«Dopo», rispose lei. E gli abbassò di nuovo i pantaloni.
Questa volta non si limitò a succhiarlo. Lo prese in gola, lo fece sbattere contro il palato, gli massaggiò le palle mentre lo pompava. Quando sentì che stava per venire si fermò, si alzò e lo baciò con la bocca ancora piena del suo sapore.
«Vieni.»
Lo portò nella camera degli ospiti. Chiuse a chiave. Si spogliò lentamente davanti a lui, lasciando che la guardasse: seni sodi, capezzoli già duri, figa rasata e già lucida. Luca la spinse sul letto, le aprì le cosce e le leccò la figa con fame, spingendo la lingua dentro, succhiandole il clitoride finché lei non cominciò a tremare. Poi si alzò, si tolse i vestiti e le mise il cazzo sulla fessura, strofinandolo su e giù senza entrare.
«Vuoi questo cazzo?»
«Sì… mettilo dentro…»
«Chiedilo bene.»
«Scopami… voglio il tuo cazzo nella figa…»
Luca entrò con un colpo secco. Giulia emise un gemito lungo. Lui iniziò a scoparla con spinte profonde e ritmate, tenendole le gambe aperte. Il suono umido riempiva la stanza. Dopo un po’ la girò a quattro zampe, le diede uno schiaffo sul culo e riprese a fotterla da dietro, più forte.
«Cazzo quanto sei troia… ti piace prendere il cazzo mentre il tuo fidanzato è nell’altra stanza?»
«Sì… più forte… riempimi…»
Luca accelerò, le tirò i capelli, le diede altri schiaffi leggeri sulle chiappe. Quando venne lo fece dentro, spingendo a fondo e tenendola ferma mentre la sborra calda le riempiva la figa. Giulia venne subito dopo, contraendosi a scatti.
Si rivestirono in silenzio. Quando uscirono, Marco stava ancora in bagno.
V. Il gusto del proibito
Dopo quel pomeriggio i loro incontri divennero sempre più frequenti e sempre più sporchi.
Una mattina, durante la seduta, mentre Marco era concentrato su un esercizio di forza, Giulia si chinò accanto a Luca come per aiutarlo e gli strinse il cazzo attraverso la tuta.
«Sei già duro», sussurrò.
«Giulia, cazzo…»
«Stasera voglio che mi scopi sulla scrivania. E voglio che mi vieni in bocca.»
Quella sera, appena Marco si addormentò, lei mantenne la promessa. Si chiuse in camera degli ospiti con Luca, si inginocchiò e lo succhiò a lungo, guardandolo negli occhi, fino a quando lui le sborrò in gola. Lei inghiottì tutto, poi si alzò, e dopo poco vide che Luca era ancora pronto, allora si piegò sulla scrivania e si fece prendere da dietro. Luca la scopò con forza, tenendola per i fianchi, dicendole cose sporche:
«Che puttana sei… ti fai fottere in casa mentre il tuo fidanzato dorme… ti piace il cazzo, vero?»
«Sì… scopami… più forte…»
Un altro pomeriggio andarono ancora oltre. Marco era in soggiorno a guardare la televisione, a pochi metri dalla porta socchiusa. Giulia e Luca erano in camera. Lei era seduta sul bordo del letto, le gambe aperte, e Luca le leccava la figa lentamente. Ogni tanto lei gemeva un po’ troppo forte e lui le metteva una mano sulla bocca. Poi la fece girare, le mise due dita nel culo mentre la scopava e lei venne così, mordendosi un labbro per non gridare.
Il rischio di essere scoperti li eccitava entrambi. Più Marco era vicino, più Giulia si bagnava.
VI. Gli occhi di Marco
Marco cominciò ad accorgersi.
Giulia era più allegra, più curata, più luminosa. Sorrideva troppo spesso a Luca. Una mattina la vide guardarlo non come si guarda un fisioterapista, ma come si guarda un uomo che si desidera. Quella notte restò sveglio a lungo.
VII. La scoperta
Fu un giovedì pomeriggio.
Marco finse di dormire. Sentì i passi, la risata bassa di Giulia, la voce di Luca. Si mise sulla sedia e si avvicinò alla camera degli ospiti. La porta era socchiusa.
Li vide.
Giulia era a quattro zampe sul letto, nuda, il culo alto e rosso di schiaffi. Luca dietro di lei la stava scopando con spinte lente e profonde, tenendola per i fianchi. Il suono era umido, ritmico. Lei gemiva a denti stretti mentre lui le diceva:
«Apri bene questo culo… prendi tutto il cazzo…»
Marco rimase immobile sulla soglia. Il cuore gli batteva forte, ma non di sola rabbia. Qualcosa di confuso e oscuro gli si era acceso tra le gambe. Il cazzo cominciava a indurirsi.
Giulia lo vide per prima. Si irrigidì. Luca si fermò.
«Marco…»
VIII. Il desiderio e la vergogna
Luca si rivestì e se ne andò.
Marco e Giulia rimasero soli. Lei cercò di spiegarsi. Lui ascoltò in silenzio. Poi disse solo:
«Voglio sapere tutto. Ogni dettaglio. Come ti toccava. Come ti scopava. Cosa gli dicevi. Se ti veniva in bocca o in figa.»
Giulia, dopo un’esitazione, cominciò a raccontare. E mentre parlava, vide che Marco aveva il cazzo duro sotto i pantaloni e che una mano gli era scesa quasi inconsciamente a toccarlo.
IX. La proposta
Nei giorni successivi Marco non riuscì a scacciare le immagini. La gelosia c’era, ma c’era anche qualcos’altro: un’eccitazione sporca, umiliante e irresistibile. Una sera le disse:
«Voglio vedervi. Voglio essere presente. Voglio guardarti mentre lui ti scopa. E voglio che tu mi guardi mentre lo fai.»
Giulia lo fissò a lungo. Poi annuì.
X. La nuova regola
Luca tornò un sabato sera, questa volta invitato.
Parlarono a lungo. Poi Giulia si alzò, prese Luca per mano e lo portò in camera. Marco li seguì con la sedia a rotelle.
Giulia si spogliò lentamente davanti a entrambi. Si inginocchiò tra le gambe di Luca e gli succhiò il cazzo tenendo gli occhi fissi su Marco, facendo rumore, lasciando che la saliva gli colasse sulle palle. Poi si mise a quattro zampe sul letto, guardando il fidanzato.
«Vieni a scoparmi», disse a Luca. «Voglio che lui veda tutto.»
Luca le entrò dentro con un gemito basso e iniziò a fotterla con spinte profonde. Marco impugnò il cazzo e iniziò a masturbarsi lentamente, gli occhi fissi sul punto in cui il cazzo di Luca spariva dentro la figa di Giulia.
«Più forte», gemette lei. «Scopami come quando eravamo da soli… voglio che mi sborri dentro mentre lui guarda.»
Luca accelerò, le diede schiaffi sulle chiappe, le tirò i capelli. A un certo punto le mise un dito nel culo mentre la scopava e Giulia venne con un grido soffocato. Luca non si fermò. Continuò a fotterla attraverso l’orgasmo, poi la girò a riccio, le piegò le gambe e la scopò ancora più a fondo finché non venne dentro di lei, spingendo fino in fondo e tenendola ferma.
Marco schizzò sul proprio ventre pochi secondi dopo, guardando la sborra di Luca che usciva lentamente dalla figa di Giulia.
Nessuno parlò per un lungo momento. Poi Giulia si avvicinò a Marco, gli raccolse la sborra con un fazzoletto di carta mentre lo guardava negli occhi.
Epilogo — Gli orecchini
Qualche settimana dopo Giulia ritrovò la scatolina. Si mise gli orecchini davanti allo specchio. Marco la osservava dalla porta.
«Sono quelli che avevo comprato il giorno dell’incidente.»
«Sono bellissimi.»
Quella sera Luca sarebbe arrivato alle nove.
Giulia lo sapeva.
Marco lo sapeva.
E per la prima volta non c’erano più segreti da nascondere, solo un piacere condiviso, fragile e proibito, che nessuno dei tre voleva ancora interrompere.
Alle nove in punto suonò il campanello.
Giulia guardò Marco. Lui le fece un piccolo cenno.
Lei andò ad aprire, indossando solo gli orecchini e un sorriso malizioso.
Ti è piaciuto?
Curioso, razionale e creativo. Amo i racconti erotici, le nuove idee e le conversazioni che fanno riflettere. Sempre pronto a imparare, capire e guardare oltre le apparenze.
Altri racconti di imak999
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.