I primi raggi di sole filtrano dalle persiane e mi sveglio, Carla dorme ancora, l’esibizione di ieri sera sul palco del night l’ha distrutta e adesso riposa felice, forse sta ancora sognando gli enormi membri che le hanno donato sperma e orgasmi a non finire.
La lascio nel mondo dei sogni, faccio una rapida doccia, consumo una rapida colazione, rifiuto il “dolce” che Jelani voleva offrirmi e vado subito in spiaggia.
Dall’inizio della vacanza non abbiamo fatto altro che scopare, siamo felici ma il corpo ora chiede un attimo di tregua.
Passeggio sul bagnasciuga con gli infradito in mano, mi godo il tepore del sole e il fresco dell’acqua.
Sono completamente assorto nei miei pensieri che non mi accorgo di non essere più solo, fino a quando una palla di sabbia bagnata non mi colpisce sulla schiena, mi volto e un’altra palla mi colpisce sul petto.
Riconosco subito i colpevoli, erano Roberto e Marisa e alle loro spalle c’erano anche Eric e Karin che si accingevano a colpirmi a loro volta.
Per salvarmi entro in acqua e mi tuffo, loro continuano a bersagliarmi e mi costringono a immergermi, poi entrano anche loro in acqua, mi raggiungono e iniziamo ad azzuffarci come ragazzini.
Approfittando della situazione ho subito messo le mani sul seno di Karin, nonostante l’acqua fredda, stringere quelle poppe mi ha procurato subito un’erezione e lei ha ricambiato strizzandomi per bene il pacco.
La zuffa continuò per alcuni minuti, si coalizzarono contro di me e nella confusione Eric riuscì a sfilarmi il costume, corse fuori dall’acqua sventolando il trofeo, i suoi complici lo raggiunsero e tutti insieme mi fecero capire che se volevo indietro i miei indumenti avrei dovuto pagare pegno, era presto e la spiaggia era deserta, se volevo evitare situazioni imbarazzanti dovevo sbrigarmi a soddisfarli.
Li raggiunsi sul bagnasciuga e il primo che pretese il pagamento del pegno fu Eric: “Vediamo se le performance di bocchinaro che descrivi in “La vendetta di un marito” sono vere, vediamo se riesci a ingoiare questa mazza.”
Io lo guardai negli occhi, poi sputai su quel cazzo di oltre venticinque centimetri e lo ingoiai tutto, per farlo arrivare il prima possibile lubrificai il suo buco del culo con la saliva e gli infilai tutte le dita fino alle nocche.
Eric trattenne un grido di dolore, poi si rilassò e io lo penetrai con l’intera mano iniziando un fisting sempre più profondo, ogni volta che il mio braccio entrava, lui spingeva il suo cazzo nella mia gola cercando di far entrare anche le palle, non ci volle molto, poche spinte ed Eric mi regalò la sua sborra.
Roberto, Marisa e Karin rimasero colpiti da quella scena e vollero lo stesso trattamento.
I culi di Roberto e Marisa li avevo già conosciuti, ma quando mi trovai davanti alle meraviglie di Karin persi il controllo, iniziai ad allattarmi a quelle tette giunoniche mentre le accarezzavo il clitoride, la sua fica colava, intinsi le dita e con i suoi umori iniziai a lubrificare la sua rosetta anale.
Evidentemente la ragazza faceva buon uso del suo culo, l’ano si dilatò immediatamente e la mia mano scivolò dentro in quella che sembrava una voragine, continuai a spingere e la tirai fuori solo quando il mio braccio era dentro fino al gomito.
L’inculavo freneticamente e con l’altra mano le accarezzavo la vulva, ogni volta che le mie dita si avvicinavano alle grandi labbra, Karin cercava di agevolarne l’ingresso e così l’accontentai, la penetrai e le praticai un doppio fisting scuotendola a ogni colpo.
Karin iniziò a tremare e un suono gutturale le uscì dalla gola mentre arrivava l’orgasmo.
Rientrando presi sottobraccio i due ragazzi e chiesi loro: “Che ne dite sono stato all’altezza del protagonista di “La vendetta di un marito”?”
Ci facemmo una doccia, raggiungemmo gli altri in cucina e consumammo una seconda colazione.
Seduti in cucina parlavamo del più e del meno, cercavamo di programmare la giornata e Carla chiese a Marisa: “Io, Mario, Antonio e Sofia abbiamo parlato delle nostre attività, ma tu e Roberto non vi siete sbottonati più di tanto, non penso che un piccolo negozio di elettrodomestici possa farvi guadagnare tanto da permettervi un van lussuoso a sette posti.”
Al posto loro rispose Eric: “Certo che no, i loro soldi vengono dai loro filmini particolari: CamGirl, Gola Profonda calabrese, Roby e Mary e quattro mandinghi, eccetera.”
Antonio urlò a suo figlio: “Ma tu devi essere sempre così stronzo? Spiegami come fai a sapere tutto sulla pornografia, a Bologna studi o passi le giornate a segarti leggendo racconti e vedendo film porno?”
Karin intervenne in sua difesa: “Non ti preoccupare papà, lo sai che Eric è un genio, gli riesce tutto facile, gli studi procedono velocemente e ha parecchio tempo libero, lui da bravo secchione continua a studiare. La sua materia preferita è il sesso e gli piace conoscere tutto, anche le cose più perverse per poi metterle in pratica, per questo legge e guarda film.”
“E tu?” chiese Sofia, “Io sono fortunata, ho un fratellino che studia anche per me e mi dà delle lezioni private.”
Scoppiammo tutti a ridere, poi intervenne Roberto: “Non c’è problema Antonio, possiamo parlare tranquillamente della nostra attività principale, chiunque visiti certi siti incapperà prima o poi nei nostri film, non ci nascondiamo, recitiamo senza indossare maschere.”
Incuriosito Eric chiese come fosse iniziata la loro carriera di porno attori.
Rispose Marisa: “Io e Roberto abbiamo sempre avuto una vita sessuale molto intensa, ci siamo sempre confidati le nostre fantasie e il desiderio che non rimanessero solo fantasie crebbe con il passare del tempo. Pensammo che il modo migliore per realizzarle fosse entrare nel mondo del porno, li gli attori vengono sottoposti a severi controlli clinici. Riuscimmo a fare un provino presso una famosa casa produttrice e lo superammo a pieni voti. Siamo entrati in quel mondo per fare sesso, ma la nostra partecipazione era sempre più richiesta ed iniziarono ad arrivare anche i soldi, parecchi soldi. Ora siamo conosciuti come Roby e Mary”
Roberto: “A dire la verità Marisa è stata la mia fortuna, questa piccolina lascia tutti a bocca aperta, i suoi buchetti sorprendono per quello che sono capaci di fare, si è scopata quattro supercazzi di colore contemporaneamente, due nel culo, uno in vagina e uno in bocca.”
Marisa replicò: “Non è vero, tu sei stata la mia fortuna, pochi avrebbero accettato la mia personalità e anche tu reciti alla grande, le donne sono sempre soddisfatte dal tuo cazzo e i tuoi buchi deliziano i maschietti.”
Karin fece una riflessione: “Non è strano che voi tutti abbiate scelto il sesso come unico scopo della vostra vita?”
Le rispose sua madre: “Non è tanto strano se ci pensi, Antonio, Roberto e Mario hanno vissuto insieme la loro adolescenza e insieme hanno scoperto la bellezza del sesso, è normale che tra tante donne abbiano scelto tre troie come me, Marisa e Carla, la nostra vita non poteva andare diversamente. Adesso siamo tutti felici, liberi di goderci cazzi e fiche quando ne abbiamo voglia, la cosa ti turba amore?”
Karin: “No, la mia era solo una constatazione, penso che tu abbia ragione e forse è per questo che io ed Eric siamo tanto vogliosi di partecipare alle vostre esperienze, anche questo è una conseguenza naturale delle vostre scelte.”
“Bene” disse Marisa, “Visto che l’argomento vi intriga tanto, Roby e Mary vorrebbero farvi conoscere meglio il loro mondo, che ne dite se stasera venite da noi?”
Decidemmo di trascorrere la mattina al mare poi la sera saremmo andati da Roberto e Marisa.
Quando raggiungemmo la loro abitazione capimmo subito che la loro attività era veramente redditizia, ci trovammo davanti a una villa costruita su una collinetta, un sentiero pedonale saliva verso l’ingresso e una strada conduceva al garage ricavato all’interno della collina.
Entrammo dal garage e appena il portone basculante si sollevò apparvero una bellissima Ferrari Roma, una Lamborghini Revuelto e un suv Maserati, dopo aver ammirato quei gioielli entrammo in un ascensore che ci condusse direttamente all’interno della villa che Marisa ci fece visitare tutta quanta.
Era tutto bellissimo, ma giunti in una stanza molto ampia rimanemmo basiti, l’ambiente era arredato in modo da poter praticare qualsiasi gioco sessuale, dal normale rapporto amoroso su un comodo letto a un rapporto sadomaso.
C’era una parete attrezzata con maschere, frustini, costumi in latex e dildi di tutte le dimensioni e forme.
