-Voglio scendere dall’alto verso il basso- decide mio figlio
-Allora mi dovrò slacciare la gonna, così potrai vedere le mutandine che ho messo per te.
Mi alzo in piedi e me la sfilo.
Mio figlio strabuzza gli occhi quando mi vede compiere questo gesto, e per poter vedere per intero le mie morbide cosce fasciate dalle calze.
- Ecco fatto- gli dico io-ti piacciono le mie mutandine?
Lui strabuzza gli occhi su un perizoma semi-trasparente di colore grigio fumè. So bene che attraverso si intravedono i miei peli intimi.
-La tua ragazza così sexy ha delle mutandine così?-lo provoco
-Veramente no-risponde mio figlio, stupefatto- lei a degli slip di cotone bianco
- Vedi che tua madre ti sorprende sempre? E ora figlio mio andiamo avanti. Mi hai detto che la tua ragazza, la poverina, finisce per slacciarsi i pantaloni. E poi cosa fate? Su rispondimi senza indugiare, sii franco.
-Dopo le stampo un bacio sulle mutandine.
-Ma bravo il mio ragazzo, e perchè non gliele togli?
- Perchè mi piace pregustare il momento in cui gliele toglierò
-Ah, raffinato. E così immagino che ne percepirai tutto l’afrore, è così?
-Si è così, aspiro profondamente e poi le lecco i bordi delle mutande.
-Bene allora, così, farai anche a me, vedremo se troverai meglio la passerina matura di tua madre o quella specie di fessura mezzo cresciuta.
Mio figlio si accosta al mio pube velato. Io con una mano lo accarezzo e me lo schiaccio addosso.
Sento il calore del suo respiro affannoso attraverso il leggero tessuto. Debbo dire che questa sensazione mi eccita non poco e sento crearsi dentro di me un umidore preoccupante.
Mio figlio annusa a pieni polmoni. Lo stacco spingendolo sulla fronte.- Allora? Ho passato l’esame? Qual è meglio?
-La tua, mamma
-Così mi piaci figlio mio. E poi cosa fate tu e la farfallina? Le togli finalmente le mutandine?
-Si alla fine gliele tolgo, o meglio, se le toglie lei.
Mi alzo in piedi e mi prendo con due dita l’elastico.
-Lo fa lentamente o velocemente, da quella sciattona che è?
-Velocemente
-Senza grazia allora. Invece guarda come faccio io- mi sfilo lentamente, con consumata arte l’elastico. Gli occhi di mio figlio si accendono spalancandosi. Finalmente può vedere la passera di sua madre. Lentamente mi sfilo la biancheria dai piedi, poi mi pongo in piedi di fronte a lui.
- Ecco,- gli dico solennemente, passandomi un dito tra i peli.- Tu sei nato da qui.
Mio figlio, seduto sul divano, ha un pisello duro come un piolo.
-Posso…posso toccarla?- implora
-Dipende figliolo. Noi siamo qui per rifare le azioni di quella espertona della tua filarina. Lei cosa ti fa fare?
Senza più voce mio figlio risponde: - se la fa titillare e leccare contemporaneamente.
-Così che tu non possa fare bene nessuna delle due cose. Bene, noi faremo così: Prima mi siederò accanto a te, così potrai agevolmente passarmi una mano tra le cosce. Ti insegnerò come si fa allora. Poi, se lo vorrai, io aprirò piano piano le gambe e potrai proseguire con la lingua. Ti va il progetto?
-Mi…mi va bene
-Allora cominciamo. Ecco, io mi siedo accanto a te alla tua sinistra. Con la mano più vicino al mio corpo cingimi la vita, mentre con la destra comincia a carezzarmi l’interno coscia.
Mio figlio esegue.
-Che bravo, vedo che impari in fretta. Adesso con le dita accarezzami piano le grandi labbra. Bravo così. E’ venuto il momento di titillarmi il cappuccio, mentre io riprenderò a menartelo, ma piano, in modo da non farti venire sulla coscia e mi sporchi la calza. Anzi sarà tua accortezza avvisami qualora non potessi più trattenerti, e io smetterò immediatamente..
Le dita di mio figlio si insinuano lentamente nella fessura e cominciano il massaggio più intimo. Sento che anch’io comincio a bagnarmi là dove da un po’ di tempo non succedeva.
-Adesso infilami due dita dentro non prima però di essertele leccate.-Le dita entrano titubanti, poi acquistano sicurezza e cominciano ad andare avanti e indietro.
- Bravo il mio ragazzo procedi così, e sarai veramente bravo se col pollice continuerai a trastullarmi il cappuccio, che a quanto sento si sta inturgidendo non poco.
Mio figlio esegue volonteroso
Cominciamo così a masturbarci a vicenda
-C’è un’altra cosa che si potrebbe aggiungere, figliolo. Con la tua ragazza non ti baci?
-Si che lo faccio
-Allora lo farai anche con tua madre. Su, scambiamoci le lingue. Solo un poco però, perchè dopo dovrai tornare a succhiarmi il seno, mi è piaciuto proprio quando me lo hai fatto-.
Lui prima mi infila la lingua in bocca, ci scambiamo un po’ di saliva, poi torna a slinguarmi i capezzoli.
-Bene , caro, la cosa sta procedendo bene. Ora, come promesso, visto che ti stai comportando magnificamente, avrai accesso a una delle mie parti più importanti. Potrai spostare la tua lingua impertinente sempre più giù lungo il mio corpo fino a che non incontrerai quello che sai. Intanto io mi preparo al tuo arrivo. Metterò un piede sul divano e l’altro sul pavimento, e appoggerò la schiena al bracciolo del divano. Così mi potrai raggiungere facilmente.
Sento la lingua di mio figlio scorrere lentamente lungo la carne della mia pancia. Ecco, la sento tra i peli, si insinua tiepida tra le grandi labbra, raggiunge il grilletto.
Un’ondata di piacere mi sale dal ventre. Non credevo mi avrebbe fatto un effetto così intenso.
-Ah, si bravo continua, sii volonteroso, io ho fatto altrettanto con il tuo pisellino e ora tu me lo stai restituendo. Così, bravo, sempre più velocemente, dai, fai contenta la mamma. Ogni tanto slinguami anche l’interno coscia e nel frattempo non mi fare mancare te tue dita. Non lasciarmi tregua. Ah si, sento che sto per venire…bloccati! Non è ancora il momento. Intanto lecca tutta la mia ciprigna e mandala giù, piano, per non esasperare i miei sensi.
Mettiti seduto diritto adesso, e togliti il maglione.
Mio figlio esegue e rimane completamente nudo di fianco a me. Piano mi avvicino e comincio a leccargli i capezzoli.
-Questo quella sventatella te lo fa?
-No mamma, non me lo ha mai fatto.
-Così è la prima volta, bene, imparerai che anche agli uomini piace che ci si prenda cura dei loro capezzoli.
Glielo faccio prima sull’uno poi sull’altro, mordendoli dolcemente.
Intanto decido di continuare a lucidargli il pisello.
-Sputami sulla mano ragazzo mio, poi ci sputerò io, e con le nostre salive unite la mia mano sarà pronta per darti nuovamente piacere.
Eseguiamo e finalmente comincio a ripassare il suo membro.
Il mio ragazzo è al settimo cielo
-Ti piace che ti faccia così, vero? Che scorra la mia mano giù lungo il tuo tarello, e poi su e poi giù di nuovo?
-Si mamma mi piace molto-mi confida il poverello
Bene, allora continuerò. Devo dire che non era necessaria la saliva sulla mano, hai talmente tanto luquidino lubrificante da poterne fare tranquillamente a meno. Del resto. Questo però non mi impedirà di torturarti un poco i marroni.Ti piace se li pizzico? Si? E se alterno il pizzico con un altra lisciata al tuo tubo?
Il mio ragazzo annuìsce sollecito.
-Bene allora continuerò. Frattanto è giunto il momento di venire, che ne dici?
Mio figlio annuisce un’altra volta, incapace di parlare.
-E’ vero che la tua mamma non è ancora venuta, ma presto lo farà anche lei. Intanto a te va la precedenza. Sento che il tuo pisellino sta per scoppiare. Su, sii un po’ romantico. Mentre vieni di a tua mamma che le vuoi bene, prima però…- e detto questo interrompo l’operazione -devi farmi una promessa
Mio figlio mi guarda interrogativo.
-Hai fatto i compiti oggi?
- Non ancora mamma
-E hai già in progetto di non farli per correre dalla scervellata non è vero?
Lui fa cenno di si con la testa.
-Bene, ma la tua mamma non continua a prendersi cura di te se tu non le dici che non puoi andarla a trovare oggi- gli tengo la mano sul pene senza muoverla -Allora, cosa devo fare?
-Ti prego mamma continua
-Allora promesso?
–Promesso
Ricomincio a masturbarlo, gli mordo i capezzoli e lo slinguo in bocca
-Si mamma si…si…si
-Mentre vieni dì lo giuro
-Lo giuro…lo giuro mamma ahhh!
I testicoli gli si strizzano come due limoni mentre tre sbotti di seme uno dopo l’altro superano i venti centimetri di gittata ricadendo sulla mia mano e sull’avambraccio.
Mio figlio si abbandona esausto allo schienale del divanetto.
-Presto allora, rivestiamoci, vatti a dare una rinfrescata e subito dopo telefona a quella cretina che non vai all’appuntamento. Tua madre andrà a ripulirsi di tutto quel miele con cui l’hai imbrattata e ti preparerà un po’ di merenda. Quando ritorno voglio vederti seduto al tuo tavolo a studiare.
Feci come avevo detto. Effettivamente lo ritrovai al suo tavolo con un libro aperto davanti.
-Cosa studi?- Gli faccio mettendogli le mani sulle spalle?
-Storia
-Ah bravo. Studia- Scendo con una mano sul pacco e gli lecco un orecchio
-Se a scuola otterrai dei buoni voti, ti prometto che per te ci sarà una sorpresa.
Ti è piaciuto?
Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.
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