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Erotika

Scopriamo i segreti di William Casanova

Per i vincitori del concorso estate, l'intervista con gli autore che ha partecipato al nostro gioco estivo, per William Casanova, nostro assiduo scrittore la doverosa intervista per sapere di più su di Lui, risultato tra i "beniamini" delle nostre lettrici e lettori. Racconto con cui ha partecipato e vinto: "Scoparmi la zia è il mio sogno"

Giovanna Esse
· 9 min di lettura · 13 letture

Dieci domande + 1 a: William Kasanova

1 - Ci racconti quando e come hai iniziato a scrivere racconti erotici? Avevi mai scritto altro prima, magari storie di tipo tradizionale, poesie o altro?

Sono sempre stato affascinato dalla letteratura, fin da piccolo. All’età di sette anni avevo iniziato a scrivere un racconto con protagonisti i miei peluche in cui avrebbero vissuto avventure incredibili, ma non sono mai andato oltre la seconda pagina. In seguito, mi sono dilettato in fumetti, ma ammetto che non avevo idea di come si scrivesse una storia anche solo decente: usavo quelle dei cartoni animati che vedevo in tv e la cosa non mi soddisfaceva.

Alle superiori, quando riuscii a convincere mio padre a prendermi un computer, con l’intenzione di imparare la posizione delle lettere sulla tastiera (cosa che feci in realtà con i videogiochi, difatti so benissimo dove si trovano i tasti W, A, S e D) iniziai a scrivere un ambizioso romanzo di fantascienza che non portai mai a termine. Di tanto in tanto, mi dilettavo anche con i miei primi racconti erotici, principalmente fanfiction di pessima qualità che abbandonavo dopo la prima scena sessuale che si concludeva con le mani lontano dalla tastiera.

Infine, una decina di anni fa, spinto dal desiderio di mettere su carta (schermo, in realtà) delle fantasie sessuali su alcune ragazze che frequentavano la mia palestra, scrissi il primo racconto che poi pubblicai, riscuotendo un discreto successo (che ho ripubblicato anche su questo sito con il titolo “Ammanettato al letto”). Lo seguì un altro, ambientato nel mondo del tennis (tra l’altro, con le medesime protagoniste), e anche questo non andò troppo male.

Attualmente stendo racconti erotici con l’intento di esercitarmi negli argomenti che studio sulla scrittura creativa (ognuno, a parte un paio che sono semplici sfizi personali, ha qualche elemento su cui sperimentare: l’uso di modelli narrativi, sottotesto, dialoghi, ecc…), pubblicandoli nella speranza di ricevere consigli su come migliorare e, al contempo, di divertire ed eccitare chi li legge.

2 – Esperienze di vita reali! Allora: quali hanno ispirato e influenzato la tua scelta di narrarle attraverso le storie erotiche?

Bella domanda. Penso di poter dire di aver preso spunto da eventi che ho vissuto a scuola per la creazione di personaggi timidi, poiché a quei tempi ero un ragazzino educato e schivo, che temeva di mettersi in mostra per paura del giudizio altrui (poi anni di palestra e combattimento corpo a corpo mi hanno reso il mezzo criminale che sono adesso…). Anche diverse esperienze durante l’escursionismo mi hanno permesso, e costretto, di scrivere racconti ambientati in montagna.

Ma suppongo che la domanda abbia un intento più malizioso: ho attraversato un periodo durante il quale, incomprensibilmente, avevo un certo successo con il genere femminile, soprattutto con le ragazze che frequentavano la palestra o krav maga, e parecchie sono passate sotto le coperte del mio letto (o io ho scaldato i loro). Ritengo di avere una discreta conoscenza di varie “tendenze” sessuali femminili, alcune delle quali più orientate a quello che definiscono vanilla e altre più estreme, esperienze che cerco di usare nella scrittura di racconti erotici.

Poi, nella creazione di racconti e libri, il sesso lo uso principalmente per descrivere la personalità dei personaggi, il loro rapporto a livello sociale e l’evoluzione degli stessi attraverso il cambiamento del loro modo di fare l’amore.

3 – Hai qualche “asso nella manica”? Per esempio uno stile tutto tuo, o delle peculiarità che ritieni facciano la differenza?

Mi piace credere che le mie storie, con uno stile di scrittura a penetrazione profonda (quelli bravi la chiamano “focalizzazione”, ma dato il contesto in cui ci troviamo userò l’altro nome della tecnica – e sì, il mio libro ambientato durante la festa prende il titolo proprio da questo), facciano vivere al lettore le sensazioni che prova il personaggio, anche e soprattutto durante i rapporti sessuali, in alcuni casi trasposizioni (non proprio fedelissime, eh…) di mie avventure tra le coperte. Spero poi che la trama e il mio tentativo di dare una profondità psicologica aumenti il coinvolgimento del lettore. In più, buona parte dei libri e dei racconti sono ambientati nella stessa cittadina immaginaria, così che i lettori fedeli possano ritrovare eventi del passato e personaggi già incontrati ricomparire o avere effetto su eventi successivi.

4 – Le tue storie sanno emozionare, eccitare: ci racconti cosa provi quando scrivi? nel sapere di essere letto, magari mettendo a nudo la tua intimità, davanti a tanti lettori e lettrici?

Per prima cosa, l’atto di scrivere, ma anche quello di creare qualsiasi cosa, dal programmare al fare la grafica per le copertine, mi svuota la mente e calma l’anima. Ci sono giorni che al lavoro non riesco a credere di non trovarmi davanti ad una tastiera a dare vita a racconti.

Ma ovviamente, essendo uno scrittore di narrativa erotica (pornografica, più che erotica), oltre a soddisfare il desiderio del lettore di trovare una storia avvincente, voglio che, beh, ad allungarsi non sia solo il sorriso ma anche altre parti del suo corpo e che, arrivato alla fine del racconto o del capitolo, abbia un certo dolorino al braccio o le dita umide. In fondo, al pari di uno scrittore di horror che spera di spaventare i suoi lettori ed uno di avventure di affascinarli, io sogno che le mie storie possano portare ad un profondo piacere sessuale, in solitario o, come mi confessarono alcuni via e-mail, con il partner.

5 – “Dal dire al fare”: scrivere ti ha portato a interagire o incontrare sul web o nella vita reale qualcuno dei tuoi lettori/fan?

Ho conosciuto su Internet alcuni miei lettori e lettrici negli anni. Alcuni di questi sono stati solo incontri di breve durata, con altri ho passato molto tempo a interagire via chat. Alcune persone sono curiose, altre simpatiche, da cui ho imparato molto (e a cui ho rubato alcune esperienze che ho poi messo nelle mie storie). Alcuni di questi sono scrittori che si trovano anche su questo sito e che hanno partecipato al concorso nel quale non hanno avuto il debito riconoscimento per il loro impegno.

Dal vivo, invece, no, per quanto, anni fa, abbia intrattenuto per qualche mese un rapporto telefonico con una mia entusiasta lettrice.

6 – Che rapporto hai con la masturbazione? E, se la pratichi, che tipo sei: da sveltina sotto la doccia o da raffinato rito con l’ausilio di oggetti del piacere? Da soli o in coppia?

Suppongo di essere la prova vivente che la teoria secondo la quale la masturbazione renda ciechi sia una balla. Vado molto a periodi, alcuni dei quali sono praticamente in astinenza e altri in cui posso smettere di fare sollevamento pesi tanto uso il braccio fuori dalla palestra. Confesso che non è mai stata una pratica che abbia cercato nelle mie partner, per quanto apprezzi praticarla a loro.

Nonostante sia curioso sull’uso di sex toys maschili, credo che nulla possa battere un fazzoletto alla fragranza di eucalipto, che ti ustiona il naso se lo usi se sei raffreddato, ma impiegandolo mentre pensi a quale modella usare come ispirazione per la prossima protagonista di una storia erotica è qualcosa di fantastico.

7 – Qualche domanda allo scrittore (che immaginiamo caldo e sensuale): ti descrivi, per noi… con sincerità e dovizia di particolari, magari anche piccantini?

Sono alto un metro e ottanta abbondante, capelli castani, occhi castani e verdi, corpo muscoloso ma senza esagerare (il tempo per andare in palestra tutti i giorni è passato, ahimè). Lì sotto… beh, le uniche lamentele riguardano che mi depilo poco (soprattutto dall’infermiera che mi ha rasato in vista dell’operazione all’appendicite), ma su questo argomento ho abbondanti e dettagliate descrizioni in alcuni miei racconti dove sono protagonista (a proposito della domanda successiva riguardo all’esibizionismo).

Amo la lettura, che spazia dai classici ai racconti più moderni (sono consapevole che intervallare Dostoevskij a Dungeon Crawler Carl può sembrare strano, ma è la vita), e i saggi di fisica, psicologia e narratologia; l’escursionismo è una delle mie più grandi passioni e sono recentemente uscito dal tunnel della fotografia. Anni passati con una ragazza che amava il cinema me l’ha reso insopportabile, e l’unico periodo durante il quale sono tornato a frequentare le sale era per provarci con la fanciulla che vendeva i pop corn. Ascolto, soprattutto mentre scrivo, musica classica, sinthware, colonne sonore e dialettale.

8 – Da 1 a 10: quanto sei esibizionista? E se sì, come lo manifesti? Oppure: quanto ti piace guardare… hai mai spiato provando piacere?

Se me lo chiedessi adesso, ti risponderei 0, perché ho cancellato ogni mio profilo social e andrei a vivere in un alpeggio, ma poi penso che ho un paio di racconti più o meno lunghi dove descrivo letteralmente il mio batacchio nei minimi particolari, quindi sarei ipocrita a dare una risposta simile. In quanto scrittore di narrativa erotica, penso che un sottofondo di esibizionismo mi sia rimasto.

Ma nulla a che vedere con il periodo tra i miei venti e i venticinque anni, in cui… beh, diciamo che l’unica cosa che mi mancava era solo la spiaggia nudisti. Non dico 10, ma eravamo comunque sopra il 5, e parecchio, anche con nudismo in luoghi appartati ma non troppo e sesso all’aperto.

9 – Tieni la tua attività di scrittore totalmente privata? E se no chi, tra le amicizie o in famiglia sa di questo lato erotico creativo?

Credo che l’unica persona davvero a conoscenza della mia produzione di narrativa erotica sia una mia ex, che ho trascinato con me nel lato oscuro (più rosso che oscuro) della scrittura, e che, dopo aver revisionato alcuni miei racconti e libri, si è dedicata anche lei a questa pratica, spinta dal desiderio di dare fondo alle sue fantasie segrete. In fondo, come impedire a qualcuno di spifferare un tuo crimine se non rendendolo tuo complice?

Al lavoro, ho accennato la cosa un paio di volte ai colleghi, ma, conoscendomi per le mie battute, non penso mi abbiano prestato fede. Beh, quando Brazzers si comprerà i diritti di un mio racconto e vedranno il mio nome come sceneggiatore in un video, si dovranno ricredere.

10 – Ancora più a nudo, se ti va: che rapporto hai con le perversioni? Ne hai mai sognate, ne hai mai praticate, e se sì, cosa hai provato a oltrepassare il limite?

Tra i venti e i venticinque anni ho dato sfogo a tutto quello che non avevo soddisfatto nel periodo precedente: sesso a tre, un’orgia, sesso filmato, sesso via chat (tra l’altro usando il telefono di mia cugina fingendo di essere lei: si è meravigliata di essersi trovata 50 euro di credito la mattina dopo), sesso all’aperto. Conclusioni tratte a venticinque anni: se sei una donna e fai sesso con due o tre uomini può essere una delle cose più belle al mondo, se sei un uomo con due donne è una delle esperienze più deprimenti; l’orgia è stata la cosa che più si avvicina alla farsa, il sesso via chat mi annoia e, figa, quanti dannati insetti ematofagi vivono in un prato?

Negli anni ho capito che preferisco del sesso un po’ rude con la ragazza che amo, magari sottomettendola, e il dirt talk, preceduto e seguito da massaggi, sesso orale e coccole, e poco altro. Se ho voglia di fare qualcosa di più estremo, ho sempre la possibilità di viverlo con una tastiera.

E adesso… un Plus, uno spazio libero tutto per te:

Come ti piacerebbe “firmare” per salutare ammiccando a chi legge le tue storie?

Ok. Sono certo che vi aspettate qualcosa sul sesso, su quanto sia bello, su cosa significhi la libertà e via discorrendo, e invece condivido quello che più ho imparato in anni di scrittura: l’arte, che sia scrivere sciocchi racconti di gente che si ingroppa, dipingere epici quadri, comporre musica classica o fotografare tramonti con un dito nell’inquadratura, è una delle attività che meglio scarica tutta la merda che la continua usufruizione di televisione, radio, video e giornali getta nella nostra mente. La vostra salute mentale ringrazierà. Iniziate oggi anche se non siete in grado, ma poi, soprattutto per rispetto verso i vostri lettori, studiatevi un po’ di narratologia: oltre a scrivere meglio, vi farà apprezzare molto di più i libri che leggerete in seguito.

Scritto da
Giovanna Esse

Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]

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