Bambolina e il pepe
Racconto erotico emotivo introspettivo
Hai prenotato una stanza in un motel a metà strada, tra casa mia e casa tua.
Mi hai chiesto di farmi trovare in stanza in ginocchio, nuda, sul letto, con gli occhi bendati.
Sono arrivata in anticipo. Entro nella stanza e penso che è molto bella e che io mi sarei accontentata di molto meno.
Mi faccio la doccia, ci sono dei saponi al profumo di pepe e non potevo resistere. Asciugo velocemente i capelli, lasciandoli umidi e li raccolgo in una treccia morbida, le punte sfiorano la curva della mia schiena. Mi inginocchio sul letto e lego la benda attorno agli occhi.
Le percezioni sul corpo iniziano ad aumentare, sento tutto più forte.
Non so quanto tempo sia passato, ma la porta si sta aprendo e io sento aria fresca sulla pelle e un calore aumentare all’interno del mio corpo.
Non sono abituata a farmi osservare così la prima volta da un estraneo.
Riconosco la tua voce. Mi saluti: «Ciao, Bambolina». Io ti rispondo con un sorriso timido, una piccola smorfia sulle labbra.
Ti avvicini e mi sfiori il viso con una mano, il mio cuore sta impazzendo nel petto, e non credo sia l’unica cosa che sta cambiando in me.
Ti spogli, rimanendo solo con i boxer, e ti inginocchi davanti a me. Nell’esatto momento in cui accompagni con le mani il mio viso sul tuo petto, io mi perdo.
Questa sensazione: i tuoi peli che accarezzano la mia pelle. ci strofino il naso come se il tuo profumo fosse una pozione magica, e ci faccio scorrere la lingua. Hai un piccolo retrogusto di salato.
Allungo le mie braccia dietro alla tua schiena, ti avvolgo e tu mi avvolgi dentro di te. Sono piccola rispetto a te. Alzo il viso, perché la tua clavicola mi fa impazzire. Riesco a trovarla e la tocco anche con la mano; infilo le mie dita nella fossetta sopra, vicino al collo. Faccio scivolare la lingua sulla giugulare e sul pomo. Sento la tua barba che mi solletica le labbra: è lunga.
Le tue braccia mi stringono e io, qui, mi sento al sicuro. Nonostante io sia completamente esposta e vulnerabile, mi arrendo al tuo cospetto.
Mi stai lasciando il mio tempo e il mio corpo reagisce da solo, mentre tu mi guidi nell’ascoltarlo.
Prendi la mia mano e la porti sul mio fiore. Lo sento caldo, gonfio e bagnato. E tu questo lo sapevi. Sapevi cosa ci avrei trovato.
La tua voce all’orecchio mi sussurra di rilassarmi. Sposti la mia mano sul tuo membro eccitato. Prima la posi sui boxer e poi la accompagni dentro ai boxer.
Quando sento il contatto del mio palmo sulla tua erezione io rimango stupita. E’ caldo, è duro.
Sei davanti a me e mi desideri veramente, forse di più di quanto io desideri te.
Fai scivolare la tua mano sul mio corpo, prendi i miei glutei, li stringi, li tiri verso di te. Le tue mani li ricoprono.
Il mio corpo si appoggia al tuo e ascolto i punti di contatto. Sei caldo, molto.
Sollevi dolcemente il mio viso e mi baci con passione, senza invadermi. Mentre una tua mano scende verso la mia perla, la sfiori, mi fai assaggiare il suo sapore e ci appoggi le labbra sopra.
Mi accompagni a sdraiarmi. Prendi i miei polsi e li leghi alla testiera del letto; ho già toccato troppo.
L’accordo prevedeva che ora mi avresti levato la benda. Ti sento temporeggiare e inizia ad assalirmi il timore che non manterrai la promessa.
Ti piace quel che vedi e ne stai approfittando.
Ora le tue mani scivolano dietro alla mia nuca. Con una mano sollevi il capo e poi sciogli il nodo. Io ho gli occhi chiusi, mi dici di aprirli lentamente. La luce è scarsa nella stanza, ma quel che vedo mi fa commuovere di gioia.
Dio, quanto sei bello.
Il tuo corpo è perfetto. Vedere l’erezione nei tuoi boxer mi manda al settimo cielo. Ma ciò che non riesco a fare è stare nel tuo sguardo: sei glaciale.
Mi prendi il viso e mi dici: «Guardali, ora che puoi».
Io scuoto la testa dicendo: «No, non ci riesco».
E tu insisti: «Ti ho detto: guardali, ora che puoi!»
Le tue mani sono ferme, io chiudo gli occhi e tu di nuovo, ribadisci: «Guardali! Bambolina! Ti ho detto guardali!»
Le lacrime sgorgano ai lati dei miei occhi. Io non so perché non ci riesco.
Mi baci sulle labbra con dolcezza. Io li apro, ti guardo e ti vedo. O meglio mi riconosco. Le mie guance diventano rosse o forse anche viola, le mie gambe tremano; mi vedo riflessa attraverso il tuo sguardo e un brivido mi travolge da cima a fondo.
La tua espressione è dolce e, allo stesso tempo, eccitata. Il desiderio ti si legge negli occhi.
Mi stai conducendo a me stessa.
Non capirò mai come fai a conoscere i miei pensieri meglio di me: «Non devi avere vergogna di nulla, guarda lì sopra».
Alzo lo sguardo e sopra di noi c’è uno specchio. Continui: «Guardati, quanto sei bella. Una donna come te non deve avere paura di nulla».
A decine sono i pensieri che arrivano alla mia mente, ma tu lo sai e interrompi tutto.
Sali sopra di me, mi baci e scendi sul mio corpo.
E io ti dico: “la tua voce… parlami”.
Così, tra un bacio e l’altro, mi parli.
Arrivi alla mia clitoride, la succhi e la mordi con i denti. Mentre accarezzi il mio corpo con le mani. Inserisci la lingua dentro di me e mi senti gemere. E poi di nuovo. Sfiori le labbra con le mani. Sollevi le mie gambe e ti precipiti ancora a leccarmela. Ti sento fuori e dentro. Le tue mani e le tue dita mi scoprono, ma sanno meglio di me cosa devono fare.
Stimoli il punto g, mentre risucchi la mia clitoride e mi porti al culmine del piacere. Ti interrompi. Mi baci sulla bocca, la tua lingua che sa di me, avvolge la mia.
Sono eccitata tantissimo. Scendi ancora su di me e ti basta poco per farmi godere.
Io urlo. Sto urlando di piacere per te. Non ho più alcun freno.
Il mio liquido scende verso il culetto. Tu lo raccogli con la lingua e questo mi fa eccitare moltissimo e fa eccitare ancora di più te.
«Lo sai da quanto desideravo assaggiarne il sapore? Mio Dio, quanto sei stupendamente buona!» è ciò che ti esce senza filtro.
Non puoi resistere, ti è venuto di marmo, perché tu adori sentire, sentire forte, sentire tutto di me.
E ora che conosci il mio profumo e il mio sapore, non puoi più trattenerti.
Io ti imploro: «Scopami!»
Ciò che ho visto attraverso lo specchio non era altro che il mio desiderio per me stessa.
Ci sono momenti nella vita che ci lasciano qualcosa che ci accompagnerà per sempre.
Commenti (0)
Per favore accedi per lasciare un commento.
Ancora nessun commento su questo racconto, sii il primo a commentare!

