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Gli albergatori - settimo episodio
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Racconto12 min di lettura

Gli albergatori - settimo episodio

Eric e Karin vogliono partecipare ai giochi dei loro genitori e dei loro amici

Felipe Gonzales
2 ore fa · 6 letture · 0

Roberto anticipò le nostre mosse: “Calmate i bollenti spiriti, adesso andiamo fuori a cena e poi chi vorrà potrà fare un provino.”

Andammo in un locale molto elegante con vista sul mare e cenammo a base di pesce accompagnato da bollicine tenute infresco in un secchiello con del ghiaccio.

Il cameriere assegnato al nostro tavolo provvedeva a riempire sempre il bicchiere appena si vuotava, ben presto tutti eravamo un po' allegri e per smaltire l’alcol facemmo una passeggiata al chiaro di luna.

Una volta rientrati eravamo tutti curiosi di sapere in cosa consistesse il provino e Marisa ci spiegò tutto: “La stanza che avete visto l’abbiamo allestita per poter girare dei film amatoriali, l’affittiamo a chi vuole realizzare dei veri e propri film, a chi vuole utilizzarla per le sue esibizioni su webcam, oppure a chi vuole utilizzarla per i propri desideri. Se volete possiamo sottoporvi a un vero e proprio casting, vi sottoporremo alle stesse prove che sono state richieste a noi per poter partecipare ai film porno. Sarete voi a scegliere se farlo a viso scoperto e se pubblicare la registrazione.”

Tutti quanti accettammo il nuovo gioco, ma solo io e Carla decidemmo di farlo senza maschera, se il risultato fosse stato di nostro gradimento l’avremmo utilizzato per farci conoscere, sarebbe stata un’ottima pubblicità per la nostra attività.

Marisa ci propose iniziare con dei provini di coppia e all’occorrenza ci sarebbe stato l’intervento di un terzo o quarto attore.

Roberto fece accomodare Eric e Karin su un divanetto e iniziò l’intervista con le domande di rito, nome, età e cosa li spingesse a partecipare ad un casting.

Karin si assicurò prima che il filmato non sarebbe mai stato pubblicato e ricevute le rassicurazioni di Roberto rispose alla domanda: “Frequentiamo l’università nella stessa città e condividiamo lo stesso appartamento. Oltre all’appartamento condividiamo tutto anche gli amanti, siamo aperti a qualsiasi esperienza e vorremmo poter guadagnare qualcosa per essere autonomi e non pesare ai nostri genitori.”

“Lo hai mai fatto davanti a una telecamera? Fai ancora in tempo a rinunciare.”

“No, andiamo avanti.”

“Bene, adesso dovrete fare quello che vi dico e Marisa filmerà tutto.”

Roberto si abbassò i pantaloni e il suo cazzo svettò fuori in piena erezione ordinò a Karin di fargli un pompino, lei si inginocchiò davanti a lui e cominciò a lavorarlo con la bocca.

“Così non va bene, devi metterci più passione, non deve rimanere fuori nemmeno un millimetro.”

Roberto la provocava per vedere se poteva sostenere le direttive di un ipotetico regista e Karin si impegnò maggiormente ottenendo i complimenti di Marisa.

“Bene, adesso vediamo come lavorate in coppia, sai come si pratica il fisting anale?”

“Certo.” Rispose Karin, Roberto le passò un barattolo di lubrificante e le chiese di penetrare analmente suo fratello mentre gli praticava un deepthroat.

Eric si mise supino e tirò su le gambe, sua sorella gli versò un abbondante dose di gel sull’ano e infilò la mano senza esitazioni, formò il pugno e cominciò ad andare avanti e indietro ruotando il pugno.

Mentre stantuffava il culo di Eric ingoiò il suo cazzo succhiando con passione.

“Vedo che siete molto esperti, Eric, adesso prendi il mio cazzo in bocca e fammi arrivare.”

Eric fu felice di ricevere quel comando, pompò con forza il manico di Roberto che non ci mise molto a scaricargli in bocca il suo seme.

Subito dopo Karin ricevette in bocca lo sperma del fratello.

Per il provino successivo si offrirono Carla e Sofia e fu chiesto loro di fare l’amore utilizzando anche i sextoys.

Le due donne si spogliarono lentamente, Carla si prese le tette e iniziò a leccarsi i capezzoli poi li offrì a Sofia che iniziò a succhiarli avidamente.

La scena divenne subito bollente, Sofia fece sdraiare Carla, le prese i piedi, li leccò a lungo poi iniziò a prenderli in bocca succhiandoli come se stesse facendo un pompino, continuando a leccare risaliva lungo le gambe arrivò alla fica di Carla e iniziò ad abbeverarsi.

Poi fu la volta di Carla prendere l’iniziativa, prese uno strapon nero lungo almeno venti centimetri e lo indossò, poggiò le mani sulle spalle di Sofia, la guidò verso il suo cazzo e iniziò a scoparle la faccia.

Quando il suo cazzo fu ben lubrificato dalla saliva di Sofia la fece mettere a quattro zampe e la prese da dietro, le sputò sul culo più volte e infilò le dita una ad una.

L’ano di Sofia si allargò per far entrare tutta la mano quindi si strinse di nuovo intorno al polso di Carla che si fermò un attimo per poi riprendere a spingere e ad arretrare.

Sofia ricevette una doppia penetrazione che la portò presto all’orgasmo facendole perdere il controllo del proprio corpo, la schiena si inarcava verso l’alto e subito dopo verso il basso, facendo entrare e uscire le mani di Carla.

Sofia ebbe un orgasmo dietro l’altro, quella doppia penetrazione era diventata una tortura di piacere e alla fine, radunando le ultime forze riuscì a implorare Carla: “Basta, per pietà smettila.”

Carla le diede il tempo di riprendersi, la fece sdraiare supina, si accovacciò e iniziò a leccarle i piedi, li bagnò per bene poi piazzò la sua figa su uno di essi come se fosse un cazzo e si impalò.

Sentire il suo piede entrare e uscire da quella tana calda e umida risvegliò il desiderio di Sofia, abbracciò Carla e le diede un bacio cercando la sua lingua, poi la fece stendere e le sussurrò: “Lasciati andare, adesso ci penso io, voglio fare l’amore con te, ti voglio sentire mia.”

Carla si stese e sollevò le gambe offrendole le sue intimità, la sua amante si tuffò con la testa tra le sue gambe, la penetrò con la lingua e le succhiò il clitoride facendolo diventare come un piccolo pene.

Carla gemeva per il piacere, la sua figa era diventata un lago, la sua amante smise di darle piacere con le labbra, si stese anche lei e con le dita del piede iniziò ad accarezzarle la vulva, dopo qualche carezza entrò nella vagina.

Prima introdusse le dita, poi entrò fino al collo del piede e iniziò a scoparla, dopo un pò tese il piede il più possibile e continuò a spingere fino a quando anche il tallone entrò nella caverna.

Ad ogni spinta la pancia di Carla si gonfiava, tutte le sue zone erogene venivano stimolate, il perineo, le labbra, il punto G e anche il clitoride.

Carla incitava Sofia: “Si, continua, più forte, spaccami” sentiva le fiamme partire dal basso e arrivarle in testa mentre arrivava il primo orgasmo.

Subito dopo Carla chiese di essere inculata allo stesso modo, così la sua compagna, con il piede ancora bagnato dai suoi umori, cominciò ad accarezzarle l’ano per poi ripetere le azioni precedenti.

Infilò prima le dita, pressò fino ad arrivare il collo del piede e fece avanti e indietro per qualche minuto.

Quando il culo di Carla fu abbastanza dilatato, drizzò il piede e spinse con più forza, lentamente il tallone superò il primo anello, il piede di Sofia entrava lentamente, superò il secondo anello dello sfintere e fu risucchiato dentro.

Carla gridò per il dolore, ma dopo qualche spinta il dolore lasciò il posto al piacere e il grido di dolore si trasformò in un incitamento: “Ancora di più, vai più dentro, sfondami.”

Mentre incitava Sofia, Carla spingeva per agevolare la penetrazione e, quando si fermò, la gamba era dentro quasi fino al ginocchio.

Bastarono pochi movimenti perché un altro orgasmo sconvolgesse il corpo di Carla che cercò di prolungare il più possibile quel momento chiedendo alla sua amica di rimanere all’interno del suo corpo.

Carla si stava godendo il piede di Sofia nel suo intestino, ruotava il bacino per farsi massaggiare dall’interno e i suoi movimenti facilitarono ulteriormente la penetrazione.

Sofia cominciò ad accarezzarle il clitoride, poi lentamente infilò una mano nella vagina e dopo pochi minuti Carla ebbe l’ennesimo orgasmo.

Mentre assistevamo all’esibizione noi uomini avevano iniziato a masturbarci, ma fummo subito interrotti da Marisa e Karin che pretendevano la loro dose di cazzi.

Terminammo di scopare che era quasi l’alba, ci addormentammo e ci svegliammo quando il sole era già tramontato.

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