR – Ma quale prestazione? Io nemmeno te l’ho chiesta!
FEDERICA – Ah, di male in peggio!
AMANDA/VINCENZO – Lui non ha bisogno di te… c’ero io!
VICTOR – Statti zitto tu!
FEDERICA – Statti zitto tu! (Federica si guarda intorno, controlla che siano soli) Adesso smettetela, imbranati: tu (a Victor) prepara i soldi e tu (ad Amanda/Vincenzo) fai il tuo dovere ma parla il meno possibile. Lasciate fare a me… altrimenti finite male tutt’e due, casinisti come siete.
AMANDA/VINCENZO (a Victor, in confidenza) – A questo punto credo ci convenga…
VICTOR – Hai ragione, il tempo stringe… qui finisce male e io… rimango pure a bocca asciutta… Ah, la mia “Pecorella”…
AMANDA/VINCENZO – Non belerà mai…
VICTOR (a Federica) – E va bene, hai vinto: avrai i tuoi 200! (Federica, avida, tende subito la mano)
VICTOR – Calma, calma, adesso non li ho, posso darti un anticipo… diciamo 50!.
FEDERICA – Non se ne parla, almeno 100 euro.
AMANDA/VINCENZO – Non guardare me (a Victor) ho solo 35 euro in tasca…
FEDERICA – Affare fatto, 85 adesso e il resto domani.
VICTOR – A cose fatte.
AMANDA/VINCENZO – E che siano ben fatte.
FEDERICA – E che siano ben pagate! (ride, poi agguanta il denaro)
E adesso lasciate che io mi metta all’opera, monellacci. Tu (indica perentoria Victor), “Vincenzo”, seguimi nel retro, che ho una sorpresa per te!
AMANDA/VINCENZO – E io?
FEDERICA – Tu puoi aspettare qua, se vuoi, oppure va dove ti pare… il tuo “ragazzo” viene con me.
VICTOR – Non sono il suo ragazzo!
FEDERICA – Se, se… va bé. Seguimi, svelto! (attraversano la scena e raggiungono, frontalmente, la zona riservata a cameretta, come attraversando una porta, non visibile. L’ambiente, dove c’è già in attesa Linda, che dovrà comunque restare al buio)
Scena 5
Nel Cafe entra Giada e si ferma presso la porta.
GIADA – Il Rettore non poteva fare scelta migliore! Ma tu guarda la sorte… (rilegge un bigliettino che ha in mano) “Cara Giada, sia gentile, il signore potrebbe essere il padre del nostro Victor Smith, lo accompagni a cercare suo figlio. Grazie.”
Alla fine mi sono decisa: reggerò il gioco a quei due delinquenti… (contrita) Devo farlo; se il padre dovesse scoprire gli imbrogli del figlio, potrebbe decidere di rispedirlo a Napoli… e io… io perderei il mio Victor per sempre. (entra Cornelio, si guarda intorno)
CORNELIO – Oh, eccoci qua! Ma io qui già ci sono stato… e li, ho bevuto quell’intruglio: buono, sì, ma strano e infatti adesso mi sento tutto… tutto strano pure io.
GIADA – Siamo stati fortunati, signore.
CORNELIO – Dite? In che senso?
GIADA – Nel senso che Victor è qui. Sapete, nel fine settimana questo posto è poco frequentato.
CORNELIO – Bene, allora vediamo di chiarire questo equivoco. Io spero tanto che si tratti di una omonimia, il mio Victor è un giovane molto serio.
GIADA – Sì, sì, hai voglia!
CORNELIO – Prego?
GIADA – No, dicevo: certo, ha voglia di sistemare le cose!
CORNELIO – Sì, voglio sistemare tutto, anche perchè, più tardi ho un importante appuntamento...
GIADA (seccata) – Buon per lei.
CORNELIO (ricomponendosi) – Un appuntamento di studio, ovviamente…
GIADA – Ovviamente. (intanto Amanda/Vincenzo non fa caso a loro; è tutto impegnato a cercare di sbirciare cosa combina, nel retro, il suo amico Victor.
GIADA – Victor… Victor! (chiama)
AMANDA/VINCENZO – Una attimo, adesso lo vado a…
GIADA (calcando la mano) - Victor! Sei diventato sordoooo?
AMANDA/VINCENZO – Eh? Ah? Ah, sì, dimmi: io sono Victor!
GIADA – Che bella notizia…
CORNELIO – Come?
GIADA – No, dico: che bella notizia che mi abbia sentito. Il nostro caro Victor ha sempre la testa tra le nuvole.
AMANDA/VINCENZO – Sì, sì, proprio così. Ma che c’è?
GIADA – Ma come che c’è? Non riconosci questo signore? Non è forse tuo padre?
AMANDA/VINCENZO (finge di stupirsi) – Quale padre? Io non ho padre…
GIADA (al pubblico) – L’ho sempre pensato che era un figlio di…
AMANDA/VINCENZO – Voglio dire: mio padre non è qui, è lontano.
CORNELIO (guardandolo attentamente, si avvicina, ne studia il viso e poi le tette evidenti) – Veda signorina, per motivi di lavoro non incontro mio figlio da quand’era ragazzino… ma questo davvero non gli somiglia per niente.
GIADA – Lo dicevo io.
CORNELIO – Lei si chiama Victor?
AMANDA/VINCENZO – Per servirla, signore!
CORNELIO – Non è mai stato a Napoli?
AMANDA/VINCENZO – Giammai!
CORNELIO – Non ha mai conosciuto un giovane di nome Victor Smith?
AMANDA/VINCENZO – Victor Smith sono io, signore, e conosco solo me.
CORNELIO – E studia Medicina?
AMANDA/VINCENZO – No, io studio il dolce Flauto… lo suono divinamente… suono anche il Clarinetto! Il dolce Clarinetto… Ho pure il Mandolino, ma quello lo suonano i miei amici…
CORNELIO (a Giada) – Non è lui! (al giovane) E poi, si dice: Flauto dolce! E il Clarinetto dolce o dolce Clarinetto, non esiste!
AMANDA/VINCENZO – Dipende… (sogghigna)
GIADA – (a Cornelio) Bravo!
AMANDA/VINCENZO – Grazie!
GIADA – Non a te.
AMANDA/VINCENZO – Va bene. Arrivederci.
CORNELIO – Addio.
GIADA (sottovoce) – Muori! (tutti escono)
Fine atto …(oppure, se il regista lo preferisse, dissolvenza incrociata di luce con momenti di buio totale e prosecuzione.)
Com'è finora?
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