La sega perfetta
Introduzione
Con le mani giuste, un ritmo sapiente e una buona dose di complicità, può trasformarsi in un’esperienza profonda e travolgente per entrambi. Ecco una guida dettagliata e sensuale per chi vuole regalare al proprio partner un piacere intenso e prolungato.
Esecuzione
Distendi il tuo uomo sul letto o su un morbido tappeto, in uno stato di completo relax fisico e sensoriale. L’ideale sarebbe un prato o una spiaggetta isolata, ma anche la camera da letto va benissimo se l’atmosfera è calda e priva di distrazioni.
Tu ti posizioni in ginocchio tra le sue cosce, tenendole ben aperte. Puoi restare vestita, ma devi scoprire completamente il seno: lui deve vederlo bene, perché presto capirai quanto questo dettaglio sia fondamentale.
Dopo aver abbondantemente lubrificato il suo cazzo con saliva o gel, inizia a strofinarlo con il palmo della mano sulla pancia. Man mano che lo senti ingrossarsi e indurirsi sotto il tuo tocco, chiudilo nel pugno e inizia il lento, ipnotico movimento su e giù: la classica handjob.
Ogni cazzo ha le sue esigenze
Per i cazzi molto piccoli è più comodo usare tre dita: indice e medio sulla parte anteriore, pollice che stringe il dorso. Per quelli molto lunghi, una mano sola non basta: usa entrambe. Una avvolgerà la cappella e la parte superiore, l’altra lavorerà alla base, vicino alla radice.
Per i cazzi di misura media, mantieni sempre la cappella fuori dal pugno. Il movimento su e giù, con l’anello formato da indice e pollice, stimolerà continuamente il frenulo e la corona, regalando un piacere più intenso.
I cazzi non circoncisi offrono uno spettacolo visivo ancora più eccitante: il prepuzio che scivola ritmicamente avanti e indietro, coprendo e scoprendo la cappella che si gonfia e pulsa nel tuo pugno stretto.
La mano deve muoversi con un ritmo costante, senza rallentamenti o accelerazioni brusche nella prima fase. Il braccio che si muove farà sobbalzare ritmicamente il tuo seno: questo dettaglio visivo aumenterà enormemente la sua eccitazione.
Mantieni il ritmo costante per qualche minuto. Solo dopo potrai inserire rallentamenti e accelerazioni mirate, sempre tenendolo in tensione. Quando inizierà ad ansimare, le gambe e il corpo gli tremeranno e le prime gocce di precum inizieranno a bagnarti la mano, saprai che l’orgasmo si sta avvicinando.
Tempi e modi della sega
Alcuni uomini richiedono una masturbazione molto lunga (anche oltre i 15 minuti). In quel caso, se il braccio si stanca, passa all’altra mano senza mai perdere il ritmo. Nella maggior parte dei casi, però, bastano 3-5 minuti di una buona tecnica per portarlo al limite.
Nella mano sentirai chiaramente la sborra risalire lungo il canale, con contrazioni sempre più ravvicinate e potenti. È il momento di accelerare: colpi netti, decisi e profondi, fino a quando esploderà in schizzi violenti, come lava da un vulcano.
In quel preciso istante lui ti chiederà di fermarti, perché continuare gli procurerebbe solo dolore. Se però l’hai legato e non può muoversi, potrai decidere di proseguire nonostante le sue suppliche. Il cazzo diventerà floscio, ma continuando la stimolazione il dolore si trasformerà presto in un nuovo, intenso piacere. Tornerà semi-duro e potrà eiaculare ancora.
Conclusioni
Una brava masturbatrice è come una brava mungitrice: tecnica, ritmo e sensibilità fanno la differenza. Purtroppo è riduttivo definire la masturbazione un semplice preliminare. Si tratta di un vero e proprio atto sessuale autonomo, con una storia millenaria nelle tradizioni erotiche orientali. In Oriente, e in alcuni Paesi del Nord Europa, esistono ancora scuole dove le coppie imparano quest’antica arte della sola stimolazione manuale, senza giocattoli né altri aiuti: solo mani, pelle, respiro e desiderio.
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