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Erotika
Da crisalide a pornostar · Cap. 2
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Capitolo 2 di 4 17 min di lettura

Sara Kiss

Primi passi nel mondo abbastanza puro e senza troppi compromessi del porno vissuto.

sesso italiano
2 anni fa · 404 letture · 1

Sono nuda davanti alla fotocamera. Le tette stanno su che è una meraviglia, merito della giovane età, i capezzoli duri che puntano verso l’alto. Più sotto la mia fighetta, quasi completamente rasata ad eccezione di un piccolissimo cespuglietto castano che sembra quasi indicare la via, è imperlata di goccioline che scintillano alla luce del faro. Mi fa girare e posso sentire i suoi occhi sul mio culo e sulla mie gambe. Sento gli scatti della fotocamera susseguirsi velocemente. Mi fa piegare all’avanti, aprire le gambe, stendere a terra, ogni volta una posizione differente e sempre più esplicita. 10 minuti dopo sembra soddisfatto del lavoro svolto, oltre che piuttosto eccitato da quanto posso notare lanciando un fugace sguardo al suo pacco, e mi fa riaccomodare seduta.“Ok Cristina. Questo lavoro è tuo. Sei perfetta. Hai un corpo stupendo, un visetto angelico e scommetto, e generalmente non sbaglio, che se presa dal verso giusto, riuscirai a tirare fuori una belva durante le scene di sesso. Che ne dici? Sali a bordo e sotto la mia guida aspiri a diventare un’attrice porno conosciuta in tutto il Mondo, rispettata, venerata e richiesta a tutte le feste di gala o torni a fare la cameriera e a servire caffè e toast per il resto della tua permanenza a Roma? Sta a te decidere”

Alla fine ci siamo. Il momento della scelta. Non si torna indietro. O sì o no. Non ci sono più forse o magari.

“Lo stipendio è di 200 euro a scena all’inizio, perché dovrai fare della gavetta con video o film a basso costo. Col passare del tempo si arriverà anche a 400 euro a scena con incentivi in base alle prestazioni richieste o al numero di attori impegnati. Se poi darai anima e corpo al lavoro e riuscirai a sfondare e a piacere al pubblico avrai film dedicati interamente a te, col tuo nome in prima pagina e qui parliamo di veri e propri contratti di migliaia di euro l’uno, senza contare tutta la linea di gadget e attrezzi fatti su misura del tuo corpo che verranno messi in vendita in tutti i sexy shop”.

All’improvviso quella ‘scalata al successo’ mi appare chiara in tutta la sua interezza e mi si stampa in mente come la via più facile per fare soldi e magari, perché no, anche divertirsi. Complice l’eccitazione non ci sto a rimuginare sopra troppo.

“Accetto” Dico tutto d’un fiato per evitare tentennamenti o cambi d’idea improvvisi. “Ottimo! Ottimo! Allora su! Fammi vedere come te la cavi sotto i riflettori”

Si dirige verso la porta, la socchiude appena e si rivolge a qualcuno lì fuori:“Carla, per piacere mandami Gianni” “Subito”

Non afferro al volo la situazione. Mi risulta tutto chiaro quando il Gianni di cui parlava Roberto entra nella stanza. Completamente nudo. Per un attimo rimango esterrefatta, ma poi ricordo di essere completamente nuda anch’io. Non sembra essere un gran problema da quelle parti. Il mio sguardo ricade subito e inevitabilmente sul suo cazzo a penzoloni. E’…grosso. Di un rosa candido, molto pulito, con una nera peluria curata ed una cappella che fa capolino dal prepuzio tirato.

“Cristina-Gianni, Gianni-Cristina. Ottimo! Adesso vi conoscete. Gianni, Cristina qui è una nuova attrice e volevo vedere un po’ come se la cavava ripresa da una telecamera, ci sono problemi per te? Hai tempo?”

“Nessun problema Robby, quando vuoi” La sua voce è profonda, quasi radiofonica.

“Ok, Cristina. Rilassati e scollega il cervello. Non è un esame, prendilo come un test per vedere qual è il tuo grado di preparazione. Se poi, in qualsiasi momento, ti voglia fermare me lo dici e amici come prima” 

Prende la telecamera e la smonta dal treppiedi, infilandone la guaina nella mano destra e regolandone la posizione con la sinistra. Gianni si siede accanto a me sul divano, mi sorride in maniera rassicurante e comincia a baciarmi il collo. Sono nuda, con un perfetto sconosciuto che mi sta approcciando per scoparmi ed una telecamera mi sta filmando. Istintivamente chiudo le gambe e rimango immobile e insensibile ai baci dell’uomo. “Rilassati Cri, è tutto apposto. Lasciati andare” mi fa Roberto da dietro l’obbiettivo. Provo a fare come dice e, poco a poco, mi lascio andare. Comincio a ricambiare i baci di Gianni e le nostre bocche si incontrano, così come le nostre lingue. Il blocco allo stomaco comincia a sciogliersi e contemporaneamente anche le mie resistenze si fanno più blande. Gianni passa alle tette, ci si fionda praticamente. Ci butta la faccia dentro e comincia a leccare e succhiare, a mordicchiare e spremere. Sa quello che fa e si sente. C’è la tipica tensione sessuale spinta all’accesso dei film porno e devo dire che non mi dispiace.“Hai due tette magnifiche Cristina” mi fa prima di ributtarcisi dentro come un bambino. Il mio respiro si fa più pesante. L’eccitazione precedentemente smorzata si riaccende con maggiore impeto. Mi fa stendere sulla schiena e scende piano a piano a leccarmi tutto il corpo. Ora tortura l’ombelico e continua a scendere. Si ferma ad annusare il cespuglietto prima del Paradiso e sembra inebriato da quell’odore. Molto scenico. Quindi, scende ancora, mi va a leccare le gambe e l’interno coscia. Rimandando il contatto con il mio sesso per aumentarne il desiderio. La sensazione di calore che mi trasmette mi avvolge tutta. Piano piano, quasi con paura, risale su e arriva alle porte del mio piacere. Allarga le grandi labbra con le dita, quindi si umidifica il medio con la saliva e lo passa lungo tutta la lunghezza di quel frutto. Si ferma sul clitoride e comincia a massaggiarlo delicatamente. Sa dove deve toccare, sa come deve fare, è stupendo. Allargo le gambe inconsciamente ed i suoi tocchi si fanno più decisi. La lingua comincia a giocare con tutto ciò che trova sul suo cammino, con grazia, ma al tempo stesso con decisione. Lappate a piena lingua su tutta la figa si alternano a piccoli colpetti al clito e a decisi affondi quasi come se volesse penetrarmi con la lingua. Il piacere mi avvolge e dal basso ventre si estende a tutto il corpo.

“Gemi pure Cri. Non ti devi trattenere.” Eseguo immediatamente e accompagno l’esperto lavoro di lingua di Gianni con gridolini e gemiti di pura estasi. Riapro gli occhi e mi trovo la telecamera che mi fissa, probabilmente in un primo piano della mia faccia deformata dal piacere. Non me ne curo. Sono troppo presa dal momento per preoccuparmi di quello che mi circonda. Comincio a giocare coi miei capezzoli e massaggio le tette. Sembrano passate delle ore quando si stacca da me e si alza. Noto solo ora che il cazzo è in tiro. Tutte quel leccare e succhiare l’hanno risvegliato ed ora reclama attenzioni. Saranno 18-19 centimetri di carne. Un cazzo davvero notevole, che svetta dritto verso di me come si mi avesse scelta come sua prossima preda. Le palle sono gonfie e proporzionate al palo che sorreggono e il resto del corpo di Gianni è muscoloso e aitante. Lo voglio. A questo punto non desidero altro. Sono in ballo, balliamo! Mi butto in ginocchio. Lo prendo in bocca e comincio a spompinarlo. Lecco, succhio e assaporo tutto. Facendo bene attenzione ad esasperare i suoni di risucchio e ad utilizzare quanta più saliva possibile. Mi sento una puttana ed il solo pensiero mi inonda la figa di caldi umori. Ho deciso che se devo essere puttana per un giorno tanto vale esserlo completamente e fino in fondo. Mi stacco solo per guardarlo negli occhi o per lasciare che un filo di bava si stacchi e colleghi la mia bocca alla cappella lucida, come ho visto fare nei pochi film porno che ho guardato. Quindi torno ad imboccarlo completamente e cerco di ingoiarlo il più possibile, fino a che non mi sento strozzare. Altra bava fuoriesce abbondantemente dalla mia bocca, andando ad imbrattare il cazzo ed il tappeto sotto di noi. Succhio tutto assaporando quell’odore di sesso inebriante e passo a leccargli le palle. So che agli uomini piace. Mi abbasso di più, quindi, fino a raggiungere quelle palle gonfie e coperte da una leggera peluria, come il resto del membro di Gianni. Intanto con la mano continuo a segare quel cazzo magnifico. Vedo la telecamera di Roberto inquadrarmi da sotto le gambe di Gianni, in un inquadratura che prende la mia bocca che si muove frenetica sulla palle e i miei occhi che non si staccano mai dal cazzo dell’uomo.

Prima di andare avanti…

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Cap. 3

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